Tempi di Maria
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Canale di formazione, orientamento e guida spirituale all'insegna della costituzione di una piccola famiglia che desidera crescere in Cristo nel segno di Maria Immacolata.
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Il mondo ebbe torto e Cristo ebbe ragione […]. La grande lezione del giorno di Pasqua consiste nel fatto che un Vincitore può essere considerato sotto un duplice punto di vista: quello del mondo e quello di Dio. Secondo il mondo, Cristo quel Venerdì Santo fu sconfitto, secondo Dio Egli fu vincitore. Coloro che lo condannarono a morte, gli offrirono proprio l’occasione di cui Egli aveva bisogno. Coloro che chiusero con la pietra il sepolcro, gli offrirono proprio la porta che Egli desiderava spalancare. Il loro apparente trionfo aprì la strada alla Sua suprema vittoria. II Natale ha insegnato che il Divino sta sempre dove il mondo meno se lo aspetta. Poiché nessuno si attendeva di trovarlo avvolto in fasce e posto in una mangiatoia. La Pasqua conferma la lezione ripetendo che il Divino sta sempre dove il mondo meno se lo aspetta poiché nessuno fra quelli del mondo si attendeva che uno sconfitto sarebbe stato il vincitore, che la pietra scartata dai costruttori sarebbe divenuta testata d’angolo, che Colui che era morto sarebbe ritornato a camminare e che, ignorato, posto in un sepolcro, sarebbe diventato la nostra Risurrezione e la nostra Vita […]. La Pasqua ci offre [anche] una lezione che riguarda la nostra stessa vita. È meglio essere sconfitti agli occhi del mondo seguendo la voce della propria coscienza piuttosto che essere vincenti secondo la falsa opinione del mondo. È meglio essere vinti nella santità del vincolo matrimoniale che ottenere l’effimera vittoria del divorzio. È meglio essere vinti in mezzo a tanti figlioli, frutti dell’amore, che vincenti in un’unione volutamente sterile. È meglio essere vinti dall’amore della Croce che conseguire l’effimera vittoria del mondo che mette in croce. In conclusione è meglio essere sconfitti agli occhi del mondo dando a Dio ciò che è interamente e assolutamente nostro […]. Una sola cosa c’è al mondo che possiamo definire veramente nostra, la sola che possiamo dare a Dio, che è nostra invece che Sua, la sola che Egli non ci toglierà mai: questa cosa è la nostra volontà col suo potere di scegliere l’oggetto del suo amore. Quindi il dono più perfetto che possiamo offrire a Dio è quello della nostra volontà. Agli occhi del mondo, donarla a Dio è la suprema sconfitta che possiamo subire ma è anche la suprema vittoria che possiamo conseguire agli occhi di Dio. Nel cedergliela ci sembra di perdere tutto; la sconfitta però è il seme della vittoria […]. Cosa importa se la strada, in questa vita, sia ripida e disagevole, se la povertà di Betlemme, la solitudine della Galilea, le sofferenze della Croce siano il nostro pane? Mentre combattiamo, santamente ispirati da Colui che ha conquistato il mondo, perché mai dovremmo trattenerci dal manifestare la nostra sfida di fronte all’ipocrisia del mondo? […]. Marciando sotto la guida del Condottiero dalle cinque piaghe, fortificati dai Suoi Sacramenti, resi incrollabili dal Suo essere Verità infallibile, divinizzati dal Suo amore redentivo, non abbiamo alcun timore circa l’esito della battaglia della vita, nessun dubbio sull’epilogo della sola lotta che conta, nessun bisogno di chiederci se saremo vincitori o perdenti. Perché? Perché abbiamo già vinto, solo che la notizia non è ancora trapelata!

