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Vital Program è un’azienda italiana che nasce con l’obiettivo di migliorare la salute di ogni individuo attraverso l’educazione nutrizionale e l’integrazione funzionale
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Vital Program®️ pinned «🔬 NUOVO RE-METIL PLUS 📚 Con l’esperienza decennale acquisita nello studio del metabolismo dell’omocisteina, abbiamo constatato che il “problema” omocisteina non riguarda tanto l’apporto vitaminico, quanto il punto da cui si parte nell'interpretare questo…»
🧬 METILAZIONE: IL PROCESSO INVISIBILE DA CUI DIPENDE GRAN PARTE DEL TUO BENESSERE

Hai presente l’omocisteina? Quel parametro ematico che si raccomanda di tenere basso? Quel valore è solo la punta di un iceberg molto più grande, e quell'iceberg si chiama metilazione.

La metilazione è uno dei meccanismi biochimici più importanti del corpo. Migliaia di volte al secondo, le tue cellule "etichettano" molecole specifiche con piccoli gruppi chimici, i “gruppi metilici”.

Questi gruppi funzionali svolgono ruoli vitali all’interno della cellula e sono indispensabili per la nostra salute.

🧬 Regolano l’espressione genica e il DNA

🔧 Contribuiscono alla riparazione del DNA 

🧠 Servono per produrre neurotrasmettitori 

⚡ Contribuiscono alla produzione di ATP 

🛡️ Contribuiscono alla protezione dai radicali liberi

A consegnare queste “etichette”, i gruppi metilici, è una molecola chiamata SAM (S-adenosil-metionina), l'etichettatrice universale della cellula.

La produzione di SAM è un processo biochimico complesso, che coinvolge diverse vitamine e richiede un notevole investimento energetico, tant’è che una molecola di ATP viene completamente catabolizzata durante la biosintesi.

🩸Ogni volta che una molecola di SAM cede un gruppo metile, si crea una scoria metabolica che si chiama omocisteina. L'omocisteina è un valore che possiamo misurare nel sangue, e ci fornisce un’informazione su come sta lavorando questo complesso metabolismo.

Per capirlo meglio, immagina la cellula come un panificio. 🥖

L'omocisteina è la farina, i micronutrienti sono i panettieri, e il "pane" sono le molecole preziose indispensabili per l'energia, il benessere dei tessuti e del sistema nervoso.

Finché i panettieri lavorano, la farina viene trasformata di continuo e tutto procede. Ma se mancano i panettieri giusti, la farina si accumula e la produzione di pane si ferma.

🍃 E qui arriva la parte che quasi nessuno racconta: per far funzionare il sistema non bastano folati e vitamina B12. 
Serve un pool di micronutrienti, che comprende anche vitamina B6, B2, magnesio, zinco e molibdeno. Inoltre sono importanti determinati aminoacidi, come la serina e la glicina, che costituiscono i "mattoni" di partenza, laddove risiedono fisicamente i gruppi funzionali che “muovono” la metilazione.

⚠️ C'è inoltre una considerazione importante: l'omocisteina è un indicatore prezioso, ma parziale. Un valore "nella norma" è rassicurante, ma non è una garanzia assoluta, perché ciò che conta davvero è l'equilibrio dell'intero sistema. 

✅ Hai letto come funziona la metilazione? Il passo successivo è sostenerla nel modo giusto. Ora è disponibile un'unica formula che riunisce le vitamine del gruppo B in forma attiva, la glicina e la serina. Un approccio alla metilazione (ma anche alla transulfurazione) a monte dell’intero processo. 

Una combinazione costruita seguendo precisi passaggi biochimici ed evidenze ben documentate, senza escludere l’attenzione a coloro che, per via dell'età o di varianti genetiche come quelle del gene MTHFR, partono da un sistema un po' meno efficiente.

Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce una consulenza medica.

