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Vital Program è un’azienda italiana che nasce con l’obiettivo di migliorare la salute di ogni individuo attraverso l’educazione nutrizionale e l’integrazione funzionale
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𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟐𝟎! 𝐋𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚

Questa sera alle ore 20:00 si terrà il webinar

𝐎𝐌𝐎𝐂𝐈𝐒𝐓𝐄𝐈𝐍𝐀 𝐄 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐅𝐔𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄

Se non sei ancora registrato, clicca sul link sottostante:

https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html

Il programma dell’evento è ricco di informazioni preziose per la tua salute! Lo studio dell’omocisteina, con il suo metabolismo complesso, ci permette di collegare questo fattore di rischio a numerose problematiche di salute. È importante quindi comprendere appieno il ruolo dell’omocisteina nel nostro organismo al fine di migliorare la consapevolezza nella prevenzione.

Ecco il programma completo:

Rocco Di Fonso

- Introduzione ai lavori
- Mission Vital Program

Dott Nicola Di Fonso

- L’omocisteina
- Metabolismo dell’omocisteina
- Omocisteina e disturbi associati
- Integrazione funzionale

Dott Cesare Roberto

- Omocisteina: valori ematici
- Omocisteina e significato clinico
- Farmaci e omocisteina
- Mutazione MTHFR
- Integrazione funzionale

Discussione finale

Se vuoi interagire direttamente con i nostri professionisti, potrai farlo nella discussione finale, dove risponderemo alle vostre domande.

Clicca sul link sottostante se non sei ancora registrato:

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Ci vediamo stasera!
𝐒𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐨𝐦𝐨𝐜𝐢𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧𝐚

Durante il webinar di ieri sera i nostri professionisti, il Dr Nicola Di Fonso e il Dr Cesare Roberto, hanno esposto l’integrazione più adatta per l’omocisteina.

Abbiamo visto quanto è importante assicurarsi un corretto apporto di micronutrienti al fine di “usare” correttamente l’omocisteina nei suoi sottoprodotti. Infatti, evitare che l’omocisteina si accumuli è una strategia di benessere e longevità per il nostro sistema cerebro-vascolare.

Per far ciò, abbiamo sviluppato l’unico integratore funzionale completo della nostra gamma:

VITAL BASIC

https://www.vitalprogram.it/shop/30-vital-basic.html

I sottoprodotti dell’omocisteina sono molecole fondamentali per la nostra vita. Di quali molecole parliamo?

- Molecole dello stress. Uno squilibrio può portare intolleranza allo stress, con ripercussioni sul benessere psico-fisico

- Melatonina. Un deficit di produzione di melatonina può alterare il sonno

- Serotonina. Un problema nel metabolismo di questa molecola può essere associato a mal di testa e disturbi della sfera cognitiva

- Coenzima Q10. Quando la produzione endogena scarseggia, si ha una scarsa efficienza fisica e mentale

- Carnitina. Se le cellule producono carnitina con difficoltà, i mitocondri possono andare in sofferenza

- Condroitin solfati. Molecole indispensabili per i tessuti connettivi

- Glutatione. Un potentissimo antiossidante endogeno che è importante “far produrre” alle nostre cellule, piuttosto che integrarlo direttamente

- Taurina. Componente degli acidi biliari e fonte energetica per le cellule del cuore

Da qui si comprende quanto sia complesso il metabolismo dell’omocisteina, e le relative implicazioni per la salute quando questo processo metabolico viene compromesso.

Quali fattori possono compromettere il metabolismo dell’omocisteina?

- Carenza cronica di micronutrienti nella dieta

- Vivere in situazioni di stress cronico

- Assunzione di diverse tipologie di farmaci

- Mutazioni genetiche sugli enzimi che metabolizzano l’omocisteina

Qual è l’integrazione più adeguata?

L’integrazione che quasi sempre viene proposta prevede la vitamina B12 e i folati nelle forme metilate. Condizione necessaria ma spesso non sufficiente, alla luce della moltitudine di enzimi e reazioni biochimiche che coinvolgono l’omocisteina.

