Umanità e Ragione
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UMANITÀ E RAGIONE è l'associazione nata dall'esperienza referendaria, che si pone l'obiettivo di riaffermare la preminente rilevanza della "dignità" dell'essere umano e dei diritti fondamentali dell'uomo.
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“Diario della discriminazione” – Giorno 2 – A.

28/01/2022

Fin dal primo giorno, quella domenica di marzo quando chiusero gli impianti sciistici, ho capito subito che la situazione avrebbe preso una piega bruttissima per i diritti e le libertà di tutti noi.
Ho sempre dato contro a tutti, nonostante i morti, perché credevo innanzitutto nella libertà individuale.
Poi passando i mesi e poi l’anno, nonostante fossi totalmente contro a queste politiche, ho ceduto al ricatto del vaccino per riottenere i miei diritti.

Sapevo benissimo cosa stavo facendo, sapevo benissimo che sarei diventato complice di tutto questo e l’ho fatto.
Ogni giorno che passa mi pento sempre di più di essere stato uno dei tanti che hanno permesso la creazione di questo sistema.
Ora non conta più se sono una persona buona o cattiva, tutto quello che ero stato, tutto quello che ho fatto non vale più.
Ora sono un ignorante, cattivo, pericoloso, da evitare.
Com’è possibile passare dall’essere una brava persona a un pericoloso criminale per la società, tra i miei amici e conoscenti, in così poco tempo.
Tutto quello che posso fare ora è essere ancora più buono e disponibile con tutti, e cercare nel mio piccolo di coltivare ancora un senso di comunità, sperando di contagiare qualcuno di valori positivi.

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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
“Diario della discriminazione” – Giorno 3 – Davide 43 anni

29/01/2022

Non ho paura del Covid
E nemmeno del farmaco che chiamano "vaccino"
Non ho paura della pandemia, di finire in terapia intensiva o sotto terra.
Sono cose che non mi quadrano, come non mi quadrava l'improvviso avvento dello "spread" ormai 10 anni or sono che pose fine all'ultimo governo Berlusconi, e che ha piegato il Paese al peggior attacco finanziario-speculativo forse della sua Storia. Propaganda che fa leva sulle più ancestrali delle paure: la morte, la povertà, la malattia. il rifiuto sociale.

Ho paura della deriva totalitaria verso la quale si sta avviando il nostro malconcio Paese, e forse l'Europa intera. Di questo sì che ho paura... tanta.
Ho paura della propaganda di Stato. Feroce. Intransigente e intollerante. Siamo tornati indietro di 100 anni.
Oggi è il 27 gennaio, giorno della memoria. Ironico il destino...

Non mi curo di chi difende il sistema, sono persone con le loro paure ed il proprio modo di pensare e vedere le cose... sono come me!
Non mi curo nemmeno di chi discrimina. Sono persone insicure... ma peggio! Sono condannate a vivere con loro stesse per tutta la vita. Se si vedessero con i miei occhi cadrebbero nella depressione più profonda. Rabbrividisco al solo pensiero. Spero che non si facciano mai le domande giuste, mancherebbe loro la terra sotto i piedi.

Sono istruttore di nuoto, sono rimasto senza lavorare più di un anno.
Quando è iniziata la campagna vaccinale non ho aderito subito, ma quando sono cominciate le prime restrizioni mi sono fatto le due dosi... settembre 2021.
Volevo tornarmene in piscina a nuotare e lavorare in santa pace sperando che il Governo smettesse di tormentarmi...

Che illuso! E che ingenuo!

Ho una grande crisi di coscienza. Non sono più disposto a barattare i miei diritti e la mia libertà con alcunchè, nemmeno se nella terza dose ci mettessero acqua e zucchero. E' una questione di principio.

Niente avrebbe più il sapore di un tempo, solo il maleodorante alone del ricatto, del compromesso... il nuovo sapore ha i colori della resistenza e della dissidenza, dell'integrità e della coscienza critica. Del confronto, dell'umiltà, del rimettersi in gioco. Della gentilezza.
Passa per la strada ardua e non per la scorciatoia. E ci sarà un premio alla fine: ci sarà un nuovo me! Non vedo l'ora di conoscerlo!

