(un)fair
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Approfondimenti sulla fiera e sul mondo dell'arte. Next: (un)fair rewind, in collaborazione con Forme Uniche
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#4
Ascoltiamo oggi l’intervento di Luca Matarazzo.
Luca Matarazzo è un fotografo italiano nato a Milano. Dopo la scuola di fotogiornalismo di
Contrasto, inizia a collaborare con la storica agenzia Tam Tam fondata dal fotoreporter
Roby Schirer, per poi approdare a Fotogramma, punto di riferimento per i principali
quotidiani italiani come Corriere della Sera, La Repubblica e settimanali nazionali ed esteri.
Nel 2016 ha vinto il “Premio Guido Vergani – Cronista dell’anno′′. Dal 2012 lavora alla serie
d’istantanee “Eromata”, un’esplorazioe fotografica del mondo erotico “alternativo e queer”,
un reportage erotico ed antropologico che vuole raccontare questo mondo in ogni sua
sfaccettatura.
Nel 2017 insieme ad Alessandra Pace e Marcel Swann fonda e dirige la fanzine
BadSeedZine che si occupa di fotografia erotica alternativa. Nata online su Instagram oggi
parla ad un pubblico di 17.000 persone, ed ha all’attivo quattro numeri cartacei pubblicati
da King Koala Press.
Nel 2017 pubblica il suo primo libro “il Culo – Anatomia del corpo erotico Vol.1”. Nel 2019 è
coautore del volume “Ultima Edizione – Storie nere dagli archivi de La Notte”, un libro che
esplora la fotografia di cronaca nera attraverso gli scatti inediti dei fotografi dello storico
quotidiano lombardo.
Nel 2021 pubblica il suo secondo libro “Composition Books” una raccolta di collage creati
durante la pandemia del 2020. Nel 2022 è uno degli autori e archivista di “La Mala – Banditi
a Milano”, una docuserie di Sky Documentaries.
#5
Continuano i contributi sul tema “Across Gender(s)” con la voce di Emanuela Romano.
Dopo la laurea all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Emanuela Romano si è
abilitata all'insegnamento di disegno e storia dell'arte e ha conseguito master post laurea
all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo di Design di Roma.
Dopo diverse esperienze con alcuni musei, quali GAM, Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo e PAV di Torino, e alcune gallerie d’arte, si è occupata di eventi legati al mondo
dell'arte contemporanea e ha curato diverse pubblicazioni di cataloghi monografici e non.
Nel 2012 ha fondato e diretto la galleria Opere Scelte con la quale ha portato avanti una
ricerca di artisti sia a livello territoriale che internazionale. Nel 2019 ha fondato A PICK
GALLERY, galleria d'arte contemporanea che ora dirige e che, come suggerisce il nome, si
focalizza nella ricerca e selezione di artisti emergenti del panorama internazionale. Con A
PICK GALLERY si dedica alla ricerca di nuovi linguaggi artistici, curando regolarmente
mostre personali e collettive, e producendo eventi in collaborazione con altre gallerie e
organizzazioni cittadine.
#6
Concludiamo la settimana e i contributi sul tema Across Gender(s) con la voce di Antonio
Miucci. Fotografo ritrattista e artista visivo con base a Milano. Laureato in Fotografia
presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, la sua ricerca artistica si occupa dei temi della
Queerness, celebrando l’espressione di sé, la gentilezza, le emozioni umane e la bellezza.
Attraverso la moda, la volontà dell’autore è quella di creare immaginari evocativi e
stratificati, la cui intenzione è quella di ridefinire la percezione del genere e dell’identità
personale nella società contemporanea, decostruendo in particolare stereotipi visivi e
culturali sulla mascolinità.
I suoi lavori sono stati esposti in mostre e presentazioni in Italia e all’estero (Gender Project
Berlin 2022, Haute Photographie 2022, Paris Photo 2021, Prix Picto de La Mode 2020, Cardi
Gallery, Voies Off) e presentati in diversi articoli online e pubblicazioni cartacee (Artribune,
Gup Magazine, Der Greif, Fresh Eyes, Young Photographers from Italian Academies by
Ragusa FotoFestival, Still Young, GQ Italia, Rolling Stone, CAP74024, Vogue.it, The Collector,
A Part Magazine, Perimetro, Pellicola, Still Young).
