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🗓 Mercoledi 8 Maggiu
☀️ Brisci e 05:54
🌅 Scura e 19:56
🌑 Luna Nova 0%
⛪️ Madonna del Rosario di Pompei
🗞Videmu chi succidiu na vota di sti tempi.
🔸L' 8 Maggio del 1848 - Il Parlamento siciliano aggiunse un lungo proclama, rivolto “a tutte le nazioni civili”, con il quale riassumeva le ragioni della Rivoluzione e la legittimità delle aspirazioni all'indipendenza della Sicilia dai Borboni. Era quindi una sorta di memorandum utile a spiegare la genesi della Rivoluzione siciliana.
🔸L'8 Maggio del 1628 - Nasceva a Licata l'architetto barocco Angelo Italia, tra i protagonisti di un'importante stagione artistica nella storia di Sicilia.
📖 Proverbiu du jionnu
"Cu’ sapi zittiri, vali cchiù di cu’ sapi parrari".
"Chi sa stare zitto vale più di chi sa parlare. Chi non sa parlare impari, di tanto in tanto, a star zitto".
🎥 @sicilia_nel_cuore
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🔸L'8 Maggio del 1628 - Nasceva a Licata l'architetto barocco Angelo Italia, tra i protagonisti di un'importante stagione artistica nella storia di Sicilia.
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Sito archeologico di Morgantina – Aidone (EN)
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A pochi km dalla città di Aidone, con una superficie di circa 20 ettari di area demaniale, è tra i più importanti siti archeologici di Sicilia, seppur poco noto a molti.
Riportato alla luce nel 1955, conserva resti dalla metà del V sec. alla fine del I sec. a.C., il periodo di massimo splendore della città. Le più antiche tracce di frequentazione del sito appartengono alla prima età del bronzo (2100 -1600 a.C.), epoca a cui risale un villaggio di capanne circolari e rettangolari che occupò il colle di Cittadella.
La città accrebbe il suo prestigio durante il periodo greco divenendo uno dei più importanti centri commerciali dell’entroterra. Posta sotto l’influenza di Siracusa, raggiunse il suo culmine nel III sec. a.C., periodo al quale risalgono le più importanti costruzioni riportate alla luce.
La città però conobbe una veloce decadenza durante il periodo romano e venne successivamente distrutta da Ottaviano, che decise di raderla al suolo, rea di aver appoggiato gli schiavi ribelli ostili all’Imperatore.
La parte visitabile comprende l’area pubblica con monumenti di età ellenistica; la massima espansione monumentale è nel III secolo a.C., quando si trova all’estremità occidentale dell’‘impero’ di Ierone II. I monumenti attorno all’agorà appartengono soprattutto a questo periodo; così come i due edifici termali, ben precedenti a quelli noti nel mondo romano: per la copertura a volta delle terme nord si è fatto il nome di Archimede.
Il teatro ospita periodicamente eventi teatrali. Una serie di case più o meno ricche: a monte dell’agorà è la cosiddetta Casa del Ganimede, dal soggetto del mosaico figurato di III secolo a.C., uno dei più antichi in Sicilia.
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Riportato alla luce nel 1955, conserva resti dalla metà del V sec. alla fine del I sec. a.C., il periodo di massimo splendore della città. Le più antiche tracce di frequentazione del sito appartengono alla prima età del bronzo (2100 -1600 a.C.), epoca a cui risale un villaggio di capanne circolari e rettangolari che occupò il colle di Cittadella.
La città accrebbe il suo prestigio durante il periodo greco divenendo uno dei più importanti centri commerciali dell’entroterra. Posta sotto l’influenza di Siracusa, raggiunse il suo culmine nel III sec. a.C., periodo al quale risalgono le più importanti costruzioni riportate alla luce.
La città però conobbe una veloce decadenza durante il periodo romano e venne successivamente distrutta da Ottaviano, che decise di raderla al suolo, rea di aver appoggiato gli schiavi ribelli ostili all’Imperatore.
La parte visitabile comprende l’area pubblica con monumenti di età ellenistica; la massima espansione monumentale è nel III secolo a.C., quando si trova all’estremità occidentale dell’‘impero’ di Ierone II. I monumenti attorno all’agorà appartengono soprattutto a questo periodo; così come i due edifici termali, ben precedenti a quelli noti nel mondo romano: per la copertura a volta delle terme nord si è fatto il nome di Archimede.
Il teatro ospita periodicamente eventi teatrali. Una serie di case più o meno ricche: a monte dell’agorà è la cosiddetta Casa del Ganimede, dal soggetto del mosaico figurato di III secolo a.C., uno dei più antichi in Sicilia.
