Umanità e Ragione
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UMANITÀ E RAGIONE è l'associazione nata dall'esperienza referendaria, che si pone l'obiettivo di riaffermare la preminente rilevanza della "dignità" dell'essere umano e dei diritti fondamentali dell'uomo.
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"Diario della discriminazione" - Giorno 20 - Anonimo
15.02.2022

Sono una ragazza di 27 anni e nel 2019 ho conseguito la laurea in giurisprudenza.
Con questa facoltà non è stato “amore a prima vista”, uscita dal liceo non avevo la benché minima idea di cosa fare della mia vita.

Inizialmente, avevo pensato di fare veterinaria, vista la mia smisurata passione per gli animali ma, un po’ per paura delle situazioni che mi si sarebbero parate davanti - soccorrere un animale in fin di vita e non avere la certezza di riuscire a salvarlo - ho desistito, prendendo una strada completamente diversa.
Giorno dopo giorno, mi sono innamorata di questa “seconda” scelta.
Ho imparato a capire l’importanza dei concetti di diritto e dovere; che ogni aspetto della nostra vita necessita di regole e che quest’ultime debbano sempre ispirarsi alla nostra Carta fondamentale, depositaria di principi di una bellezza ineguagliabile.
Un paio di mesi dopo la laurea - traguardo che speravo rappresentasse un trampolino di lancio, in particolare perché la strada per raggiungerlo è stata estremamente difficoltosa a causa di un periodo di forte depressione - è iniziato l’incubo.
Fin dal primo giorno - 8 marzo 2020 - ho notato le storture di quel che stava accadendo e, fin dal primo giorno, mi ha sconvolto la totale mancanza di spirito critico delle persone che mi circondavano.
Ero indignata per le canzoni sui balconi, per le risate ai “lanciafiamme” del nostro presidente di regione, per i “andrà tutto bene”.
Perché sapevo che nulla sarebbe andato bene.
Comunque, per non dilungarmi troppo, voglio raccontare di due episodi a dir poco sconcertanti, avvenuti rispettivamente nel novembre/dicembre 2020 e nel luglio 2021.

~Novembre/Dicembre 2020:
Era, ormai, nell’aria che la regione Campania sarebbe entrata in zona rossa (precisamente i fatti sono accaduti il giorno prima della zona rossa).
Mio padre, che vive in un’altra città della stessa regione, sorpassò un trattore poco dopo una rotatoria e i carabinieri, cogliendolo in flagrante, gli tolsero la patente.
Io, in qualità di figlia ed unica parente vicina, avrei dovuto provvedere per un mese alle esigenze necessarie (fare la spesa, andare in farmacia).
- Premetto che mio padre vive in una zona lontana dal centro ed il primo supermercato richiede una camminata di quasi 2h. -
Per questo motivo, mi recai presso la caserma dei carabinieri della mia città al fine di chiedere un’autorizzazione a spostarmi, 2 volte alla settimana, per procurargli il necessario per vivere.
Il carabiniere, affacciatosi alla finestra, mi comunicò di non potermi ricevere “perché c’è il virus” (testuali parole), costringendomi ad esporre l’accaduto in pubblica piazza (aggiungo anche che faceva molto freddo, essendo quasi dicembre).
Alla mia richiesta il carabiniere mi rispose di non potermi concedere l’autorizzazione, allorché io gli feci notare che, essendo egli autorizzato a multarmi se non in possesso dell’autocertificazione, fosse anche autorizzato a legittimare spostamenti di prima necessità.
La risposta del carabiniere mi gelò: mi fece presente che nessuno aveva detto a mio padre di “andare a vivere in un posto isolato” e che, se proprio volevo andare da lui, avrei dovuto chiamare il medico di base e farmi certificare che mio padre era una persona allettata.
Feci presente al carabiniere che mio padre vive lì da molto prima della pandemia (all’incirca 10 anni), che si trattava di una situazione emergenziale perché, se non gli fosse stata ritirata la patente, egli avrebbe potuto benissimo provvedere ai suoi bisogni primari e che, per tale ultimo ordine di ragioni, il medico non avrebbe potuto certificare il falso, essendo mio padre una persona con comorbilità, ma deambulante.
Lui mi guardò, rise copiosamente e chiuse la finestra. Sconfortata e in preda ad uno stato di shock per quanto appena accaduto, tornai a casa, comunicando a mio padre che non avrei potuto aiutarlo.

