♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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La PORTA REALE di NOTO: simbolo dell'ingresso nella città

Il progetto della porta reale ha inizio nel 1838 quando a Noto si venne a sapere della venuta del re FERDINANDO II di BORBONE detto il RE DELLE DUE SICILIE.

La Porta in stile NEOCLASSICO, presenta due lesene con capitelli corinzi, all’interno del fornice, due stemmi rappresentano, da un lato, la città di Noto e dall’altro lato lo stemma della famiglia Cannicarao.

Il materiale utilizzato è il tipico CALCARE dorato che veniva usato nella costruzione di chiese e palazzi e che conferisce alle costruzioni una tonalità giallognola.

Oltrepassandola ci si immette su Corso VITTORIO EMANUELE, il SALOTTO BAROCCO della città.

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🚆 Arrivano i Freccia Bianca in Sicilia.

Il primo entrerà in esercizio a metà ottobre e percorrerà la tratta Palermo-Catania-Messina e viceversa.

Successivamente, entreranno in servizio due coppie di convogli che percorreranno le tratte costiere Messina- Siracusa e Messina-Palermo.

Il prossimo paso sarebbero i mini Frecciarossa.

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Cerchi una SPA a Pantelleria? Ci pensa la Natura

La natura vulcanica di Pantelleria ha regalato all’isola fantastici luoghi non solo bellissimi, ma anche benefici.
Resterete di stucco scoprendo che la Natura dell’isola offre già tutto: sauna, bagno turco, fanghi benefici, sorgenti termali… tutto completamente gratis!

Il Lago di Venere è un bacino lacustre con acque ipertermali che producono un fango pregiatissimo ideale per un percorso degno dei migliori centri di benessere:

1.Immergetevi dove l’acqua è più calda e prelevate a mani piene il fango, più scuro.

2. Spalmatelo copiosamente su tutto il corpo, viso compreso.

3. Lentamente il fango inizierà ad asciugarsi, tirando un po’ la pelle diventando più chiaro.

4. Una volta secco, immergetevi nelle acque più fresche e lavate via tutto il fango.

5. La vostra pelle sarà liscia come seta, come rigenerata.

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Pozzillo (Pizziḍḍu in siciliano) è una frazione di Acireale, nella Città metropolitana di Catania.

Si trova nell'estrema parte settentrionale del territorio comunale, circondata da giardini d'agrumi, sulla riva del mare Ionio. Dista circa 6 km da Acireale.

Il suo nome deriva dal siciliano pizziḍḍu che significa piccola punta o piccolo capo sul mare.

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🚣‍♂️Il borgo è sorto attorno alla vecchia chiesa, già esistente nel Cinquecento, che sorgeva proprio sul pizziḍḍu e di cui oggi non resta traccia, essendo stata abbattuta per far posto alla speculazione edilizia negli anni settanta. L'attuale edificio di culto dell'Ottocento è sito nel centro della borgata, ed è dedicato a Santa Margherita. Di più recente formazione è Pozzillo Superiore a circa 1 km di distanza, sulla strada provinciale per Riposto.

💧A Pozzillo vi è una sorgente di acque minerali leggermente alcaline. L'acqua, classificata come solfato-magnesiaca, veniva prelevata anche attraverso tre pozzi artificiali e imbottigliata e commercializzata dal 1926. La società Acquapozzillo poteva vantarsi di aver fornito il re Ferdinando I di Bulgaria, che conobbe l'acqua durante un suo soggiorno in Sicilia. L'attività, che era passata alla Regione Siciliana, è cessata negli anni 2000.

🐙Annualmente, negli ultimi due weekend di luglio, viene celebrata la Sagra del Polpo (il penultimo fine settimana) e la Sagra del Pesce spada (ultimo fine settimana).

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🍇Tempo di mosto, tempo di mostarda! 🍮

Chi di voi la prepara e come?

Orientarsi non è semplice perché ci sono davvero tantissime ricette da diversi luoghi d’Italia.

Questa è la ricetta di mia nonna: semplicissima, gli ingredienti sono solo mosto, amido, noci a volontà e cannella.