Davide

Bologna, 27 Gennaio 2022

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#umanitàeragione #diariodelladiscriminazione #nogreenpass #italycallsforhelp #rescueitaly
Prosegue la campagna di sensibilizzazione per UNIRE vaccinati e non vaccinati contro lo strumento discriminatorio del green pass.
È di fondamentale importanza
👉🏻👉🏻👉🏻non utilizzare il proprio GREEN PASS (che sia da vaccinazione o da guarigione poco importa) per ora almeno in tutte le attività extra lavorative.
⭐️
La campagna è portata avanti dalla meravigliosa collaborazione di intenti, umana e giuridica, tra APL -Avvocati per le Libertà e Associazione ARBITRIUM
Alla campagna “L’identità è dignità: no green pass” aderisce anche l’associazione “UMANITÀ E RAGIONE”. Benvenuti!
Seguiteci sulla nostra pagina fb 👉🏻👉🏻👉🏻👉🏻https://www.facebook.com/AvvocatiperleLiberta/
Stavolta, tutti uniti, possiamo vincere per davvero!
#nogreenpass #APL #AvvocatioperleLibertà
#AssociazioneArbitrium #AssociazioneUmanitaeRagione
“Diario della discriminazione” – Giorno 4 – Anonimo

30.01.2022

Ho scelto questo soggetto perché quello che non hanno capito la maggior parte delle “persone”(quegli zombie che si augurano che i non vaccinati possano rimanere senza cure o che debbano pagarsele da se) é che la discriminazione é come la Morte, prima o poi tocca a tutti.

Quando una società discrimina, e lo fa gioendone, nessuno è più al sicuro. Nemmeno tu che hai fatto 3 dosi, un giorno lo capirai.

Io ho sempre avuto una vita da privilegiata, non perché sono una “figlia di papà”, anzi, ho lavorato duro dai 19 anni e mi sono guadagnata una bellissima vita da pilota di elicottero fatta di viaggi in posti da sogno con i miei clienti e voli sopra paesi magici. Poi è arrivato il covid, la mia azienda che viveva di turismo è quasi morta e mi sono ritrovata a ripiegare per due anni su un lavoro che non amavo ma che mi faceva comunque vivere bene, seppur sempre lontana da casa.

Poi è arrivato il lockdown, le mascherine, lo stress e l’orticaria e mi sono dovuta licenziare da un contratto a tempo indeterminato per inseguire la mia felicità e tornare in Italia, mentre tutti mi davano della pazza. Per amore del mio Paese e di me stessa.

Poi é arrivato il Super Green Catz e proprio ora che sto cercando di ricostruire una vita nel mio paese mi sento fuori dal mondo, come se una carriera ventennale in aviazione non valesse nulla, come se fossi trasparente.

Eppure sono una privilegiata ed ora mi sento dire da mio padre che “quelli come te vorrei vederli morti”.

Un film diceva il vostro 29enne su questo diario, è proprio vero sembra un horror thriller. Io ancora spero che i miei amici più cari capiscano la gravità e continuo a condividere link a notizie un po’ “fuori dal mainstream” che mi sembrano importanti ma mi hanno confessato che non le leggono nemmeno più.

Eppure sono una privilegiata perché ho potuto prendermi dei mesi sabatici e perché non ho bisogno di prendere un mezzo pubblico o perché ho un tetto sopra la testa, ma questo non toglie il fatto che sento il peso di tutte queste discriminazioni su di me, anche se ho il green pass da guarita. Ne sento il peso come un macigno e sento che prima della scadenza dell’immondo certificato dovrò nuovamente fare una scelta; battermi per questo paese, o trovarne uno che si batta per me.

27 Gennaio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 5 - E.

31.01.2022

Ho 26 anni, vivo in Romagna e studio per superare il concorso di magistratura. Quando si è iniziato a parlare di vaccini avevo dei dubbi dovuti al fatto che ho avuto un parente stretto che ha sviluppato in passato una malattia autoimmune dopo una sola dose di antiepatite b, di cui però mai ci è stata confermata la correlazione da un medico serio e con cui pertanto deve ora convivere a vita.