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Vuoi capire davvero come funziona la metilazione? Leggi l'articolo completo, con tutti i riferimenti scientifici:

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🩸 OMOCISTEINA ALTA? LE SOLE VITAMINE POSSONO NON BASTARE

Livelli elevati di omocisteina sono collegati ad aumentato rischio cardiovascolare, ictus e declino cognitivo. La gestione clinica di questo tipo di rischio è tradizionalmente affidata all’integrazione di vitamina B12, folati e vitamina B6.

💊 C'è un dettaglio che spesso sfugge. Nei grandi studi clinici emerge che la sola correzione dei livelli di omocisteina con le sole vitamine non è sufficiente a prevenire eventi cardiovascolari.

🔬 La risposta è che le vitamine fungono da coenzimi, ma non forniscono il "materiale" che questi enzimi devono trasferire da una molecola all'altra. Nel caso del metabolismo dell'omocisteina le vitamine non sono la fonte primaria del carbonio e dello zolfo, gli elementi chiave nelle rispettive reazioni di rimetilazione e transulfurazione.

🌟A fornire quel materiale sono due amminoacidi poco citati in questo sistema: serina e glicina.

🔄 Serina e glicina intervengono in entrambe le vie con cui l'organismo elimina l'omocisteina, ovvero:

➡️ Nella rimetilazione, che la riconverte in metionina;

➡️ Nella transsulfurazione, che la trasforma in cisteina e glutatione, il principale antiossidante cellulare.

In pratica senza un rifornimento adeguato di questi "mattoni", il sistema in profondità non lavora in modo adeguato, nonostante i livelli di omocisteina si abbassino con l’integrazione vitaminica.

❗️ Un dato importante: la disponibilità di serina dipende anche dal metabolismo del glucosio (l'organismo la costruisce a partire dagli zuccheri). Ecco perché il quadro diventa particolarmente rilevante in chi convive con sindrome metabolica, alterazioni glicemiche, obesità o determinate varianti genetiche dell'enzima MTHFR: condizioni in cui questi amminoacidi tendono a scarseggiare proprio quando servirebbero di più.

🧠 La ricerca in questo campo è promettente e alla base esiste un razionale biochimico e fisiopatologico solido. Per l’integrazione si raccomanda di sentire sempre il parere di un professionista sanitario.

✅ In sintesi. L'omocisteina non si approccia guardando a una singola molecola, ma a un sistema fatto di vitamine, amminoacidi, metabolismo degli zuccheri e predisposizione genetica, in particolare i polimorfismi MTHFR. Due persone con la stessa dieta possono avere livelli di omocisteina molto diversi, pertanto è necessario tenere presente il quadro complessivo, sia dei nutrienti che degli enzimi coinvolti, soprattutto se si punta alla prevenzione.

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🧬 OMOCISTEINA E SINDROME METABOLICA: UN APPROFONDIMENTO BIOCHIMICO

Il rapporto tra omocisteina e insulinoresistenza non procede in un'unica direzione, ma si sviluppa in entrambi i sensi. Da un lato, l’accumulo di omocisteina può interferire con la trasmissione del segnale dell'insulina alle cellule, ostacolando anche la corretta maturazione del suo recettore. Dall'altro è la stessa resistenza insulinica a rallentare i meccanismi con cui l'omocisteina viene smaltita. Si delinea così un circuito che tende ad autoalimentarsi.


🧩 Il metabolismo del glucosio: uno spunto biochimico da non trascurare

Un elemento spesso trascurato è che l'efficienza delle vie di smaltimento dell’omocisteina dipende a monte da come l'organismo utilizza il glucosio. Dal metabolismo del glucosio deriva infatti la serina, un aminoacido dal quale si producono la glicina e i cofattori chimici (le cosiddette unità a un carbonio) indispensabili per eliminare l’omocisteina.

Ne consegue una concatenazione di eventi: eccesso di glucosio nella dieta, metabolismo del glucosio sempre più inefficiente; riduzione della disponibilità di serina. Nella sindrome metabolica i livelli di serina e glicina risultano spesso diminuiti: non un dettaglio secondario, ma l'anello che collega la difficoltà nel metabolizzare il glucosio all'aumento dei livelli di omocisteina.


