👂𝗟'𝗢𝗿𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗼😲
🏦E' una grotta artificiale, alta circa 23 m. e larga fra 5 e 11 m., che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa.
👂Il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, data la loro acustica eccezionale, appostandosi all'interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma (una S allungata) l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a sedici volte.
👂Il nome gli fu dato dal famoso artista Caravaggio che, di passaggio a Siracusa,ebbe modo di visitare le Latomie e vi restò per studiare la grotta ex prigione dandogli il nome di “Orecchio di Dionisio”.
🧳Molto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour, oggi è una delle grotte da visitare sia di giorno che di notte.
🎬 Quale film é stato girato?👂🏻
✍🏻@sicilianewseinfo
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📚#sicl_iaterramia
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🏦E' una grotta artificiale, alta circa 23 m. e larga fra 5 e 11 m., che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa.
👂Il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, data la loro acustica eccezionale, appostandosi all'interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma (una S allungata) l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a sedici volte.
👂Il nome gli fu dato dal famoso artista Caravaggio che, di passaggio a Siracusa,ebbe modo di visitare le Latomie e vi restò per studiare la grotta ex prigione dandogli il nome di “Orecchio di Dionisio”.
🧳Molto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour, oggi è una delle grotte da visitare sia di giorno che di notte.
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🍝𝗥𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮🍝
Il nome SARDE A BECCAFICO deriva dai beccafichi. ln passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere. Il piatto era gustoso ma era considerato un lusso per il popolo siciliano che ripiegò sulle sarde e su mollica e pinoli al posto delle interiora. Noi vi presentiamo la variante di Palermo ma ogni città siciliana ha una sua versione.
Le avete mai mangiate?
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💻Sicilian food
🔆#tradizione_sarde_sicilia
Il nome SARDE A BECCAFICO deriva dai beccafichi. ln passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere. Il piatto era gustoso ma era considerato un lusso per il popolo siciliano che ripiegò sulle sarde e su mollica e pinoli al posto delle interiora. Noi vi presentiamo la variante di Palermo ma ogni città siciliana ha una sua versione.
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I Qanat sono un'enorme opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città, a partire dall'epoca araba nel capoluogo siciliano.
Anche se ci si riferisce a tutti come qanat, in realtà esistono vari qanat a Palermo di diversi periodi. La differenza tra i qanat palermitani e orientali è l'assenza di un vero e proprio pozzo alimentatore, sostituito da un'estesa galleria ubicata a monte. Attualmente sono tre i canali visitabili:
💧Gesuitico Alto
💧Gesuitico Basso (o Vignicella)
💧Uscibene
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Anche se ci si riferisce a tutti come qanat, in realtà esistono vari qanat a Palermo di diversi periodi. La differenza tra i qanat palermitani e orientali è l'assenza di un vero e proprio pozzo alimentatore, sostituito da un'estesa galleria ubicata a monte. Attualmente sono tre i canali visitabili:
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🍝𝗥𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮🍝
Le PANELLE sono frittelle di farina di ceci e possiamo definirle come il tipico cibo da strada della cucina siciliana. Gustose sia a pranzo che a cena, vengono servite in mezzo alle Mafalde (forme di pane con la crosta ricoperta di semi di sesamo) e condite a piacere con sale, pepe e limone. Se non le avete mai assaggiate, preparatele a casa usando la ricetta che troverete scorrendo verso destra!
A voi piacciono?
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📍#sicily_tradizione_panelle
Le PANELLE sono frittelle di farina di ceci e possiamo definirle come il tipico cibo da strada della cucina siciliana. Gustose sia a pranzo che a cena, vengono servite in mezzo alle Mafalde (forme di pane con la crosta ricoperta di semi di sesamo) e condite a piacere con sale, pepe e limone. Se non le avete mai assaggiate, preparatele a casa usando la ricetta che troverete scorrendo verso destra!
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"Uno, Due, Tre STELLA!" a Palermo vincono le meravigliose statue della Fontana Pretoria!
💡Lo sapevi che la fontana vanta ben 37 statue e 24 teste di animali e mostri mitologici?
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#Sicilia_SquidGame_Fontanapretoria #Piazzapretoria_Palermo
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🍝𝗥𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮🍝
Sembra che l'etimologia del nome CAPONATA sia strettamente popolare e fa risalire "caponata" a "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la lampuga, un pesce dalla carne pregiata che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata. Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane. Ed è questa la ricetta giunta fino a noi. Se volete gustare anche voi questo gustoso antipasto o contorno, scorrete il post e troverete la ricetta. Provate a gustarla fredda da frigo!
L'avete mai mangiata?