Non è una storia di cui mi è capitato di parlare in passato con la stessa frequenza con cui mi tocca farlo quest'anno, anche perchè essendo fatti privati abbastanza spiacevoli non ho piacere a rischiare di condividerli con potenziali malelingue locali, che so essere molte e insospettabili.
Ora invece per giustificare il mio scetticismo devo sempre partire da questa vicenda personale, perchè mi sono reso conto che quando cito dati e riviste per spiegare le mie obiezioni ai vaccini vengo preso - nella migliore delle ipotesi e per dirla con toni carini - per una persona particolarmente "originale" e con teorie strampalate. Un animale raro.

Aggiungo che nei pochi casi in cui è stato possibile intavolare una conversazione con qualcuno e ho avuto modo di spiegare le mie ragioni quello che ottengo è il diritto a essere considerato una eccezione.
"Eh ma tu sei diverso", mi dicono. "Non come quegli analfabeti funzionali che condividono fake news su facebook".
E se vi dicessi che conosco magistrati nella mia stessa situazione? Certo, finchè non faccio il nome sono tutte favole di mia invenzione e se lo faccio riesco a far venire il dubbio a qualcuno al costo di mettere la suddetta persona in croce vero? Bel dilemma, e affascinante quanto perversa la dinamica sociale che si fonda dietro di esso.
Il riferimento a un magistrato è comunque deliberato, perchè so bene che se la persona in questione non fosse stata "di prestigio" molti non l'avrebbero calcolata di principio.
Comunque, questa persona esiste, e si trova nella mia stessa posizione. Quando spiega le sue ragioni e ha modo di farlo per bene, gli rispondono "Eh ma la tua è una situazione particolare...". Come quella di tutti quanti, se solo si smettesse di seguire l'informazione mainstream che ormai narra un mondo completamente avulso dalla realtà. Ma mi rendo conto che una alternativa valida non c'è in campo giornalistico (forse una al massimo, ma non vi indico quale perché rischio di far passare questa lettera per un product-placement sotto false premesse).

Da ex studente universitario ancora "fresco" lasciatemi dire che ho paura del mondo che verrà, perchè mi sono reso conto di avere avuto sempre opinioni - mio malgrado - in contrasto con la maggioranza, che come un'orda di studentelli arroganti pieni di boria sono pronti a deumanizzare le posizioni avversarie prima ancora di ascoltarle, o a ripeterle storpiandole senza alcuna analisi critica.
Questo lo sostengo in quanto ho frequentato una scuola e una università entrambi di primissimo ordine (e mi rendo conto che rischio di passare da arrogante io stesso a dire così), ma questa è la percezione che ho avuto degli ambienti. Magari è stata solo una esperienza personale, magari non mi so semplicemente rapportare col prossimo, ma ho come l'impressione che la mentalità di gruppo in favore della narrativa ufficiale rappresenti lo specchio dei tempi (che verranno e che ci sono già).

Ci sono persone con cui ho condiviso il percorso universitario che da quando ho iniziato a condividere articoli critici di quanto veniva sbandierato in TV hanno iniziato a rendersi silenziosi nelle famigerate chat di gruppo Whatsapp.
Ci sono altri con cui pur essendo ancora "amico" ho evitato io di contattarli per mesi per evitare di andare sull'argomento e dover riniziare l'ennesima giostra del giustificare...

...continua su
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Puoi scaricare e stampare autonomamente i volantini, le locandine e i bollini che abbiamo realizzato per promuovere la campagna sul sito https://umanitaeragione.eu/sciopero-dal-green-pass/

#ionondiscrimino #scioperodalgreenpass #acquistainlibertà #umanitàeragione #italycallsforhelp #rescueitaly
"Diario della discriminazione" - Giorno 6 - Anonimo

01.02.2022

Io sono una nonna che ha fatto il virus e non ho voluto vaccinarmi, tu diario parli di amici sinceri che ti hanno…

Praticamente è successo così anche a me da parenti amici e una in particolare mi ha detto di andare a *** Per rispetto a te non metto la parola cmq era in bagno…
ma non è finita... una mia carissima cugina siamo come sorelle mi ha detto l'altra sera che finché non mi faccio vaccinare non ci vedremo più.

