La ginestra dell'Etna 🌾
È una pianta a portamento arboreo, che può anche arrivare a dieci metri di altezza. Questa caratteristica la differenzia dalle altre ginestre che hanno normalmente un portamento arbustivo. La chioma è espansa e irregolare e formata da rami giunchiformi verdi.
Le foglie, presenti da ottobre ad aprile, sono lanceolate e lunghe 1 cm, rivestite di lanosità bianca. Cadono quando la pianta si prepara a fiorire.
I fiori sono gialli e disposti in racemi allungati.
I frutti sono dei legumi bruni e glabri, falciformi, che contengono 2-4 semi lenticolari.
Nel contesto Etneo gli aspetti caratterizzati prevalentemente dalla Genista aetnensis, sono sovente interessati da essenze tipiche dei boschi come: Quercus pubescens s.l., Quercus cerris, Betulla aetnensis, Fagus sylvaticus. Colonizzano superfici laviche e rappresentano formazioni di macchia primaria o secondaria in dipendenza delle stazioni in cui sono ubicati. Presentano un corteggio floristico molto variabile dovuto a differerenze ecologiche e dinamiche e soprattutto in rapporto al posto che ciascun esempio di vegetazione occupa nella serie evolutiva alla quale appartiene. Di solito il corteggio floristico, per nulla definito, è più ricco negli aggruppamenti di origine secondaria. L’aggruppamento a Genista aetnensis, ampiamente diffuso su tutto il vulcano assume un ruolo di primo piano nei processi di colonizzazione delle colate laviche ed ha il suo optimum nell’orizzonte dei Querco-Fagetea, ove talora è anche rappresentata allo stato arboreo
Distribuzione e habitat
Cresce spontaneamente in Sicilia, endemica dei versanti collinari e montani dell'Etna, talora in associazione con Adenocarpus bivonii, e nella Sardegna orientale. È stata introdotta, per rimboschimento, sul Vesuvio e sui monti Peloritani
Predilige terreni poveri e siccitosi.
Fino alla creazione del Parco dell'Etna è stata utilizzata per ottenere carbone. È infatti possibile notare in alcune zone la crescita tipica delle piante da ceduo.
✍🏻 @sicilianewseinfo
📌 @siciliaterramia
📚 #siciliaterramia
È una pianta a portamento arboreo, che può anche arrivare a dieci metri di altezza. Questa caratteristica la differenzia dalle altre ginestre che hanno normalmente un portamento arbustivo. La chioma è espansa e irregolare e formata da rami giunchiformi verdi.
Le foglie, presenti da ottobre ad aprile, sono lanceolate e lunghe 1 cm, rivestite di lanosità bianca. Cadono quando la pianta si prepara a fiorire.
I fiori sono gialli e disposti in racemi allungati.
I frutti sono dei legumi bruni e glabri, falciformi, che contengono 2-4 semi lenticolari.
Nel contesto Etneo gli aspetti caratterizzati prevalentemente dalla Genista aetnensis, sono sovente interessati da essenze tipiche dei boschi come: Quercus pubescens s.l., Quercus cerris, Betulla aetnensis, Fagus sylvaticus. Colonizzano superfici laviche e rappresentano formazioni di macchia primaria o secondaria in dipendenza delle stazioni in cui sono ubicati. Presentano un corteggio floristico molto variabile dovuto a differerenze ecologiche e dinamiche e soprattutto in rapporto al posto che ciascun esempio di vegetazione occupa nella serie evolutiva alla quale appartiene. Di solito il corteggio floristico, per nulla definito, è più ricco negli aggruppamenti di origine secondaria. L’aggruppamento a Genista aetnensis, ampiamente diffuso su tutto il vulcano assume un ruolo di primo piano nei processi di colonizzazione delle colate laviche ed ha il suo optimum nell’orizzonte dei Querco-Fagetea, ove talora è anche rappresentata allo stato arboreo
Distribuzione e habitat
Cresce spontaneamente in Sicilia, endemica dei versanti collinari e montani dell'Etna, talora in associazione con Adenocarpus bivonii, e nella Sardegna orientale. È stata introdotta, per rimboschimento, sul Vesuvio e sui monti Peloritani
Predilige terreni poveri e siccitosi.
Fino alla creazione del Parco dell'Etna è stata utilizzata per ottenere carbone. È infatti possibile notare in alcune zone la crescita tipica delle piante da ceduo.
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📍Palermo
🌅 Il “Palermohenge” consiste nell’allineamento solare con l’asse viario composto da Corso Calatafimi e Corso Vittorio Emanuele.
«Due storiche strade che insieme formano un’unica strada diritta, lunga ben 6,25 km che, partendo dalle pendici di Monreale, “sfocia” sul mare con Porta Felice».
Questo fenomeno è possibile «poiché questo asse ha un orientamento di circa 62,5° (ovvero che mancano circa 30° ad Est) e ciò permette nelle date del 23 maggio e del 20 luglio di osservare il sole perfettamente allineato nel momento della levata».
🎥 @_.leo._ph
➡️© @lapalermochepiace
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🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#palermo #palermohenge #sicily #siciliaterramia
🌅 Il “Palermohenge” consiste nell’allineamento solare con l’asse viario composto da Corso Calatafimi e Corso Vittorio Emanuele.
«Due storiche strade che insieme formano un’unica strada diritta, lunga ben 6,25 km che, partendo dalle pendici di Monreale, “sfocia” sul mare con Porta Felice».
Questo fenomeno è possibile «poiché questo asse ha un orientamento di circa 62,5° (ovvero che mancano circa 30° ad Est) e ciò permette nelle date del 23 maggio e del 20 luglio di osservare il sole perfettamente allineato nel momento della levata».
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