APPELLO ALLA MOBILITAZIONE IMMEDIATA
Venerdì 29 ottobre alle ore 15 il Comitato Referendario per l'abrogazione del Green Pass ha fissato l'appuntamento in Corte di Cassazione a Roma per il deposito delle firme. Per il poco tempo, l'ostilità di molti Comuni, ragioni organizzative e infine per un "fuoco amico" iniziale che ha fatto il gioco del "divide et impera", siamo ancora lontani dal risultato necessario. Mostriamo che il fronte NO GREEN pass sa stare unito! È essenziale dunque, nei prossimi quattro giorni, da parte di tutti quanti ripudiano il Green Pass una GENEROSA MOBILITAZIONE. Serve andare online, seguire la farraginosa procedura ivi indicata per acquisire una firma certificata anche "usa e getta", (costa 3 Euro) e apporre la firma. Se anche costasse un'ora di tempo ne varrebbe la pena! I più tecnologicamente provveduti aiutino quelli che lo sono di meno! Firmino anche gli scettici rispetto a questa forma di lotta costituzionale. Solo cosi nella prossima stagione referendaria si parlerà anche di Green Pass e non si farà finta, come mella scorsa tornata amministrativa, che tutto in Italia sia normale. Scongiuriamo perciò l' intera popolazione italiana che tiene alla propria libertà, ad andare online su www.referendumnogreenpass.it e firmare! Serve una buona mezz'ora ma è tempo di militanza ben speso. La libertà si conquista sempre con qualche piccolo sacrificio!
In solidarietà
Carlo Freccero
Ugo Mattei
Venerdì 29 ottobre alle ore 15 il Comitato Referendario per l'abrogazione del Green Pass ha fissato l'appuntamento in Corte di Cassazione a Roma per il deposito delle firme. Per il poco tempo, l'ostilità di molti Comuni, ragioni organizzative e infine per un "fuoco amico" iniziale che ha fatto il gioco del "divide et impera", siamo ancora lontani dal risultato necessario. Mostriamo che il fronte NO GREEN pass sa stare unito! È essenziale dunque, nei prossimi quattro giorni, da parte di tutti quanti ripudiano il Green Pass una GENEROSA MOBILITAZIONE. Serve andare online, seguire la farraginosa procedura ivi indicata per acquisire una firma certificata anche "usa e getta", (costa 3 Euro) e apporre la firma. Se anche costasse un'ora di tempo ne varrebbe la pena! I più tecnologicamente provveduti aiutino quelli che lo sono di meno! Firmino anche gli scettici rispetto a questa forma di lotta costituzionale. Solo cosi nella prossima stagione referendaria si parlerà anche di Green Pass e non si farà finta, come mella scorsa tornata amministrativa, che tutto in Italia sia normale. Scongiuriamo perciò l' intera popolazione italiana che tiene alla propria libertà, ad andare online su www.referendumnogreenpass.it e firmare! Serve una buona mezz'ora ma è tempo di militanza ben speso. La libertà si conquista sempre con qualche piccolo sacrificio!
In solidarietà
Carlo Freccero
Ugo Mattei
L'INTERVISTA. Martina Pastorelli intervista il professor Francesco Benozzo 👇
https://mobile.twitter.com/cathvoicesita/status/1452525423896760321?s=12
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Martina Pastorelli
LA CULTURA DEL COMPROMESSO Mi chiedo come mai colleghi che hanno scritto trattati su Wittgenstein non si accorgono di quello che sta succedendo? Forse per poterli scrivere devono fare ciò che gli viene detto? Il prof #Benozzo sull’#università contigua al…
Per chi si fosse perso la diretta con gli avvocati Olga Milanese e Luca Marini 👇 https://fb.watch/8SDGcjSYB-/
RASSEGNA STAMPA. Il comunicato dei promotori 👇
https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4799100743454431/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/10/referendum-no-green-pass-parlano-i-promotori-ci-hanno-ostacolato/ (link sito)
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GREEN PASS: PROROGA "ALMENO" FINO A MARZO. Siete ancora convinti che firmare per il referendum sia una trappola? I ritardatari possono firmare digitalmente entro domani: è l'ultima possibilità! Link: https://www.referendumnogreenpass.it/come-firmare/
REFERENDUM NO GREEN PASS: CHIESTA LA PROROGA DEI TERMINI
Nonostante la raccolta delle firme sia stata chiusa con congruo anticipo, allo scopo di consentire ai promotori del Referendum No Green Pass di ricevere la documentazione referendaria in tempo utile, i moduli stanno pervenendo a Roma con grande ritardo: ad oggi, infatti, sono stati recapitati solo circa 300 plichi ed altrettante pec. Per questo motivo i promotori sono stati costretti ad annullare l’appuntamento già fissato per venerdì 29 ottobre presso i competenti Uffici della Corte di Cassazione. È chiaro che anche in questo caso si è consumata una evidente disparità di trattamento a danno del Referendum No Green Pass, considerato che le altre iniziative referendarie in corso, promosse dai partiti politici, hanno beneficiato di complessivi quattro mesi per la raccolta delle firme e per l’acquisizione