🧬 La componente genetica

Una variante genetica molto diffusa, denominata MTHFR C677T, riduce l'efficienza di uno degli enzimi coinvolti nel riciclo dell’omocisteina. Chi ne è portatore si trova in una condizione di partenza sfavorevole: se a questo si aggiunge una carenza di serina, le due limitazioni si sommano. Gli studi indicano che chi presenta questo assetto tende a mostrare un peggioramento simultaneo di più parametri: glicemia a digiuno, marcatori infiammatori, pressione arteriosa e profilo lipidico.


💊 I limiti dell'integrazione vitaminica

Acido folico, vitamina B12 e vitamina B6 riducono efficacemente i livelli di omocisteina. Tuttavia (ed è la considerazione più importante) la sola riduzione del valore non si traduce automaticamente in una prevenzione di eventi patogeni, come quelli cardiovascolari, come documentato da letteratura recente. Ecco che serve un approccio sistemico e orientato all'intero metabolismo.


🌱 Come approcciarsi

Lo studio della biochimica orienta verso interventi che agiscano a monte, partendo dai substrati carenti. La glicina, in studi clinici preliminari, ha mostrato una riduzione dell'emoglobina glicata e dei marcatori infiammatori. La serina (per ora soprattutto in modelli sperimentali) sembra ridurre l'omocisteina e migliorare contestualmente la sensibilità all'insulina. Si tratta di indicazioni che richiedono conferme su più ampia scala, ma la direzione di ricerca appare promettente.

Ovviamente il ruolo della dieta rimane centrale ed è importante come primo intervento calibrare accuratamente l’apporto dei macronutrienti.


💬 In conclusione

L'omocisteina non va intesa come un semplice bersaglio da correggere. Approcciare il metabolismo dell’omocisteina con un’integrazione che preveda i principali substrati a monte, specialmente in condizioni di insulinoresistenza, trova riscontro biochimico.

📌 Questo contenuto ha uno scopo divulgativo e non sostituisce il parere medico. Si raccomanda di consultare un professionista sanitario prima di modificare la dieta o assumere integratori.


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Cari amici,

Dopo alcune settimane di attesa, Re-Metil Plus è nuovamente disponibile 💚

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La temporanea indisponibilità di Re-Metil Plus è nata da una situazione che, per noi, rappresenta anche un fattore importante: la richiesta del prodotto ha superato le nostre aspettative.

Abbiamo formulato Re-Metil Plus dopo un lungo percorso di studio sul metabolismo dell’omocisteina, sulla metilazione, sulla transulfurazione e sui micronutrienti e i cofattori coinvolti in questi processi.

Il crescente interesse ricevuto da professionisti e utilizzatori ci ha restituito importanti riscontri sul percorso intrapreso.

Ogni lotto di Vital Program® nasce da una pianificazione attenta delle materie prime e delle lavorazioni, per garantire costanza qualitativa e rispetto dei nostri standard.

Stiamo già lavorando per prevenire future indisponibilità e migliorare continuamente la disponibilità del prodotto.

Un caro saluto,

Rocco e Nicola Di Fonso
Fondatori Vital Program®
🧘‍♀️ MAGNESIO E STITICHEZZA: NON TUTTE LE FORME SONO UGUALI

Quando parliamo di magnesio, spesso non consideriamo in quale forma si può integrare.

Dal punto di vista biochimico, il magnesio comprende diverse forme chimiche, caratterizzate da differenti solubilità, assorbimento e biodisponibilità.

Ed è proprio questa differenza a determinare il modo in cui il minerale interagisce con l’organismo.

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🔬 Magnesio e funzione intestinale: due meccanismi differenti

Uno degli impieghi più conosciuti del magnesio riguarda il supporto alla funzione intestinale, soprattutto in caso di stitichezza. Tuttavia, non tutte le forme di magnesio agiscono allo stesso modo.

