La terza porta del cielo
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🌅 Sii Luce all’alba.
☀️ Sii Luce all’ora sesta.
🌇 Sii Luce al tramonto.
🌙 Nella notte, ricorda chi sei.

La Verità non viene da fuori:
si risveglia quando l'anima riconosce la Luce.

✠ Pax et Lux.
🌹⚔️ Rosa e Croce
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BUONGIORNO 🌹⚔️
"Chi ha bisogno di sentirsi superiore, spesso rivela ciò che gli manca dentro."
Non giudicare chi cammina su una strada diversa dalla tua.
La vera grandezza non ha bisogno di dimostrare nulla.
Che oggi il Signore ci doni umiltà nello sguardo e nobiltà nel cuore.
🌹 Sii Luce all’alba.
1
ORA SESTA 🌹⚔️
Fermati un istante.
Giudicare l'altro non ci rende più grandi:
rivela soltanto quanto piccolo può diventare il nostro sguardo.
La conoscenza vera inizia quando smettiamo di sentirci superiori.
Conosci te stesso, e impara a comprendere.
🌹 Sii Luce all’ora sesta.
1
BUONGIORNO 🌹⚔️
"Non ogni prova viene per spezzarti; alcune vengono per rivelarti."
Se oggi il cammino sarà difficile,
non temere.
La prova non misura quanto sei forte,
ma quanto riesci a custodire la Luce
quando tutto sembra oscurarsi.
Che il Signore sostenga i tuoi passi
e renda il tuo cuore ancora più saldo.
🌹 Sii Luce all’alba.
1
🌙 BUONA NOTTE 🌹⚔️
Qualunque sia stata la tua prova oggi,
ora lasciala nelle mani di Dio.
Non devi avere tutte le risposte.
Devi solo continuare a camminare.
Anche nella notte, la Luce non ti ha lasciato.
Riposa, anima bella.
Domani sarà un altro passo.
🌙 Sii Luce nella notte.
🥰2
🌹 BUONGIORNO
"Maria, Donna della Luce, accompagna i nostri passi verso il Cielo."
In questo giorno santo affidiamo a Lei
i nostri desideri, le nostre paure e chi portiamo nel cuore.
Che il suo manto ci protegga,
che la sua dolcezza ci guidi
e che la sua fede ci insegni a custodire la Luce anche nelle prove.
Buona festa dell'Assunzione.
🌹 Sii Luce all’alba.
✠ Pax et Lux.
🌙 BUONA NOTTE ⚔️
"Chi alza la mano contro ciò che è sacro, sappia che troverà davanti a sé un uomo che non arretra."
Il mio Dio non ha bisogno del mio odio,
ma della mia fedeltà.
Possono oltraggiare le Sue immagini,
deridere la Sua Croce,
sfidare la nostra fede.
Io non rinnego.
Io non mi inchino.
Io non dimentico.
Che Cristo custodisca questa notte
tutti coloro che rimangono fedeli alla Sua Luce.
✠ In hoc signo vinces.
🌹⚔️ Rosa e Croce
1
🌅 BUONGIORNO, ANCHE SE IN RITARDO 🌹⚔️
"La Luce non arriva mai tardi:
si manifesta quando siamo pronti a riconoscerla."
Che questa giornata porti serenità al cuore,
forza allo spirito
e chiarezza alla mente.
Non abbassare lo sguardo:
cammina nella Luce e resta fedele a ciò che ami. ✠
🌹 Sii Luce all’alba.
✠ Pax et Lux.
2
🌹✠ La Croce indica la Via.
La Rosa custodisce il mistero.
E nell'anima che si risveglia,
la Luce si riconosce.
Il passato non esiste più .

Il futuro non esiste ancora .

Il presente quando lo recepiamo è già passato.

Allora quando viviamo?

Non vivi in un momento. Vivi nel passaggio.
Quando i modi di dire contengono errori alla radice, ma vengono accettati come verità.

«Errare humanum est, perseverare diabolicum.»