delle relative certificazioni, oltre ad una fase preparatoria durata, a seconda dei casi, da uno a due mesi. Una tempistica altrettanto favorevole è stata preclusa ai promotori del Referendum No Green Pass a causa della decisione del Governo di estendere l’applicazione della “certificazione verde Covid” alle attività economiche, sociali, lavorative e di studio mediante provvedimenti emanati nel pieno dell’estate e, quindi, poche settimane prima della scadenza stabilita dalla legge per la presentazione delle richieste di referendum. Pertanto, i promotori del Referendum No Green Pass hanno depositato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Presidenza della Corte Costituzionale e i competenti Uffici della Corte di Cassazione, una istanza volta ad ottenere una proroga di tre mesi del termine per la raccolta delle firme referendarie e per il successivo deposito. Solo se la proroga di tre mesi sarà concessa, potrà dirsi assicurata la parità di trattamento tra l’iniziativa referendaria in materia di Green Pass promossa dai cittadini per i cittadini e quelle promosse, su altri temi, dai partiti politici.
Roma, 27/10/2021 I Promotori
Nonostante la raccolta delle firme sia stata chiusa con congruo anticipo, allo scopo di consentire ai promotori del Referendum No Green Pass di ricevere la documentazione referendaria in tempo utile, i moduli stanno pervenendo a Roma con grande ritardo: ad oggi, infatti, sono stati recapitati solo circa 300 plichi ed altrettante pec. Per questo motivo i promotori sono stati costretti ad annullare l’appuntamento già fissato per venerdì 29 ottobre presso i competenti Uffici della Corte di Cassazione. È chiaro che anche in questo caso si è consumata una evidente disparità di trattamento a danno del Referendum No Green Pass, considerato che le altre iniziative referendarie in corso, promosse dai partiti politici, hanno beneficiato di complessivi quattro mesi per la raccolta delle firme e per l’acquisizione delle relative certificazioni, oltre ad una fase preparatoria durata, a seconda dei casi, da uno a due mesi. Una tempistica altrettanto favorevole è stata preclusa ai promotori del Referendum No Green Pass a causa della decisione del Governo di estendere l’applicazione della “certificazione verde Covid” alle attività economiche, sociali, lavorative e di studio mediante provvedimenti emanati nel pieno dell’estate e, quindi, poche settimane prima della scadenza stabilita dalla legge per la presentazione delle richieste di referendum. Pertanto, i promotori del Referendum No Green Pass hanno depositato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Presidenza della Corte Costituzionale e i competenti Uffici della Corte di Cassazione, una istanza volta ad ottenere una proroga di tre mesi del termine per la raccolta delle firme referendarie e per il successivo deposito. Solo se la proroga di tre mesi sarà concessa, potrà dirsi assicurata la parità di trattamento tra l’iniziativa referendaria in materia di Green Pass promossa dai cittadini per i cittadini e quelle promosse, su altri temi, dai partiti politici.
Roma, 27/10/2021 I Promotori
Forwarded from Paolo Sceusa - Marcia delle Libertà Pace Evoluzione (Sceusa Paolo)
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Un problema di Democrazia
La mia video intervista con il dottor Paolo Sceusa, già professore, avvocato e magistrato, da poco in pensione. Sceusa ha ricoperto la carica di presidente presso il tribunale dei minori di Trieste. Il tema dell'intervista è quello intuibile del Green Pass…
RASSEGNA STAMPA. I promotori del referendum chiedono una proroga. I dettagli 👇 https://www.facebook.com/383069111724305/posts/4805606222803883/ (link Facebook); https://www.buongiornosuedtirol.it/2021/10/referendum-no-green-pass-chiesta-la-proroga-dei-termini/ (link sito)
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L'INTERVISTA. L'avvocato Olga Milanese intervistata da Francesco Facchinetti e da Sabrina Scampini ☝️
CARLO FRECCERO A "PIAZZA PULITA". L'analisi sul Green Pass del grande massmediologo 👇
https://www.la7.it/piazzapulita/video/carlo-freccero-green-pass-associato-al-nazismo-e-ai-campi-di-concentramento-condivido-totalmente-28-10-2021-405340
https://www.la7.it/piazzapulita/video/carlo-freccero-green-pass-associato-al-nazismo-e-ai-campi-di-concentramento-condivido-totalmente-28-10-2021-405340
La7.it
Carlo Freccero: "Green pass associato al nazismo e ai campi di concentramento? Condivido totalmente"
Carlo Freccero a Piazzapulita
LA LEZIONE. Il professor Francesco Benozzo 👇
https://youtu.be/U2ccQoTFuOU
https://youtu.be/U2ccQoTFuOU
YouTube
Francesco Benozzo - "Filologia, Anarchia. Libertà" - Studenti Unibo contro il Green Pass
www.ilparadigma.it
Giovedì 28 ottobre 2021 (Bologna) - Si è tenuta la prima lezione pubblica organizzata da "Studenti Unibo contro il Green Pass".