È importante che il mosto sia di uva da vino, e non da tavola, in questo caso è un frappato. Potete aggiungere a piacere anche mandorle o altra frutta secca, e come spezie anche chiodi di garofano.

Ovviamente lo zucchero non serve perché il mosto, ridotto della metà per ebollizione, è già molto dolce.
Potete mangiarla fresca, come un budino o farla asciugare e conservarla, un po’ come la cotognata.

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Post del 22/09/2021
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Meta perfetta per l’autunno in Sicilia: Il parco dei Nebrodi

I monti Nebrodi, sono una catena montuosa della Sicilia settentrionale, nel territorio della città metropolitana di Messina, che, assieme alle Madonie a ovest e ai Peloritani a est, costituiscono parte dell’Appennino Siculo.

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Il traliccio siciliano, detto Pilone di Torre Faro, fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1955 dalla Società Generale Elettrica della Sicilia (SGES).

L’elettrodotto meritò il premio Aniai 1957 per la migliore realizzazione dell’ingegneria elettrotecnica italiana.

L’inaugurazione avvenne il 15 maggio 1956, in occasione del decennale della nascita della Regione, a più di 3000 metri di distanza dal suo gemello calabro, situato sulla sommità della collina di Santa Trada. Oggi pur non avendo più alcuna funzione pratica si fanno notare nello stretto e hanno lo status di monumenti storici tutelati.

Nel 2005 il pilone sulla costa siciliana venne aperto al pubblico per un breve periodo. I visitatori potevano così salire da una scala di ben 2 240 gradini per raggiungere la piattaforma più alta del pilone messinese.

Oggi il Pilone di Messina resta una fonte di attrazione turistica ed è particolarmente suggestivo di notte quando la struttura d'acciaio riflette le luci collocate alla base

Il latte di mandorla, antica bevanda Siciliana.

Nato nel Medioevo e quasi sicuramente durante la fase normanna del Regno di Sicilia, il latte di mandorla ha dissetato tanti siciliani e non deliziando chiunque per il suo sapore deciso e zuccherino e l'odore intenso.

Bevanda dissetante, viene servita, specialmente nelle giornate più calde d'estate e molti la preferiscono in versione ghiacciata come granita.
Le mandorle (preferibilmente quelle non secche) vengono triturate e ridotte in una pasta, quest'ultima viene poi posizionata in un panno che funge da filtro in acqua zuccherata.
Dopo una paziente attesa la bevanda prenderà forma.
Più la conservazione è duratura, più l'aroma è garantito.

Molte industrie Siciliane con metodi ancora artigianali producono il latte di mandorle amato dagli isolani in bottiglia o in brick.

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La Madonna della Lettera patrona di Messina

Sono molteplici le storie che legano la città di Messina alla figura di Maria, fin dall'antichità venerata nella città dello Stretto.

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Le origini di questa festa ci riportano indietro nel tempo, fin all'anno 42 d.C., secondo la tradizione, quando sulle sponde della Sicilia giunse l'apostolo Paolo, durante uno dei suoi viaggi d'annuncio del Vangelo, Paolo trovò i messinesi ben disposti a lasciarsi convertire e parlò alla popolazione anche di Maria, Madre di Cristo. Così quando l'apostolo si accinse a partire per tornare in Palestina, una delegazione di messinesi, secondo tradizione composta da Girolamo Origgiano, Marcello Benifacite, Ottavio Brizio e il centurione Mulè, volle partire con lui per incontrare la Madonna e chiedere una benedizione per la città. Così partiti alla volta del medio oriente, i messinesi riuscirono ad incontrare la Vergine il 3 giugno dell'anno 42, ricevendo da essa una lettera, contenente una benedizione per la città e la popolazione, scritta in ebraico, legata con una ciocca dei suoi capelli.