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🍆#caponata_sicily_tradizione
Sembra che l'etimologia del nome CAPONATA sia strettamente popolare e fa risalire "caponata" a "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la lampuga, un pesce dalla carne pregiata che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata. Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane. Ed è questa la ricetta giunta fino a noi. Se volete gustare anche voi questo gustoso antipasto o contorno, scorrete il post e troverete la ricetta. Provate a gustarla fredda da frigo!
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“Cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella”.
Questo proverbio si utilizza quando una situazione resta immutata nonostante si sia provato in ogni modo a sovvertirla.
__________________________
📷: @ignazioaph
📍 Realmonte, Agrigento (AG)
__________________________
🖋@proverbi_sicilia
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Questo proverbio si utilizza quando una situazione resta immutata nonostante si sia provato in ogni modo a sovvertirla.
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🇮🇹 I monti Sartorius nacquero, nel versante nord-est dell'Etna, a seguito dell'eruzione del 1865 che ebbe inizio il 29 gennaio e si concluse nella metá di giugno dello stesso anno.
Prendono il nome del geologo ed astronomo Wolfgang Sartorius.
🇬🇧 The Sartorius mountains were born, on the north-east side of Etna, following the eruption of 1865 which began on January 29 and ended in mid-June of the same year.
They are named after the geologist and astronomer Wolfgang Sartorius.
📸 @markus.spatola
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Prendono il nome del geologo ed astronomo Wolfgang Sartorius.
🇬🇧 The Sartorius mountains were born, on the north-east side of Etna, following the eruption of 1865 which began on January 29 and ended in mid-June of the same year.
They are named after the geologist and astronomer Wolfgang Sartorius.
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Un LAGO naturale di acqua SULFUREA. È il lago NAFTIA sito a MINEO, in provincia di CATANIA, oggi prosciugato.
Esso rappresenta la mofeta (tipo di fumarola caratterizzata da emanazione di anidride carbonica a temperatura ordinaria) umida più grande d’EUROPA.
Dalla superficie sgorgano costantemente bolle di anidride carbonica, idrogeno e metano mentre si innalzano due o tre getti di acqua trascinata in alto dalla pressione dei gas.
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Esso rappresenta la mofeta (tipo di fumarola caratterizzata da emanazione di anidride carbonica a temperatura ordinaria) umida più grande d’EUROPA.
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Un luogo SUGGESTIVO, posto in cima ad una COLLINA, che ha origine da un COSTONE ROCCIOSO che scende fino a valle, nella parte più ANTICA della città di SCICLI: è Il COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA CROCE.
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Sorge sulla sommità del COLLE SAN MARCO, il convento, fondato da frati minori dell'ordine FRANCESCANO allo stato attuale si sviluppa su due cortili di forma trapezoidale ed è frutto di trasformazioni avvenute nei SECOLI.
La CHIESA si compone di un’ampia sala rettangolare, conclusa da un’abside semicircolare e coperta da volta a botte.
Reca la data 1528 incisa nel cartiglio a losanga posto sul lato sinistro del prospetto, data che può essere riferita al completamento della facciata e conferma i tempi dell’erezione del convento.
Contiguo alla chiesa sorge un piccolo ORATORIO preesistente costituito da un piccolo vano rettangolare di 30mq circa, caratterizzato da un portale molto semplice con elementi ancora di tradizione GOTICA ed affrescato all’interno. E’ attribuito alla seconda metà del ‘400.
Gli affreschi sono stati staccati e sottoposti a restauro negli anni ‘90; sono esposti al pubblico nella chiesa di S. Teresa a Scicli in attesa di essere ricollocati nel complesso della Croce.
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Reca la data 1528 incisa nel cartiglio a losanga posto sul lato sinistro del prospetto, data che può essere riferita al completamento della facciata e conferma i tempi dell’erezione del convento.
Contiguo alla chiesa sorge un piccolo ORATORIO preesistente costituito da un piccolo vano rettangolare di 30mq circa, caratterizzato da un portale molto semplice con elementi ancora di tradizione GOTICA ed affrescato all’interno. E’ attribuito alla seconda metà del ‘400.
Gli affreschi sono stati staccati e sottoposti a restauro negli anni ‘90; sono esposti al pubblico nella chiesa di S. Teresa a Scicli in attesa di essere ricollocati nel complesso della Croce.
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GIUSEPPE PITRÈ, MASSIMO ESPERTO DI TRADIZIONI SICILIANE, IN UNA SPLENDIDA RIFLESSIONE SUI PUPARI
"Solo chi, come lui, vive in questa vita fantastica poetica del Medioevo, può, senza sussidio di disegni o di schizzi, ritrarre giganti e pigmei, combattenti e soldati in riposo, regge e campi di battaglia, fortezze e vallate, e cavalli alati, e serpenti a sette teste, e mostri con lingue di fuoco, sogni di poeti e fole di romanzi, che allietano bizzarramente gli anni primi della sua fanciullezza.