Non è più un mondo che voglio e sarà molto difficile da accettare anche se finirà tutto

28 Gennaio 202

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Freschi, freschi di stampa. Con un gruppo di amiche si inizia a sensibilizzare e a fare controinformazione!
"Diario della discriminazione" - Giorno 7 - Alfonsina

02.02.2022

Sono un'insegnante di 58 anni, la mia materia è arte e immagine, ma negli ultimi anni sto insegnando anche italiano L2 agli alunni non italofoni della mia scuola e sono la funzione strumentale per l'intercultura.

Il mio lavoro mi piace e ho un bel rapporto con i ragazzi, soprattutto con quelli a cui faccio L2, per i quali sono un punto di riferimento importante per ogni tipo di problema. Ecco, dal 15 gennaio sono sospesa per aver rifiutato la vaccinazione. Tutto quello che sono e sono stata è passato in secondo piano, ora sono semplicemente una no vax , con quello che nell’opinione comune può significare questa parola. Io che ho sempre sfuggito e condannato le etichette. Sicuramente i miei alunni (quasi tutti vaccinati) da oggi in poi mi vedranno così, anche se dovessi tornare.

Sto comunque seguendo i ragazzi stranieri di pomeriggio perchè gli voglio bene e continuerò ad aiutarli finchè vorranno.

Mi chiedo se tutto questo dolore che sto provando mi renderà migliore o mi spezzerà il cuore (la notte mi sveglio con i battiti accelerati e l'angoscia).
Per ora cerco di essere positiva e mi sforzo di vedere questo momento come un'opportunità per riflettere sulla mia vita e su ciò che voglio veramente. Inoltre sto cercando delle strade alternative per guadagnare qualcosa, ripetizioni on line o vendita delle mie creazioni in ceramica perchè ho solo pochi risparmi e non posso reggere a lungo.

Anche se faccio parte di diversi gruppi telegram, ecc. mi sento molto sola e a volte tendo ad isolarmi.
I miei amici continuano a vivere come sempre e a parlarmi come se non fosse successo niente e io mi sento invisibile, vorrei urlare tutto il mio dolore ma sto zitta per evitare polemiche che mi farebbero stare ancora più male.
Avrei ancora tante cose da dire ma credo di essermi dilungata abbastanza.
Grazie per avermi dato questa possibilità.

Alfonsina

28 Gennaio 2022

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SCIOPERO DAL GREEN PASS.
ACQUISTA (IN) LIBERTÀ
Disponibile sul sito il VADEMECUM per aiutare i cittadini e gli esercenti a far fronte agli eventuali controlli.
Si può inoltre scaricare il materiale per aderire all'iniziativa: volantini, locandine e bollini da applicare sulle vetrine dei negozi e delle attività che si oppongono alla discriminazione.
Il ripristino dei diritti costituzionali e della democrazia sarà possibile solo con le azioni concrete dei cittadini.
#scioperodalgreenpass #acquistainlibertà #ionondiscrimino
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"Diario della discriminazione" - Giorno 8 - Fulvia