Alcuni sali di magnesio esercitano prevalentemente un’azione nel lume intestinale, richiamando acqua e favorendo l’idratazione del contenuto fecale.

Altre forme, invece, sono maggiormente orientate all’assorbimento sistemico del minerale, contribuendo alle numerose funzioni biologiche del magnesio in qualità di cofattore.

La differenza quindi non è soltanto “quanto magnesio assumiamo”, ma in quale forma viene integrato.

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🧩 Funzioni biologiche

Il magnesio è coinvolto in numerosi processi cellulari:

• Metabolismo energetico

• Trasmissione nervosa

• Funzione muscolare

• Equilibrio neuromuscolare

Anche la motilità intestinale è regolata da un complesso dialogo tra sistema nervoso enterico e muscolatura liscia intestinale.

Il magnesio, come ione Mg²⁺, partecipa all’equilibrio con il calcio nei processi che regolano la contrazione e il rilassamento delle cellule della muscolatura liscia.

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💊 Princìpi di integrazione funzionale

La scelta dei sali utilizzati in un integratore di magnesio rappresenta un elemento centrale, perché la forma chimica può influenzare biodisponibilità, tollerabilità e comportamento biologico.

Le forme chelate, come il magnesio bisglicinato, sono state sviluppate proprio con l’obiettivo di migliorare assorbimento e tolleranza grazie al legame con molecole organiche come la glicina.

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📩 Vuoi approfondire?

Abbiamo analizzato in modo più dettagliato le diverse forme di magnesio, i meccanismi d’azione e i criteri di scelta nel nostro articolo dedicato:

🔗 https://vitalprogram.it/blog/magnesio-e-stitichezza-b114.html

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🌱 Il nostro approccio nutraceutico

MAG5 | Sali di magnesio ad alta biodisponibilità

Una formulazione che combina cinque forme di magnesio:

• Magnesio bisglicinato

• Magnesio taurato

• Magnesio glicerofosfato

• Magnesio malato

• Magnesio pidolato

Con Vitamina B6 in forma e vitamina D3 da lichene islandico

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Condividiamo con voi un messaggio che ci ha fatto piacere ricevere questa mattina.

Questo apprezzamento è l'espressione di ciò che facciamo ogni giorno: ricerca, studio, cura dei dettagli e rapporto diretto con le persone. 

Dietro ogni nostro prodotto c'è un ingrediente segreto: la voglia di aiutare il prossimo e l'attenzione alla qualità.

Quando questo impegno viene riconosciuto da chi ci sceglie, è per noi la soddisfazione più grande. 💚
🧬 OMOCISTEINA E CERVELLO

Quando si parla di omocisteina, spesso l’attenzione si concentra soltanto sul valore riportato nelle analisi del sangue. In realtà, l’omocisteina è una molecola al centro di importanti vie metaboliche. Dalla alla metilazione, alla produzione di neurotrasmettitori e all’equilibrio del sistema nervoso.

Livelli elevati di omocisteina sono stati associati a declino cognitivo, atrofia cerebrale e demenza.
La ricerca scientifica, tuttavia, ci invita a una lettura più complessa: l’omocisteina potrebbe rappresentare il segnale di un’alterazione metabolica più profonda.


🔬 Come può influenzare il tessuto nervoso?

L’accumulo di omocisteina può intervenire attraverso diversi meccanismi:

🧠 alterazione dell’attività dei recettori NMDA, coinvolti nei processi di memoria e apprendimento;

🩸 compromissione della funzionalità dei piccoli vasi cerebrali e della barriera ematoencefalica;

🔥 aumento dei processi neuroinfiammatori.

Questi meccanismi spiegano perché il metabolismo dell’omocisteina sia oggi oggetto di interesse nella ricerca sul mantenimento della funzione cerebrale.


