Pensiero Verticale
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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.
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Sicurezza nelle stazioni, allarme droga tra i minorenni, violenze in Europa, guerra tra Russia e Ucraina, scosse politiche a Londra e nuove polemiche nel mondo del calcio: sono giorni carichi di notizie e tensioni. Dalle proposte di Salvini al caso Malagò, fino al dibattito acceso su FIFA, immigrazione e sicurezza, abbiamo raccolto i fatti più discussi delle ultime ore.

Scorri il carosello per capire cosa sta succedendo e dicci la tua!

#notizie #governo #destra #politica #politicaitaliana
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Louis aveva 17 anni.
Non era un simbolo, non era un numero, non era “un caso di cronaca”. Era un ragazzo. Uno di quelli che dovrebbero pensare alla scuola, agli amici, alla patente, al futuro. Non a morire così.
Oggi il suo nome riempie le piazze francesi perché tanta gente è stanca di sentirsi dire che bisogna abbassare la testa, aspettare, dimenticare, passare oltre.
No. Non si passa oltre.
Uno Stato esiste per una ragione semplice: proteggere i suoi cittadini. Se non riesce più a garantire sicurezza, giustizia e ordine, allora ha fallito nel suo compito più importante.
Da Narbonne arriva un messaggio che riguarda tutta l’Europa: i popoli non chiedono miracoli. Chiedono confini controllati, leggi rispettate, pene certe e città dove un ragazzo di 17 anni possa vivere senza paura.
Non è odio chiedere sicurezza.
Non è vendetta pretendere giustizia.
È buon senso. È civiltà. È il minimo.

Per Louis.
Per la Francia.
Per un’Europa che deve tornare a difendere i suoi figli.
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L'intelligenza artificiale è uno degli strumenti più potenti mai creati.
Il rischio non è che pensi al posto nostro, ma che noi scegliamo di smettere di farlo.
Ogni innovazione può renderci migliori o più dipendenti. La differenza la fa chi la utilizza.
L'IA non va temuta, va dominata. Non come una scorciatoia, ma come uno strumento capace di amplificare metodo, conoscenza e spirito critico.
Il futuro non appartiene a chi rifiuta l'intelligenza artificiale, ma a chi saprà usarla senza rinunciare alla propria.
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Ci sono episodi che non possono essere liquidati come una bravata. I biglietti comparsi a Viareggio con la scritta "st*pro alle cristiane" rientrano tra questi. Chiunque li abbia lasciati ha scelto deliberatamente il linguaggio dell'intimidazione, evocando una delle forme di violenza più brutali per seminare paura.

Ora spetta agli investigatori chiarire responsabilità e movente. Da troppo tempo il dibattito pubblico cerca di minimizzare sul tema mentre i cittadini chiedono una cosa semplice: vivere in sicurezza e sapere che lo Stato è presente.

La sicurezza non è uno slogan ma una necessità. Se emergono segnali di odio, di estremismo o di radicalizzazione religiosa, non si risponde con il silenzio ma con indagini, giustizia rapida e il rispetto rigoroso comunità in cui si vive.

Prima delle polemiche viene un principio che dovrebbe unire tutti: nessuno deve poter minacciare donne o cittadini basandosi sulla loro fede cristiana. Su questo non ci possono essere zone grigie.
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Sauron non è soltanto il cattivo de "Il Signore degli Anelli". È una metafora.
Tolkien non descrive il male come qualcosa che irrompe all'improvviso. Lo racconta come un processo lento, capace di sedurre prima ancora che di distruggere.
L'Anello non costringe nessuno. Promette. Illude. Fa credere che un po' più di potere possa risolvere ogni problema.

Ed è proprio questo il suo messaggio più attuale.
Le grandi rinunce ai propri valori raramente iniziano con un gesto estremo. Cominciano con piccoli compromessi, giustificati dal "fine superiore".

Un passo alla volta, fino a non riconoscere più il confine tra ciò che siamo e ciò che siamo diventati.

Forse è per questo che l'opera di Tolkien continua a parlare anche al presente.
Perché il vero potere non si limita a dominare gli altri.

Inizia quando riesce a convincerti che cambiare te stesso sia un prezzo accettabile.

#signoredeglianelli #fantasy #politicaitaliana #governo #destra
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Christian Zedig aveva 32 anni. Era partito per seguire la nazionale svedese, come fanno migliaia di tifosi ogni anno. Ma un immigrato l'ha ucciso.