TITOLO: Filologia, Anarchia, Libertà
RELATORE: prof. Francesco Benozzo
Giovedì 28 ottobre 2021 (Bologna) - Si è tenuta la prima lezione pubblica organizzata da "Studenti Unibo contro il Green Pass".
TITOLO: Filologia, Anarchia, Libertà
RELATORE: prof. Francesco Benozzo
IL CONFRONTO. Il professor Alberto Contri risponde così ad Alessandro Cecchi Paone 👇
https://www.la7.it/laria-che-tira/video/no-green-pass-duro-scontro-tra-alberto-contri-e-alessandro-cecchi-paone-ti-mangio-vivo-inutile-che-29-10-2021-405460?amp
https://www.la7.it/laria-che-tira/video/no-green-pass-duro-scontro-tra-alberto-contri-e-alessandro-cecchi-paone-ti-mangio-vivo-inutile-che-29-10-2021-405460?amp
La7.it
No Green Pass, duro scontro tra Alberto Contri e Alessandro Cecchi Paone: "Ti mangio vivo, inutile che fai quelle facce, sei laureato…
Alberto Contri, Comitato Referendum No Green Pass: 'Mi hanno chiesto di fare il garante di questo referendum e ho aderito perché ritengo che il green
Forwarded from Martina Pastorelli
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🟢🟢 IL FALSO DIETRO IL GREENPASS
COVID & Greenpass Assurdo servirsi di un mezzo giuridico per decretare con certezza che un vaccinato non è un rischio per sé e per gli altri.
Parla il prof. #Cosentino: inserire una legge che taglia a metà la popolazione tra sani e malati è senza base medico-scientifica.
#lachiesachecè
COVID & Greenpass Assurdo servirsi di un mezzo giuridico per decretare con certezza che un vaccinato non è un rischio per sé e per gli altri.
Parla il prof. #Cosentino: inserire una legge che taglia a metà la popolazione tra sani e malati è senza base medico-scientifica.
#lachiesachecè
REFERENDUM NO GREEN PASS: NESSUNA PROROGA PER LA RACCOLTA FIRME. I PROMOTORI ANDRANNO AVANTI
In qualità di Comitato organizzatore del Referendum No Green Pass prendiamo atto dell’ulteriore dimostrazione di forza che il Governo ha inteso fornire negandoci la possibilità di prorogare la raccolta firme, come da noi richiesto allo scopo di beneficiare di un lasso di tempo almeno pari a quello di cui hanno beneficiato gli organizzatori di altri referendum, e cioè i partiti politici.
L’omesso riscontro all’istanza di proroga entro la scadenza dei termini mette fine all’unica iniziativa concreta, democratica e civile promossa in questi mesi contro il Green Pass, alla prima proposta referendaria d’iniziativa realmente popolare nell’intera storia repubblicana.
È significativo rilevare che nelle stesse ore in cui il Governo sottrae ai cittadini la “penna referendaria” e la voce nelle piazze, impedendo loro sia di prolungare la raccolta firme che di manifestare per le strade, le Istituzioni stanno palesando ciò che i promotori del Referendum No Green Pass hanno sostenuto fin dall’inizio: e cioè che la famigerata certificazione è stata creata per perdurare oltre il 31 dicembre 2021, oltre lo Stato di emergenza, oltre il Covid.
Dinanzi a questa evidenza, quanti hanno ostacolato il Referendum No Green Pass si sono assunti una precisa responsabilità nei confronti dei cittadini, responsabilità che i cittadini stessi saranno chiamati a far valere nella primavera del prossimo anno, quando l’intero Paese sarà ancora vessato dal Green Pass e non potrà disporre dell’unico strumento democratico che avrebbe potuto cancellare questo odioso strumento di discriminazione in modo diretto, senza passare per le aule di giustizia.