🧬 Il legame con la metilazione

La metilazione è un insieme di reazioni fondamentali per:

• il metabolismo dei neurotrasmettitori;

• la regolazione dell’espressione genica;

• il mantenimento dell’equilibrio antiossidante endogeno.

Quando il metabolismo dell’omocisteina rallenta, le reazioni di metilazione, così come quelle di transulfurazione, possono rallentare. Il problema quindi non è soltanto il valore dell’omocisteina, ma l'intero metabolismo.


🌱 Un principio di nutrizione funzionale

La biochimica ci insegna un principio fondamentale: non è sufficiente osservare un singolo valore, ma è necessario comprendere il metabolismo ancor prima di interpretare un singolo valore. L’omocisteina può essere considerata una “spia” che ci invita ad approfondire il funzionamento delle vie della metilazione, della transulfurazione e dell’equilibrio dei neurotrasmettitori.


📚 Potete leggere il nostro ultimo articolo pubblicato per approfondire:

https://vitalprogram.it/blog/omocisteina-e-deterioramento-cognitivo-b116.html

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🌱 Il nostro approccio nutraceutico

Re-Metil Plus | Metabolismo dell’omocisteina

A base di

• Serina
• Glicina
• Betaina
• Vitamine del gruppo B in forme attive
• Magnesio bisglicinato
• Zinco

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💬 In conclusione

L’omocisteina non dovrebbe essere interpretata soltanto come un parametro da abbassare, ma come una finestra sul metabolismo cellulare.

Comprendere i meccanismi che regolano il suo metabolismo significa andare oltre il singolo valore di laboratorio e osservare l’organismo nella sua complessità biochimica.

📌 Questo contenuto ha finalità divulgative e non sostituisce il parere medico.

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Negli ultimi anni il ruolo del microbiota intestinale è stato progressivamente studiato da una prospettiva sistemica, nella quale l’ecosistema microbico viene considerato un vero e proprio modulatore dell’omeostasi immunitaria, metabolica e neuroendocrina.

La disbiosi intestinale, infatti, viene associata a numerose condizioni caratterizzate da una maggiore attivazione delle vie infiammatorie e da modificazioni della comunicazione tra microambiente intestinale e organismo.

🔬 IBS e MICI

La sindrome dell’intestino irritabile(IBS) e le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), pur rappresentando condizioni clinicamente differenti, condividono alcuni elementi interessanti, tra cui alterazioni della composizione microbica, modificazioni della permeabilità intestinale e coinvolgimento di specifici mediatori della risposta immunitaria.

Proprio alla luce di questa complessità biologica, negli ultimi anni è aumentato l’interesse verso composti naturali in grado di interagire con più livelli contemporaneamente, tra cui gli oli essenziali.

🌱 Oli essenziali di menta piperita, origano e cannella

Gli studi disponibili suggeriscono che alcuni componenti degli oli essenziali possano modulare diverse vie biologiche coinvolte nella risposta infiammatoria, influenzando l’espressione di mediatori pro-infiammatori e interagendo con il microambiente intestinale.

Tra i meccanismi maggiormente studiati troviamo:

• la modulazione dell’attività di alcune vie coinvolte nella risposta infiammatoria;

• l’interazione con specifici gruppi microbici intestinali;

• il possibile supporto al mantenimento dell’integrità della barriera intestinale.

Questo rende gli oli essenziali un esempio interessante di come la ricerca moderna si stia orientando verso un approccio multi-target, nel quale l’obiettivo non è più soltanto agire su un singolo bersaglio biologico, ma comprendere le complesse interazioni tra microbiota, metabolismo e sistema immunitario.

Naturalmente, come doveroso sottolineare nell’ambito della ricerca scientifica, è fondamentale distinguere tra dati ottenuti in modelli sperimentali, evidenze cliniche disponibili e prospettive future.

L’argomento è ampio e non può essere esaurito in poche righe.

Per questo motivo abbiamo raccolto nell’articolo completo i principali meccanismi biologici e le evidenze disponibili sul ruolo degli oli essenziali nell’ambito dell’equilibrio intestinale e della relazione tra microbiota e infiammazione.

