𝐎𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚 𝐚𝐥𝐭𝐚: 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐞𝐝𝐢
Oggi sentir parlare di omocisteina alta non è più così raro. Basti pensare che negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati oltre 10.000 lavori scientifici sull’omocisteina, che sappiamo essere un marcatore importante di rischio cardiovascolare (e non solo).
Per omocisteina alta si intende un'elevata concentrazione dei livelli di omocisteina nel sangue. L’omocisteina alta (maggiore di 10 µmol/L) è considerata un vero e proprio fattore di rischio e pertanto un utile marcatore per diversi stati patologici come complicanze gravidiche, alcune forme di cancro, coronaropatie, aterosclerosi e trombosi dei vasi periferici, deficit delle funzioni cognitive (specialmente nell’anziano).
A tal proposito l’omocisteina è divenuta oggetto di grande interesse scientifico, in quanto è implicata in numerosi processi patologici, tra cui il danno endoteliale.
https://www.vitalprogram.it/blog/omocisteina-alta-b39.html
La concentrazione plasmatica di omocisteina è il risultato di una stretta relazione tra abitudini alimentari, riserve di micronutrienti e fattori genetici.
La carenza di alcune vitamine, in particolare vitamina B12 e acido folico è la principale causa di iperomocisteinemia.
La maggior parte delle persone hanno livelli alti di omocisteina soprattutto a causa di una dieta poco ricca di folati o di vitamine del gruppo B, o meglio ancora per via di aumentati fabbisogni di tali vitamine in relazione allo stile di vita che conducono.
In quali casi è ragionevole eseguire il test dell’omocisteina?
In presenza di stress psicofisico
In caso di familiarità positiva per diabete o malattie cardiovascolari
In presenza di fattori di rischio modificabili (fumo, alcool, ecc.)
Nelle persone anziane
Nelle persone con problematiche cardiovascolari
Nelle persone con sindrome metabolica
Le persone interessate da deterioramento cognitivo o da malattie neuro-degenerative
In caso di sospetta carenza di vitamina B12 o di folati da aumentato fabbisogno o indotta da farmaci
In tutte quelle persone che presentano contemporaneamente più di fattori di rischio
Nelle persone che seguono un regime vegano o vegetariano
Qual è la giusta integrazione?
La giusta integrazione per il metabolismo dell’omocisteina non dovrebbe prevedere soltanto le vitamine B12 e acido folico nelle loro forme metilate.
Essendo un metabolismo complesso, dove convergono diverse vie metaboliche, i cofattori vitaminici e minerali sono molteplici, così come determinati amminoacidi.
A tal proposito, abbiamo sviluppato formulazioni complete e nello stesso tempo specifiche per i bersagli biochimici più importanti.
Vital Basic
https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html
B Fast
https://www.vitalprogram.it/shop/54-b-fast.html
Articolo di approfondimento
https://www.vitalprogram.it/blog/omocisteina-alta-b39.html
Continuate a seguirci!
Oggi sentir parlare di omocisteina alta non è più così raro. Basti pensare che negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati oltre 10.000 lavori scientifici sull’omocisteina, che sappiamo essere un marcatore importante di rischio cardiovascolare (e non solo).
Per omocisteina alta si intende un'elevata concentrazione dei livelli di omocisteina nel sangue. L’omocisteina alta (maggiore di 10 µmol/L) è considerata un vero e proprio fattore di rischio e pertanto un utile marcatore per diversi stati patologici come complicanze gravidiche, alcune forme di cancro, coronaropatie, aterosclerosi e trombosi dei vasi periferici, deficit delle funzioni cognitive (specialmente nell’anziano).
A tal proposito l’omocisteina è divenuta oggetto di grande interesse scientifico, in quanto è implicata in numerosi processi patologici, tra cui il danno endoteliale.
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La concentrazione plasmatica di omocisteina è il risultato di una stretta relazione tra abitudini alimentari, riserve di micronutrienti e fattori genetici.
La carenza di alcune vitamine, in particolare vitamina B12 e acido folico è la principale causa di iperomocisteinemia.
La maggior parte delle persone hanno livelli alti di omocisteina soprattutto a causa di una dieta poco ricca di folati o di vitamine del gruppo B, o meglio ancora per via di aumentati fabbisogni di tali vitamine in relazione allo stile di vita che conducono.
In quali casi è ragionevole eseguire il test dell’omocisteina?
In presenza di stress psicofisico
In caso di familiarità positiva per diabete o malattie cardiovascolari
In presenza di fattori di rischio modificabili (fumo, alcool, ecc.)
Nelle persone anziane
Nelle persone con problematiche cardiovascolari
Nelle persone con sindrome metabolica
Le persone interessate da deterioramento cognitivo o da malattie neuro-degenerative
In caso di sospetta carenza di vitamina B12 o di folati da aumentato fabbisogno o indotta da farmaci
In tutte quelle persone che presentano contemporaneamente più di fattori di rischio
Nelle persone che seguono un regime vegano o vegetariano
Qual è la giusta integrazione?
La giusta integrazione per il metabolismo dell’omocisteina non dovrebbe prevedere soltanto le vitamine B12 e acido folico nelle loro forme metilate.
Essendo un metabolismo complesso, dove convergono diverse vie metaboliche, i cofattori vitaminici e minerali sono molteplici, così come determinati amminoacidi.
A tal proposito, abbiamo sviluppato formulazioni complete e nello stesso tempo specifiche per i bersagli biochimici più importanti.
Vital Basic
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Articolo di approfondimento
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Cari amici del canale,
Vi mostriamo i risultati ottenuti in poco più di 3 mesi di integrazione funzionale in una donna con sintomi di dolori a mani e piedi, stanchezza cronica ed episodi di emicrania.
La donna riferisce inoltre che i dolori alle mani sono andati via, mentre sono diminuiti i dolori ai piedi. Riferisce inoltre che è diminuita la stanchezza cronica e sono diminuiti i mal di testa.
Il metabolismo dell’omocisteina non è soltanto una questione di MTHFR, e quindi di vitamine B9 e B12 metilate, ma anche e soprattutto di amminoacidi, vitamina B6, vitamina C, zinco, rame e tutti i restanti cofattori vitaminici e minerali.
Precisiamo che (a scanso di equivoci) tali risultati non sono pervenuti tramite fai-da-te, in quanto il soggetto in questione è stato seguito da professionisti sanitari. Pertanto questo post è da intendersi a scopo divulgativo!