Luglio 2021:
Decisi con mia madre di effettuare un test sierologico per valutare il mio livello anticorpale, visto che
durante il lockdown avevo avuto la bronchite.
Ci recammo, quindi, presso un noto laboratorio di analisi della mia città.
Il medico provvide al prelievo di mia madre, effettuando l’operazione con la porta aperta (trattandosi di una cosa di pochi minuti).
Quando arrivò il mio turno, il medico chiuse la porta alle mie spalle e subito mi domandò se mi fossi vaccinata. Al mio secco no, con tono arrogante e autoritario mi rispose “ti devi vaccinare, di cosa hai paura. Tu sei giovane, mica muori. Ti devi vaccinare”.
Anche in questo caso, incredula per quanto accaduto e per quell’imperativo, tornai a casa, sempre più convinta che la deriva presa da questo paese fosse più grave di quanto mi aspettassi.~

La speranza è l’ultima a morire, ma questa prova di coraggio è particolarmente difficile.

Anonimo

07 Febbraio 2022

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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #ionondiscrimino #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
IL NOSTRO PASS È LA COSTITUZIONE. L'appello al CNF e agli Ordini forensi per la difesa del Diritto di Difesa, da parte degli avvocati di Umanità e Ragione e di tutti i colleghi che spontaneamente hanno aderito e vorranno aderire. Tra questi anche il Coordinamento APL-Avvocati per la Libertà (Napoli). Oggi, 15 Febbraio 2022, giorno di entrata in vigore dell’obbligo vaccinale per gli Over 50, alcuni avvocati del foro lombardo hanno manifestato dinanzi al Tribunale.
Leggi l'appello integrale sul nostro sito:
https://umanitaeragione.eu/.../02/Petizione-CNF-e-COA.pdf
"Diario della discriminazione" - Giorno 21 - Nunzia C.

16.02.2022

L’importanza del dubbio.

Sono ultra settantenne, soffro di asma e mi sono sottoposta a tutte le vaccinazioni, nel mio caso necessarie e liberatorie. Ma non sopporto l’arroganza dei vaccinati, la semplificatoria certezza che la causa del perdurare del contagio sia soltanto da attribuire a coloro che rifiutano di vaccinarsi .
Quei pochi che continuano a porsi domande, vengono derisi e silenziati dai portatori della verità assoluta .
Non voglio unirmi al coro dei “felicemente vaccinati “

Nunzia Cappuccio

07 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 22 - Micaela

17.02.2022

Mi sono sentita discriminata e giudicata da amiche che consideravo sorelle. Rapporti elettivi, basati su fiducia e rispetto, da cui ho ricevuto intolleranza e parole di disprezzo, solo per aver compiuto una scelta diversa.
Mi sento discriminata e isolata, ma ho deciso che questa per me è una prova che mi consentirà di manifestare, attraverso piccole azioni quotidiane, la mia resistenza personale, la mia coerenza, i princìpi in cui credo e la solidarietà.

Mio figlio si è sentito discriminato e ingannato, quando a scuola, nonostante avessero dichiarato non fosse lecito indagare lo stato vaccinale di un alunno, gli è stato richiesto il green pass per visitare una mostra e partecipare all’assemblea d’Istituto. E si sentirà ancor più discriminato e tradito se dovrà seguire le lezioni a distanza, quando gli altri suoi compagni potranno farlo in presenza.

Micaela

07 Febbraio 2022

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L'APPUNTAMENTO DI SABATO. A Salerno il presidio del Coordinamento INSIEME per la COSTITUZIONE. Per l'Associazione Umanità e Ragione interverrà l'avvocato Olga Milanese ☝️
Continua la raccolta delle adesioni all'esposto alla Corte Penale Internazionale!
Se non l'hai ancora fatto compila il modulo online, segui le istruzioni e condividi!
L'adesione è gratuita e ti permette di denunciare i danni subiti negli ultimi due anni.
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"Diario della discriminazione" - Giorno 23 - Sandra

18.02.2022

Dalla parte del torto mi ci sono seduta per caso, non perché da quella della ragione fossero finiti i posti e neanche per scelta. A dire il vero l’ho capito anche tardi che era la parte del torto, quando i like su facebook iniziavano a scomparire, quando gli amici hanno preso a farsi vivi di rado, ci ho messo tanto, è vero, sono un po’ di coccio, ma alla fine ho iniziato a percepirla quella stonatura, mi sono sorpresa, ero completamente disorientata, la mia, per me, era una posizione logica, motivata, quasi scontata, come tante che avevamo condiviso, sempre d’accordo sulle cose fondamentali, sempre in guardia nei confronti del potere, sempre solidali. Non capivo, poi è arrivato l’incubo.