📚 Link all’articolo completo:

https://vitalprogram.it/blog/oli-essenziali-intestino-irritabile-b115.html

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Medoil 5 | Oli essenziali a rilascio controllato

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🧬 OMOCISTEINA, CUORE ED ENDOTELIO

Il metabolismo dell'omocisteina rappresenta uno dei punti di incontro più interessanti tra biochimica e rischio cardiovascolare.

Valori elevati di questo amminoacido sono stati associati ad aterosclerosi, ictus e disfunzione endoteliale.

Ma proprio lo studio dell’omocisteina ha evidenziato negli ultimi decenni un apparente paradosso: abbassarne la concentrazione nel sangue non significa necessariamente correggere il processo metabolico che ne ha determinato l’aumento.

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🔬 OMOCISTEINA ED ENDOTELIO

L’endotelio è il sottile rivestimento interno dei vasi sanguigni e svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del tono vascolare e della permeabilità del vaso.

Quando l’omocisteina aumenta, diversi meccanismi possono interferire con la funzione endoteliale.

Tra quelli maggiormente studiati troviamo:

• riduzione della disponibilità di ossido nitrico (NO), fondamentale per la vasodilatazione;

• aumento dello stress ossidativo;

• modificazioni delle strutture e delle funzioni delle proteine;

• attivazione delle metalloproteinasi (MMPs), coinvolte nel rimodellamento della matrice extracellulare;

• alterazioni delle fibre di collagene ed elastina, con possibile aumento della rigidità della parete arteriosa.

Il valore ematico dell’omocisteina rappresenta quindi soltanto una finestra sul metabolismo cellulare.

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🧬 METILAZIONE, SAH E RISCHIO VASCOLARE

Accanto all’omocisteina merita particolare attenzione anche la S-adenosilomocisteina (SAH).

La SAH si forma all’interno del ciclo della metionina e rappresenta un potente inibitore delle reazioni di metilazione.

Quando il metabolismo dell’omocisteina rallenta, la SAH può accumularsi e interferire con numerose metiltransferasi, alterando processi che coinvolgono espressione genica, metabolismo cellulare e fisiologia vascolare.

Per questo motivo alcuni studi suggeriscono che la SAH possa rappresentare, in determinati contesti, un indicatore metabolico ancora più sensibile della stessa omocisteina.

Questo ci ricorda che un singolo valore di laboratorio raramente racconta da solo l’intera storia biochimica.

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🔎 COSA SAPERE SULL’INTEGRAZIONE VITAMINICA

Folati, vitamina B12 e vitamina B6 sono cofattori essenziali nel metabolismo dell’omocisteina.

Le vitamine consentono alle reazioni enzimatiche di avvenire, ma una reazione necessita anche di substrati.

Nel metabolismo dell’omocisteina assumono quindi particolare interesse due amminoacidi: serina e glicina.

La serina partecipa al metabolismo delle unità monocarboniose, necessarie alla rimetilazione dell’omocisteina.

Inoltre entra direttamente nella via della transulfurazione, legandosi all’omocisteina per formare cistationina, dalla quale deriva successivamente la cisteina.

La glicina, in equilibrio con la serina, partecipa anch’essa al metabolismo delle unità monocarboniose e rappresenta inoltre uno dei tre amminoacidi necessari alla sintesi del glutatione, insieme alla cisteina.

In altre parole, fornire soltanto i cofattori senza considerare la disponibilità dei substrati può rendere l'approccio integrativo parziale.

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💬 IN CONCLUSIONE

L’omocisteina è certamente un parametro importante, ma non dovrebbe essere interpretata come un valore isolato.

Il suo aumento può riflettere alterazioni che coinvolgono contemporaneamente:

• metilazione;

• transulfurazione;

• disponibilità di serina e glicina;

• vitamine del gruppo B;

• funzione renale;

• metabolismo glucidico;

• MTHFR.