I fieri messinesi fecero ritorno sulle coste peloritane nel settembre dello stesso, recando con loro la lettera che recitava:

"Maria Vergine, figlia di Gioacchino, umilissima serva di Dio, Madre di Gesù Crocefisso, della tribù di Giuda,
della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta, per pubblico strumento, che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati e Ambasciatori e confessate che il nostro Figlio, generato da Dio, sia Dio e uomo, e che dopo la sua risurrezione salì al cielo, conoscendo voi la via della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per la qual cosa, benediciamo voi e la stessa città, della quale Noi vogliamo essere perpetua protettrice.
Da Gerusalemme"

Nella frase "Vos et ipsam Civitatem benedicimus" ("Benediciamo voi e la vostra Città"), oggi scritta alla base delle stele votiva situata nel porto della città, è sintetizzata la benedizione che Maria volle dare alla città, dando cos' inizio ad una tradizione di fede e devozione che portarono la "Madonna della Lettera" a diventare patrona della città.

Tuttavia il vero e proprio culto così come lo conosciamo oggi, fu introdotto solo nel XV secolo, grazie ad un dotto del tempo, Costantino Lascaris, che fuggito da Costantinopoli caduta in mano ai turchi, venne a Messina, dove fondò una scuola di lettere e presso la quale si sviluppò il culto della Madonna della Lettera. Addirittura sarebbe stato proprio lo stesso Lascaris a tradurre la lettera in latino dall'ebraico in cui era stata scritta.

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🌿 Immerso nei #Monti #Iblei, il 𝗟𝗮𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗶𝗮 è una gemma naturale della provincia di #Ragusa.

Formato dalle acque del Fiume Irminio, questo splendido specchio d’acqua è circondato da colline boschive, dove flora e fauna prosperano rigogliose.

Le sponde frastagliate del lago offrono rifugio a un variegato mondo animale, rendendo questo luogo un paradiso per gli amanti della natura. La tranquillità e la bellezza naturale del lago invitano alla contemplazione e alla scoperta.

Una visita qui è un’immersione nella pace di un ecosistema preservato.

🎥 @pigmafpv

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#sicilia #ragusa #summer #estate #sun #vacanzesiciliane #montiblei #sicil_iaterramia
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Lo spettacolo nello spettacolo,sua maestà…si esibisce per noi! Questa è la Sicilia! 

Una notte indimenticabile con voi,4500 amici,con #RorosarioFiorello #SalvoLaRosa #MarioIncudine #ISoldiSpicci #GiuseppeCastiglia é tanti artisti
molto divertimento e belle canzoni.
Soprattutto siamo riusciti a raccogliere la somma necessaria all’acquisto di un macchinario indispensabile per il #CCPM centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e questo ci rende veramente felici.

Anche noi della #Clownteherapy della #TeniamociPerManoOnlusDistrettoMessina siamo felicissimi per aver fatto parte di questa grande iniziativa, grazie a quei piccoli guerrieri che quando ci vedono ci regalano veramente tante emozioni indescrivibili ❤️

Grazie a tutti cu tuttu cori

Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose

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#CCPM #Taormina
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#Etna #Taormina #TeatroGreco

#Evento #CCPM Serata di sensibilizzazione a favore dei bambini del Centro di Cardiologia Pediatrica di Taormina.

Grazie a 👉🏻 @pioandreaperi per queste immagini meravigliose

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Il marmo verde di #Taormina è estratto nell’omonima località, ai piedi dei Monti Peloritani.

La superficie, caratterizzata da un singolare verde brillante, è resa ancora più vivida da inaspettate venature di quarzo che regalano ulteriore bellezza a questo marmo spettacolare.
È utilizzato per rivestimenti e sculture.
Il verde di Taormina è famoso e ricercato sin dall'antichità, i romani si contendevano le rare lastre a suon di sesterzi per poter realizzare statue di questo verde così particolare.

Ancora oggi è apprezzato sui mercati nazionali ed internazionali , per i suoi colori caldi ed avvolgenti, viene estratto dall'unica cava ancora attiva e produttiva in San Marco D'allunzio prov. di Messina , contrada Santa Marina ,dalla società " CAVA MARMI ORITI ANTONINO ".

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Pare che esista un motivo che spieghi  perchè il marmo abbia tale colore da ricercare in un antico cuntu ….

Cunta lu cuntu ca nella città di Taormina ai tempi quando gli animali parlavano ancora con gli uomini viveva un giovane che si chiamava  Sicisberco .
Sicisberco era il segreto figlio del re di Sicilia nascosto dal padre per evitare che venisse ammazzato da qualche intrigo di corte.

