ERMES RONCHI
1.77K subscribers
165 photos
20 videos
4 files
293 links
Nomade del Vangelo, scrittore, docente di estetica teologica, antropologo.
Download Telegram
DIO INONDA DI VITA
PROPRIO LE STRADE
PIÚ NERE


Gesù cammina accanto
al dolore di Giairo, padre
di una bambina morta
a 12 anni, l’età in cui
è d’obbligo fiorire,
non soccombere.

Co­me è possibile non temere quando la morte è entrata in casa mia, e si
è portata via il mio sole?

Così una donna che aveva molto sofferto, ma che
si ribella al suo dolore,
si avvicina a Gesù, e
come mezzo per guarire vuole credere nel tocco della mano.

L'emorroissa, la donna impura, condannata a non essere toccata da nessuno - mai una carezza, mai un abbraccio - scardina la regola con il gesto più tenero e umano:
un tocco, una carezza
per dire: ci sono anch'io!

L'esclusa scavalca la legge perché crede in una forza
più grande della legge.
Si illude?

La fanciulla non è morta, ma dorme. E lo deridono.

Tu credi nella vita dopo la morte? Sei un illuso.
E Gesù a ripetere: "tu abbi fede", lascia che la Parola
salga alle labbra
con l'ostinazione
degli innamorati.

Dio è il Dio dei vivi e
non dei morti.

Allora Gesù cacciò tutti
fuori di casa.
Bellissimo e tremendo
questo “cacciare” ciò che
non vive, ciò che non crede
alla vita.

Costoro resteranno fuori,
con i loro flauti inutili,
fuori dal miracolo,
con tutto il loro realismo.

La morte è evidente, ma
l'evidenza della morte
è una illusione, perché Dio
inonda di vita proprio
le strade più nere.

Gesù prende
il padre e la madre,
i due che amano di più,
e non ordina cose da fare,
ma li prende con sé;
crea comunità
e vicinanza.

Ricrea il cerchio degli affetti attorno alla bambina,
perché ciò che vince
la morte non è la vita,
è l'amore.

E il tempo dell’amore è infinitamente più lungo
del tempo della vita.

E mentre si avvia
a un corpo a corpo
con la morte ed entra
nel suo mistero silenzioso,

Gesù porta i suoi tre discepoli alla scuola dell'esistenza,
vuole che
si addossino, anche solo
per un'ora,
il dolore di una famiglia, per
acquisire quella sapienza
del vivere che viene dalle
ferite vere, dalla sapienza sulla vita e sulla morte,

sull'amore e sul dolore che
non avrebbero mai potuto
apprendere dai libri:

c'è molta più “Presenza”,
molto più “Cielo” presso
un corpo o un'anima
nel dolore che presso
tutte le teorie dei teologi.

Ed entrò dove era la bambina.
Una stanzetta interna,
un lettino, una sedia,
un lume, sette persone
in tutto, e il dolore che
prende alla gola.

Quella non è solo la stanza interna della casa di Giairo, ma è la stanza più intima del mondo, la più oscura, quella senza luce.

Gesù entrerà nella morte perché là va
ogni suo amato.

E non spiega il male,
ci entra, lo invade
con la sua presenza,
dice: io ci sono.

Su ciascuno di noi,
qualunque sia la porzione
di dolore che portiamo dentro, qualunque sia
la nostra porzione di morte,
il Signore fa scendere
la benedizione
di quelle antiche parole:

Talità kum.
Giovane vita alzati,
riprendi la fede, la lotta,
la scoperta, la vita
.
45🔥1🥰1
MANDA ME, SIGNORE,
A MANGIARE
PANE DI PIANTO
CON CHI PIANGE

Gesù, vedendo le folle
ne sentì compassione
”.

Tutto ciò che segue
è generato dalla compassione,
termine di una carica
e intensità infinite:

il Maestro prova dolore
per il dolore del mondo,
il molto dolore dell’uomo
.

Gesù è la compassione,
il pianto di Dio fatto carne
. Piangere è amare
con gli occhi.

La messe è molta...

Ciò che il suo occhio
guarda non è lo sterminato
accampamento umano
dove ha piantato
la sua tenda,
vede invece molti raccolti
di dolore,
tante messi di paure,
e greggi di pecore sfinite
perché
non hanno pastore
.