Una responsabilità ancora maggiore se si considera che quanti hanno ostacolato il Referendum sono coloro che affermano, a parole, di essere contrari al Green Pass. Esponenti politici, sedicenti opinionisti ed avvocati in cerca di notorietà, infatti, hanno approfittato, più o meno consapevolmente, della fiducia in loro riposta da cittadini disperati e sfiniti dal protrarsi della gestione politica del Covid, e hanno sostenuto l’inopportunità del referendum con argomentazioni risibili, capziose e palesemente infondate sotto il profilo giuridico. I suddetti politici, opinionisti ed avvocati hanno, di fatto, strizzato l’occhio alle stanze del potere col risultato di appoggiare, più o meno consapevolmente, le azioni di un Governo che non gode di alcuna legittimazione popolare, forse perché – al di là di proclami, slogan e appelli vari – hanno interesse a che la “giostra Covid” non si fermi davvero.
In questa prospettiva, è ancora più significativo rilevare come i presunti sostenitori del “fronte no green pass” abbiano in diversa misura sostenuto e avallato i referendum proposti dai partiti politici, rispetto ai quali si sta procedendo in tempi record alla validazione delle firme raccolte anche mediante piattaforme telematiche che, nell’attuale fase di applicazione transitoria disciplinata dalla legge 178/2020, hanno un valore legale quanto meno dubbio. Per tacere del fatto che queste piattaforme concretizzano modalità di acquisizione, trattamento, gestione, stoccaggio e utilizzo dei dati personali molto contestate e controverse, come dimostra la divulgazione in queste ore dei dati relativi all’età anagrafica ed alla provenienza geografica dei firmatari dei referendum in questione.
Ovviamente, oltre agli ostacoli di natura “politica”, la raccolta firme per il Referendum No Green Pass ha scontato anche numerosi e diversi ostacoli di natura “istituzionale”, di cui sono già a conoscenza i cittadini che da ogni parte d’Italia, nelle scorse settimane, ci hanno segnalato come i rispettivi Comuni negassero l’esistenza di una raccolta firme contro il Green Pass, sostenessero di non avere ricevuto i moduli per la raccolta delle firme, omettessero tanto di vidimare i moduli in questione quanto di registrare i documenti dei firmatari, impedissero con motivazioni pretestuose l'accesso agli Uffici comunali o, provocatoriamente, ne
In qualità di Comitato organizzatore del Referendum No Green Pass prendiamo atto dell’ulteriore dimostrazione di forza che il Governo ha inteso fornire negandoci la possibilità di prorogare la raccolta firme, come da noi richiesto allo scopo di beneficiare di un lasso di tempo almeno pari a quello di cui hanno beneficiato gli organizzatori di altri referendum, e cioè i partiti politici.
L’omesso riscontro all’istanza di proroga entro la scadenza dei termini mette fine all’unica iniziativa concreta, democratica e civile promossa in questi mesi contro il Green Pass, alla prima proposta referendaria d’iniziativa realmente popolare nell’intera storia repubblicana.
È significativo rilevare che nelle stesse ore in cui il Governo sottrae ai cittadini la “penna referendaria” e la voce nelle piazze, impedendo loro sia di prolungare la raccolta firme che di manifestare per le strade, le Istituzioni stanno palesando ciò che i promotori del Referendum No Green Pass hanno sostenuto fin dall’inizio: e cioè che la famigerata certificazione è stata creata per perdurare oltre il 31 dicembre 2021, oltre lo Stato di emergenza, oltre il Covid.
Dinanzi a questa evidenza, quanti hanno ostacolato il Referendum No Green Pass si sono assunti una precisa responsabilità nei confronti dei cittadini, responsabilità che i cittadini stessi saranno chiamati a far valere nella primavera del prossimo anno, quando l’intero Paese sarà ancora vessato dal Green Pass e non potrà disporre dell’unico strumento democratico che avrebbe potuto cancellare questo odioso strumento di discriminazione in modo diretto, senza passare per le aule di giustizia.
Una responsabilità ancora maggiore se si considera che quanti hanno ostacolato il Referendum sono coloro che affermano, a parole, di essere contrari al Green Pass. Esponenti politici, sedicenti opinionisti ed avvocati in cerca di notorietà, infatti, hanno approfittato, più o meno consapevolmente, della fiducia in loro riposta da cittadini disperati e sfiniti dal protrarsi della gestione politica del Covid, e hanno sostenuto l’inopportunità del referendum con argomentazioni risibili, capziose e palesemente infondate sotto il profilo giuridico. I suddetti politici, opinionisti ed avvocati hanno, di fatto, strizzato l’occhio alle stanze del potere col risultato di appoggiare, più o meno consapevolmente, le azioni di un Governo che non gode di alcuna legittimazione popolare, forse perché – al di là di proclami, slogan e appelli vari – hanno interesse a che la “giostra Covid” non si fermi davvero.