Condividete, se vi va 🙂
https://t.me/vitalprogramofficial
Se avete bisogno di supporto, scriveteci a info@vitalprogram.it
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Il metabolismo dell’omocisteina non è soltanto una questione di MTHFR, e quindi di vitamine B9 e B12 metilate, ma anche e soprattutto di amminoacidi, vitamina B6, vitamina C, zinco, rame e tutti i restanti cofattori vitaminici e minerali.
Precisiamo che (a scanso di equivoci) tali risultati non sono pervenuti tramite fai-da-te, in quanto il soggetto in questione è stato seguito da professionisti sanitari. Pertanto questo post è da intendersi a scopo divulgativo!
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𝐖𝐞𝐛𝐢𝐧𝐚𝐫 𝐆𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨: 𝐎𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞
Dopo aver divulgato l’importanza del colesterolo per la nostra salute, approfondiamo un altro argomento di notevole importanza: l’omocisteina.
Nella letteratura medica ci sono oltre 22.000 pubblicazioni riguardanti l’omocisteina, e dai primi anni 2000 c’è stata una forte attenzione scientifica sull’argomento!
Se vuoi imparare a conoscere e gestire correttamente tutto ciò che ruota intorno a questo fattore di rischio,
Non perderti il prossimo webinar dal titolo
𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐓𝐄𝐃𝐈̀ 𝟐𝟖 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟎:𝟎𝟎
Clicca sul link in basso per iscriverti:
https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html
Conosci abbastanza l’omocisteina?
Sapevi che l’omocisteina è un crocevia di reazioni vitali per la nostra sopravvivenza?
È sufficiente puntare tutto su MTHFR quando si fa integrazione?
In questo webinar risponderemo proprio a queste domande, con l’intento di fornirvi tutto ciò che è necessario per approcciarsi in modo corretto sia all’interpretazione dei parametri che all’integrazione più adeguata.
I nostri professionisti, il Dott. Nicola Di Fonso e il Dott. Cesare Roberto, discuteranno il ruolo dell’omocisteina:
Nella malattia cardiovascolare
Nella sindrome metabolica
Nel deterioramento cognitivo
L’intento è capire soprattutto se l’omocisteina elevata sia la causa o l’effetto di una problematica di salute, e di comprendere anche il ruolo critico dell’alimentazione e delle riserve di micronutrienti.
Registrati da qui
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Vi aspettiamo!
Dopo aver divulgato l’importanza del colesterolo per la nostra salute, approfondiamo un altro argomento di notevole importanza: l’omocisteina.
Nella letteratura medica ci sono oltre 22.000 pubblicazioni riguardanti l’omocisteina, e dai primi anni 2000 c’è stata una forte attenzione scientifica sull’argomento!
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Conosci abbastanza l’omocisteina?
Sapevi che l’omocisteina è un crocevia di reazioni vitali per la nostra sopravvivenza?
È sufficiente puntare tutto su MTHFR quando si fa integrazione?
In questo webinar risponderemo proprio a queste domande, con l’intento di fornirvi tutto ciò che è necessario per approcciarsi in modo corretto sia all’interpretazione dei parametri che all’integrazione più adeguata.
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Nella malattia cardiovascolare
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[- 𝟏𝟐 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢] 𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐥’𝐨𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚?
Sentiamo spesso parlare di omocisteina come un pericolo per la nostra salute.
Ma cos’è esattamente e qual è il significato dell’omocisteina?
Di fronte a questa domanda non è semplice dare una risposta concisa, ma sopratutto comprensibile nei confronti di un profano.
Proviamo a spiegarlo con l’esempio della carta di credito.
Ma prima vogliamo ricordarti che questo è il tema del nostro prossimo webinar
𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐓𝐄𝐃𝐈̀ 𝟐𝟖 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟎:𝟎𝟎
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Avere l’omocisteina alta è come avere migliaia di euro su una carta di credito, ma quest’ultima è bloccata o presenta delle notevoli limitazioni di spesa giornaliera.
In buona sostanza ho tanto denaro, ma non posso usarlo, o posso usarne solo in piccole quantità. Possiamo dunque ben immaginare che in una situazione del genere, se il mio tenore di vita è alto ed esigente, ridurrò notevolmente le spese giornaliere, limitandomi all’essenziale per vivere rinunciando a tutto il resto.
Ora proviamo a trasferire (con una giusta dose di fantasia) questo esempio all’omocisteina, intesa come molecola e a quella che è l’economia delle nostre cellule ( =metabolismo) in relazione alle esigenze del nostro organismo (=fabbisogno).
Se le cellule “fanno girare” correttamente il metabolismo, l’omocisteina non si accumula, in quanto appena si forma viene subito usata per soddisfare le varie esigenze dell’organismo.
Quando il metabolismo dell’omocisteina è “bloccato” o “rallentato”, significa che le nostre cellule gestiscono con difficoltà il metabolismo di:
- Catecolammine. Le molecole che servono in fase di stress e che regolano inoltre il tono vascolare
- Istamina. Molecola che interviene nelle reazioni allergiche (e non solo)
- Carnitina. Molecola che trasporta gli acidi grassi nei mitocondri
- Melatonina. Molecola indispensabile per il nostro orologio biologico
- Colina. Mediatore chimico di sinapsi nervose
- Creatina. Riserva energetica per i muscoli
- Glutatione. Uno dei più potenti antiossidanti endogeni
- Solfati. Fondamentali per l’integrità del collagene e del tessuto connettivo
Ma c’è di più. Un’omocisteina elevata in circolo rappresenta un serio problema per il nostro organismo, in quanto è una molecola che danneggia le arterie e i vasi sanguigni, e può inoltre costituire un problema in presenza di stati infiammatori latenti.
Riassumendo…
Per “sbloccare” il metabolismo dell’omocisteina è importante:
1) Che l’omocisteina venga “usata” correttamente dalle cellule
2) Che i livelli di omocisteina siano preferibilmente < 9 µmol / L
Tutto questo sarà approfondito durante il webinar, con elementi pratici di alimentazione e integrazione funzionale.
Clicca sul link in basso per iscriverti:
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Martedì 28 Febbraio ore 20:00
Ti aspettiamo!
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Ma cos’è esattamente e qual è il significato dell’omocisteina?
Di fronte a questa domanda non è semplice dare una risposta concisa, ma sopratutto comprensibile nei confronti di un profano.
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Avere l’omocisteina alta è come avere migliaia di euro su una carta di credito, ma quest’ultima è bloccata o presenta delle notevoli limitazioni di spesa giornaliera.