La sua risposta è
un dolore che lo prende alle viscere. E chiama
i dodici e lo affida loro
:

dovranno preservare,
custodire,
salvare la compassione,
il con-patire,
il meno zuccheroso
dei sentimenti
.

Salvarlo e seminarlo
nel mondo, attraverso
sei azioni:
predicate,
guarite,
risuscitate,
sanate,
liberate e donate
.

La missione è duplice:
predicare e guarire la vita,
o almeno prendersene cura
.

E il rapporto è sbilanciato,
uno a cinque.
Cinque opere per guarire,
una per narrare
.

Per proclamare che Dio
è così, si prende cura
e guarisce.

Dio è vicino a te,
con amore
.

Forse ci saremmo aspettati
una risposta
più risolutiva al dolore
delle folle
, un soccorso
più efficiente: perché
il Signore soccorre
la fragilità dell’uomo con
la fragilità di altri uomini,
anziché con la sua onnipotenza?


Perché Lui interviene per i suoi figli, attraverso gli altri suoi figli.

La risposta di Gesù alla sofferenza del mondo sono io.
Dio salva attraverso persone”
(R. Guardini)
.

Pregate il Signore della messe perché mandi operai… e capisco:

manda me, Signore,
come operaio
della compassione,
raccoglitore di dolore.
Manda me come
lavoratore della pietà,
mietitore di sofferenza
.

Manda me,
a mangiare pane di pianto
con chi piange,
a bere calici di lacrime
con chi soffre,
a lottare con tutti
contro il male
.

Manda me, Signore,
con mani che sostengono
e accarezzano,
con parole
che fasciano il cuore
.

La compassione di Dio
spezza lo schema
buoni/cattivi,
meritevoli o no
.
Posa due binari sui quali andare oltre i deserti aridi
del paradigma
buono/cattivo:

sono le mani della pietà e
le labbra della preghiera,
che rendono
l’amore cristiano
ciò che deve essere,

un amore sempre meno selettivo.

Ogni figlio di Dio che
ha bevuto
alla Fonte Amorosa
della vita, merita di bere
un sorso
al mio piccolo ruscello
.

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Scandalo e bellezza:
Dio non aspetta
di essere riamato,
intanto am
a.
Non attende
di essere ricambiato,
intanto dona.

Gesù è il racconto
di questo Dio inedito,
passione di compassione,
annuncio che solo
un amore senza condizioni
può generare amanti
senza condizioni.
35🔥5🙏4🥰1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
COME IL GIRASOLE

Convertitevi
e credete nel Vangelo
.

Immagino la conversione come il moto del girasole, che alza la corolla
ogni mattino
all'arrivo del sole
,

che si muove
verso la luce
:
giratevi verso la luce
perché la luce è già qui
.

Credere nel Vangelo
è un atto che posso compiere ogni mattino,
ad ogni risveglio.

Fare memoria
di una bella notizia:
Dio è più vicino
oggi di ieri
,
è all'opera nel mondo,
lo sta trasformando.

E costruire la giornata
non tenendo
gli occhi bassi,
chini sui problemi
da affrontare,
ma alzando il capo, sollevandolo
verso la luce,
verso il Signore che dice
:

sono con te,
non ti lascio più,
ti voglio bene!

Ermes Ronchi
58🔥3🙏2🥰1
DIO CI CHIEDE
DI BENEDIRE

uomini e storie,
il blu del cielo
e il giro degli anni,
il cuore dell'uomo
e il volto di Dio
.

Benedire è
invocare una forza
che accresca la vita
e la faccia risorgere
.

Vuol dire alzarsi,
cercare,
trovare,
riconoscere il bene
che c'è in ogni fratello
,
per una vita felice,
per una vita di pace.

La benedizione non è salute, denaro, fortuna, prestigio, ma è
la semplice luce di Dio
che ci benedice
ponendoci accanto
persone dal volto
e dal cuore luminosi
.

Ermes Ronchi
46🔥5🙏5🥰1
Cari amici,
ecco sabato prossimo,
12 luglio,
un evento
molto particolare
e intenso
.

Vi aspetto. 🎻
17👏4🔥2
MOLTIPLICAZIONE
DI VITA


Pietro allora prese a dirgli: Signore, ecco
noi abbiamo lasciato tutto
e ti abbiamo seguito,
cosa avremo in cambio?