Fulton J. Sheen, da “Il Regno di Dio è una sfida: una guida per il Cielo” edizioni Mimep-Docete.
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https://www.youtube.com/watch?v=342cDf43JuY

Quando un’autorità civile – per quanto potente o influente possa essere – inizia a esprimersi in termini che esercitano pressioni sulla Chiesa o suggeriscono che il Successore di Pietro debba essere costretto o allineato alla volontà politica, non si tratta di una questione di poco conto. Non si tratta semplicemente di retorica. È una linea che non deve essere oltrepassata. E quando tali parole sono rivolte persino al Santo Padre, al Vaticano, come se la Chiesa fosse qualcosa da gestire, influenzare o addirittura minacciare da parte dei poteri di questo mondo, allora qualcosa è andato profondamente storto. La Chiesa non appartiene ad alcuna amministrazione. Non appartiene ad alcuna nazione. Appartiene a Gesù Cristo. E il Papa – qualunque siano i suoi punti di forza o di debolezza, qualunque siano i giudizi prudenziali che possiamo mettere in discussione – non è uno strumento politico. È il Vicario di Cristo e, l’ufficio che ricopre, non deve mai essere trattato come qualcosa su cui esercitare pressioni o piegare alla volontà degli uomini (Vescovo Joseph Strickland).
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MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA (14 aprile 2026).

Cari figli, coraggio!
Qualunque cosa accada, rimanete fedeli a Mio Figlio Gesù.
In Lui è la vostra vera liberazione e salvezza.
Non tiratevi indietro.
Allontanatevi da ogni male e servite il Signore con gioia.
Confidate in Gesù.
Egli è il vostro grande Amico e mai vi abbandonerà.
Vivete in un tempo peggiore del tempo del diluvio.
Come dissi in passato, Babele si diffonderà in ogni luogo e molti perderanno la vera fede.
State attenti.

Non vi allontanate dalla Verità.
Pregate per la Chiesa del Mio Gesù.
La grande persecuzione porterà la Chiesa al Calvario e molti consacrati si ritireranno per paura.
Voi siete del Signore e nulla dovete temere.

Avanti sul cammino che vi ho indicato!
Io sono al vostro fianco.
Datemi le vostre mani e Io vi condurrò a Colui che è la vostra unica Via, Verità e Vita.
Conosco ciascuno di voi per nome e vengo dal Cielo per chiamarvi alla conversione.
Siate docili alla Mia chiamata.
Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità.
Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta.
Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Rimanete nella pace.
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Gesù parla al tuo cuore e ti dice:
Anima amica, se si legge il mio Libro come un libro ordinario, senza venerazione, senza fede, non porterà alcuna grazia, alcun vantaggio. Io stesso, per coloro che mi avvicinavano senza fede, per tutti quelli che mi consideravano un uomo come un altro, ero un uomo come un altro. Non comunicavo loro alcuna grazia, non potevo fare alcun miracolo. Ricordi quella donna ammalata, nella folla, che cercava di avvicinarsi a me e diceva che sarebbe guarita solo se mi avesse toccato? Io sono talmente circondato, stretto, assalito dai curiosi che non riesce a raggiungermi. Poi, a un tratto, grazie a un movimento della folla, riesce a infilarsi, mi raggiunge, mi tocca. E sente un immenso benessere in tutto il corpo: è guarita! Immediatamente, io mi fermo: «Chi mi ha toccato?». La folla intuisce che deve essere accaduto qualcosa di importante. Tutti indietreggiano, tutti si scusano, tutti si difendono e quella povera donna si trova sola in mezzo al cerchio e confessa: «Sono io che l'ho toccato». Ora, cerca di capire: mi toccavano tutti, mi urtavano tutti. Nessuno era stato guarito. Una sola persona mi tocca con rispetto, con fede, con amore ed è trasformata, rinnovata, guarita. Allo stesso modo tutti prendono il Vangelo in mano, tutti lo sfogliano, lo percorrono superficialmente. Nessuno ne è nutrito, nessuno è cambiato, nessuno ha fatto un atto di fede. Sai cosa vuol dire leggere il Vangelo con fede? È la luce per la tua vita, sono Io che vengo a vivere in mezzo al mondo. Io sono sempre lo stesso: pieno di amore, discreto, non mi impongo, mi propongo, chiamo, parlo. È tanto facile comportarsi come se non si avesse udito. È così facile impormi il silenzio! E gli uomini sono sempre gli stessi: grossolani, negligenti, distratti, duri di orecchio e duri di cuore, pronti a rimproverarmi perché taccio ma trascurati nell'ascoltarmi. Il mio Vangelo ti rivela ciò che avverrà sempre: come Io mi comporto verso di te e come tu ti comporti verso di me, come mi tratti tu e come ti tratto Io. Apri il mio Vangelo e guardati: impari a vedere chi sei e cosa stai facendo. Lasciati rivelare dal mio Vangelo. Soltanto quando ti vedi nel mio Vangelo, esso ti parlerà. È uno specchio. Attraverso di esso, devi vedere te stessa! Ebbene, cosa strana, nessuno si serve così del mio Vangelo. Tu conosci la mia parabola del seminatore. Io dico che se la mia parola non trasforma, la colpa non è della semente che è feconda, viva, efficace. La colpa non è neppure del seminatore. Tutto dipende dal terreno su cui cade. Allora fai un buon esame di coscienza di coscienza e cerca di capire perché la mia parola non porta in te il frutto che dovrebbe portare e che Io attendo.
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https://youtu.be/VWBG-Uk6RxY?si=YYChCdtBjQ3HlHHj