In buona sostanza ho tanto denaro, ma non posso usarlo, o posso usarne solo in piccole quantità. Possiamo dunque ben immaginare che in una situazione del genere, se il mio tenore di vita è alto ed esigente, ridurrò notevolmente le spese giornaliere, limitandomi all’essenziale per vivere rinunciando a tutto il resto.
Ora proviamo a trasferire (con una giusta dose di fantasia) questo esempio all’omocisteina, intesa come molecola e a quella che è l’economia delle nostre cellule ( =metabolismo) in relazione alle esigenze del nostro organismo (=fabbisogno).
Se le cellule “fanno girare” correttamente il metabolismo, l’omocisteina non si accumula, in quanto appena si forma viene subito usata per soddisfare le varie esigenze dell’organismo.
Quando il metabolismo dell’omocisteina è “bloccato” o “rallentato”, significa che le nostre cellule gestiscono con difficoltà il metabolismo di:
- Catecolammine. Le molecole che servono in fase di stress e che regolano inoltre il tono vascolare
- Istamina. Molecola che interviene nelle reazioni allergiche (e non solo)
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- Melatonina. Molecola indispensabile per il nostro orologio biologico
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- Creatina. Riserva energetica per i muscoli
- Glutatione. Uno dei più potenti antiossidanti endogeni
- Solfati. Fondamentali per l’integrità del collagene e del tessuto connettivo
Ma c’è di più. Un’omocisteina elevata in circolo rappresenta un serio problema per il nostro organismo, in quanto è una molecola che danneggia le arterie e i vasi sanguigni, e può inoltre costituire un problema in presenza di stati infiammatori latenti.
Riassumendo…
Per “sbloccare” il metabolismo dell’omocisteina è importante:
1) Che l’omocisteina venga “usata” correttamente dalle cellule
2) Che i livelli di omocisteina siano preferibilmente < 9 µmol / L
Tutto questo sarà approfondito durante il webinar, con elementi pratici di alimentazione e integrazione funzionale.
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Martedì 28 Febbraio ore 20:00
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[- 𝟔 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢] 𝐎𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐠𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨
Esiste una relazione tra omocisteina e deterioramento cognitivo?
Solitamente si associa l’omocisteina ai disturbi cardiovascolari. Tuttavia vi è anche una complessa relazione che vede coinvolto il metabolismo dell’omocisteina nei disturbi della sfera cognitiva.
Il che è ragionevole, alla luce delle importanti molecole che derivano dal metabolismo dell’omocisteina, come ad esempio la colina, il coenzima Q10 e la melatonina.
Qual è il precursore chiave di queste molecole? La S-adenosil-metionina (SAMe).
Vi è infatti una relazione inversa tra omocisteina e SAMe: tanto più omocisteina si accumula, tanto meno SAMe si produce, e quindi si assiste ad un rallentamento della produzione di molecole vitali.
Se vuoi approfondire queste importanti relazioni, non perderti il webinar
𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐓𝐄𝐃𝐈̀ 𝟐𝟖 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟎:𝟎𝟎
Se non sei ancora registrato, clicca sul link sottostante:
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L’incremento della produzione di SAMe è una delle principali strategie di integrazione funzionale adottata da Vital Program, in quanto da questa molecola è fondamentale, tra l’altro, per le normali funzioni del cervello e dei neuroni.
Un’altra strategia di integrazione funzionale è la protezione delle strutture cellulari (anche e soprattutto quelle cerebrali) dallo stress ossidativo, ovvero iper-produzione di radicali liberi.
Quando l’omocisteina si accumula nel sangue, questa può interferire negativamente con le funzioni metaboliche secondo differenti meccanismi. Ne riportiamo alcuni.
- Effetto eccitatorio sui neuroni mediante attivazione dei recettori del glutammato e conseguente competizione con i recettori GABA
- Effetti citotossici sui neuroni
- Riduzione della biodisponibilità dell’ossido nitrico (NO)
- Induzione delle collagenasi (MMPs) e disregolazione della barriera emato-encefalica
- Aberrante metilazione del DNA
- Alterazione della funzionalità mitocondriale
Comprendere quali sono i fattori (modificabili e non) che interferiscono negativamente con il metabolismo dell’omocisteina è di fondamentale importanza al fine di comporre strategie di trattamento multiple, inclusa l’integrazione funzionale, che tiene conto non solo della reazione catalizzata da MTHFR, ma anche e soprattutto del metabolismo dell’omocisteina nella sua complessità.
Se vuoi scoprire tali strategie non ti resta che seguire il nostro webinar e completare (se non l’hai ancora fatto) l’iscrizione:
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Martedì 28 Febbraio ore 20:00
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Esiste una relazione tra omocisteina e deterioramento cognitivo?
Solitamente si associa l’omocisteina ai disturbi cardiovascolari. Tuttavia vi è anche una complessa relazione che vede coinvolto il metabolismo dell’omocisteina nei disturbi della sfera cognitiva.
Il che è ragionevole, alla luce delle importanti molecole che derivano dal metabolismo dell’omocisteina, come ad esempio la colina, il coenzima Q10 e la melatonina.
Qual è il precursore chiave di queste molecole? La S-adenosil-metionina (SAMe).
Vi è infatti una relazione inversa tra omocisteina e SAMe: tanto più omocisteina si accumula, tanto meno SAMe si produce, e quindi si assiste ad un rallentamento della produzione di molecole vitali.
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𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
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L’incremento della produzione di SAMe è una delle principali strategie di integrazione funzionale adottata da Vital Program, in quanto da questa molecola è fondamentale, tra l’altro, per le normali funzioni del cervello e dei neuroni.
Un’altra strategia di integrazione funzionale è la protezione delle strutture cellulari (anche e soprattutto quelle cerebrali) dallo stress ossidativo, ovvero iper-produzione di radicali liberi.
Quando l’omocisteina si accumula nel sangue, questa può interferire negativamente con le funzioni metaboliche secondo differenti meccanismi. Ne riportiamo alcuni.
- Effetto eccitatorio sui neuroni mediante attivazione dei recettori del glutammato e conseguente competizione con i recettori GABA
- Effetti citotossici sui neuroni
- Riduzione della biodisponibilità dell’ossido nitrico (NO)
- Induzione delle collagenasi (MMPs) e disregolazione della barriera emato-encefalica
- Aberrante metilazione del DNA
- Alterazione della funzionalità mitocondriale
Comprendere quali sono i fattori (modificabili e non) che interferiscono negativamente con il metabolismo dell’omocisteina è di fondamentale importanza al fine di comporre strategie di trattamento multiple, inclusa l’integrazione funzionale, che tiene conto non solo della reazione catalizzata da MTHFR, ma anche e soprattutto del metabolismo dell’omocisteina nella sua complessità.