03.02.2022

Ho quasi 63 anni e ho deciso di non vaccinarmi a causa delle mie tante allergie a farmaci, antibiotici e antiinfiammatori, in passato ho avuto uno shock anafilattico causato da un farmaco ed ho avuto veramente paura di morire quindi la mia decisione è stata quella di non voler sperimentare questo " vaccino".
Fino ad agosto scorso andavo in palestra e i miei problemi di schiena erano notevolmente migliorati poi con l'entrata in vigore del green pass non ho più potuto frequentare la palestra e quel giorno, quando mi è stato detto che non sarei più potuta entrare, ho provato una frustrazione profonda, mi sono sentita emarginata, discriminata e mi è venuta in mente la parola apartheid.
Il mio compagno, vaccinato, mi ha sempre sostenuta e mi ha sempre detto di fare quello che sentivo essere più giusto per me; mia figlia, mio genero e mia nipote invece hanno insistito a lungo perché io mi vaccinassi tant'è che ci sono state discussioni anche molto accese, sono stata accusata di seguire su fb gente invasata, di non ragionare con il mio cervello ma è proprio questo il punto: è una MIA decisione e nessuno può obbligarmi a fare una cosa sul mio corpo che io non voglio fare, ho cercato di spiegare loro che della mia vita, alla mia età, voglio decidere io.
Ora sinceramente devo dire che ho una paura fottuta di prendere il covid, ma ho paura anche del vaccino, sono stata combattuta per molto tempo e la mia decisione è stata quella di non vaccinarmi.
Avevo un ristorante che ho dovuto chiudere perché era diventato impossibile andare avanti con queste norme, ho trovato lavoro in un altro ristorante dove, da subito, mi sono trovata molto bene, lavorativamente parlando, facevo un tampone ogni 48 ore per dimostrare di essere sana, mentre tutti gli altri avevano il green pass, poi c'è stata una persona positiva con terza dose e dopo pochi giorni un’altra persona, sempre vaccinata, io mi sono sentita sollevata di non essere stata la prima, altrimenti sarei stata additata come untrice no vax e, ironia della sorte, pur avendo avuto contatti con queste due persone, non mi sono contagiata, anche se a dire la verità ci avrei sperato perché dal 1° febbraio non potrò più andare a lavorare facendo i tamponi ma solo con il vaccino.
I datori di lavoro sono dispiaciuti e li capisco, non vogliono prendere multe ma io adesso sono convinta più che mai a non cedere a questo ricatto, perché di questo si tratta, di un ricatto che non ha nulla di medico-scientifico e quindi sarò anche senza lavoro.
In questi giorni dove in tv si vedono film sui campi di concentramento, sulla discriminazione, sulla cattiveria umana mi rendo conto ci si è arrivati gradualmente a quella situazione e mi rendo conto che c'è un filo sottile che lega quei giorni ai nostri.
Non ho la possibilità economica di permettermi di non lavorare ma nemmeno voglio scambiare la mia vita e la mia libertà di decisione con il lavoro.

Fulvia

28 Gennaio 2022

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SMENTITA. L’Associazione Umanità e Ragione smentisce il proprio coinvolgimento nell’iniziativa pubblicizzata dal volantino di seguito riportato e diffida i responsabili dello stesso dall’utilizzo del logo dell’associazione
VADEMECUM E DOCUMENTI

I nostri avvocati hanno realizzato dei pratici vademecum per tutelarsi in caso di controllo del green pass, ma non solo.

Sul nostro sito sono disponibili i documenti con le istruzioni da seguire per gli esercenti che vogliono aderire allo sciopero dal green pass e che quindi si rifiutano di chiedere il lasciapassare ai propri clienti.

Inoltre, per aiutare le persone ad affrontare questo difficile momento, abbiamo messo a disposizione della modulistica per:
- oscurare i propri dati sanitari
- tutelare gli studenti minorenni
- tutelarsi sul luogo di lavoro

Visita il sito https://umanitaeragione.eu/documenti/
tutelati e condividi!
"Diario della discriminazione" - Giorno 9 - Giorgia