Per caso, sì, per caso ho iniziato a dubitare dell’onestà del racconto che aveva sommerso la mia vita, ricordi degli studi, continue dissonanze, coincidenze. Tempo fa avevo fatto un lavoro sulle cause di morte e mi ero trovata di fronte un aumento del 9% dei decessi nel 2015, dopo un trend storicamente discendente. Un’enormità, non riuscivo a capire. Avevo fatto ricerche, avevo setacciato il web, ma non c’erano spiegazioni, anzi, di più, non se ne sapeva niente, nessun giornale dava la notizia o, se la dava, lo faceva in un trafiletto per poi non riprenderla più, si è continuato a non saperne niente per anni, direi per sempre. Altro che I MORTI continuamente sbattuti in faccia a chiunque abbia espresso il più timido dissenso sulla gestione della pandemia.

Di quei morti del 2015, non gliene fregava niente a nessuno. Tra il 2020 e il 2019 c’è stato un incremento dei decessi del 13%, di più, certo, ma la sproporzione tra gli effetti informativi sociali e politici era esagerata, incredibile per me, non capivo.
Così studiavo report ufficiali, articoli, dati su dati e mi si confermavano dubbi, incoerenze, sospetti, soprattutto sull’informazione, che diceva tutt’altro da quello che leggevo, in quel modo pervasivo, continuo, ossessivo e alimentava il terrore generalizzato, quando la malattia in realtà colpiva in modo rilevante e pericoloso solo certe categorie, intorno a cui spesso non si costruiva l’adeguata rete di protezione.
Rendevo pubblici qui i risultati delle mie ricerche, credevo di informare e di porre il confronto su un piano oggettivo, dati ufficiali, report dell’ISS che nessuno leggeva, articoli di riviste di epidemiologia che mi sforzavo di capire e condividere e poi, man mano che le conseguenze diventavano politiche, anche posizioni di filosofi e giuristi, ma tutto è rimasto lettera morta, fino all’amico che mi ha detto basta cazzate statistiche, sono quelle che mi fanno infuriare di più, l’importante è la realtà degli ospedali. Come fosse indipendente.

Volevo discutere con chi aveva opinioni diverse, che comunque rispettavo, e invece in breve ho avuto addosso uno stigma, nella migliore delle ipotesi “chi ti credi di essere per andare contro la scienza e il mondo”, nella peggiore idiota, irresponsabile, assassina.
Urlato, da ogni tribuna televisiva, implicito, nelle parole degli amici, esplicitamente insultante nei post di facebook, quest’altro mostro da cui dovrei affrancarmi.
Nel minestrone psicologico, pseudoetico, moralista, che ci veniva continuamente propinato non c’era posto per l’analisi, si doveva esibire o l’effige dei buoni, i vaccinati, o quella dei cattivi, gli egoisti, gli individualisti, quelli che si permettevano il lusso del dubbio, quando c’era il mondo da salvare.

E poi lo stigma è diventato sociale e fattuale e tutto è andato a rotoli.
Dopo aver solidarizzato con tutti i capri espiatori di questi anni...

...continua su
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"Diario della discriminazione" - Giorno 24 - Anonimo

19.02.2022

Io e mia madre dovevamo sottoporci ad una visita oculistica privata. La visita non c'è stata perché ce ne siamo andate.
Ne avevo abbastanza dopo 40 minuti d'attesa visto che eravamo le 2 prime visite del pomeriggio. Ci hanno detto che se non avevamo il lasciapassare con molta probabilità non potevamo accedere alle visite. E da lì prima ci hanno ghettizzate in una stanzetta da sole, dopo che ci hanno detto che eravamo pericolose per le altre persone presenti in sala d'attesa.
Nella stanzetta dove siamo state recluse e repressa ogni nostra lamentela ho maturato il pensiero tragico di come si siano potuti sentire quei 5 milioni di persone quasi 80 anni fa.
La giustizia, la verità, la presa di coscienza dovranno prevalere su tutte le intolleranze, discriminazioni, oppressioni e ricatti perpetrati da uno stato corrotto e oligarca.