Se vuoi scoprire tali strategie non ti resta che seguire il nostro webinar e completare (se non l’hai ancora fatto) l’iscrizione:
https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html
Martedì 28 Febbraio ore 20:00
Vi aspettiamo!
𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟎! 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚
Questa sera alle ore 20:00 si terrà il webinar
𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
Se non sei ancora registrato, clicca sul link sottostante:
https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html
Il programma dell’evento è ricco di informazioni preziose per la tua salute! Lo studio dell’omocisteina, con il suo metabolismo complesso, ci permette di collegare questo fattore di rischio a numerose problematiche di salute. È importante quindi comprendere appieno il ruolo dell’omocisteina nel nostro organismo al fine di migliorare la consapevolezza nella prevenzione.
Ecco il programma completo:
Rocco Di Fonso
- Introduzione ai lavori
- Mission Vital Program
Dott Nicola Di Fonso
- L’omocisteina
- Metabolismo dell’omocisteina
- Omocisteina e disturbi associati
- Integrazione funzionale
Dott Cesare Roberto
- Omocisteina: valori ematici
- Omocisteina e significato clinico
- Farmaci e omocisteina
- Mutazione MTHFR
- Integrazione funzionale
Discussione finale
Se vuoi interagire direttamente con i nostri professionisti, potrai farlo nella discussione finale, dove risponderemo alle vostre domande.
Clicca sul link sottostante se non sei ancora registrato:
https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html
Ci vediamo stasera!
Questa sera alle ore 20:00 si terrà il webinar
𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄
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Ecco il programma completo:
Rocco Di Fonso
- Introduzione ai lavori
- Mission Vital Program
Dott Nicola Di Fonso
- L’omocisteina
- Metabolismo dell’omocisteina
- Omocisteina e disturbi associati
- Integrazione funzionale
Dott Cesare Roberto
- Omocisteina: valori ematici
- Omocisteina e significato clinico
- Farmaci e omocisteina
- Mutazione MTHFR
- Integrazione funzionale
Discussione finale
Se vuoi interagire direttamente con i nostri professionisti, potrai farlo nella discussione finale, dove risponderemo alle vostre domande.
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Ci vediamo stasera!
𝐒𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐨𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚
Durante il webinar di ieri sera i nostri professionisti, il Dr Nicola Di Fonso e il Dr Cesare Roberto, hanno esposto l’integrazione più adatta per l’omocisteina.
Abbiamo visto quanto è importante assicurarsi un corretto apporto di micronutrienti al fine di “usare” correttamente l’omocisteina nei suoi sottoprodotti. Infatti, evitare che l’omocisteina si accumuli è una strategia di benessere e longevità per il nostro sistema cerebro-vascolare.
Per far ciò, abbiamo sviluppato l’unico integratore funzionale completo della nostra gamma:
VITAL BASIC
https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html
I sottoprodotti dell’omocisteina sono molecole fondamentali per la nostra vita. Di quali molecole parliamo?
- Molecole dello stress. Uno squilibrio può portare intolleranza allo stress, con ripercussioni sul benessere psico-fisico
- Melatonina. Un deficit di produzione di melatonina può alterare il sonno
- Serotonina. Un problema nel metabolismo di questa molecola può essere associato a mal di testa e disturbi della sfera cognitiva
- Coenzima Q10. Quando la produzione endogena scarseggia, si ha una scarsa efficienza fisica e mentale
- Carnitina. Se le cellule producono carnitina con difficoltà, i mitocondri possono andare in sofferenza
- Condroitin solfati. Molecole indispensabili per i tessuti connettivi
- Glutatione. Un potentissimo antiossidante endogeno che è importante “far produrre” alle nostre cellule, piuttosto che integrarlo direttamente
- Taurina. Componente degli acidi biliari e fonte energetica per le cellule del cuore
Da qui si comprende quanto sia complesso il metabolismo dell’omocisteina, e le relative implicazioni per la salute quando questo processo metabolico viene compromesso.
Quali fattori possono compromettere il metabolismo dell’omocisteina?
- Carenza cronica di micronutrienti nella dieta
- Vivere in situazioni di stress cronico
- Assunzione di diverse tipologie di farmaci
- Mutazioni genetiche sugli enzimi che metabolizzano l’omocisteina
Qual è l’integrazione più adeguata?
L’integrazione che quasi sempre viene proposta prevede la vitamina B12 e i folati nelle forme metilate. Condizione necessaria ma spesso non sufficiente, alla luce della moltitudine di enzimi e reazioni biochimiche che coinvolgono l’omocisteina.
L’integrazione più adeguata dovrebbe includere, oltre alle vitamine appena citate:
- Vitamine B3, C, E. Indispensabili per l’eccesso di radicali liberi all’interno delle cellule
- Vitamina C. Lavora in sinergia con le altre vitamine, i cofattori minerali e gli amminoacidi. È essenziale per la sintesi di collagene e per il mantenimento del tessuto connettivo
- Glicina, Lisina, Prolina. I mattoni del collagene
- Glicina, Cisteina, Glutammina, Vitamina B6, Zinco e Selenio. Gli “ingredienti cellulari” per la corretta produzione di glutatione
- Lisina e Vitamina C. Necessari per la sintesi di carnitina
- Vitamine del gruppo B e minerali. Indispensabili per la corretta produzione di bioenergia cellulare
Quali sono i vantaggi di una corretta e completa integrazione con Vital Basic? I micronutrienti contenuti in Vital Basic, in sinergia tra loro, sono indispensabili per:
- L’efficienza fisica, mentale e psicofisica
- Il mantenimento dei tessuti connettivi
- Le funzionalità del cuore
- Le funzionalità del cervello
- La memoria
- La gestione dell’istamina
- Unghie, pelle e capelli
- Le funzioni muscolari
- Il metabolismo di zuccheri e grassi
Vital Basic soddisfa appieno i requisiti dell’integrazione funzionale!
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Durante il webinar di ieri sera i nostri professionisti, il Dr Nicola Di Fonso e il Dr Cesare Roberto, hanno esposto l’integrazione più adatta per l’omocisteina.
Abbiamo visto quanto è importante assicurarsi un corretto apporto di micronutrienti al fine di “usare” correttamente l’omocisteina nei suoi sottoprodotti. Infatti, evitare che l’omocisteina si accumuli è una strategia di benessere e longevità per il nostro sistema cerebro-vascolare.