Non è l'uomo divino che erra; è l'uomo incarnato che, dimenticando la propria origine, prende per sé l'errore della materia.
3
Una mattina come tutte le altre mi sveglio, mi stiro e mi alzo.
Come tutte le mattine vado in bagno e apro il rubinetto della doccia.
Non scende l'acqua.
Riprovo.
Niente.
Guardo il rubinetto e allungo la mano per afferrarlo.
La mia mano lo attraversa.
Rimango fermo.
Ci riprovo.
La mano passa attraverso il rubinetto come se non esistesse.
Mi guardo le dita.
Mi giro verso lo specchio.
Non ci sono.
Vedo la parete alle mie spalle.
Mi passo le mani sul viso.
Le sento.
O almeno credo di sentirle.
Strizzo gli occhi.
Quando li riapro qualcosa è cambiato.
La parete si sta allontanando.
No.
Non è la parete.
È tutto.
Il bagno comincia a sparire.
Le piastrelle si sciolgono sotto i miei piedi.
Cerco di aggrapparmi al lavandino, ma anche quello svanisce.
Poi non c'è più niente.
Né pavimento.
Né soffitto.
Né pareti.
Sono sospeso nel vuoto.
Provo a muovermi.
Mi muovo.
Ma è una sensazione strana.
Come se non avessi più un corpo.
Come se fossi diventato una brezza.
Poi compare una luce.
Piccola.
Lontana.
Si muove verso di me.
Più si avvicina, più diventa grande.
Quando è abbastanza vicina, al suo interno si apre qualcosa.
Un vortice.
Un tunnel luminoso.
Lo guardo.
Il primo pensiero è di entrare.
Il secondo è di aspettare.
E allora aspetto.
«Puoi scegliere.»

La guardo.

Poi guardo il tunnel.

E capisco che è proprio questo che non mi convince.

Mi stanno lasciando scegliere.