In questo messaggio finale dell’anno 1990, la Madonna invita Don Stefano Gobbi a pregare con lei per la salvezza del mondo che si trova al limite dell’empietà, dell’impurità, dell’ingiustizia, dell’egoismo, dell’odio e della violenza. Sottolinea che il mondo ha rifiutato la conversione e la legge d’amore del Signore, violando i Dieci Comandamenti. La Chiesa, anch’essa, è in cammino verso la purificazione, attraverso sofferenze e tribolazioni. La Madonna chiede preghiere, sofferenze e offerte per riparare i mali del mondo e della Chiesa. Invita i fedeli a unire la loro preghiera alla sua, per la redenzione e la purificazione degli uomini.
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[…] Ricordiamoci, per quanto oscuro possa sembrare il mondo: Cristo ha già vinto la battaglia. E questa vittoria non è stata ottenuta con la spada ma con la Croce. E, miei cari fratelli e sorelle, se siamo onesti è qui che si combatte la vera battaglia. Non si combatte solo sui campi di guerra, non solo nelle decisioni delle nazioni, non solo nelle strategie dei leader. La vera battaglia si svolge nel cuore umano. Perché molto prima che venga sollevata un'arma, qualcosa ha già cominciato a mettere radici nell'anima. Molto prima che la violenza esploda nel mondo, c'è un allontanamento da Dio, un indurimento, una perdita di carità, la disponibilità a vedere l'altro non come un fratello o una sorella creati a immagine di Dio ma come qualcosa di inferiore. Ed è qui che dobbiamo essere vigili. Perché è molto facile guardare il mondo e dire: “Ecco il problema. Ecco il male. Ecco il pericolo”. Ma Nostro Signore ci chiama costantemente a guardare prima dentro di noi. Dice nel Vangelo: “Dal di dentro infatti escono dal cuore degli uomini i pensieri malvagi, gli adulteri, le fornicazioni, gli omicidi, i furti, la cupidigia, la malvagità, l'inganno, la dissolutezza, l'invidia, la calunnia, la superbia, la stoltezza” (Marco 7, 21-22). La guerra non inizia sul campo di battaglia. La guerra inizia nel cuore umano. E quindi, se vogliamo parlare di giustizia, se vogliamo parlare di ciò che è giusto, dobbiamo cominciare da dove inizia Cristo: dalla conversione del cuore. Sant'Agostino, riflettendo sulla realtà della guerra e della pace, scrisse che la vera pace non è semplicemente l'assenza di conflitto, ma la “tranquillità dell'ordine”. E quest'ordine inizia quando l'anima è rettamente orientata verso Dio. Se l'anima è disordinata, se è dominata da rabbia, orgoglio, paura o odio, allora anche quella che appare una giusta causa può corrompermi (...). Cari fratelli e sorelle, uno dei grandi pericoli del nostro tempo è che le persone vengono plasmate più dal flusso costante di informazioni che le circonda che dal Vangelo stesso. Ascoltiamo voci tutto il giorno – notizie, commenti, analisi, opinioni – e questo inizia a influenzare il nostro modo di pensare, di reagire, di giudicare. E se non stiamo attenti, potremmo iniziare a rispondere agli eventi del mondo non come cattolici ma come partecipanti a un conflitto mondano. Cominciamo a parlare il linguaggio del mondo. Cominciamo a pensare per categorie che non sono radicate in Cristo. Cominciamo a reagire senza preghiera, senza riflessione, senza discernimento. E lentamente, quasi senza rendercene conto, ci allontaniamo. Ecco perché dobbiamo essere intenzionali. Dobbiamo essere consapevoli. Dobbiamo scegliere di rimanere radicati in Cristo (...). E, quindi, non rispondiamo con la paura. Non rispondiamo con l'odio. Non rispondiamo perdendoci nel caos del mondo. Rispondiamo avvicinandoci a Lui. Rimanendo saldi nella verità. Restando radicati nella carità. Rifiutandoci di lasciare che qualsiasi cosa – assolutamente qualsiasi cosa – ci separi dalla mente e dal Cuore di Gesù Cristo. Perché alla fine, è questo che conterà. Non da che parte ci siamo schierati in un conflitto terreno. Ma se siamo rimasti fedeli a Cristo. Se abbiamo amato come Lui ha amato. Se siamo stati ai piedi della Croce. E se lì siamo rimasti […].