Per far ciò, abbiamo sviluppato l’unico integratore funzionale completo della nostra gamma:
VITAL BASIC
https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html
I sottoprodotti dell’omocisteina sono molecole fondamentali per la nostra vita. Di quali molecole parliamo?
- Molecole dello stress. Uno squilibrio può portare intolleranza allo stress, con ripercussioni sul benessere psico-fisico
- Melatonina. Un deficit di produzione di melatonina può alterare il sonno
- Serotonina. Un problema nel metabolismo di questa molecola può essere associato a mal di testa e disturbi della sfera cognitiva
- Coenzima Q10. Quando la produzione endogena scarseggia, si ha una scarsa efficienza fisica e mentale
- Carnitina. Se le cellule producono carnitina con difficoltà, i mitocondri possono andare in sofferenza
- Condroitin solfati. Molecole indispensabili per i tessuti connettivi
- Glutatione. Un potentissimo antiossidante endogeno che è importante “far produrre” alle nostre cellule, piuttosto che integrarlo direttamente
- Taurina. Componente degli acidi biliari e fonte energetica per le cellule del cuore
Da qui si comprende quanto sia complesso il metabolismo dell’omocisteina, e le relative implicazioni per la salute quando questo processo metabolico viene compromesso.
Quali fattori possono compromettere il metabolismo dell’omocisteina?
- Carenza cronica di micronutrienti nella dieta
- Vivere in situazioni di stress cronico
- Assunzione di diverse tipologie di farmaci
- Mutazioni genetiche sugli enzimi che metabolizzano l’omocisteina
Qual è l’integrazione più adeguata?
L’integrazione che quasi sempre viene proposta prevede la vitamina B12 e i folati nelle forme metilate. Condizione necessaria ma spesso non sufficiente, alla luce della moltitudine di enzimi e reazioni biochimiche che coinvolgono l’omocisteina.
L’integrazione più adeguata dovrebbe includere, oltre alle vitamine appena citate:
- Vitamine B3, C, E. Indispensabili per l’eccesso di radicali liberi all’interno delle cellule
- Vitamina C. Lavora in sinergia con le altre vitamine, i cofattori minerali e gli amminoacidi. È essenziale per la sintesi di collagene e per il mantenimento del tessuto connettivo
- Glicina, Lisina, Prolina. I mattoni del collagene
- Glicina, Cisteina, Glutammina, Vitamina B6, Zinco e Selenio. Gli “ingredienti cellulari” per la corretta produzione di glutatione
- Lisina e Vitamina C. Necessari per la sintesi di carnitina
- Vitamine del gruppo B e minerali. Indispensabili per la corretta produzione di bioenergia cellulare
Quali sono i vantaggi di una corretta e completa integrazione con Vital Basic? I micronutrienti contenuti in Vital Basic, in sinergia tra loro, sono indispensabili per:
- L’efficienza fisica, mentale e psicofisica
- Il mantenimento dei tessuti connettivi
- Le funzionalità del cuore
- Le funzionalità del cervello
- La memoria
- La gestione dell’istamina
- Unghie, pelle e capelli
- Le funzioni muscolari
- Il metabolismo di zuccheri e grassi
Vital Basic soddisfa appieno i requisiti dell’integrazione funzionale!
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GLUTATIONE? NO. TI SPIEGHIAMO PERCHÉ
Il glutatione è uno degli antiossidanti endogeni più potenti che le nostre cellule dispongono. È una delle prime armi di difesa contro i radicali liberi, ed i suoi effetti sono ben documentati in letteratura. Ne riportiamo alcuni:
- Detossificazione
- Miglioramento della risposta immunitaria
- Miglioramento della funzione epatica
- Anti-invecchiamento
- Antiossidante
Quando il glutatione neutralizza un radicale, si passa dalla sua forma ridotta alla sua forma ossidata. Va da sé che il rapporto tra glutatione ridotto (GSH) e glutatione ossidato (GSSG) è un importante indicatore della capacità antiossidante delle cellule.
A questo punto dobbiamo chiederci se assumere integratori di glutatione possa essere efficace per incrementare le riserve cellulari di questa molecola.
La risposta è no.
Il glutatione è una molecola composta da 3 amminoacidi: glutammina, cisteina, glicina. Durante la digestione, giunto nell’intestino tenue, il glutatione viene scisso nei suoi amminoacidi dall’enzima gamma-glutamil-transferasi (GGT), per cui non potrà entrare direttamente nelle cellule.
Qual è quindi la strategia integrativa più ideale per aumentare le riserve di glutatione? Fare in modo che le nostre cellule possano produrlo autonomamente. Come?
Da un punto di vista biochimico, la produzione endogena di glutatione dipende dalla produzione di cisteina. In buona sostanza, le cellule possono produrre glutatione solo se sono in grado di produrre cisteina.
Da dove arriva la cisteina? Dall’omocisteina. Ecco che se l’omocisteina viene correttamente “usata”, si potrà produrre la cisteina necessaria, tra l’altro, per produrre glutatione.
Per far ciò è necessario, per lo meno, l’impiego di: vitamina B6; metilcobalamina (vitamina B12); metilfolato (vitamina B9); betaina; zinco; selenio.
Una volta prodotto, il glutatione deve essere “mantenuto in vita” il più possibile. Per tale scopo, alle vitamine appena menzionate si aggiungono: vitamina C; vitamina E; vitamina B3; cofattori minerali.
VITAL BASIC
https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html
È l’integratore funzionale che “mira” a diversi bersagli biochimici, tra i quali, appunto, la produzione endogena di glutatione, che è in funzione del metabolismo dell’omocisteina.
Data la scarsa biodisponibilità del glutatione (assunto per via orale), è bene sfruttare il potenziale di specifici micronutrienti e amminoacidi. Infatti, la letteratura suggerisce come l’integrazione di tali composti sia in grado di aumentare il rapporto GSH/GSSG, il che conferma l’importanza di integrare in funzione della biochimica.
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Il glutatione è uno degli antiossidanti endogeni più potenti che le nostre cellule dispongono. È una delle prime armi di difesa contro i radicali liberi, ed i suoi effetti sono ben documentati in letteratura. Ne riportiamo alcuni:
- Detossificazione
- Miglioramento della risposta immunitaria
- Miglioramento della funzione epatica
- Anti-invecchiamento
- Antiossidante
Quando il glutatione neutralizza un radicale, si passa dalla sua forma ridotta alla sua forma ossidata. Va da sé che il rapporto tra glutatione ridotto (GSH) e glutatione ossidato (GSSG) è un importante indicatore della capacità antiossidante delle cellule.