Poco prima che compisse 21 anni il ragazzo cadde da uno dei dirupi che circondano la città dei tori, fu portato con grande velocità dal padre per avere le migliori cure possibili.

I cerusici di corte le provarono tutte ma il destino del giovane pareva ormai segnato, allora il re si rivolse al grande mago Malagiggi .

Il mago dopo attento e magico consulto decretò che per salvare l'erede al trono l'unica era mischiare il sangue del giovane con quello di un drago che volontariamente volesse donarlo.

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Chi sa di storie antiche, sapi pure che tra uomini e draghi le cose non sono mai andate bene, un giorno un cavaliere ne ammazza uno, un altro giorno un drago si ammucca un  villaggio picciriddri compresi.

Trovare un drago disposto a donare sangue era cosa difficile assai, comunque sia il mago Malagiggi ne conosceva uno con cui si poteva venire prudentemente a patti.

Il drago Meladonte l'unico tra i draghi che ancora credeva nella convivenza tra umani e bestie volanti.
Accompagnato dal mago, il re andò nell'oscura caverna dei Peloritani dove viveva il drago.
La cosa era pericolosissima in quanto il re aveva dato anni prima ordine di sterminare i draghi e sicuramente non era ben visto dalla comunità draghesca.

Comunque sia i due trovarono un accordo, Meladonte avrebbe donato il suo sangue legandosi per la vita a Sicisberco, ma in cambio il giovane avrebbe dovuto tenere un contegno morale impeccabile e seguire lezioni di comportamento ed educazione tenute dallo stesso drago. Inoltre in Sicilia da quel momento i draghi sarebbero stati sempre ben accolti.

Con le spalle al muro il re dovette accettare le condizioni.

Fu così che Sicisberto si salvò, dopo quattro anni morì il padre e il giovane divenne il re.
L'anima di Sicisberto divenne però ogni giorno più nera, paranoico vedeva traditori ovunque ed era pronto ad ammazzare chiunque non lo riverisse e accondiscendesse alle sue voglie.
A nulla valevano le lezioni di Meladonte, anzi una sera di solstizio quando i draghi sono più deboli, lo fece mettere in catene.
Quella stessa notte diede ordine a tutto l'esercito siciliano di cacciare i draghi e sterminarli.

Il cuore di Meladonte si frantumò per il dispiacere, era l'ultima volta che un drago credeva di poter convivere con gli uomini.
Spinto dalla rabbia spezzò le catene e scappò, in quel di Taormina dove Sicisberto era cresciuto, devastò bestie e genti e con una fiamma verde che si vedeva pure da Malta sfidò in duello il re.

Sicisberto grazie alla trasfusione era diventato il più forte guerriero di Sicilia, arrogante come era accettò la sfida.
Si recò con l'esercito a Taormina e proprio dentro il teatro greco si tenne il più grande duello tra uomini e draghi mai avvenuto nella storia.

Per quanto forti se non si è nobili di cuore, un drago è un avversario imbattibile.
Sicisberto dopo un quarto d'ora di duro pugnare era sfinito e il drago pareva ormai aver vinto, ma infame come era il re aveva preparato una trappola per Meladonte, una grande balestra nascosta, al momento giusto ne scoccò un dardo fatto di ferro delle stelle contro il drago, che fu colpito mortalmente .

Quello che Sicisberto non sapeva era che le vite dei due dalla trasfusione erano legate, morto il drago moriva pure lui.
Fu così che il sangue del re e del drago si mischiarono nella morte, penetrando nelle viscere della montagna.
Morirono insieme e a ricordo dei fatti la montagna di Taormina conservò nelle sue cavità per l'eternità un marmo di colore verde che conosciamo ancora oggi.

Fonti : miglioratimarmi. It ; Nonno Billa che mai ebbe a bere acqua nella sua lunga vita, ma solo bevande alcooliche a chilometro zero e che certe notti di solstizio riusciva a parlare con lo spirito del Mago Malagiggi (cosa si dicessero i due non è dato saperlo).

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