Nuovo argomento per (un)fair rewind, iniziativa a cura di Forme Uniche che raccoglie i
contributi degli ospiti del programma di talk della passata edizione di (un)fair per riproporli
in formato smart.

Le prossime riflessioni sono sul “collezionare sostenibile”: se le più recenti generazioni sono
sempre più aperte verso il fenomeno del second hand, della prossimità affettuosa con gli
oggetti, non è forse arrivato il momento di sostenere e collezionare anche i giovani artisti?
Esiste un'arte sostenibile?
#1
La voce di oggi è Giulio Zanet, artista, che ad (un)fair ha parlato insieme a Giulia Marani,
direttrice creativa Marex, presentando parallelismi con il mondo della moda.
La ricerca Giulio Zanet (Colleretto Castelnuovo, 1984) nasce da un interesse verso la pittura
aniconica, la scultura e l’installazione ambientale. Il suo lavoro è stato esposto in gallerie e
spazi pubblici in Italia e all’estero tra cui Istitut Francais – Palazzo Delle Stelline, Milano, il
Museo Lissone, Pinacoteca Civica di Como, Galleria Spp, Bratislava (SK), Riso-Museo D’arte
Contemporanea Della Sicilia, Palermo, Liu Hiusus Art Museum, Shangai (CHN),
Circoloquadro, Milano, ArteSantander, Santander (E), ABC-Arte. Genova, Fonderia Artistica
Battaglia, Milano, Adiacenze, Bologna, Traffic Gallery, Bergamo, Galleria Monopoli, Milano,
Frankfurter Westend Galerie, Francoforte (D). Zanet vive e lavora a Correggio.
Residenze d’artista: vacanza o progetto di crescita condivisa?
Riprendiamo con voi il dialogo che pone come tema centrale il fenomeno delle residenze
d’artista e dei premi d’arte. Presenti da sempre nel nostro settore, oggi godono di una vera e
propria fase di esplosione legata a differenti fattori sia generazionali sia relativi all’attuale
forma del sistema dell’arte.
#1
A parlare oggi è l’artista Francesco Meloni.
Francesco Meloni vive tra Cagliari e Milano. La sua formazione inizia nel 1992 presso il
Liceo Artistico di Cagliari,prosegue con il London College of Communication e la
Photofusion di Londra e si conclude con la Laurea in Filosofia e il Master in “Pedagogia
dell’Espressione” presso l’Università Roma Tre.
Artista poliedrico, utilizza le metafore architettoniche per descrivere la frattura insita nel
rapporto tra uomo e natura e per capire il modo in cui la realtà ci appare e ci influenza,
descrivendo le dinamiche di classe attraverso il richiamo al cantiere e all’edificio tout court.
Il cemento, elemento costitutivo delle realtà urbane e strumento della selvaggia
trasformazione di natura e paesaggi, diventa per l’artista il materiale più adatto a
rappresentare la spaccatura tra uomo e natura e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Un
“mondo architettonico” in cui i conflitti interni prendono plasticamente la forma di strutture
abitative con cemento a vista; in questo modo prende vita “l’estetica di Meloni”, attraverso
la costruzione di “blocchi di cemento”a vista, che consente all’artista di evidenziare la ”lotta
intima” che il materiale evoca.
L’ultima ospite che ascoltiamo è Caterina Angelucci, laureata in Archeologia e Storia
dell’arte presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi in Storia
dell’arte contemporanea sulle residenze d’artista. Da settembre 2021 fa parte del team di
ricerca di Endless Residency, progetto assegnatario del grant Italian Council X edizione;
cura e organizza la residenza per artisti Lido La Fortuna (Associazione Lido Contemporaneo,
Fano, PU). Dal 2018 si occupa per ArtsLife di contenuti e approfondimenti per la sezione
Arte e sviluppo marketing.