A questo punto dobbiamo chiederci se assumere integratori di glutatione possa essere efficace per incrementare le riserve cellulari di questa molecola.
La risposta è no.
Il glutatione è una molecola composta da 3 amminoacidi: glutammina, cisteina, glicina. Durante la digestione, giunto nell’intestino tenue, il glutatione viene scisso nei suoi amminoacidi dall’enzima gamma-glutamil-transferasi (GGT), per cui non potrà entrare direttamente nelle cellule.
Qual è quindi la strategia integrativa più ideale per aumentare le riserve di glutatione? Fare in modo che le nostre cellule possano produrlo autonomamente. Come?
Da un punto di vista biochimico, la produzione endogena di glutatione dipende dalla produzione di cisteina. In buona sostanza, le cellule possono produrre glutatione solo se sono in grado di produrre cisteina.
Da dove arriva la cisteina? Dall’omocisteina. Ecco che se l’omocisteina viene correttamente “usata”, si potrà produrre la cisteina necessaria, tra l’altro, per produrre glutatione.
Per far ciò è necessario, per lo meno, l’impiego di: vitamina B6; metilcobalamina (vitamina B12); metilfolato (vitamina B9); betaina; zinco; selenio.
Una volta prodotto, il glutatione deve essere “mantenuto in vita” il più possibile. Per tale scopo, alle vitamine appena menzionate si aggiungono: vitamina C; vitamina E; vitamina B3; cofattori minerali.
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È l’integratore funzionale che “mira” a diversi bersagli biochimici, tra i quali, appunto, la produzione endogena di glutatione, che è in funzione del metabolismo dell’omocisteina.
Data la scarsa biodisponibilità del glutatione (assunto per via orale), è bene sfruttare il potenziale di specifici micronutrienti e amminoacidi. Infatti, la letteratura suggerisce come l’integrazione di tali composti sia in grado di aumentare il rapporto GSH/GSSG, il che conferma l’importanza di integrare in funzione della biochimica.
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IL RUOLO DELLA VITAMINA C NELLA TOLLERANZA ALLO STRESS
Sapevi che lo stress cronico “consuma” quantità importanti di vitamina C? Che è tra l’altro necessaria per produrre serotonina, l’ormone del buon umore.
Qualsiasi situazione di stress fisico e/o emotivo si traduce in un’attivazione importante della componente simpatica del sistema nervoso autonomo, che predispone il corpo alla lotta o alla fuga.
Ad entrare in gioco sono diversi ormoni, tra cui adrenalina e cortisolo. La vitamina C è essenziale per produrre adrenalina. Le riserve di vitamina C sembrano anche influenzare la produzione di cortisolo quando di fronte ad un evento di stress viene stimolato l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Sappiamo che per noi esseri umani la vitamina C è essenziale, diversamente dalla maggior parte delle specie animali, per cui va introdotta necessariamente con la dieta e con l’integrazione.
Vien da chiedersi: “Qual è la risposta allo stress tra gli animali che producono vitamina C e gli esseri umani?”. Ebbene…
È stato visto che le specie animali capaci di produrre vitamina C hanno una produzione minima di cortisolo. Al contrario, gli esseri umani sottoposti a stress (incapaci di produrre vitamina C) producono quantità importanti di cortisolo.
Ed ancora: l’integrazione di vitamina C in questi casi può attenuare la produzione di cortisolo, mitigando gli effetti fisiologici dello stress cronico (link 1). Non solo. Il cortisolo rallenta la risposta immunitaria e la produzione di collagene, due eventi biologici che al contrario sono promossi dalla vitamina C.
Immaginiamo una situazione di stress cronico. La vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di catecolamine e per contenere i danni ossidativi dello stress stesso. Se in tali circostanze le riserve di vitamina C non sono adeguate, la produzione di collagene e la risposta immunitaria non sono efficienti.
C’è di più. La vitamina C è anche richiesta per la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore che, tra l’altro, attenua gli effetti del cortisolo. Se la vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di adrenalina, si crea una competizione per la produzione di serotonina.
Il ruolo della vitamina C nello stress cronico è quindi determinante, al pari di altri micronutrienti che sostengono il metabolismo dell’omocisteina.
Letture di approfondimento:
Link 1: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7024758/
Link 2: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8783887/
Scopri la nostra integrazione funzionale di base:
VITAL BASIC - Formulazione completa di tutti i micronutrienti
https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html
CELLVIT - Formulazione di vitamina C ad alto dosaggio di ascorbato di magnesio con lisina
https://www.vitalprogram.it/shop/25-cellvit.html
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Sapevi che lo stress cronico “consuma” quantità importanti di vitamina C? Che è tra l’altro necessaria per produrre serotonina, l’ormone del buon umore.
Qualsiasi situazione di stress fisico e/o emotivo si traduce in un’attivazione importante della componente simpatica del sistema nervoso autonomo, che predispone il corpo alla lotta o alla fuga.
Ad entrare in gioco sono diversi ormoni, tra cui adrenalina e cortisolo. La vitamina C è essenziale per produrre adrenalina. Le riserve di vitamina C sembrano anche influenzare la produzione di cortisolo quando di fronte ad un evento di stress viene stimolato l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
Sappiamo che per noi esseri umani la vitamina C è essenziale, diversamente dalla maggior parte delle specie animali, per cui va introdotta necessariamente con la dieta e con l’integrazione.
Vien da chiedersi: “Qual è la risposta allo stress tra gli animali che producono vitamina C e gli esseri umani?”. Ebbene…
È stato visto che le specie animali capaci di produrre vitamina C hanno una produzione minima di cortisolo. Al contrario, gli esseri umani sottoposti a stress (incapaci di produrre vitamina C) producono quantità importanti di cortisolo.
Ed ancora: l’integrazione di vitamina C in questi casi può attenuare la produzione di cortisolo, mitigando gli effetti fisiologici dello stress cronico (link 1). Non solo. Il cortisolo rallenta la risposta immunitaria e la produzione di collagene, due eventi biologici che al contrario sono promossi dalla vitamina C.
Immaginiamo una situazione di stress cronico. La vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di catecolamine e per contenere i danni ossidativi dello stress stesso. Se in tali circostanze le riserve di vitamina C non sono adeguate, la produzione di collagene e la risposta immunitaria non sono efficienti.