Vescovo Joseph Strickland, estratto da: War, Justice, and the Cross – How Should Catholics Think Right Now? [The Watchman’s Lamp], 17 aprile 2026.

https://pillarsoffaith.net/podcasts/war-justice-and-the-cross-how-should-catholics-think-right-now
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Dice Gesù: Anima amica, la pace è il mio dono costante per te. Scorre in abbondanza dal mio trono di grazia. Proprio come gli Israeliti non potevano accumulare la manna per il futuro ma dovevano raccoglierla ogni giorno, così è per la mia pace: «Gli Israeliti la videro e si dissero l'un l'altro: “Che cos'è?”, perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: “È il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore: Raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne, un omer a testa, secondo il numero delle persone con voi. Ne prenderete ciascuno per quelli della propria tenda” (…). Poi Mosè disse loro: “Nessuno ne faccia avanzare fino al mattino”» (Esodo 16, 14-15. 19). La raccolta quotidiana della manna manteneva il mio popolo consapevole della propria dipendenza da Me. Allo stesso modo, Io vi do pace sufficiente per il presente quando venite a Me con la preghiera e la supplica, accompagnate dal ringraziamento: «Non angustiatevi per nulla ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (...). Il mio Dio (...) colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù» (Filippesi 4, 6-7. 19). Se ti dessi una pace permanente, indipendente dalla mia Presenza, potresti cadere nella trappola dell'autosufficienza. Che ciò non accada mai! Ti ho creato in modo tale che tu abbia bisogno di Me in ogni momento. Man mano che aumenta la tua consapevolezza del tuo bisogno, aumenta anche la tua comprensione della mia abbondante sufficienza. Posso soddisfare ogni tuo bisogno senza esaurire affatto le mie risorse. Avvicinati al mio trono di grazia con audace fiducia, ricevendo la mia pace con cuore grato: «Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno» (Ebrei 4, 16).
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https://youtu.be/uqSphEnf5I4?si=D186jlDTlpR-1G2T

Catechesi mariana che ho tenuto presso un cenacolo di preghiera il 19 aprile 2026. Essendo ricorso pochi giorni fa (12 aprile) l'anniversario dell'apparizione della Vergine Maria a Bruno Cornacchiola (Tre Fontane, Roma 1947), ho ricordato gli avvenimenti e soprattutto il messaggio, attingendo dal racconto del veggente quelle parti salienti, attuali e chiarificatrici per tenere dritta la barra del timone mentre la nave della Chiesa è in mezzo alla tempesta.
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Non siete chiamati a mimetizzarvi. Non siete chiamati a scomparire. Siete chiamati a preservare ciò che è sacro e a risplendere con ciò che è vero. In questi giorni successivi alla Risurrezione, Cristo vi sta plasmando affinché rimaniate saldi in un mondo che sta perdendo il suo sapore e si sta oscurando. Non abbiate paura di essere sale. Non abbiate paura di essere luce. Il mondo ha bisogno di entrambe le cose e Cristo ve le ha affidate entrambe.