04.02.2022

Mi chiamo Giorgia, sono sarda e vivo a Milano da 9 anni. Nel maggio scorso mi sono licenziata
dall'agenzia di comunicazione in cui lavoravo per dedicarmi a quello che mi piace e mi rende
felice: oggi lavoro come editor per un giornale aziendale e come operatrice olistica, scrivo come
gosthwriter e disegno mandala di stati d'animo ed emozioni.
Io ho scelto di non vaccinarmi, pur non avendo niente contro il vaccino o chi si vaccina, ritengo
solo sia importante che ognuno possa decidere per il proprio corpo, e non vorrei essere punita e
ricattata dal mio governo, e discriminata da chi mi sta intorno per una scelta ad oggi ancora
legittima.
All'inizio, finché si è trattato di rinunciare a ristoranti e palestre, non mi è pesato, ma quando si è
passati al ricatto del lavoro, ho iniziato a somatizzare e stare male. Per sopravvivenza ho
ceduto al tampone subendo le file lunghissime davanti alla farmacia, in situazioni davvero poco
dignitose.
Ma va bene così, almeno così posso lavorare e studiare.
Però non è stato sufficiente, da gennaio con il tampone non puoi più fare nulla. In teoria come
operatrice olistica potrei lavorare, ma i centri hanno messo regole persino più restrittive dei
decreti, per non avere problemi, per prendersi il sicuro, per paura.
Ma va bene così, ho pur sempre il lavoro di scrittura e editor che svolgo a casa.
Certo, con le continue pressioni del cliente che mi fa presente ogni volta le difficoltà che creano
le mie scelte, difficoltà legate a probabili necessità future non ben definite.
E poi i mezzi che non posso prendere e devo muovermi in bicicletta, e va ancora bene così.
E poi i corsi di formazione già pagati che non posso più fare, e la scuola a cui mi sono iscritta ad
aprile che non so se potrò frequentare.
E il gruppo di pallavolo in cui giocavo da anni e i cui partecipanti erano i miei compagni di
squadra e amici, che a gennaio mi hanno fatto presente che se andavo con il tampone non
c'era problema, ma la multa chi la paga? La perdita dell'umanità e del cuore.
E gli amici che ti dicono che però, bé, se stai così è perché hai fatto una scelta, che questa è la
situazione, che in effetti si, la discriminazione non è giusta, ci dovrebbe essere l'obbligo.
E allora basta, non mi va più bene così, arrivo a un livello di rabbia e miseria spirituale in cui
non voglio più vedere né sentire nessuno.
Le persone che non vivono questa discriminazione non capiscono cosa significhi, come forse
anche io non capivo cosa potesse voler dire essere un emigrato che arriva in Italia oggi...
Ma poi mi scrive la mia cuginetta adolescente, costretta alla DAD perché non vaccinata mentre
gli altri stanno in classe, e dice solo “pazienza, si va avanti”.
E penso che lei sia davvero bravissima e devo smettere di commiserarmi.
E penso anche che discriminare bambini e adolescenti sia davvero un crimine.
E poi, tra una foto e una canzone del suo cantante preferito, mi scrive che lei si definisce
“pazza”, perché i pazzi sono i migliori, e chi non è pazzo è cattivo, e Janis Joplin era pazza, Kurt
Cobain, Ghandi e i grandi leader della storia sono pazzi, e io e lei siamo pazze.
E sì, nessuno mi aveva mai messo nella stessa riga con Janis Joplin e Ghandi...
E allora, anche se non ho quel genio creativo né quella forza d'animo, se quella di oggi è la
normalità, bé, si, IO STO CON I PAZZI!

Giorgia

Milano, 28 Gennaio 2022

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🆘umanità e ragione ☯️☮️
Continua A OLTRANZA la raccolta delle adesioni all’esposto alla Corte Penale Internazionale.
L’ADESIONE È GRATUITA
È possibile aderire online (modulo da scaricare, firmare e inviare via mail con documento di identità):

https://umanitaeragione.eu/aderisci-on-line/

Oppure si può prendere appuntamento con gli studi legali volontari aderenti:

https://umanitaeragione.eu/dove-firmare/

Per aiutare le persone ad affrontare questo difficile momento abbiamo messo a disposizione della modulistica :

https://umanitaeragione.eu/documenti/

Sosteniamo lo sciopero dal Green Pass

https://umanitaeragione.eu/sciopero-dal-green-pass/

Per aiutarci a raggiungere gli obiettivi della associazione puoi iscriverti alla associazione o fare una donazione (non serve iscriversi alla associazione per aderire all’esposto).

https://umanitaeragione.eu/come-associarsi-come-donare/

Che l’Italia torni finalmente all’umanità e alla ragione.
"Diario della discriminazione" - Giorno 10 - Patrizia G.

05.02.2022

Sono un medico psichiatra di 48 anni.
Già dall’inizio ero scettica sulla possibilità di sviluppare un vaccino che fosse efficace per una classe di virus soggetta a mutazioni continue.

Sono abituata a riflettere e ancora riflettere prima di agire e poi continuare a riflettere mentre agisco. Ho preso nota già da subito delle voci fuori dal coro, di quei medici e ricercatori che mostravano prudenza mentre la massa si precipitava verso la panacea del « passaporto vaccinale ». Ho atteso. E più aspettavo più si accumulavano argomenti a favore della prudenza.
Ma soprattutto, più aspettavo più venivo gradualmente ma inesorabilmente tagliata fuori dalla vita sociale. Non è stato molto pesante. Direi addirittura piacevole non far parte dei circùiti consumistici-ipnotici del fare-uscire-comprare.