C’è di più. La vitamina C è anche richiesta per la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore che, tra l’altro, attenua gli effetti del cortisolo. Se la vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di adrenalina, si crea una competizione per la produzione di serotonina.
Il ruolo della vitamina C nello stress cronico è quindi determinante, al pari di altri micronutrienti che sostengono il metabolismo dell’omocisteina.
Letture di approfondimento:
Link 1: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7024758/
Link 2: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8783887/
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Cari amici del canale, condividiamo con voi alcune recensioni sul nostro Vital Basic, l’integratore funzionale di base della nostra gamma.
Quando si rispetta il metabolismo cellulare, i risultati sono questi!
L’integrazione con Vital Basic mira ai seguenti bersagli:
⭕️ Metabolismo energetico
⭕️ Metabolismo dell’omocisteina
⭕️ Metilazione e solforazione
⭕️ Collagene e tessuti connettivi
⭕️ Stress ossidativo
✅ Chi sceglie Vital Program si affida a professionisti della qualità
Per maggiori informazioni, scriveteci a info@vitalprogram.it
Oppure contattate il nostro customer service al numero 3519751066 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00
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Quando si rispetta il metabolismo cellulare, i risultati sono questi!
L’integrazione con Vital Basic mira ai seguenti bersagli:
⭕️ Metabolismo energetico
⭕️ Metabolismo dell’omocisteina
⭕️ Metilazione e solforazione
⭕️ Collagene e tessuti connettivi
⭕️ Stress ossidativo
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STRESS OSSIDATIVO. L’IMPORTANZA DI UN’INTEGRAZIONE SINERGICA
La produzione di radicali liberi nel nostro organismo è un processo fisiologico che costituisce una forma di adattamento corporeo e di rinnovamento dei tessuti. Può sembrare controintuitivo, ma le specie reattive dell’ossigeno (ROS) intervengono nell’apoptosi, nell’eliminazione di proteine potenzialmente dannose per le cellule e agiscono come mediatori intracellulari.
I radicali liberi diventano pericolosi quando si crea una situazione di produzione eccessiva a fronte di una ridotta capacità detossificante del nostro organismo.
Ci sono due sistemi di detossificazione dalle specie reattive dell’ossigeno.
1) Sistemi endogeni, come ad esempio il glutatione
2) Sistemi esogeni, ovvero le sostanze antiossidanti
In questo articolo vogliamo porre particolare attenzione ad una cascata di reazioni biochimiche che vedono coinvolti entrambi i sistemi (endogeni ed esogeni), al fine di dare maggiore risalto all’importanza di un’integrazione sinergica che rispecchia il metabolismo cellulare.
Si noti in modo particolare il ruolo del glutatione (sistema endogeno) nella neutralizzazione dei radicali liberi. Il glutatione, durante la neutralizzazione di un radicale, coopera principalmente con la vitamina C, la vitamina E e la vitamina B3.
In che modo si potrebbe sfruttare al meglio questa sinergia? Fornendo alle cellule gli elementi necessari alla produzione endogena di glutatione. Tali elementi sono gli stessi impiegati nel metabolismo dell’omocisteina, della cisteina e della corretta produzione di bioenergia cellulare: vitamine del gruppo B; glicina; cisteina; glutammina; zinco; selenio; coenzima Q10.
L’integrazione funzionale è concepita sulla base delle vie metaboliche più importanti (come quella riportata in figura), in quanto il metabolismo è influenzato da una moltitudine di fattori, pertanto assicurarsi un adeguato apporto di micronutrienti riveste un’importanza strategica nel mantenimento di un buono stato di salute.
Scopri la nostra integrazione funzionale di base:
VITAL BASIC - Formulazione completa di tutti i micronutrienti
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I radicali liberi diventano pericolosi quando si crea una situazione di produzione eccessiva a fronte di una ridotta capacità detossificante del nostro organismo.
Ci sono due sistemi di detossificazione dalle specie reattive dell’ossigeno.
1) Sistemi endogeni, come ad esempio il glutatione
2) Sistemi esogeni, ovvero le sostanze antiossidanti
In questo articolo vogliamo porre particolare attenzione ad una cascata di reazioni biochimiche che vedono coinvolti entrambi i sistemi (endogeni ed esogeni), al fine di dare maggiore risalto all’importanza di un’integrazione sinergica che rispecchia il metabolismo cellulare.
Si noti in modo particolare il ruolo del glutatione (sistema endogeno) nella neutralizzazione dei radicali liberi. Il glutatione, durante la neutralizzazione di un radicale, coopera principalmente con la vitamina C, la vitamina E e la vitamina B3.
In che modo si potrebbe sfruttare al meglio questa sinergia? Fornendo alle cellule gli elementi necessari alla produzione endogena di glutatione. Tali elementi sono gli stessi impiegati nel metabolismo dell’omocisteina, della cisteina e della corretta produzione di bioenergia cellulare: vitamine del gruppo B; glicina; cisteina; glutammina; zinco; selenio; coenzima Q10.
L’integrazione funzionale è concepita sulla base delle vie metaboliche più importanti (come quella riportata in figura), in quanto il metabolismo è influenzato da una moltitudine di fattori, pertanto assicurarsi un adeguato apporto di micronutrienti riveste un’importanza strategica nel mantenimento di un buono stato di salute.
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LA GLICEMIA ELEVATA AUMENTA IL FABBISOGNO DI VITAMINA C
Sapevate che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue provocano una riduzione delle riserve di vitamina C? Ciò rafforza la teoria della competizione tra glucosio e vitamina C per l’ingresso nelle cellule. Ma non solo.
Sono diversi i meccanismi proposti in letteratura secondo i quali l’iperglicemia cronica provocherebbe il depauperamento di vitamina C nell’organismo. In questo articolo ne riportiamo 3.
1) Competizione Glucosio - Vitamina C
Chimicamente il glucosio e la vitamina C sono due zuccheri con una spiccata somiglianza strutturale. Questa somiglianza fa sì che, in determinate cellule, entrambe le molecole utilizzino la stessa “porta” d’ingresso.
Secondo alcuni autori, la competizione tra glucosio e vitamina C nei globuli rossi è uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo della microangiopatia diabetica (1). In una situazione di iperglicemia cronica, i globuli rossi tendono quindi ad indebolirsi perché la vitamina C risulta carente.
La vitamina C è estremamente importante per i globuli rossi, in quanto permette un corretto metabolismo del ferro, un’adeguata produzione di ossido nitrico e garantisce una corretta viscosità del sangue.