Qualora sia presente un’iperomocisteinemia o un rischio cardiovascolare aumentato, ogni eventuale approccio integrativo deve essere valutato dal medico o dal professionista sanitario di riferimento.

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📚 Articolo completo

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Vital Basic è stato il primo integratore formulato da Vital Program® e, ancora oggi, rappresenta probabilmente la formulazione che meglio rappresenta i princìpi da cui siamo partiti.

Non volevamo realizzare un multivitaminico contenente “un po’ di tutto”. L’idea era diversa: partire dal metabolismo cellulare e individuare alcuni dei principali processi biochimici dai quali dipende il corretto funzionamento della cellula.

🔬 Bioenergia e produzione di ATP

Ogni cellula necessita continuamente di energia.

Zuccheri, acidi grassi e amminoacidi vengono progressivamente ossidati attraverso differenti vie metaboliche fino a convergere, direttamente o indirettamente, nella produzione di ATP, la principale forma di energia utilizzabile dalla cellula.

In questi processi le vitamine del gruppo B svolgono un ruolo centrale come cofattori delle reazioni enzimatiche.

Per questo in Vital Basic abbiamo scelto, tra le altre, vitamina B2 e vitamina B6 nelle loro forme attive 5’-fosfato, insieme a vitamina B12 e folati in forma metilata.

Il punto interessante è che sostenere una stessa via metabolica può avere un impatto su diversi sistemi fisiologici, come il cervello, le funzioni cognitive, il cuore e i tessuti.

Non esistono quindi compartimenti metabolici realmente isolati: la bioenergia cellulare costituisce un denominatore comune a organi e tessuti apparentemente molto diversi tra loro.
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🔬 Le cellule non producono solo ATP

Una cellula deve anche sintetizzare continuamente nuove molecole indispensabili per la nostra vita. Pensiamo ad esempio alla percezione di un pericolo e all'attivazione del sistema "lotta o fuga".

Tramite meccanismi neuro-ormonali, specifiche cellule della midollare surrenale sintetizzano adrenalina attraverso un metabolismo complesso dove "fanno ingresso" la vitamina C, le vitamine del gruppo B, substrati energetici e cofattori minerali.

Allo stesso modo, tramite vie metaboliche complesse e grazie all'azione dei micronutrienti, la cellula sintetizza anche neurotrasmettitori, cofattori importanti del metabolismo cellulare, molecole antiossidanti, basi azotate e mediatori chimici.

Vital Basic non nasce come integratore specifico per queste vie — per questo abbiamo successivamente sviluppato formulazioni più mirate — ma le considera all’interno di un approccio generale al metabolismo cellulare.

🔬 Amminoacidi e tessuto connettivo

Vitamine e minerali non sono sufficienti da soli. La cellula necessita anche di substrati, cioè della materia prima con cui costruire proteine, strutture cellulari e componenti della matrice extracellulare.

Per questo nella formulazione sono presenti anche amminoacidi e nutrienti coinvolti nel metabolismo del tessuto connettivo.

La vitamina C, ad esempio, partecipa ai processi di idrossilazione necessari alla normale sintesi del collagene, mentre la disponibilità di specifici amminoacidi rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la costruzione delle proteine cellulari.

🔬 Stress ossidativo

Vital Basic associa vitamine, minerali e sostanze antiossidanti, tra cui proantocianidine oligomeriche da semi d’uva, mentre micronutrienti come manganese, molibdeno, che partecipano a differenti sistemi enzimatici antiossidanti endogeni.

📌 In conclusione

La completezza che abbiamo cercato quando abbiamo formulato Vital Basic è stata quella di costruire una formulazione con sostanze naturali che "dialoghino" per specifici target biochimici, oltre a fornire alle cellule stesse gli "ingredienti" per produrre determinati composti essenziali.

Ed è lo stesso approccio che ancora oggi guida lo sviluppo delle nostre formulazioni.

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