Avrai cento fratelli e sorelle
e madri e figli
.
La vita si riempie di volti
e di legami buoni
,
come si è riempita di volti
la casa di Zaccheo,
il ricco che ha detto:
ecco metà dei miei beni
li dò ai poveri
.

Seguire Cristo
non è un discorso
di sacrifici, ma di
moltiplicazione di vita:
lasciare tutto ma
per avere tutto.

Seguire il Vangelo
non è rinuncia, ma
incarnare un'altra logica
del vivere,
per un cuore moltiplicato,
per cieli nuovi e terra nuova
.

Allora capiamo che
“il Regno di Dio verrà
con il fiorire della vita
in tutte le sue forme”.
(Giovanni Vannucci
)

Che ogni discepolo vero
può pregare così:
con gli occhi nel sole
a ogni alba io so
che rinunciare per te
è uguale a fiorire (M.Marcolini)

Ermes Ronchi
44🙏5🔥4🥰2
UN DIO INNAMORATO
DI OGNI TUO DETTAGLIO


Non abbiate paura:
voi valete più di molti passeri.

Ogni volta, di fronte
a queste parole provo
paura e commozione insieme:
la paura di non capire un Dio
che si perde dietro
le più piccole creature:
i passeri e i capelli
del capo
.

La commozione
di immagini che mi parlano dell'impensato di Dio,
che fa per te ciò
che nessuno ha fatto,
ciò che nessuno farà
:
ti conta tutti i capelli
in capo e ti prepara
un nido nelle sue mani
.

Per dire che tu vali per Lui,
che ha cura di te,
di ogni fibra del corpo,
di ogni cellula del cuore:


innamorato
di ogni tuo dettaglio
.

Nemmeno un passero
cadrà a terra senza
il volere del Padre vostro
.

Eppure i passeri
continuano a cadere,
gli innocenti a morire,
i bambini ad essere venduti
a poco più di un soldo o
gettati via appena spiccato
il loro breve volo.

Ma allora, è Dio che
fa cadere a terra?

È Dio che infrange le ali
dei corti voli che sono
le nostre vite, che invia
la morte ed essa viene?
No!

Abbiamo interpretato
questo passo
sull'eco di certi
proverbi popolari come:
non si muove foglia
che Dio non voglia.

Ma il Vangelo
non dice questo,
assicura invece che
neppure un passero
cadrà a terra senza che
Dio ne sia coinvolto,
che nessuno cadrà fuori
dalle mani di Dio, lontano
dalla sua presenza
.

Dio sarà lì.

Nulla accade
senza il Padre
,
è la traduzione letterale,
e non di certo
senza che Dio lo voglia.
Infatti molte cose, troppe
accadono nel mondo
contro il volere di Dio
.

Ogni odio, ogni guerra,
ogni violenza accade
contro la volontà
del Padre
, e tuttavia
nulla avviene senza
che Dio ne sia coinvolto
.

Nessuno muore
senza che Lui
non ne patisca l'agonia
,
nessuno è rifiutato
senza che non lo sia
anche lui (Matteo 25)
,
nessuno è crocifisso
senza che Cristo
non sia ancora crocifisso
.

Quello che ascoltate all'orecchio
voi annunciatelo

sulle terrazze,
sul posto di lavoro,
nella scuola,
negli incontri di ogni giorno.

Annunciate
che Dio si prende cura
di ognuno dei suoi figli
,

che nulla vi è
di autenticamente umano
che non trovi

eco nel cuore di Dio.

Temete piuttosto
chi ha il potere
di far perire l'anima
,
l'anima è vulnerabile,
l'anima è una fiamma
che può languire:
muore di superficialità
,
di indifferenza,
di disamore,
di ipocrisia.

Muore quando
ti lasci corrompere
,
quando disanimi gli altri
e togli loro coraggio,
quando lavori a demolire,
a calunniare,
a deridere gli ideali,
a diffondere la paura
.

Per tre volte Gesù ci rassicura:
Non abbiate paura
(
vv 26,28,31)
,
voi valete!
Che bello questo verbo!

Per Dio, io valgo.
Valgo di più,
di più di molti passeri,
di più di tutti i fiori
del campo, di più
di quanto osavo sperare
.