Felice lui, anche nelle strettezze in cui tira la vita, che può sempre per qualche ora del giorno dimenticare in questo mondo immaginario le amarezze del mondo reale!".
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"Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia" di Giuseppe Pitrè
"Solo chi, come lui, vive in questa vita fantastica poetica del Medioevo, può, senza sussidio di disegni o di schizzi, ritrarre giganti e pigmei, combattenti e soldati in riposo, regge e campi di battaglia, fortezze e vallate, e cavalli alati, e serpenti a sette teste, e mostri con lingue di fuoco, sogni di poeti e fole di romanzi, che allietano bizzarramente gli anni primi della sua fanciullezza.
Felice lui, anche nelle strettezze in cui tira la vita, che può sempre per qualche ora del giorno dimenticare in questo mondo immaginario le amarezze del mondo reale!".
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💻Sicilia
"Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia" di Giuseppe Pitrè
Pagghiaru di Piano Pomo
Sembra uscito da un libro di racconti e, invece, è uno dei sentieri più suggestivi della Sicilia!
Esistono angoli di Sicilia in cui il tempo si è fermato. Luoghi che, per le loro caratteristiche, potrebbero benissimo essere usciti da un libro di racconti o, comunque, dalle pagine nate dalla fantasia di uno scrittore. Oggi vogliamo avventurarci alla scoperta di uno di quei luoghi, all’interno del Parco delle Madonie.
Avete mai sentito parlare del Pagghiaru di Piano Pomo? Probabilmente no o, magari, pur vedendo qualche foto, non sapevate di cosa si trattasse. Ecco, quella costruzione così particolare, che appartiene alla tradizione dei pastori siciliani, non si trova lì per caso.
📸 Christophe PINARD – Licenza
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Sembra uscito da un libro di racconti e, invece, è uno dei sentieri più suggestivi della Sicilia!
Esistono angoli di Sicilia in cui il tempo si è fermato. Luoghi che, per le loro caratteristiche, potrebbero benissimo essere usciti da un libro di racconti o, comunque, dalle pagine nate dalla fantasia di uno scrittore. Oggi vogliamo avventurarci alla scoperta di uno di quei luoghi, all’interno del Parco delle Madonie.
Avete mai sentito parlare del Pagghiaru di Piano Pomo? Probabilmente no o, magari, pur vedendo qualche foto, non sapevate di cosa si trattasse. Ecco, quella costruzione così particolare, che appartiene alla tradizione dei pastori siciliani, non si trova lì per caso.
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Pagghiaru di Piano Pomo, Sicilia di una volta.
Fino a tempi relativamente recenti, in diverse aree montane della Sicilia, i pastori si costruivano dei rifugi utilizzando materiali di fortuna. Si accontentavano di ciò che trovavano, come rami secche, pietre e paglia. Così sono nati i “pagghiari“.
La funzione era fornire un rifugio temporaneo, per fare fronte ai repentini cambi di clima, o per riposarsi quando si era lontani da casa.
Le costruzioni avevano un tetto conico, che permetteva alla pioggia e anche alla neve di scivolare all’esterno, senza entrare dentro. Proprio dentro il Parco delle Madonie, si trova uno di questi pagghiari, una ricostruzione molto fedele: è ‘u pagghiaru di Piano Pomo, una località nei pressi di Castelbuono.
Vi si arriva seguendo uno dei sentieri naturalistici più suggestivi.
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Fino a tempi relativamente recenti, in diverse aree montane della Sicilia, i pastori si costruivano dei rifugi utilizzando materiali di fortuna. Si accontentavano di ciò che trovavano, come rami secche, pietre e paglia. Così sono nati i “pagghiari“.
La funzione era fornire un rifugio temporaneo, per fare fronte ai repentini cambi di clima, o per riposarsi quando si era lontani da casa.
Le costruzioni avevano un tetto conico, che permetteva alla pioggia e anche alla neve di scivolare all’esterno, senza entrare dentro. Proprio dentro il Parco delle Madonie, si trova uno di questi pagghiari, una ricostruzione molto fedele: è ‘u pagghiaru di Piano Pomo, una località nei pressi di Castelbuono.
Vi si arriva seguendo uno dei sentieri naturalistici più suggestivi.
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Come raggiungere Piano Pomo nelle Madonie
Il sentiero di Piano Pomo è dominato dai meravigliosi esemplari di Agrifoglio gigante, che formano un bosco fitto e denso. Alcuni alberi sono alti fino a 15 metri e larghi fino a 4 metri.