L’integrazione più adeguata dovrebbe includere, oltre alle vitamine appena citate:

- Vitamine B3, C, E. Indispensabili per l’eccesso di radicali liberi all’interno delle cellule

- Vitamina C. Lavora in sinergia con le altre vitamine, i cofattori minerali e gli amminoacidi. È essenziale per la sintesi di collagene e per il mantenimento del tessuto connettivo

- Glicina, Lisina, Prolina. I mattoni del collagene

- Glicina, Cisteina, Glutammina, Vitamina B6, Zinco e Selenio. Gli “ingredienti cellulari” per la corretta produzione di glutatione

- Lisina e Vitamina C. Necessari per la sintesi di carnitina

- Vitamine del gruppo B e minerali. Indispensabili per la corretta produzione di bioenergia cellulare

Quali sono i vantaggi di una corretta e completa integrazione con Vital Basic? I micronutrienti contenuti in Vital Basic, in sinergia tra loro, sono indispensabili per:

- L’efficienza fisica, mentale e psicofisica

- Il mantenimento dei tessuti connettivi

- Le funzionalità del cuore

- Le funzionalità del cervello

- La memoria

- La gestione dell’istamina

- Unghie, pelle e capelli

- Le funzioni muscolari

- Il metabolismo di zuccheri e grassi

Vital Basic soddisfa appieno i requisiti dell’integrazione funzionale!

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GLUTATIONE? NO. TI SPIEGHIAMO PERCHÉ

Il glutatione è uno degli antiossidanti endogeni più potenti che le nostre cellule dispongono. È una delle prime armi di difesa contro i radicali liberi, ed i suoi effetti sono ben documentati in letteratura. Ne riportiamo alcuni:

- Detossificazione
- Miglioramento della risposta immunitaria
- Miglioramento della funzione epatica
- Anti-invecchiamento
- Antiossidante

Quando il glutatione neutralizza un radicale, si passa dalla sua forma ridotta alla sua forma ossidata. Va da sé che il rapporto tra glutatione ridotto (GSH) e glutatione ossidato (GSSG) è un importante indicatore della capacità antiossidante delle cellule.

A questo punto dobbiamo chiederci se assumere integratori di glutatione possa essere efficace per incrementare le riserve cellulari di questa molecola.

La risposta è no.

Il glutatione è una molecola composta da 3 amminoacidi: glutammina, cisteina, glicina. Durante la digestione, giunto nell’intestino tenue, il glutatione viene scisso nei suoi amminoacidi dall’enzima gamma-glutamil-transferasi (GGT), per cui non potrà entrare direttamente nelle cellule.

Qual è quindi la strategia integrativa più ideale per aumentare le riserve di glutatione? Fare in modo che le nostre cellule possano produrlo autonomamente. Come?

Da un punto di vista biochimico, la produzione endogena di glutatione dipende dalla produzione di cisteina. In buona sostanza, le cellule possono produrre glutatione solo se sono in grado di produrre cisteina.

Da dove arriva la cisteina? Dall’omocisteina. Ecco che se l’omocisteina viene correttamente “usata”, si potrà produrre la cisteina necessaria, tra l’altro, per produrre glutatione.

Per far ciò è necessario, per lo meno, l’impiego di: vitamina B6; metilcobalamina (vitamina B12); metilfolato (vitamina B9); betaina; zinco; selenio.

Una volta prodotto, il glutatione deve essere “mantenuto in vita” il più possibile. Per tale scopo, alle vitamine appena menzionate si aggiungono: vitamina C; vitamina E; vitamina B3; cofattori minerali.

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È l’integratore funzionale che “mira” a diversi bersagli biochimici, tra i quali, appunto, la produzione endogena di glutatione, che è in funzione del metabolismo dell’omocisteina.

Data la scarsa biodisponibilità del glutatione (assunto per via orale), è bene sfruttare il potenziale di specifici micronutrienti e amminoacidi. Infatti, la letteratura suggerisce come l’integrazione di tali composti sia in grado di aumentare il rapporto GSH/GSSG, il che conferma l’importanza di integrare in funzione della biochimica.

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IL RUOLO DELLA VITAMINA C NELLA TOLLERANZA ALLO STRESS

Sapevi che lo stress cronico “consuma” quantità importanti di vitamina C? Che è tra l’altro necessaria per produrre serotonina, l’ormone del buon umore.

Qualsiasi situazione di stress fisico e/o emotivo si traduce in un’attivazione importante della componente simpatica del sistema nervoso autonomo, che predispone il corpo alla lotta o alla fuga.

Ad entrare in gioco sono diversi ormoni, tra cui adrenalina e cortisolo. La vitamina C è essenziale per produrre adrenalina. Le riserve di vitamina C sembrano anche influenzare la produzione di cortisolo quando di fronte ad un evento di stress viene stimolato l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Sappiamo che per noi esseri umani la vitamina C è essenziale, diversamente dalla maggior parte delle specie animali, per cui va introdotta necessariamente con la dieta e con l’integrazione.