Anonimo

10 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 25 - Angela

20.02.2022

Devo specificare che sicuramente tante persone avranno patito discriminazioni ben peggiori della mia, tuttavia é la nostra esperienza che dobbiamo raccontare.
Era il periodo natalizio 2021 come in ogni città d' Italia anche nella mia venivano organizzate iniziative a tema.
Mercatini natalizi, visite ai presepi, concerti o sacre rappresentazioni della natività.
In particolare da giovane a queste ultime ho sempre preso parte attiva.
L'anno scorso ho contribuito donando una casetta per un presepe che sarebbe stato il presepe di tutti, bella iniziativa di una neo-associazione culturale di cui ERO socia.
Quest'anno invece era richiesto il lasciapassare pensate finanche per gli eventi all'aperto.
Mi è pesato devo dirlo mi sono mancate le amiche con cui avevo visitato la chiesa mi é mancato seguire "il presepe vivente" .
Ho sentito tutto il peso dell'essere soggetto non idoneo non più "buono" e ho pensato con nostalgia alle iniziative che ho in passato portato a termine. Ho fatto volontariato, messo a disposizione il mio tempo, la mia laurea e non di rado il mio danaro.
E all'improvviso per decreto tutto quello che ho fatto si polverizza il mio paese non è più mio non sono più la benvenuta. Poi ho pensato che tutto ciò che viene fatto con amore non è mai sprecato che chiusa una porta si apre un portone mi volto e lo vedo grande luminoso mentre mi incammino verso di lui sorrido e penso che non sono certo io ad aver perso.
Un immenso abbraccio a tutti i guerrieri di luce.

Angela

11 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 26 - Marilena

21.02.2022

Mi chiamo Marilena ho 60 anni e sono un ASA sospesa per non aver fatto la punturina. Sospesa senza stipendio; i criminali che ci governano stanno usando metodi mafiosi per obbligarci ad un vaccino che vaccino non è, vedere la nostra bella Costituzione vilipesa e cancellata da chi la dovrebbe rispettare mi fa capire il marcio e la corruzione del nostro bel paese e purtroppo la storia non insegna a causa dell'ignavia del popolo italiano. Non so come andrà a finire, lo stiamo vivendo e nonostante le difficoltà... La gente come noi non molla mai.

Marilena

12 Febbraio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 27 - Carla

22.02.2022

Sono Carla,
ho lavorato per 20 anni in ospedale, mi piaceva, lo facevo con passione. Dal 15 ottobre sono stata sospesa per non aver accettato ricatti. Adesso aiuto una persona anziana per le pulizie di casa e lei aiuta me a portare a casa il pane...non è facile. Non trovo giusto che i miei colleghi vaccinati o guariti "greenmuniti" possano lavorare e io che il covid l'ho avuto nel 2020 sono stata allontanata.
Lavoravo in pneumologia, ne so qualcosa.

Carla

13 Febbraio 2022

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L'associazione UMANITÀ e RAGIONE si associa alla diffida di ContiamoCi in relazione all'ottemperanza dell'obbligo vaccinale per la categoria dei medici.

L'illegittimità dell' "interpretazione" ministeriale è evidente, non tanto e non solo perché viola le norme generali in vigore sulle tempistiche dell'obbligo vaccinale in riferimento alla categoria dei guariti, ma perché aggravia ulteriormente un abuso che va respinto con forza in radice, che è quello dell'imposizione di un trattamento sanitario legato al ricatto della perdita del lavoro, della retribuzione e con essi della dignità umana!
La circostanza che per la categoria dei medici si decida addirittura di ignorare lo status di guarito e si scelga di mettere a repentaglio la loro salute imponendo, di fatto, il vaccino in una situazione di rischio per la loro incolumità, è un abuso nell'abuso, una discriminazione nella discriminazione, l'ennesimo tassello di un complesso di disposizioni indegne di un Paese civile che, ci auguriamo, non resterà impunito.
"Diario della discriminazione" - Giorno 28 - Anonimo

23.02.2022

Mi fa male il naso, soffro di sinusite, non riesco a fare più di 1 tampone a settimana per lavorare. Lavoro 3 giorni con il rischio della sanzione al terzo giorno se mi distraggo sull'orario di entrata, anche di pochi minuti, cosa che mi è successa una volta e per la quale sono in attesa di pagare le conseguenze, come una criminale. Sospendo una settimana i tamponi perché ho muco e sangue. Nel frattempo, la collega con cui lavoro a più stretto contatto fa un tampone dopo un anno perché non sta bene ed il marito è positivo, il giorno dopo positiva anche lei. Faccio un tampone a casa per sicurezza (ecco mi sono giocata i giorni di lavoro e lo devo fare lo stesso), come pensavo, negativa, sono passate troppe ore. C'è chi ha il pass per contagiare e chi si salva perché si è dovuto privare del lavoro stando a casa.
Tutto questo fa male anche al cuore.
♥️

Anonimo

17 Febbraio 2022

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L'AVVOCATO OLGA MILANESE A "CONTROCORRENTE". "Nessun Paese civile e democratico ha mai pensato di togliere il lavoro e il sostentamento, a fronte del ricatto di un trattamento sanitario. Questa è una cosa indegna di un Paese civile ed è successa solo in Italia!" 👇
https://twitter.com/Controcorrentv/status/1496588708648214537