Vescovo Joseph Strickland, 21 aprile 2026.
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https://youtu.be/5e5oPIHnHQs?si=ikxqkwpqJmvEExJw

Una mirabile catechesi del grande Fulton Sheen. Bellissima la tematica, meravigliosa l'eloquenza, impareggiabile la simpatia. È possibile seguire la catechesi sia con i sottotitoli che con la traduzione automatica, a seconda della preferenza.
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Jesus Maria! Carissimi, in queste due lezioni ho presentato l'intero ciclo dei Vangeli della Resurrezione, ricostruiti con ordine cronologico e ricchi di dettagli storici. È una conoscenza necessaria per ogni cristiano. Sappiamo tante cose e, troppo spesso, non sappiamo il necessario. Conosciamo il Vangelo a “pezzi stropicciati”... Ci mancano tante conoscenze davvero fondamentali, basilari. Ci occorre una disciplina anche nella conoscenza delle cose della fede. Non si può leggere e ascoltare cose a vanvera o secondo il gusto soggettivo. Ci deve essere una intenzionalità nella conoscenza di Dio. Una gerarchia. Buon ascolto per chi ascolterà.
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https://youtu.be/MOKN3NjboEw?si=Qp68MuBVsg2eV2Zt

Padre Ripperger, un famoso esorcista americano attualmente attivo nel ministero, spiega perché San Michele Arcangelo sia così potente nella battaglia contro il male e perché sia così importante ricorrere alla sua intercessione per combattere contro Satana e gli spiriti infernali.

p.s. Per ascoltare in italiano: icona delle impostazioni → traccia audio → seleziona italiano
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https://youtu.be/BBkXAJMtETE?si=xsHFyItlg2QKCY4M

Don Dolindo Ruotolo è un padre e maestro spirituale come pochi altri del nostro tempo e, sui miei canali, offro volentieri perle di sapienza tratte dai suoi scritti. In questo video propongo una raccolta di luminosi insegnamenti tratti dal commento al primo libro dei Re.
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MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA REGINA DELLA PACE DI ANGUERA (23 aprile 2026).

Cari figli, Io sono vostra Madre e vi amo.
Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede.
Allontanatevi dall'oscurità spirituale e testimoniate che siete di mio Figlio Gesù.
L'umanità cammina cieca spiritualmente ed è giunto il momento del vostro grande ritorno al Dio della salvezza e della pace.
Curate la vostra vita spirituale.
Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera, all'ascolto della Parola di Dio e accogliete anche i miei appelli.
Io vengo dal Cielo per portarvi in Cielo.
Siate miti e umili di cuore perché solamente così potrò aiutarvi.
L'umanità cammina verso un futuro sanguinoso.
Giorni verranno in cui molti si pentiranno della vita trascorsa senza la grazia di Dio e sarà tardi.

Ritornate.
Il mio Gesù vi aspetta a braccia aperte.
Pregate, pregate, pregate.
Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità.
Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta.
Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Rimanete nella pace.
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https://youtu.be/lxq3coh1yYM?si=_C9nEODpxqPRCNrU

Parlare con chiarezza in difesa della fede non significa opporsi alla Chiesa, bensì servirla. E dico questo non con spirito di rabbia o di divisione ma con spirito di responsabilità: quando emergono affermazioni che sembrano alterare la comprensione dei miracoli o la gravità del peccato, esse devono essere chiarite alla luce di ciò che la Chiesa ha sempre insegnato. Perché i fedeli hanno diritto alla verità. Non siamo liberi di reinventare il Vangelo. Non siamo liberi di rimodellarlo secondo lo spirito del tempo. Siamo amministratori, non autori. Siamo custodi, non innovatori. E la verità che ci è stata affidata non è complicata nella sua essenza (Vescovo Joseph Strickland, 24 aprile 2026).
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