Vien da chiedersi: “Qual è la risposta allo stress tra gli animali che producono vitamina C e gli esseri umani?”. Ebbene…

È stato visto che le specie animali capaci di produrre vitamina C hanno una produzione minima di cortisolo. Al contrario, gli esseri umani sottoposti a stress (incapaci di produrre vitamina C) producono quantità importanti di cortisolo.

Ed ancora: l’integrazione di vitamina C in questi casi può attenuare la produzione di cortisolo, mitigando gli effetti fisiologici dello stress cronico (link 1). Non solo. Il cortisolo rallenta la risposta immunitaria e la produzione di collagene, due eventi biologici che al contrario sono promossi dalla vitamina C.

Immaginiamo una situazione di stress cronico. La vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di catecolamine e per contenere i danni ossidativi dello stress stesso. Se in tali circostanze le riserve di vitamina C non sono adeguate, la produzione di collagene e la risposta immunitaria non sono efficienti.

C’è di più. La vitamina C è anche richiesta per la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore che, tra l’altro, attenua gli effetti del cortisolo. Se la vitamina C è continuamente richiesta per la produzione di adrenalina, si crea una competizione per la produzione di serotonina.

Il ruolo della vitamina C nello stress cronico è quindi determinante, al pari di altri micronutrienti che sostengono il metabolismo dell’omocisteina.

Letture di approfondimento:

Link 1: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7024758/

Link 2: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8783887/

Scopri la nostra integrazione funzionale di base:

VITAL BASIC - Formulazione completa di tutti i micronutrienti

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CELLVIT - Formulazione di vitamina C ad alto dosaggio di ascorbato di magnesio con lisina

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Cari amici del canale, condividiamo con voi alcune recensioni sul nostro Vital Basic, l’integratore funzionale di base della nostra gamma.

Quando si rispetta il metabolismo cellulare, i risultati sono questi!

L’integrazione con Vital Basic mira ai seguenti bersagli:

⭕️ Metabolismo energetico

⭕️ Metabolismo dell’omocisteina

⭕️ Metilazione e solforazione

⭕️ Collagene e tessuti connettivi

⭕️ Stress ossidativo


Chi sceglie Vital Program si affida a professionisti della qualità


Per maggiori informazioni, scriveteci a info@vitalprogram.it

Oppure contattate il nostro customer service al numero 3519751066 dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00


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STRESS OSSIDATIVO. L’IMPORTANZA DI UN’INTEGRAZIONE SINERGICA

La produzione di radicali liberi nel nostro organismo è un processo fisiologico che costituisce una forma di adattamento corporeo e di rinnovamento dei tessuti. Può sembrare controintuitivo, ma le specie reattive dell’ossigeno (ROS) intervengono nell’apoptosi, nell’eliminazione di proteine potenzialmente dannose per le cellule e agiscono come mediatori intracellulari.

I radicali liberi diventano pericolosi quando si crea una situazione di produzione eccessiva a fronte di una ridotta capacità detossificante del nostro organismo.

Ci sono due sistemi di detossificazione dalle specie reattive dell’ossigeno.

1) Sistemi endogeni, come ad esempio il glutatione

2) Sistemi esogeni, ovvero le sostanze antiossidanti

In questo articolo vogliamo porre particolare attenzione ad una cascata di reazioni biochimiche che vedono coinvolti entrambi i sistemi (endogeni ed esogeni), al fine di dare maggiore risalto all’importanza di un’integrazione sinergica che rispecchia il metabolismo cellulare.

Si noti in modo particolare il ruolo del glutatione (sistema endogeno) nella neutralizzazione dei radicali liberi. Il glutatione, durante la neutralizzazione di un radicale, coopera principalmente con la vitamina C, la vitamina E e la vitamina B3.

In che modo si potrebbe sfruttare al meglio questa sinergia? Fornendo alle cellule gli elementi necessari alla produzione endogena di glutatione. Tali elementi sono gli stessi impiegati nel metabolismo dell’omocisteina, della cisteina e della corretta produzione di bioenergia cellulare: vitamine del gruppo B; glicina; cisteina; glutammina; zinco; selenio; coenzima Q10.

L’integrazione funzionale è concepita sulla base delle vie metaboliche più importanti (come quella riportata in figura), in quanto il metabolismo è influenzato da una moltitudine di fattori, pertanto assicurarsi un adeguato apporto di micronutrienti riveste un’importanza strategica nel mantenimento di un buono stato di salute.