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Madonie - Piano Battaglia - Monte Quacella
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#pianobattaglia #madonie #palermo #sicilia #sicily
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I Daini di Piano Battaglia
A pochi chilometri da Palermo, nel cuore del Parco delle Madonie (Geoparco Unesco dal 2015), a 1580 m di quota c’è Piano Battaglia.
Un luogo di rara bellezza e meraviglia immerso nella natura e nel silenzio in cui i daini e le volpi sono protagonisti di inaspettate sorprese.
È una località montana fruibile 365 giorni l’anno, dove si può trovare anche accoglienza grazie alla presenza del Rifugio Giuliano Marini, presidio CAI di ospitalità in quota, e del Ristoro dello Scoiattolo.
Durante il periodo invernale è una rinomata stazione sciistica che grazie all’impegno di diverse associazioni del territorio svolge attività di sci alpino, sci nordico, sci alpinismo e ciaspole anche con i giovani che in tal modo imparano a conoscere ed amare questi luoghi sin da ragazzini.
E durante l’estate? Partendo da Piano Battaglia si possono fare camminate, escursioni, trekking e cicloturismo tra paesaggi unici che custodiscono tradizione, autenticità, architetture, tesori nascosti e innumerevoli delizie gastronomiche.
E perché no, anche un bagno nei pressi del Ponte di San Brancato, un luogo molto suggestivo dove un arco in pietra, di epoca romanica cavalca il torrente Mandarini riflettendosi nella "gorga", un grande specchio d'acqua freschissima.
Tanti i punti di interesse da raggiungere in un perfetto connubio tra storia, biodiversità e tradizioni: Monte Mufara, Pizzo Carbonara, la Battaglietta, Piano Cervi, il màrcato di Piano Farina dove degustare i formaggi di una volta prodotti dal pastore Giacinto.
E ancora, il Vallone degli Angeli con le rarità botaniche endemiche degli Abies nebrodensis, il Parco Avventura Madonie, il lago di Mandria del Conte e la Stazione Missionaria "Paolo, Aquila e Priscilla dove viene celebrata, nei mesi estivi, la messa tutte le domeniche alle ore 11:00.
A Piano Battaglia c’è attiva anche una suggestiva seggiovia: aperta tutti i giorni sia per i pedoni che per i bikers, conduce sul Monte Mufara a quota 1.865 m s.l.m., tra le vette più alte delle Madonie dove sarà possibile ammirare paesaggi a perdita d’occhio.
Piano Battaglia ed Erice sono gli unici posti dove la risalita con le mtb avviene tramite gli impianti. Il sentiero che conduce a Pizzo Carbonara a quota 1920 m s.l.m. è frequentato giornalmente da turisti europei e la Big Bench a tutte le ore del giorno ha visitatori che attendono con pazienza di fare la foto e di godersi il panorama.
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A pochi chilometri da Palermo, nel cuore del Parco delle Madonie (Geoparco Unesco dal 2015), a 1580 m di quota c’è Piano Battaglia.
Un luogo di rara bellezza e meraviglia immerso nella natura e nel silenzio in cui i daini e le volpi sono protagonisti di inaspettate sorprese.
È una località montana fruibile 365 giorni l’anno, dove si può trovare anche accoglienza grazie alla presenza del Rifugio Giuliano Marini, presidio CAI di ospitalità in quota, e del Ristoro dello Scoiattolo.
Durante il periodo invernale è una rinomata stazione sciistica che grazie all’impegno di diverse associazioni del territorio svolge attività di sci alpino, sci nordico, sci alpinismo e ciaspole anche con i giovani che in tal modo imparano a conoscere ed amare questi luoghi sin da ragazzini.
E durante l’estate? Partendo da Piano Battaglia si possono fare camminate, escursioni, trekking e cicloturismo tra paesaggi unici che custodiscono tradizione, autenticità, architetture, tesori nascosti e innumerevoli delizie gastronomiche.
E perché no, anche un bagno nei pressi del Ponte di San Brancato, un luogo molto suggestivo dove un arco in pietra, di epoca romanica cavalca il torrente Mandarini riflettendosi nella "gorga", un grande specchio d'acqua freschissima.
Tanti i punti di interesse da raggiungere in un perfetto connubio tra storia, biodiversità e tradizioni: Monte Mufara, Pizzo Carbonara, la Battaglietta, Piano Cervi, il màrcato di Piano Farina dove degustare i formaggi di una volta prodotti dal pastore Giacinto.
E ancora, il Vallone degli Angeli con le rarità botaniche endemiche degli Abies nebrodensis, il Parco Avventura Madonie, il lago di Mandria del Conte e la Stazione Missionaria "Paolo, Aquila e Priscilla dove viene celebrata, nei mesi estivi, la messa tutte le domeniche alle ore 11:00.
