Significato e origine della festa di Ognissanti
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L’origine della festa di Ognissanti va ricercata lontano nel tempo e nello spazio e, anticamente, nulla aveva a che vedere con la sua attuale natura cattolica e religiosa. Sembrerebbe, in effetti, che questa ricorrenza avrebbe luce dagli antichi popoli celtici, i quali avevano la consuetudine di dividere l’anno solare in due fasi, quella della rinascita della natura e quella dell’inizio del suo letargo.
Se la prima ricorrenza cadeva a maggio, la seconda era invece celebrata all’inizio del mese di novembre, il periodo dell’anno in cui la terra veniva messa a riposo. Questa celebrazione prendeva il nome di Samhain ed era considerato il giorno in cui, più di tutti, si assottigliava il velo che divideva il mondo dei vivi da quello dei defunti.
Con l’avvento del Cattolicesimo, ovviamente, questa festività perse via via la sua funzione di rituale agricolo per caricarsi di significati religiosi. Nel VII secolo, non potendo sradicare il culto pagano del Samhain dal tessuto sociale, papa Bonifacio IV decise di integrare le due tradizioni, dando vita alla festa di Tutti i Santi, collocata, però, il 16 maggio. Solo due secoli dopo, nell’835 d.C, papa Gregorio IV spostò la celebrazione al primo novembre. Nel X secolo, infine, la Chiesa Cattolica istituì un’ulteriore ricorrenza dedicata al culto dei defunti, fissata appunto nel giorno del 2 novembre.
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Se la prima ricorrenza cadeva a maggio, la seconda era invece celebrata all’inizio del mese di novembre, il periodo dell’anno in cui la terra veniva messa a riposo. Questa celebrazione prendeva il nome di Samhain ed era considerato il giorno in cui, più di tutti, si assottigliava il velo che divideva il mondo dei vivi da quello dei defunti.
Con l’avvento del Cattolicesimo, ovviamente, questa festività perse via via la sua funzione di rituale agricolo per caricarsi di significati religiosi. Nel VII secolo, non potendo sradicare il culto pagano del Samhain dal tessuto sociale, papa Bonifacio IV decise di integrare le due tradizioni, dando vita alla festa di Tutti i Santi, collocata, però, il 16 maggio. Solo due secoli dopo, nell’835 d.C, papa Gregorio IV spostò la celebrazione al primo novembre. Nel X secolo, infine, la Chiesa Cattolica istituì un’ulteriore ricorrenza dedicata al culto dei defunti, fissata appunto nel giorno del 2 novembre.
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La festività dei MORTI in Sicilia.
Dal mio diario personale…,il racconto di Camilleri.
Il grande Andrea Camilleri, siciliano doc, ha scritto una delle sue pagine più belle proprio riguardo a come i siciliani vivono questa festività ed alle tradizioni che la accompagnano.
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Il giorno dei Morti (Commemorazione dei Defunti) in Sicilia è una ricorrenza molto sentita tra tradizione, regali e dolci tipici.
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Ebbe origine nell’ 835, su impulso di Papa Gregorio II.
A quel tempo, la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica, ragion per cui, il Papa spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al primo novembre.
La chiesa aggiunse nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 novembre, in memoria delle anime degli scomparsi.
La legenda narra che durante la notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
In Sicilia esiste l'usanza di regalare scarpe nuove ripiene con i biscotti tipici della festa: "I crozzi 'i mottu" (ossa di morto) o i pupatelli ripieni di mandorle tostate; "i Taralli", le ciambelle rivestite di glassa di zucchero; i nucatoli e i "Tetù" (bianchi e marroni), velati di zucchero o cacao in polvere; "U Cannistru", un cesto colmo di frutta secca e cioccolati, insieme alla frutta di martorana ed ai "Pupi ri zuccaru" (statuette di paladini di zucchero dipinte): questo è il simbolo di questa festa.
Non manca la tradizionale "muffoletta", una pagnottella calda appena sfornata condita con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott'olio e formaggio primosale.
E ancora, i "pipareddi", biscotti messinesi alle mandorle, anche chiamati Quaresimali e "Le rame di Napoli", biscotti al cioccolato di origine catanese.
Una vera e propria esplosione di forme e colori è la frutta di martorana, celebre pasta reale o pasta di mandorle secondo le forme che più piacciono, dalla frutta alle castagne.
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#tradizione #sicily
A quel tempo, la chiesa cattolica non riusciva a sradicare gli antichi culti pagani legati alla tradizione celtica, ragion per cui, il Papa spostò la festa di “Tutti i Santi” dal 13 maggio al primo novembre.
La chiesa aggiunse nel X secolo, la “Festa dei Morti” il 2 novembre, in memoria delle anime degli scomparsi.