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LA GLICEMIA ELEVATA AUMENTA IL FABBISOGNO DI VITAMINA C

Sapevate che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue provocano una riduzione delle riserve di vitamina C? Ciò rafforza la teoria della competizione tra glucosio e vitamina C per l’ingresso nelle cellule. Ma non solo.

Sono diversi i meccanismi proposti in letteratura secondo i quali l’iperglicemia cronica provocherebbe il depauperamento di vitamina C nell’organismo. In questo articolo ne riportiamo 3.

1) Competizione Glucosio - Vitamina C

Chimicamente il glucosio e la vitamina C sono due zuccheri con una spiccata somiglianza strutturale. Questa somiglianza fa sì che, in determinate cellule, entrambe le molecole utilizzino la stessa “porta” d’ingresso.

Secondo alcuni autori, la competizione tra glucosio e vitamina C nei globuli rossi è uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo della microangiopatia diabetica (1). In una situazione di iperglicemia cronica, i globuli rossi tendono quindi ad indebolirsi perché la vitamina C risulta carente.

La vitamina C è estremamente importante per i globuli rossi, in quanto permette un corretto metabolismo del ferro, un’adeguata produzione di ossido nitrico e garantisce una corretta viscosità del sangue.

2) Stress ossidativo da esaurimento delle riserve di NADPH

Il NADPH è un derivato della vitamina B3, che è importante, tra l’altro, nel contrastare le specie reattive dell’ossigeno (ROS) grazie alla capacità di rigenerare il glutatione. Il glutatione, a sua volta, è in grado di rigenerare la vitamina C.

Va da sé che nel momento in cui le richieste di NADPH aumentano, aumentano anche quelle della vitamina C (e non solo).

Sappiamo che elevate concentrazioni di glucosio nel sangue e nelle cellule sono estremamente dannose. Un importante “meccanismo di difesa” che le cellule adottano per “smaltire” glucosio in eccesso nelle cellule è la via dei polioli, che consuma quantità importanti di NADPH, con conseguente aumento dello stress ossidativo.

L’alterazione di questo equilibrio redox che vede coinvolti attivamente vitamina C e NADPH interessa soprattutto i mitocondri, compromettendo la normale produzione di bioenergia cellulare (ATP).

3) Disfunzione endoteliale

Il glucosio in alte concentrazioni nel sangue induce un’espressione di “fattori irritanti” per i tessuti (2). Si attivano una serie di reazioni ad effetto domino che portano, mediante differenti meccanismi, ad un aumento di specie reattive dell’ossigeno.

Questi fenomeni da un lato rallentano la produzione di ossido nitrico e dall’altro portano ad un’aumentato catabolismo della matrice extracellulare, con conseguente indebolimento dei tessuti connettivi dei vasi sanguigni e iperomocisteinemia (3). La vitamina C diverrebbe quindi essenziale per garantire un turnover ottimale di collagene.

La vitamina C è un nutriente essenziale per il nostro organismo, in quanto funge da cofattore enzimatico nel metabolismo cellulare e da antiossidante. Dato che l’iperglicemia è associata ad un aumento dello stress ossidativo, il ruolo protettivo della vitamina C è importante (4).

Una meta-analisi del 2017 ha incluso 15 studi RCT dove si evince che l’integrazione di vitamina C in condizioni di insulino-resistenza è in grado di migliorare significativamente il quadro glicemico dei soggetti coinvolti (5).

Alla luce di tutto ciò possiamo sicuramente affermare che l’alterazione del metabolismo del glucosio è una situazione critica che il nostro organismo riesce a gestire servendosi delle riserve di micronutrienti. In questo post abbiamo dato maggiore risalto al ruolo della vitamina C ed alla competizione con il glucosio. È bene ricordare che l’integrazione è spesso sinergica e la risposta è individuale e mai la stessa in tutti i soggetti.

La sinergia di base che Vital Program ha sviluppato per quanto concerne il normale metabolismo degli zuccheri è la seguente:

GLICEVIT - Metabolismo del glucosio e dell’insulina

https://www.vitalprogram.it/shop/26-glicevit.html
WEBINAR: MAL DI TESTA E OMOCISTEINA. QUALE RELAZIONE?

Dopo il successo dell’ultimo webinar sull’omocisteina, abbiamo deciso di affrontare una problematica che è spesso correlata all’omocisteina stessa:

L’emicrania: il classico mal di testa.