A Piano Battaglia c’è attiva anche una suggestiva seggiovia: aperta tutti i giorni sia per i pedoni che per i bikers, conduce sul Monte Mufara a quota 1.865 m s.l.m., tra le vette più alte delle Madonie dove sarà possibile ammirare paesaggi a perdita d’occhio.
Piano Battaglia ed Erice sono gli unici posti dove la risalita con le mtb avviene tramite gli impianti. Il sentiero che conduce a Pizzo Carbonara a quota 1920 m s.l.m. è frequentato giornalmente da turisti europei e la Big Bench a tutte le ore del giorno ha visitatori che attendono con pazienza di fare la foto e di godersi il panorama.
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"Lu saziu nun cridi a lu dijunu".
"Come chi è sazio non crede al digiuno, così il ricco non crede al povero. Chi non ha mai vissuto la fame, chi sta bene, non crede al malessere che prova chi invece ha quel tipo di disagio".
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🌦Previsioni Giovedì 9 Maggio 2024.
🌧Condizioni: Cielo coperto su tutta la regione con piogge moderate o localmente forti.
🌡Temperature: temperature in calo.
💨Venti: i venti soffieranno moderati da nord.
🌊Mari: i mari risulteranno molto mossi.
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9 Maggio 1978: i destini incrociati di Aldo Moro e Peppino Impastato
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Due vite diverse, due facce di un Paese in grande subbuglio, due tragedie che si sono intrecciate nello stesso giorno e che hanno lasciato una segno indelebile nella coscienza di tutti gli italiani.
Il 9 maggio 1978 è stata una data fatidica per la Storia del nostro Paese: la mattina di quel giorno infatti, all'interno di una Renault 4 rossa parcheggiata in Via Caetani a Roma, le forze di polizia ritrovavano il corpo senza vita del politico Aldo Moro, rapito 55 giorni prima dal gruppo terroristico delle Brigate Rosse (BR).
Moro era il Presidente della Democrazia Cristiana (DC), il più grande partito politico dell'epoca, e la sua morte creò grande sgomento in tutta la Nazione.
Ma non era ancora finita...
LA TRAGICA SORTE DI PEPPINO
Qualche ora prima infatti, nella notte tra l'8 ed il 9 maggio, perdeva la vita anche il giornalista Peppino Impastato, nome molto meno noto al grande pubblico, ma che proprio dal momento della sua tragica fine divenne una dei simboli nella lotta contro le mafie.
Impastato infatti era un attivista siciliano che fu tra i primi a denunciare il sistema tentacolare del crimine organizzato palermitano.
Proprio per questa "grave colpa" gli uomini di Cosa Nostra decisero di rapirlo, ammazzarlo e di mettere in piedi una messinscena per gettare discredito sulla sua persona. Il corpo di Peppino, o quello che ne rimaneva, fu infatti imbottito di tritolo dai suoi assassini per far pensare ad un attacco terroristico suicida. Fortunatamente, il lavoro instancabile della madre di Peppino, Felicia, e del fratello Giovanni, fece venire a galla la verità.
Da quel giorno di quarant'anni fa, i nomi di Aldo Moro e Peppino Impastato continuano ad essere ricordati
affinché il loro sacrifico non sia stato vano.
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Moro era il Presidente della Democrazia Cristiana (DC), il più grande partito politico dell'epoca, e la sua morte creò grande sgomento in tutta la Nazione.
Ma non era ancora finita...
LA TRAGICA SORTE DI PEPPINO
Qualche ora prima infatti, nella notte tra l'8 ed il 9 maggio, perdeva la vita anche il giornalista Peppino Impastato, nome molto meno noto al grande pubblico, ma che proprio dal momento della sua tragica fine divenne una dei simboli nella lotta contro le mafie.
Impastato infatti era un attivista siciliano che fu tra i primi a denunciare il sistema tentacolare del crimine organizzato palermitano.
Proprio per questa "grave colpa" gli uomini di Cosa Nostra decisero di rapirlo, ammazzarlo e di mettere in piedi una messinscena per gettare discredito sulla sua persona. Il corpo di Peppino, o quello che ne rimaneva, fu infatti imbottito di tritolo dai suoi assassini per far pensare ad un attacco terroristico suicida. Fortunatamente, il lavoro instancabile della madre di Peppino, Felicia, e del fratello Giovanni, fece venire a galla la verità.
Da quel giorno di quarant'anni fa, i nomi di Aldo Moro e Peppino Impastato continuano ad essere ricordati
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🗓 Giovedi 9 Maggiu
☀️ Brisci e 05:52
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