E se una vita vale poco,
niente comunque vale
quanto una vita
.
49🙏4🔥2
Qui👇🏼 un’interessante intervista ad Arnoldo Mosca Mondadori:

https://youtu.be/Zo8xrfBzmpY?si=h81mgPiTZDqXJNGX
13👍1
L’APPUNTAMENTO
CON DIO É SEMPRE
SULLA STRADA
DI GERICO
Lc 10,25-37
 
Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico.
Una delle storie più belle
al mondo,
solo dieci righe
di sangue, polvere
e splendore
.

Un uomo scendeva,
e guai se ci fosse
un aggettivo:
giudeo o straniero,
ricco o povero.
É l'uomo, e tanto basta.

Non ne sappiamo il nome,
ma sappiamo
il suo dolore
:
ferito, colpito,
terrore e sangue,
faccia a terra.

Oggi il mondo intero
scende da Gerusalemme
a Gerico
.

Il primo che passa
è un prete che lo scansa
e passa oltre
.

Non passare oltre.
Cosa c’è oltre l’uomo?
Il nulla
.

Oltre il sangue di Abele
non c’è niente,
tantomeno Dio
.

Il sogno
di un mondo nuovo

distende le sue ali
ai primi tre gesti
del samaritano:
lo vide,
ne ebbe pietà,
si fece vicino
.

Tutti termini
di una carica infinita
che grondano umanità.

Vedere
e lasciarsi ferire
dalle ferite dell’altro
.

Fermarsi addosso alla vita
che si scioglie
nel sangue sulla strada.

Toccare:
si può toccare
solo da vicino,
facendosi “prossimo
”.

La compassione
non è un istinto,
è una conquista,
e il samaritano
sceglie di fermarsi,
senza neppure sapere
chi sia quell’uomo.


E poi il racconto
si fa rapido.
Luca mette in fila
altri sette verbi
per descrivere
un amore senza parole:
versò, fasciò, caricò,
portò, si prese cura,
pagò
.

Fino al decimo verbo:
ripasserò a saldare,
se serve
.
Esagerato.
Davvero incapace
di calcolo, come Dio
.

Quell’uomo che scendeva
da Gerusalemme a Gerico
è fortunato.
Perché l'esperienza
di essere amato
gratuitamente
, anche
una sola volta nella vita,
risana in profondità
chi si sente calpestato
nell'anima
.

Chi è il mio prossimo? Aveva chiesto il dottore della legge.
Gesù gira la domanda:

a chi sei prossimo tu?

Il dottore aveva posto
all’inizio un’altra questione,
immensa:
cosa devo fare
per essere felice?

Come si fa ad essere felici?

Domanda conficcata
nel cuore di tutti
.

E Gesù risponde:
tu amerai; lo sai già.

Tutto il futuro è qui,
in un unico imperativo
.

Allora
ama i tuoi samaritani,
quelli che
ti hanno salvato,
rialzato,
che hanno sofferto per te
.

Chi ti ha versato
olio e vino sulle ferite,
e affetto nel cuore
.

Non dimenticare mai
chi ti ha soccorso
e ha pagato per te
.

Li amerai con gioia,
con festa,
con gratitudine
.
E da loro imparerai:
Va’ e anche tu fai così”.

L'appuntamento con Dio,
per tutti, è sempre
sulla strada di Gerico
.

La vera differenza
non è tra cristiani, buddisti, musulmani, ma
tra chi si ferma accanto
all’uomo bastonato
a sangue e
chi invece tira dritto
.

La notte comincia
con la prima stella, l’amore
con il primo sguardo,
il mondo nuovo
con il primo
samaritano buono
. Che,
senza mai parlare di Dio,
lo rivela
.

Perché Dio
non si dimostra,
si mostra.

Ermes Ronchi
49🙏8🔥4🥰2😁1
34🥰3🔥1
L’ACQUA ATTENTA
ALLA SETE DELL’ALTRO

Chi ama padre o madre
più di me,
non è degno di me;
chi ama figlio o figlia
più di me,
non è degno di me


Un Dio che pretende
di essere amato
più di padre e madre,
più di figli e fratelli,
che sembra andare
contro le leggi del cuore.

Ma la fede
per essere autentica
deve conservare un nucleo sovversivo e scandaloso,
il «morso del più»
(Luigi Ciotti), un andare controcorrente e oltre
rispetto alla logica umana.