Ma non mi hanno detto cosa succede se scelgo di no.
E se non entro?»
La voce non risponde.
Mia madre abbassa lentamente la mano.
«Non puoi rimanere qui.»
«Perché?»
«Perché non è il t nnuo posto.»
«E quale sarebbe il mio posto?»
La luce cambia.
Per un istante il tunnel scompare.
Vedo una stanza.
Una stanza bianca.
Al centro c'è un uomo seduto.
Non riesco a vedere il volto.
«Chi è quello?»
«Qualcuno che ti conosce.»
«Voglio vedere la sua faccia.»
L'uomo alza la testa.
La stanza si spegne.
Rimane solo il tunnel.
«Perché hai paura di farmelo vedere?»
Silenzio.
Poi sento qualcosa.
Un rumore lontano.
Come un battito.
Uno.
Due.
Tre.
Sempre più forte.
Mi guardo intorno.
«Cos'è?»
Nessuna risposta.
Il battito continua.
E allora mi accorgo di una cosa.
Non viene dal tunnel.
Viene da me.
Ma io non ho più un cuore.
Il battito continua.
Sempre più forte.
Cerco di portare una mano al petto.
Non sento niente.
Eppure il battito è lì.
Uno.
Due.
Tre.
Poi cambia.
Diventa un rumore di metallo.
Un colpo secco.
Poi un altro.
Apro gli occhi.
Per un attimo rivedo il bagno.
Sono davanti alla doccia.
Il rubinetto è aperto.
L'acqua scorre.
Guardo verso lo specchio.
Questa volta mi vedo.
Ma c'è qualcosa che non va.
Dietro di me c'è un uomo.
È fermo.
Mi sta guardando.
Mi giro.
Non c'è nessuno.
Torno a guardare lo specchio.
È ancora lì.
Alza una mano.
Io no.
Rimane immobile.
Poi appoggia un dito sullo specchio.
Dall'altra parte.
E scrive lentamente una parola.
ENTRA.
Mi volto di nuovo.
Niente.
Quando guardo lo specchio, l'uomo è sparito.
Anche la scritta.
Rimane soltanto il mio riflesso.
Lo guardo.
Lui mi guarda.
Poi sorride.
Io non sto sorridendo.
Faccio un passo indietro.
Il mio riflesso no.
Rimane fermo davanti allo specchio.
Poi alza una mano.
La appoggia sul vetro.
Dall'altra parte.
Mi avvicino.
«Cosa vuoi?»
Muove le labbra.
Non sento niente.
Poi indica la doccia.
Mi giro.
L'acqua sta scorrendo.
Ma io non avevo mai aperto il rubinetto.
Torno a guardare lo specchio.
Il riflesso non c'è più.
Al suo posto vedo il tunnel.
La luce.
E mia madre.
Questa volta non sorride.
Ha paura.
Muove le labbra.
Leggo una sola parola.
SCAPPA.
Dietro di lei compare qualcosa.
Non riesco a vederlo bene.
È enorme.
Non ha forma.
Ma so che mi sta guardando.
La voce torna.
Quella stessa voce.
«Hai scelto di non entrare.»
Pausa.
«Adesso vediamo cosa scegli di fare.»
La luce si spegne.
Rimango al buio.
Per la prima volta sento freddo.
Poi sento dei passi.
Dietro di me.
Lenti.
Uno.
Due.
Tre.
Non mi giro.
I passi si fermano.
«Non voltarti.»
È la voce di mia madre.
«Mamma?»
«Non sono tua madre.»
Mi si gela qualcosa dentro.
«Allora chi sei?»
«Quello che è rimasto.»
Sento un respiro vicino all'orecchio.
Mi volto.
Non c'è nessuno.
Davanti a me, nel buio, compare una piccola luce.
La stessa di prima.
Ma questa volta non viene verso di me.
Si allontana.
La seguo con gli occhi.
Intorno comincia a comparire qualcosa.
Una strada.
Auto ferme.
Una sirena.
Una folla.
Poi vedo un'ambulanza.
Due persone stanno tirando fuori qualcuno.
Mi avvicino.
Non riesco a vedere il volto.
Poi uno dei soccorritori si sposta.
Lo vedo.
Sono io.
Disteso sull'asfalto.
Gli occhi chiusi.
Il volto coperto di sangue.
Rimango immobile.
«No.»
Nessuno risponde.
Guardo il mio corpo.
Poi guardo le mie mani.
Sono trasparenti.
Capisco finalmente perché il rubinetto non poteva essere afferrato.
Perché lo specchio non poteva riflettermi.
Perché non sentivo il pavimento.
Non ero diventato invisibile.
Ero già morto.
Rimango a guardare il mio corpo.
Non provo più paura.
Stranamente, provo sollievo.
Adesso capisco.
La luce ricompare.
Il tunnel è di nuovo davanti a me.
Questa volta non ci sono mia madre, mio padre, nessuno.
Solo la luce.
La voce parla.
«Ora sai.»
«Sì.»
«Puoi entrare.»
Guardo il mio corpo a terra.
Poi il tunnel.
«E se non entro?»
«Resterai qui.»
«E dopo?»
«Non ci sarà un dopo.»
Ci penso.
Per la prima volta nessuno mi sta mostrando niente.
Nessuno mi promette il paradiso.
Nessuno mi minaccia.
Nessuno mi chiede di fidarmi.
Sorrido.
«Allora scelgo di non scegliere.»
Il tunnel comincia a chiudersi.
La voce cambia.
Per la prima volta sembra arrabbiata.
«Non puoi.»
«Perché?»
Silenzio.
Poi capisco.
Non ha paura che io entri.
Ha paura che io abbia capito.
Il tunnel scompare.
Resto solo.
Nel buio.
Poi, molto lontano, vedo una piccola scintilla.
Non viene verso di me.
Sono io che vado verso di lei.
La raggiungo.
Non c'è luce.
Non c'è buio.
Non c'è più voce.
Per la prima volta non sento nessuno dirmi cosa devo fare.
La scintilla mi attraversa.
E ricordo.
Non chi ero.
Chi sono.
Poi tutto tace.
Da qualche parte, molto lontano, una porta si apre.
Una voce sussurra:
«Puoi tornare.»
Rimango fermo.
Sorrido.
«No.»
La porta si chiude.
E questa volta non c'è nessun tunnel.
E finalmente, fui libero.