Per fortuna, poiché dove vivo non c’è obbligo vaccinale per lavorare, ho potuto continuare a camminare al fianco dei miei pazienti che, a mezza-voce, osavano confessami i loro dubbi rispetto a ciò che accadeva intorno a loro.
Persone giudicate comunemente come paranoiche, psicotiche, incapaci di giudizio, fuori dalla realtà, mi sono apparse in questi mesi le più sagge, le più posate, le più capaci di comprensione rispetto a chi aveva fatto scelte diverse dalle loro. Abbattute spesso dall’ennesimo motivo di esclusione sociale o a volte fiere di non essere parte di una società così discriminante e inumana. Ho visto volti illuminarsi quando hanno capito che non erano giudicate, che io non ero l’ennesimo medico a consigliargli/imporgli il fatidico vaccino, che invece davo spazio ai loro leggitimi dubbi e soprattutto sostenevo la loro piena libertà di scelta.

Se di un genocidio si potrà parlare, si tratterà di un genocidio di anime, un genocidio del pensiero libero, un genocidio del sapere scientifico che si è inginocchiato dinanzi a una folle corsa alla salvezza facile senza memoria, senza ricordarsi dei millenni di storia della medicina.
Anni di riflessioni e articoli scientifici sul benefico effetto del conforto affettivo durante la malattia e centinaia di persone sono morte e ancora muoiono da sole.
Pagine e pagine scritte sull’ uguaglianza e chi non cede al pensiero unico é trattato meno di niente.
Libertà di scelta e « il corpo è mio » per l’aborto e la libertà di gender ma non per decidere se sottoporsi ad un trattamento sperimentale con nessuna garanzia.
Se questa è coerenza…

Io non posso fare molto nel mio piccolo studio medico. Poche ore al giorno, una persona alla volta. Come in un contagocce.
Però se questo può servire a dar voce a chi sente il bisogno di continuare a riflettere, a farsi domande, a capire ciò che accade e a restare empatici con chi è accanto, a non cadere nel « tutti fan cosi », nello stordimento collettivo delle coscienze, se questo può servire, una goccia alla volta, a piantare semi di speranza in una un’unanimità che esiste e resiste, se questo serve, continuerò a camminare.

Patrizia G., Psichiatra

28 Gennaio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 11 - Cinzia

06.02.2022

Giusto in questi giorni sto leggendo “Se questo è un uomo” di Primo Levi e alla frase “Solo mostrando il numero si riceve il pane e la zuppa” ho subito pensato al momento che stiamo vivendo.

Il green pass non porterà a nulla di buono sia sul lato umano che sul lato economico, affondandoci sempre di più.
Io mi dissocio.

Quindi sebbene lo abbia ricevuto come premio per essermi (non convinta!) vaccinata, non lo mostrerò per sostenere chi sta lottando con coraggio per la nostra libertà

Cinzia

28 Gennaio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 12 - Anonimo

07.02.2022

Giorno della memoria:

A mio figlio Attilio

Ricorderai di una mamma che non vi ha mai messo in pericolo, scuola e casa da due anni ormai, tamponi per essere negativi e tornare in società.

Ricorderai di una mamma che ti invita a combattere per la tua libertà, e che nessuno debba condizionarla ad un lasciapassare che nulla ha a che vedere col tuo comportamento corretto, onesto, e rispettoso verso la comunità.

Ricorderai di una protesta pacifica che tua madre ha voluto esprimere non mandandoti a scuola in questo giorno che si celebra la fine di un disastro avvenuto anni fa, cominciato discriminando dividendo e incattivendo gli uni contro gli altri per ragioni non fondate.