La legenda narra che durante la notte tra l'1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
In Sicilia esiste l'usanza di regalare scarpe nuove ripiene con i biscotti tipici della festa: "I crozzi 'i mottu" (ossa di morto) o i pupatelli ripieni di mandorle tostate; "i Taralli", le ciambelle rivestite di glassa di zucchero; i nucatoli e i "Tetù" (bianchi e marroni), velati di zucchero o cacao in polvere; "U Cannistru", un cesto colmo di frutta secca e cioccolati, insieme alla frutta di martorana ed ai "Pupi ri zuccaru" (statuette di paladini di zucchero dipinte): questo è il simbolo di questa festa.
Non manca la tradizionale "muffoletta", una pagnottella calda appena sfornata condita con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott'olio e formaggio primosale.
E ancora, i "pipareddi", biscotti messinesi alle mandorle, anche chiamati Quaresimali e "Le rame di Napoli", biscotti al cioccolato di origine catanese.
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⛪️𝗖𝗿𝗶𝗽𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗗𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗲𝘀𝘀𝗶𝗻𝗮✝️
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🕍#Duomo_Di_Messina
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La cripta del Duomo di Messina è stata costruita nel 1081, quando fu costruita la Chiesa Madre di Messina e fu inaugurata dal Re svevo Enrico IV.
E’ una “chiesa sotterranea”, che fu chiamata “Santa Maria sotto il Duomo”.
All’interno di essa i corpi dei defunti venivano messi ad essiccare attraverso un procedimento di mummificazione naturale; lì è visibile ancora lo “scolatore di cadaveri”.
Veniva utilizzata anche per celebrare messe e per le riunioni dei vescovi della Diocesi.
Quando la cripta fu affidata alla congregazione Schiavi della Madonna della Lettera, nel 1600, le venne cambiato il nome che divenne “Nostra Donna della Lettera” e fu abbellita con con stucchi, statue e affreschi in stile Barocco.
Soltanto poco più di un decennio fa non se ne conosceva l’esistenza. Era il 28 marzo del 2009 quando decine di migliaia di messinesi la scoprirono per la prima volta. E’ uno dei più grandi e ben conservati “tesori nascosti” della città dello Stretto ed è stato inserito fra i “Luoghi del Cuore” del Fai.
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La cripta del Duomo di Messina è stata costruita nel 1081, quando fu costruita la Chiesa Madre di Messina e fu inaugurata dal Re svevo Enrico IV.
E’ una “chiesa sotterranea”, che fu chiamata “Santa Maria sotto il Duomo”.
All’interno di essa i corpi dei defunti venivano messi ad essiccare attraverso un procedimento di mummificazione naturale; lì è visibile ancora lo “scolatore di cadaveri”.
Veniva utilizzata anche per celebrare messe e per le riunioni dei vescovi della Diocesi.
Quando la cripta fu affidata alla congregazione Schiavi della Madonna della Lettera, nel 1600, le venne cambiato il nome che divenne “Nostra Donna della Lettera” e fu abbellita con con stucchi, statue e affreschi in stile Barocco.
Soltanto poco più di un decennio fa non se ne conosceva l’esistenza. Era il 28 marzo del 2009 quando decine di migliaia di messinesi la scoprirono per la prima volta. E’ uno dei più grandi e ben conservati “tesori nascosti” della città dello Stretto ed è stato inserito fra i “Luoghi del Cuore” del Fai.
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Era la caverna degli amanti infelici: la leggenda della "Grotta delle palombe" di Acireale
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Era la caverna degli amanti infelici: la leggenda della "Grotta delle palombe" di Acireale
Sebbene oggigiorno non ne rimanga più traccia visiva e materiale, il mito connesso ad essa continua ad aleggiare nella fantasia popolare con la figura mitologica della ninfa Ionia Un tempo, a ridosso della costa di Santa Maria la Scala, piccola frazione…
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Sorelle video influencer vincono concorso Bella Sicilia - Sicilia
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#goodnews〽️
via www.ansa.it
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Sorelle video influencer vincono concorso Bella Sicilia - Sicilia
(ANSA) - PALERMO, 01 NOV - Isabella e Antonella Lo Franco si sono aggiudicate il primo posto del contest "video influencer di Bella Sicilia". Le due sorelle originarie di Misilmeri, in Provincia di Palermo, hanno scelto raccontare nel loro video l'itinerario…
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👂𝗟'𝗢𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗼😲
🏦E' una grotta artificiale, alta circa 23 m. e larga fra 5 e 11 m., che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa.
👂Il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, data la loro acustica eccezionale, appostandosi all'interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma (una S allungata) l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a sedici volte.
👂Il nome gli fu dato dal famoso artista Caravaggio che, di passaggio a Siracusa,ebbe modo di visitare le Latomie e vi restò per studiare la grotta ex prigione dandogli il nome di “Orecchio di Dionisio”.
🧳Molto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour, oggi è una delle grotte da visitare sia di giorno che di notte.
🎬 Quale film é stato girato?👂🏻
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👂Il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, data la loro acustica eccezionale, appostandosi all'interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma (una S allungata) l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a sedici volte.
👂Il nome gli fu dato dal famoso artista Caravaggio che, di passaggio a Siracusa,ebbe modo di visitare le Latomie e vi restò per studiare la grotta ex prigione dandogli il nome di “Orecchio di Dionisio”.
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