#rassegnabattaglia
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Articoli, news e spunti che vale la pena leggere o ascoltare [il mio sogno di rassegnista stampa che si realizza]
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Se c’è un grande distruttore,
nella nostra vita,
questo è il passato.
Con la sua disillusione,
le sue recriminazioni,
i suoi lamenti
i suoi rimpianti.
Il passato,
quando vede qualcosa di nuovo e fa:
“io questo l’ho già fatto, niente di nuovo!”
O, peggio
“io questa cosa l’ho fatta molto meglio”.
E anche
“come l’ho fatta io, più nessuno”.
Permaloso, presuntuoso
il passato non accetta nessuna ironia
sulle proprie ineluttabili scelte.
Nessuna invasione
da parte del presente e delle sue voci,
in cui al massimo vede la copia sbiadita
di ben altre imprese, di ben altri canti!
Diversa è la memoria,
la memoria è un corda, un laccio che ferisce,
chiede ogni volta d’essere rattraversata,
chiama, spinge, ad agire di nuovo,
ad essere usata,
per diventare viva e utile
dentro il mondo,
così com’esso è.
La memoria vive
nella gioia dell’essere tramandata,
nell’incontrare occhi nuovi
e attenzioni nuove.
La memoria è fuoco,
che risale dentro il corpo
avvampa la faccia
e ci fa essere di nuovo ardenti.
Non lasciare mai che la memoria
diventi passato,
che ogni giorno, il passato
si trasformi in memoria.

#gianluigigherzi #poesiaitalianacontemporanea #passato #memoria.
La colonna sonora del periodo è ovviamente #Musicaleggerissima. Il perché è scritto benissimo qui e ringrazio Ester Apa

"colapesce e Dimartino stanno facendo cantare e ballare l'Italia con un pezzo "leggerissimo" che parla del buco nero della depressione, in ogni dove e in pandemia oggi più che mai. Un piccolo miracolo". https://www.rockit.it/articolo/colapesce-dimartino-musica-leggerissima-sanremo
"Perché puoi ritrovarti solo tu, quando ti perdi".

Una storia vera e bellissima raccontata da Massimiliano Loizzi (Il terzo segreto di Satira per intenderci)


Il mio piccolino grande è seduto, buono buono, al suo tavolo che fa la DAD. Lo guardo di nascosto, senza fami vedere da lui, che vuole farcela da solo, che non vuole che stia lì e mi verrebbe voglia di abbracciarlo per tutto il tempo, portarlo via, metterlo sulle spalle, come quando era piccolo piccolo e correre nel bosco ad inseguire i draghi (non è un’allusione scusatemi non volevo nominarlo) e vaffanxulo tutto, fin quando:

“Maestra mi sono persa, aiuto!”
dice urlando, una bimba, mentre sono chini sul loro quaderno sotto dettato (una bimba di sette anni da sola a casa, perché mamma e papà sono al lavoro e che nessuno si permetta di giudicarli, perché al di fuori della nostra foxxutissima bolla del caxxo ci sono persone che non sanno più proprio come fare).

E la maestra con tutta la dolcezza del mondo – una dolcezza che io avrei perso soltanto già dopo la seconda domanda ripetuta sette volte da sette personcine diverse – e un’affettuosa ironia – che riesco a tirar fuori una volta su dieci nelle mie migliori serate - le risponde, piano, forse per paura di far troppo forte:
“Devi trovarti tesoro, prova a guardare se sei sotto il tavolo…”
Tutte le bimbe e tutti i bimbi ridono
“Perché puoi trovarti solo tu cara, ricordalo: quando ti perdi puoi ritrovarti soltanto tu. Dovete essere bravi in questo momento bimbi ma vedrete che presto torneremo a riabbracciarci.”

E mi viene da piangere, di nascosto per non farmi vedere
e abbracciare e urlare e chiedere scusa e cantare e correre e sognare e baciare la maestra
perché dicono che “c’è un tempo per seminare e uno che hai voglia ad aspettare”
ma c’è un tempo che non passerà mai ed è il tempo per sognare, per raccontare ai nostri bambini e alle nostre bambine che ancora esiste l’ora muta delle fate.

Grazie maestra, grazie. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10224287293760412&id=1545636236
Da TLON


Rallenta.
Nella prefazione al suo romanzo “Pierre e Jean” Guy de Maupassant ha scritto: “In tutto c’è qualcosa di inesplorato, perché siamo abituati a servirci dei nostri occhi solo con il ricordo di quanto è stato pensato prima di noi su quello che stiamo contemplando. La cosa più insignificante contiene un po’ d’ignoto. Troviamolo”.
Accorgiti, per esempio, di stare leggendo questo post. Accorgiti ora che stai passando lo sguardo su una serie di segni scuri disposti in file orizzontali su un fondo chiaro. Accorgiti che qualcosa accade: leggere non è un’attività banale, abbiamo faticato molto per apprenderla eppure la diamo sempre per scontata. È un atto misterioso che compiamo con il pilota automatico: leggere significa decodificare. C’è un codice fatto di simboli a cui collettivamente diamo significato e che decifriamo ogni volta. Leggere è letteralmente un’avventura.
Non ce ne rendiamo conto quasi mai, così come non ci rendiamo conto di star respirando e di avere un cuore che batte. Perché non ce accorgiamo? Perché è comodo e facile non farci caso, perché fa paura.
Farci caso è il primo movimento della fioritura. Fare caso al quotidiano, ai gesti ordinari, ovvi, dal singhiozzo alla colazione, trovandovi dentro l’inesplorato. Perché niente e nessuno è normale, visto da vicino. Neanche l’atto - apparentemente banale - di leggere un post.
Buona domenica e speriamo di ritrovarci presto.
Buongiorno a tutte e tutti segnalo il nuovo canale partecipativo di Cittadini Reattivi @ReattiviX 💃
Anche questo canale finalmente si è aggiornato con la stessa funzionalità. A presto!
Care e cari tutti, condivido con voi. Spero di ritrovarvi presto e grazie per esservi iscritti a questo canale. Per me sono stati mesi particolarmente duri, come per molti di noi. E non sappiamo esattamente cosa ci prospetta il futuro. Ma mai come ora ho imparato a vivere il meglio il presente. Buon venerdì https://www.instagram.com/p/CUedHdksBQI/?utm_medium=copy_link
Buon weekend di novembre
Ci sono un paio di articoli di Annamaria Testa che vorrei segnalarvi
"(...) la scelta di perseverare va compiuta solo nei confronti delle cose che contano davvero.

Non dev’essere, cioè, un automatismo dipendente dall’approvazione sociale, o dall’abitudine, o dal timore di affrontare l’incertezza e la dose di rischio che sono fatalmente connesse con il cambiamento".

Le persone ripensano alle loro carriere, alle loro condizioni di lavoro, alla propria situazione affettiva, agli obiettivi a lungo termine. E smettono di cercare di essere vincenti, preferendo trovare equilibri diversi e migliori.

Annamaria Testa che riordina i nostri pensieri su Internazionale

La gran voglia di tirare i remi in barca - http://intern.az/1DVV