Ricorderai che ti stanno togliendo il bello di essere adolescente, praticare il tuo sport boxe, vivere serenamente con amici giocare in libertà fare una passeggiata e condividere una sosta al MC Donald's, e addirittura non poter entrare in negozi per comprarti scarpe e/o vestiti, ma capirai quando sarai un po' più adulto che ne soffro quanto te ma ti ho invitato e sostenuto a resistere per valori che vanno oltre il sacrificio momentaneo (lo spero) nella negazione di tali libertà perché capisco siamo in pandemia, ma tutte le restrizioni sono imposizioni di gente corrotta e malata e che nulla ha a che vedere con la salute.

Cit. Vi renderemo la vita impossibile perché siete pericolosi

Figlio mio cresci da brava persona, rispetta le regole, le leggi sii un uomo migliore di quello che ad oggi parla con cattiveria in corpo e porta sempre con te un animo gentile e onesto

27 Gennaio 2022

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"Diario della discriminazione" - Giorno 13 - Daniela 64 anni

08.02.2022

In questo momento le restrizioni che il governo ha legato allo stato vaccinale mi sfiorano appena. Dovrei ritenermi “fortunata".
Neppure l’imposizione dell’obbligo agli ultracinquantenni - a cui non sottostarò - mi cambierà la vita.
Sono una naturopata ed un’insegnante yoga, lavoro in uno spazio di mia proprietà, non mi sono mai sognata di subordinare una consulenza o una lezione di yoga al possesso di alcunché, chi si rivolge a me normalmente porta un disagio, è una persona che chiede di essere accompagnata in un percorso di riequilibrio.
La mancanza di affinità e di empatia tra noi sono gli unici criteri che utilizzo per dire di no a qualcuno che chiede il mio aiuto.
Il mio stile di vita è sempre stato “diverso e stravagante”, i miei consumi sono minimali e scelgo di acquistare dai produttori locali, che fanno biologico, nei mercati.
Potrei sopravvivere, per un po’, anche senza lavorare.
Ho “sperimentato" la malattia e l’efficacia delle cure precoci, ne sono uscita bene.
Ripeto: rispetto ad altri, dovrei ritenermi fortunata, almeno per ora.


Non è così. Non sono fortunata, come non lo è chi ha fatto due/tre dosi di vaccino e non ha riportato effetti collaterali gravi.
Non è questione del “beh, adesso a me non tocca, ci penserò poi…"
Siamo tutti dentro una narrazione che mi appare assurda e illogica, è come se il sopruso che tante persone intorno a me sono costrette a subire - sia che vengano vaccinate per forza o che stiano ancora resistendo - e la violenza del potere diventasse un immenso blog che tenta di avvolgerci tutti.
E che deve spaventare anche chi si trova in una “zona di confort” (per ora…)
Se io la dovessi accettare, la versione delle cose “ufficiale”, dovrei “scindermi”, separarmi dalla mia logica, dalla mia intelligenza e dimenticare tutto quello che so.
Non ci riesco.

Per svolgere il mio lavoro, sono necessarie discrete competenze scientifiche e io le ho acquisite negli anni della mia formazione e tuttora, nei miei aggiornamenti.
Non sono medico, ma conoscere il modo in cui funziona il sistema immunitario o quello che succede dentro una cellula quando vi entra un virus - e in questo caso anche un “vaccino” - fa parte delle mie competenze professionali.
Da quando hanno cominciato ad uscire i primi dati relativi alla sperimentazione del vaccino Pfizer ho avuto delle perplessità, figurarsi oggi…
Ma quando cerco di parlarne con chi ha fatto scelte diverse dalla mia, trovo il muro.
La maggior parte delle persone vuole fidarsi e basta, se tenti solo di ragionare, di mettere un dubbio, c’è il rifiuto.
La cosa che mi lascia attonita è come non ci si renda conto della sovrapposizione dei piani, quello “morale” e quello scientifico: la perplessità su un trattamento sanitario diventa irresponsabilità, egoismo, più cerchi di riportare la questione sul piano della logica e del ragionamento, più il discredito sociale aumenta.
C’è una guerra e noi siamo i disertori.
Ma pensare che si possa gestire una pandemia in questo modo non ha alcun senso.
E’ il "non senso", appunto, la cosa che mi disturba di più, vedere persone che hanno abdicato alla propria capacità critica, che sembrano accettare che due più due faccia tre, o cinque, ma mai quattro.

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