I cittadini hanno il diritto di chiedere che venga fatta piena luce sui fatti e di pretendere politiche capaci di garantire ordine pubblico, controllo del territorio e una gestione dell'immigrazione che tenga conto anche delle conseguenze sulla sicurezza.

Ignorare queste preoccupazioni significa alimentare sfiducia nelle istituzioni.

Christian Zedig merita giustizia. E l'Europa ha bisogno di affrontare con serietà questioni che troppo spesso vengono tralasciate.

Mentre piangiamo Louis, un altro europeo si é aggiunto alla lista delle vittime dell'immigrazione.

#destra #governo #politica #immigrazione #notizie
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Continuiamo a sentirci dire che i migranti sarebbero «l’avanguardia di questa globalizzazione».
Poi però ci sono le città vere. Le periferie vere. I treni la sera. Le aggressioni, le risse, le coltellate. E un problema enorme di clandestinità e integrazione fallita che troppi fanno finta di non vedere.
Chi entra deve essere identificato.
Chi delinque deve pagare.
Chi non ha diritto di restare deve essere rimpatriato.
Uno Stato serve a proteggere i suoi cittadini, non a spiegargli che devono abituarsi alla paura.

#governo #politica #politicaitaliana #destra #immigrazione
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Broad Street, Birmingham. Un ragazzo inglese viene aggredito da più imm*grati e finisce a terra. Arriva la polizia. Chi viene portato via e arrestato? Lui.

Il video corre online. La risposta delle autorità? Non spiegare, non chiarire: chiedere di non condividerlo.
E allora la domanda è inevitabile: la legge vale davvero allo stesso modo per tutti, o la bilancia cambia a seconda di chi sei e del c*lore della tua p*lle?

È da qui che nasce la rabbia che monta nelle strade e sui social: dalla sensazione che gli europei debbano subire, tacere e perfino sentirsi in colpa per cr*mini che non hanno mai commesso.

Un continente che colpevolizza se stesso, protegge tutti tranne i propri figli e considera sospetto perfino l’istinto di sopravvivenza non è tollerante.

È un continente che sta preparando la propria estinzione.

#immigrazione #sicurezza #governo #destra #notizie
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Qualcuno ci ha convinto che la felicità sia una destinazione da raggiungere al di fuori di noi. La società promulga incessante questo ritmo: correre, produrre, consumare, accumulare.
Come topi dentro un labirinto progettato ad hoc: un meccanismo che chiama libertà ciò che in realtà è pura dipendenza.

Ogni acquisto promette una versione migliore di noi stessi, mentre ci allontana sempre di più da ciò che siamo.

Il paradosso è che un sistema fondato sul consumo non può permettere che tu sia davvero soddisfatto poiché se lo fossi, smetteresti di inseguire. Per questo motivo la felicità deve restare irraggiungibile: abbastanza vicina da sedurti. La forma più raffinata di schiavitù non è quella imposta con la forza, ma quella che ti convince a desiderare la tua stessa gabbia. L'infelicità dunque deriva dall'aver imparato a cercare ovunque, tranne che dentro noi stessi.

"siamo felici?" È giusto chiederselo, ma la vera domanda da porsi è: "di chi è l'idea di felicità che stiamo inseguendo?"
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A Londra esplodono gli scontri.

E mentre qualcuno festeggia perché in Francia non ci sono stati i disordini che molti temevano, basta guardare oltre il confine per capire che non c'è nulla da celebrare. L'Europa continua a sanguinare, solo in luoghi diversi.

Non è una questione di una singola città o di una singola notte. È il segnale di un problema che attraversa il continente e che non può essere ignorato solo perché, questa volta, Parigi è rimasta relativamente tranquilla.

Cambiano le città. Cambiano le bandiere. Ma il problema resta.

La partita è finita.

L'emergenza, no.

#governo #destra #immigrazione #londra #notizie
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Nel 1973 Jean Raspail immagina un'Europa incapace di reggere l'urto di flussi migratori di massa, raccontando soprattutto la paralisi delle élite e delle istituzioni: uno Stato che non ha più la forza, né la volontà di decidere, né la consapevolezza di dove stia portando i propri popoli.
Oltre l'invasione fisica, il romanzo scava in una dimensione psicologica profonda: la perdita di identità, la paura del cambiamento, il senso di smarrimento di una civiltà che non riconosce più se stessa. Rileggendolo oggi, alcune scene sembrano una fotografia vivida della realtà in molte città europee: un frammento che richiama tensioni e dinamiche reali.
Uno dei libri più controversi e discussi del secondo Novecento.

#filosofia #storia #immigrazione #governo #destra
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