Non è degno di me.
Per tre volte rimbalza
dalla pagina questa
affermazione dura
del Vangelo.

Ma chi è degno del Signore? Nessuno,
perché il suo è amore incondizionato,
amore che anticipa,
senza clausole.

Un amore così
non si merita, si accoglie.

Chi avrà perduto
la propria vita
per causa mia,
la troverà!


Perdere la vita
per causa mia non significa affrontare il martirio.

Una vita si perde
come si spende un tesoro: investendola, spendendola per una causa grande.

Il vero dramma
per ogni persona umana è
non avere niente,
non avere nessuno
per cui valga la pena
mettere in gioco o
spendere la propria vita.

Chi avrà perduto, troverà.
Noi possediamo
veramente solo ciò che
abbiamo donato ad altri,
come la donna di Sunem
della Prima Lettura, che
dona al profeta Eliseo
piccole porzioni di vita,
piccole cose:

un letto, un tavolo,
una sedia, una lampada
e riceverà in cambio
una vita intera, un figlio.
E la capacità di amare
di più.

A noi, forse spaventati
dalle esigenze di Cristo,
dall’impegno di dare la vita,
di avere una causa che
valga più di noi stessi,
Gesù aggiunge
una frase dolcissima:

Chi avrà dato
anche solo un bicchiere
d’acqua fresca,
non perderà
la sua ricompensa
.

Il dare tutta la vita o anche solo una piccola cosa,
la croce e il bicchiere d’acqua sono i due estremi di uno stesso movimento:

dare qualcosa, un po’, tutto,
perché nel Vangelo
il verbo amare si traduce
sempre con il verbo dare:
Dio ha tanto amato
il mondo da dare
suo Figlio.


Non c’è amore più grande che dare la vita!

Un bicchiere d’acqua,
dice Gesù, un gesto
così piccolo che
anche l’ultimo di noi,
anche il più povero
può permettersi.

E tuttavia un gesto
non banale, un gesto vivo, significato da quell’aggettivo che Gesù aggiunge, così evangelico e fragrante: acqua fresca.

Acqua fresca deve essere,
vale a dire l’acqua buona
per la grande calura,
l’acqua attenta
alla sete dell’altro,
procurata con cura,
l’acqua migliore che hai,
quasi un’acqua affettuosa
con dentro l’eco del cuore.

Dare la vita,
dare un bicchiere
d’acqua fresca, ecco
la stupenda pedagogia
di Cristo.

Un bicchiere
d’acqua fresca se dato
con tutto il cuore
ha dentro la Croce.

Tutto il Vangelo
è nella Croce, ma
tutto il Vangelo è anche
in un bicchiere d’acqua.

Nulla è troppo piccolo
per il Signore, perché
ogni gesto compiuto
con tutto il cuore
ci avvicina all’assoluto
di Dio.

Amare nel Vangelo non equivale ad emozionarsi,
a tremare o trepidare
per una creatura, ma
si traduce sempre
con un altro verbo
molto semplice,
molto concreto,
un verbo fattivo,
di mani,
il verbo dare.
43🙏4🥰3🔥2😇1
UNO SQUARCIO INATTESO

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e
della terra, perché
hai nascosto queste cose
ai sapienti e ai dotti e
le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché
così hai deciso
nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me
dal Padre mio;
nessuno conosce il Figlio
se non il Padre, e
nessuno conosce il Padre
se non il Figlio e
colui al quale il Figlio
vorrà rivelarlo»
.

Quello che mi incanta è
Gesù che si stupisce
del Padre
.
Una cosa bellissima:
il Maestro di Nazaret
che è sorpreso da un Dio
sempre più fantasioso
e inventivo nelle sue trovate
,
che spiazza tutti,
perfino suo Figlio.

Cosa è accaduto?
Il Vangelo ha appena riferito
un periodo di insuccessi,
tira una brutta aria:

Giovanni è arrestato,
Gesù è contestato duramente
dai rappresentanti del tempio,
i villaggi attorno al lago,
dopo la prima ondata
di entusiasmo e di miracoli,
si sono allontanati.

Ed ecco che,
in quell’aria di sconfitta,
si apre davanti a Gesù
uno squarcio inatteso
,
un capovolgimento improvviso che lo riempie di gioia:

Padre, ti benedico,
ti rendo lode,
ti ringrazio,
perché ti sei rivelato
ai piccoli
.