2) Stress ossidativo da esaurimento delle riserve di NADPH
Il NADPH è un derivato della vitamina B3, che è importante, tra l’altro, nel contrastare le specie reattive dell’ossigeno (ROS) grazie alla capacità di rigenerare il glutatione. Il glutatione, a sua volta, è in grado di rigenerare la vitamina C.
Va da sé che nel momento in cui le richieste di NADPH aumentano, aumentano anche quelle della vitamina C (e non solo).
Sappiamo che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue e nelle cellule sono estremamente dannose. Un importante “meccanismo di difesa” che le cellule adottano per “smaltire” glucosio in eccesso nelle cellule è la via dei polioli, che consuma quantità importanti di NADPH, con conseguente aumento dello stress ossidativo.
L’alterazione di questo equilibrio redox che vede coinvolti attivamente vitamina C e NADPH interessa soprattutto i mitocondri, compromettendo la normale produzione di bioenergia cellulare (ATP).
3) Disfunzione endoteliale
Il glucosio in alte concentrazioni nel sangue induce un’espressione di “fattori irritanti” per i tessuti (2). Si attivano una serie di reazioni ad effetto domino che portano, mediante differenti meccanismi, ad un aumento di specie reattive dell’ossigeno.
Questi fenomeni da un lato rallentano la produzione di ossido nitrico e dall’altro portano ad un’aumentato catabolismo della matrice extracellulare, con conseguente indebolimento dei tessuti connettivi dei vasi sanguigni e iperomocisteinemia (3). La vitamina C diverrebbe quindi essenziale per garantire un turnover ottimale di collagene.
La vitamina C è un nutriente essenziale per il nostro organismo, in quanto funge da cofattore enzimatico nel metabolismo cellulare e da antiossidante. Dato che l’iperglicemia è associata ad un aumento dello stress ossidativo, il ruolo protettivo della vitamina C è importante (4).
Una meta-analisi del 2017 ha incluso 15 studi RCT dove si evince che l’integrazione di vitamina C in condizioni di insulino-resistenza è in grado di migliorare significativamente il quadro glicemico dei soggetti coinvolti (5).
Alla luce di tutto ciò possiamo sicuramente affermare che l’alterazione del metabolismo del glucosio è una situazione critica che il nostro organismo riesce a gestire servendosi delle riserve di micronutrienti. In questo post abbiamo dato maggiore risalto al ruolo della vitamina C ed alla competizione con il glucosio. È bene ricordare che l’integrazione è spesso sinergica e la risposta è individuale e mai la stessa in tutti i soggetti.
La sinergia di base che Vital Program ha sviluppato per quanto concerne il normale metabolismo degli zuccheri è la seguente:
GLICEVIT - Metabolismo del glucosio e dell’insulina
https://www.vitalprogram.it/shop/26-glicevit.html
Sapevate che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue provocano una riduzione delle riserve di vitamina C? Ciò rafforza la teoria della competizione tra glucosio e vitamina C per l’ingresso nelle cellule. Ma non solo.
Sono diversi i meccanismi proposti in letteratura secondo i quali l’iperglicemia cronica provocherebbe il depauperamento di vitamina C nell’organismo. In questo articolo ne riportiamo 3.
1) Competizione Glucosio - Vitamina C
Chimicamente il glucosio e la vitamina C sono due zuccheri con una spiccata somiglianza strutturale. Questa somiglianza fa sì che, in determinate cellule, entrambe le molecole utilizzino la stessa “porta” d’ingresso.
Secondo alcuni autori, la competizione tra glucosio e vitamina C nei globuli rossi è uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo della microangiopatia diabetica (1). In una situazione di iperglicemia cronica, i globuli rossi tendono quindi ad indebolirsi perché la vitamina C risulta carente.
La vitamina C è estremamente importante per i globuli rossi, in quanto permette un corretto metabolismo del ferro, un’adeguata produzione di ossido nitrico e garantisce una corretta viscosità del sangue.
2) Stress ossidativo da esaurimento delle riserve di NADPH
Il NADPH è un derivato della vitamina B3, che è importante, tra l’altro, nel contrastare le specie reattive dell’ossigeno (ROS) grazie alla capacità di rigenerare il glutatione. Il glutatione, a sua volta, è in grado di rigenerare la vitamina C.
Va da sé che nel momento in cui le richieste di NADPH aumentano, aumentano anche quelle della vitamina C (e non solo).
Sappiamo che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue e nelle cellule sono estremamente dannose. Un importante “meccanismo di difesa” che le cellule adottano per “smaltire” glucosio in eccesso nelle cellule è la via dei polioli, che consuma quantità importanti di NADPH, con conseguente aumento dello stress ossidativo.
L’alterazione di questo equilibrio redox che vede coinvolti attivamente vitamina C e NADPH interessa soprattutto i mitocondri, compromettendo la normale produzione di bioenergia cellulare (ATP).
3) Disfunzione endoteliale
Il glucosio in alte concentrazioni nel sangue induce un’espressione di “fattori irritanti” per i tessuti (2). Si attivano una serie di reazioni ad effetto domino che portano, mediante differenti meccanismi, ad un aumento di specie reattive dell’ossigeno.
Questi fenomeni da un lato rallentano la produzione di ossido nitrico e dall’altro portano ad un’aumentato catabolismo della matrice extracellulare, con conseguente indebolimento dei tessuti connettivi dei vasi sanguigni e iperomocisteinemia (3). La vitamina C diverrebbe quindi essenziale per garantire un turnover ottimale di collagene.
La vitamina C è un nutriente essenziale per il nostro organismo, in quanto funge da cofattore enzimatico nel metabolismo cellulare e da antiossidante. Dato che l’iperglicemia è associata ad un aumento dello stress ossidativo, il ruolo protettivo della vitamina C è importante (4).
Una meta-analisi del 2017 ha incluso 15 studi RCT dove si evince che l’integrazione di vitamina C in condizioni di insulino-resistenza è in grado di migliorare significativamente il quadro glicemico dei soggetti coinvolti (5).
Alla luce di tutto ciò possiamo sicuramente affermare che l’alterazione del metabolismo del glucosio è una situazione critica che il nostro organismo riesce a gestire servendosi delle riserve di micronutrienti. In questo post abbiamo dato maggiore risalto al ruolo della vitamina C ed alla competizione con il glucosio. È bene ricordare che l’integrazione è spesso sinergica e la risposta è individuale e mai la stessa in tutti i soggetti.
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GLICEVIT - Metabolismo del glucosio e dell’insulina
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