Hanno anche più di 300 anni e rappresentano un importante patrimonio della natura. Per arrivare in questo magico angolo di Sicilia, bisogna anzitutto recarsi dalla periferia di Castelbuono verso la statale 286, direzione Geraci Siculo. Poi si procede cos’.
Si raggiunge il bivio per il Bosco di San Guglielmo e Piano Sempria quindi, imboccata la SR 23, si procede in salita lungo un castagneto misto a querce.
Così si arriva a Piano Sempria e si prosegue a piedi, lungo il sentiero natura, fino a raggiungere l’ampia radura di Piano Pomo.
Così scoprirete dal vivo il fascino del Pagghiaru di Piano Pomo
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Hanno anche più di 300 anni e rappresentano un importante patrimonio della natura. Per arrivare in questo magico angolo di Sicilia, bisogna anzitutto recarsi dalla periferia di Castelbuono verso la statale 286, direzione Geraci Siculo. Poi si procede cos’.
Si raggiunge il bivio per il Bosco di San Guglielmo e Piano Sempria quindi, imboccata la SR 23, si procede in salita lungo un castagneto misto a querce.
Così si arriva a Piano Sempria e si prosegue a piedi, lungo il sentiero natura, fino a raggiungere l’ampia radura di Piano Pomo.
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Nel centro storico di Palermo, vicino all’antico complesso monumentale di San Giovanni degli Eremiti vi è la Chiesa di San Giuseppe Cafasso, un tempo conosciuta come Chiesa di San Giorgio in Kemonia.📍🕍
Attraverso la Chiesa si può accedere tramite una scala molto stretta, che poi si trasforma a chiocciola, al campanile risalente alla seconda metà del Settecento, “Il Campanile della Chiesa di S. Giuseppe Cafasso”.
Oggi, grazie alle “Vie dei tesori” questo campanile è un monumento riscoperto e molto apprezzato, perché dopo l’angusta salita ecco che possiamo ammirare una vista mozzafiato di Palermo.
Lo conoscevate?
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Attraverso la Chiesa si può accedere tramite una scala molto stretta, che poi si trasforma a chiocciola, al campanile risalente alla seconda metà del Settecento, “Il Campanile della Chiesa di S. Giuseppe Cafasso”.
Oggi, grazie alle “Vie dei tesori” questo campanile è un monumento riscoperto e molto apprezzato, perché dopo l’angusta salita ecco che possiamo ammirare una vista mozzafiato di Palermo.
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💧𝗜𝗽𝗼𝗴𝗲𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗗𝘂𝗼𝗺𝗼 🏦
Situato a Siracusa, è un percorso sotterraneo che dal punto più alto di Ortigia, ovvero da Piazza del Duomo, spunta poi presso il Foro Italico dove si trovano le mura della Marina.
Il percorso si articola in una galleria principale dalla quale partono poi galleria minori. In un primo nucleo di gallerie si ricorda l'esistenza di una precedente cava, dalla quale è stata estratta la pietra siracusana con la quale è stato costruito il Duomo di Siracusa.
Tale ipogeo è stato importante perché durante gli avvenimenti bellici della Seconda guerra mondiale, i siracusani trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei proprio all'interno di questo ipogeo sotterraneo. È stato riaperto nel 2006 a seguito di lavori di restauro ed oggi espone le immagini scattate nel rifugio durante il periodo bellico.
✍🏻@sicilianewseinfo
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Situato a Siracusa, è un percorso sotterraneo che dal punto più alto di Ortigia, ovvero da Piazza del Duomo, spunta poi presso il Foro Italico dove si trovano le mura della Marina.
Il percorso si articola in una galleria principale dalla quale partono poi galleria minori. In un primo nucleo di gallerie si ricorda l'esistenza di una precedente cava, dalla quale è stata estratta la pietra siracusana con la quale è stato costruito il Duomo di Siracusa.
Tale ipogeo è stato importante perché durante gli avvenimenti bellici della Seconda guerra mondiale, i siracusani trovarono rifugio durante i bombardamenti aerei proprio all'interno di questo ipogeo sotterraneo. È stato riaperto nel 2006 a seguito di lavori di restauro ed oggi espone le immagini scattate nel rifugio durante il periodo bellico.
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A Palermo esiste un periodo dell'anno in cui il sole sorge esattamente lungo l’asse di Corso Calatafimi, creando uno scenario mozzafiato.
📸Francesco.Rotolo
Buongiorno Sicilia Terra Mia☀️☕️🌻💋
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👉🏻Post del 03/05/2021 👇🏻
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📸Francesco.Rotolo
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