Il posto vuoto dei grandi
lo riempiono i piccoli:
pescatori,
poveri,
malati,
vedove, bambini,
pubblicani,
i preferiti da Dio
.

Gesù non se l’aspettava
e si stupisce della novità
;
la meraviglia lo invade
e lo senti felice.

Scopre l’agire di Dio,
come prima sapeva scoprire,
nel fondo di ogni persona, angosce e speranze,
e per loro
sapeva inventare
come risposta
parole e gesti di vita
,
quelli che l’amore
ci fa chiamare “miracoli”.

Hai rivelato queste cose
ai piccoli…

di quali cose si tratta?


Un piccolo, un bambino
capisce subito l’essenziale:
se gli vuoi bene o no
.

In fondo è questo
il segreto semplice
della vita.
Non ce n’è un altro,
più profondo.
40🙏5🔥3👍1🥰1
SIMBOLO DEL FUTURO
CHE GIÀ ABITA IN NOI


Vidi una donna
vestita di sole,
una donna che
stava per generare
.

Ed è un'immagine bellissima
che si riferisce a Maria
,
ma anche
a tutta
la chiesa
incamminata, anzi

a ciascuno di noi incamminato.

Immagine di ciò che
dovremmo tutti tentare
di essere,
di ciò che già siamo
almeno come verità incipiente,
simbolo del futuro che
già abita in noi:

una donna vestita di sole
generante e pronta a
lottare contro il male
.

Siamo tutti chiamati
a riconoscerci
in questa creatura ammantata
di luce
, per essere a nostra volta creature solari,
luminose, vestite di luce;

in questa donna incinta, per essere creature generanti vita,
capaci di sostenere,
di consolare, perfino
di moltiplicare la vita
intorno a noi.

La chiesa non si pone
come primo obiettivo
quello di insegnare,
o di pregare,
o di organizzare,
ma di generare vita.

La pastorale è un atto generativo (cfr. Gal 4,19) e
il cristiano è
un rigenerato
,
nuova creatura,
non un sapiente
o un filosofo o un asceta.

(Dal libro “Donna
di frontiera,
porta dell’umano
)

Ermes Ronchi
44🙏5🔥2🥰1
E sabato 2 agosto
avremo con noi
l’amico europarlamentare, già direttore di Avvenire,
Marco Tarquinio!!
Vi aspetto!
👍123👏1
IMPARATE
DAL MIO CUORE


Cristo si impara
imparandone il cuore,
cioè il modo di amare.

Il cuore non è un maestro
fra gli altri, é
IL MAESTRO DELLA VITA.

Inizia, allora,
il discepolato del cuore,
per noi,
discepoli sapienti e dotti,
che corriamo il rischio
di restare degli analfabeti
del cuore
.

Burocrati delle regole
e analfabeti del cuore.
Perché DIO
non è un concetto,
non è una regola
o una disciplina,
è IL CUORE DOLCE E FORTE DELLA VITA.

E troverete ristoro.
Ristoro dell’esistenza
è un cuore mite
, senza
violenza e senza inganno,
una creatura in pace
e senza presunzione
, che
diffonde un senso di ristoro
nell’arsura del vivere.

Il mio giogo è dolce
e il mio peso leggero
.

Come può il giogo
essere un ideale
per l’uomo moderno,
geloso di ogni più piccola
porzione di libertà,
per l’uomo che
nell’ultimo secolo
ha lottato proprio
per scrollarsi di dosso
tutti i gioghi?

Ma amare Dio con tutto il cuore non è cristiano;

anche ebrei e musulmani
hanno da amare Dio
con tutto il cuore
.

Amare il prossimo
come se stessi
non è ancora cristiano
,
vale anche per scribi
e dottori della legge.

Io non amerò Dio,
amerò il Padre di Gesù Cristo, l’Abbà,
lo amerò come figlio
.

Non amerò il prossimo
come me stesso,
lo amerò come Gesù
lo ama
(non quanto,
ma come,
o ne resteremmo schiacciati)

col cuore mite e umile
dell’unico che è
Figlio e fratello
.

Anch’io figlio nel Figlio,
fratello nel Fratello
.
41🙏7🔥3🥰3