Esiste una relazione tra il mal di testa e il metabolismo dell’omocisteina. Il nostro obiettivo è fornire le giuste informazioni su basi scientifiche per poter comprendere tale relazione al fine di acquisire una maggiore consapevolezza, soprattutto in termini di integrazione funzionale.

Non ti resta che iscriverti al prossimo webinar:

Di Giovedì 13 Aprile ore 20:00

Clicca sul link in basso per iscriverti:

https://www.vitalprogram.it/25-webinar-divulgazione-scientifica.html

Relatori: Rocco Di Fonso, Naturopata, CEO Vital Program; Nicola Di Fonso, Biologo Nutrizionista; Cesare Roberto, Medico Chirurgo.

L’emicrania è una condizione dolorosa e spesso debilitante.

Premesso che le cause che portano all’insorgenza del mal di testa sono svariate, vogliamo sottolineare la sua relazione con lo stato micro-nutrizionale, alla luce degli sforzi scientifici nel campo della prevenzione.

La letteratura disponibile suggerisce, infatti, che elevati livelli plasmatici di omocisteina sono associati ad un aumento del rischio di emicrania.

Circa il 31% dei pazienti con emicrania ha tre o più attacchi di cefalea al mese, e di questi il 54% riporta gravi compromissioni nelle azioni quotidiane.

L’emicrania è spesso debilitante; ciò spinge molti ricercatori a studiare un trattamento preventivo volto a migliorare la qualità della vita e le capacità lavorative, con l’obiettivo di ridurre la frequenza, la gravità e la durata del disturbo.

Altri obiettivi del trattamento preventivo includono la riduzione dell’uso dei farmaci.

Tra i fattori genetici associati ad una maggior prevalenza di emicrania, si annoverano le mutazioni del gene metilene tetraidrofolato reduttasi (MTHFR), in particolare la variante C677T.

L’enzima MTHFR catalizza la riduzione del 5,10-metilen-THF a 5-metile-THF, una reazione molto importante nel complesso metabolismo dell’omocisteina.

Sappiamo anche che gli enzimi del metabolismo (completo) dell’omocisteina sono più di 20, per cui le mutazioni possono riguardare anche altri enzimi annessi.

L’omocisteina si comporta come un antagonista dei recettori del GABA, mentre alcuni farmaci impiegati per il trattamento dell’emicrania sono potenti agonisti dei recettori GABA-ergici.

Questo è uno dei meccanismi secondo i quali l’omocisteina può modulare negativamente la soglia del dolore.

Un ulteriore legame tra omocisteina ed emicrania è attribuibile alle proprietà pro-infiammatorie dell’omocisteina, che, aumentando la produzione di radicali liberi, provoca disfunzione mitocondriale, un evento rilevante nella patogenesi dell’emicrania.

È chiaro dunque che il corretto metabolismo dell’omocisteina è fondamentale per il buon funzionamento di svariati sistemi cellulari, incluso il metabolismo dei neurotrasmettitori e la modulazione del tono vascolare.

Stile di vita, abitudini alimentari sbagliate e stress psicofisico, al quale siamo soggetti continuamente, ci espongono ad alterazioni del metabolismo cellulare, che possono interessare anche il metabolismo dell’omocisteina e promuovere la cosiddetta infiammazione di basso grado.

Ciò comporta un aumento dei fabbisogni di specifici nutrienti. Ad esempio, il complesso vitaminico B è funzionalmente correlato al metabolismo cellulare e coopera alla produzione di bioenergia, al metabolismo degli amminoacidi e a quello dei neurotrasmettitori, come dopamina, adrenalina e serotonina.

In diversi studi è stato riportato che la co-somministrazione di vitamine del gruppo B si è rilevata più efficace rispetto alla singola integrazione vitaminica, e ciò è in linea con la biochimica.

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[- 7 giorni] Mal di testa e problemi cardiovascolari sono correlati?

Il mal di testa è un disturbo neurologico, che interessa circa un miliardo di persone in tutto il mondo, le cui cause restano ancora poco comprese.

L’emicrania può essere accompagnata da una serie di sintomi, quali vomito, fotofobia e fonofobia, che possono essere a loro volta correlati ad un’alterazione del metabolismo di importanti neurotrasmettitori, quali adrenalina, istamina e serotonina, con possibili ripercussioni sulla meccanica dei vasi sanguigni, nonché sulla muscolatura liscia di quest’ultimi.

Diversi studi hanno collegato l'emicrania con un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Chi soffre di frequenti attacchi di emicrania ha un aumento del rischio di ictus e di infarto del miocardio.

L’omocisteina può spiegare queste possibili correlazioni?

Ne parleremo durante il webinar

MAL DI TESTA E OMOCISTEINA: QUALE RELAZIONE?

DI GIOVEDÌ 13 APRILE ORE 20:00

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I meccanismi più importanti che collegano l’emicrania con le malattie cardiovascolari sono la disfunzione endoteliale, la vasodilatazione e determinate mutazioni genetiche.

Ad esempio, lo studio della mutazione MTHFR in relazione al metabolismo dell’omocisteina permette di comprendere il metabolismo dei neurotrasmettitori, in modo particolare di istamina e adrenalina, sul tono vascolare.

La stessa mutazione, infatti, è correlata alle problematiche cardiovascolari. Ciò spiega il ruolo centrale dell’omocisteina in tutti questi aspetti, specialmente sulla disfunzione endoteliale. Alcuni autori suggeriscono che i soggetti affetti da emicrania ricorrente hanno mediamente livelli elevati di omocisteina.

Alla luce di quanto esposto, l’endotelio vascolare è il punto di partenza sia per una migliore comprensione del mal di testa, che per i disturbi cardiocircolatori.

Durante il webinar discuteremo dello squilibrio tra i fattori protettivi e quelli dannosi in relazione alla complessità dell’emicrania.

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Link di approfondimento: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30127722/

Ti aspettiamo!

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[Domani] Mal di testa: il ruolo del magnesio

Recenti studi hanno evidenziato che tra i fattori scatenanti del mal di testa vi è l’ipomagnesiemia, pertanto l’impiego di magnesio, possibilmente associato alla vitamina B6, può rappresentare una valida strategia nella gestione del mal di testa. Il magnesio è altresì coinvolto nella normale funzione mitocondriale, bioenergetica e nocicettiva.

È stato infatti suggerito che l’ipomagnesiemia può migliorare la neurotrasmissione glutammatergica e promuovere l'eccitotossicità e di conseguenza portare allo stress ossidativo.

Se vuoi approfondire meglio questa relazione, non perderti il webinar di domani alle ore 20:00

MAL DI TESTA E OMOCISTEINA: QUALE RELAZIONE?

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Negli ultimi anni c’è stato un notevole interesse sul ruolo del magnesio negli attacchi di emicrania. Il magnesio è coinvolto in oltre 600 reazioni enzimatiche ed in vari processi biologici, tra i quali:

- Produzione di bioenergia cellulare (ATP)

- Regolazione dell’eccitabilità neuronale

- Mantenimento del tono vasale

- Blocco dei recettori del N-metil-d-aspartato (NMDA) per competizione con gli ioni di calcio

- Regolazione dei livelli del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP)


In sintesi, il magnesio è essenziale per l’omeostasi energetica del cervello e di altri organi. La sua carenza è considerata uno dei fattori di rischio nella patogenesi dell’emicrania.

La carenza di magnesio è stata associata alla depressione da diffusione corticale (CSD), che si ritiene sia responsabile dell’aura emicranica. Nella CSD, la sostanza P, un neuropeptide che agisce come neurotrasmettitore e neuromodulatore, viene rilasciato a seguito di carenza di magnesio, possibilmente agendo sulle fibre sensoriali e producendo dolore al mal di testa.

Il magnesio ha anche dimostrato di diminuire il livello di peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), che ha un’azione vasodilatante a livello dei vasi cranici.

L’integrazione di magnesio può svolgere un ruolo importante nella trasmissione del dolore all’interno del sistema nervoso, costituendo un potenziale beneficio nelle emicranie con aura.

Un’altra molecola chiave nella patogenesi dell’emicrania è la serotonina, un potente vasocostrittore rilasciato dalle piastrine durante un attacco di emicrania. Una carenza cronica di magnesio può alterare il rapporto calcio / magnesio, promuovendo la vasocostrizione indotta da serotonina.

Le integrazioni di magnesio vanno accuratamente studiate, sia nella forma che nel dosaggio. Le forme organiche del minerale sono più biodisponibili delle forme inorganiche. Se ai sali organici di magnesio si aggiunge la co-integrazione di vitamina B6, si ottiene un ulteriore bersaglio biochimico che coinvolge il metabolismo dell’acido glutammico e dell’omocisteina, tra l’altro anch’essa correlata all’emicrania.

I dettagli saranno discussi domani in live con i nostri professionisti.

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Lettura di approfondimento: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8912646/

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