In questa prospettiva, è ancora più significativo rilevare come i presunti sostenitori del “fronte no green pass” abbiano in diversa misura sostenuto e avallato i referendum proposti dai partiti politici, rispetto ai quali si sta procedendo in tempi record alla validazione delle firme raccolte anche mediante piattaforme telematiche che, nell’attuale fase di applicazione transitoria disciplinata dalla legge 178/2020, hanno un valore legale quanto meno dubbio. Per tacere del fatto che queste piattaforme concretizzano modalità di acquisizione, trattamento, gestione, stoccaggio e utilizzo dei dati personali molto contestate e controverse, come dimostra la divulgazione in queste ore dei dati relativi all’età anagrafica ed alla provenienza geografica dei firmatari dei referendum in questione.
Ovviamente, oltre agli ostacoli di natura “politica”, la raccolta firme per il Referendum No Green Pass ha scontato anche numerosi e diversi ostacoli di natura “istituzionale”, di cui sono già a conoscenza i cittadini che da ogni parte d’Italia, nelle scorse settimane, ci hanno segnalato come i rispettivi Comuni negassero l’esistenza di una raccolta firme contro il Green Pass, sostenessero di non avere ricevuto i moduli per la raccolta delle firme, omettessero tanto di vidimare i moduli in questione quanto di registrare i documenti dei firmatari, impedissero con motivazioni pretestuose l'accesso agli Uffici comunali o, provocatoriamente, ne
subordinassero l’accesso all’esibizione del Green Pass.
Se poi si considera il fatto che, al 2 novembre 2021, il Comitato organizzativo ha ricevuto circa 600 plichi contenenti i moduli con le firme raccolte in altrettanti comuni, sui circa 8.000 comuni coinvolti nella raccolta, si comprende perché non ha alcun senso parlare di risultati positivi o negativi, e tantomeno di fallimenti. Non ha senso parlare di risultati semplicemente perché la partita non si è giocata. Non è una partita quella in cui il pallone viene sottratto ad una sola delle squadre in campo; non è una partita quella in cui i giocatori di una sola squadra vengono squalificati per falli inesistenti; non è una partita quella in cui si concede ad una sola squadra un tempo di gioco di 20 minuti, mentre tutte le altre ne hanno 90 a disposizione.
Nonostante tutto ciò i promotori del Referendum sono certi di avere raggiunto un primo risultato importante: e cioè quello di avere riaperto il dibattito sulla legittimità del Green Pass, di avere risvegliato le coscienze fino a scuotere dal loro comodo torpore persino i giornali e le televisioni, che per la prima volta hanno dovuto arrendersi all’idea di concedere un seppur minimo spazio ad una voce dissenziente sul Green Pass, la voce referendaria, senza riuscire a strumentalizzarla.
L’incredibile partecipazione di volontari – cui va tutto il nostro ringraziamento – a un’impresa concepita da cittadini per i cittadini e portata avanti senza finanziamenti, senza strutture, senza appoggi politici, ci conferma che l’azione del nostro Comitato non può fermarsi con la raccolta firme.
Siamo quindi determinati, ora più che mai, ad aprire una nuova fase, dopo quella referendaria, che passi attraverso le azioni giudiziarie annunciate fin dall’inizio della raccolta firme (alcune delle quali sono già state avviate da componenti del nostro Comitato) e prosegua mediante ogni possibile azione di carattere civile e politico, allo scopo di contrastare con tutti i mezzi offerti dal diritto e dalla democrazia qualsiasi tipo di strumento concepito per condizionare e limitare tanto la titolarità quanto l’esercizio di diritti e libertà fondamentali, fino a ieri considerati unanimemente intangibili e immanenti nella persona umana.
Avv. Olga Milanese Prof. Luca Marini Prof. Francesco Benozzo Prof. Paolo Sceusa
Se poi si considera il fatto che, al 2 novembre 2021, il Comitato organizzativo ha ricevuto circa 600 plichi contenenti i moduli con le firme raccolte in altrettanti comuni, sui circa 8.000 comuni coinvolti nella raccolta, si comprende perché non ha alcun senso parlare di risultati positivi o negativi, e tantomeno di fallimenti. Non ha senso parlare di risultati semplicemente perché la partita non si è giocata. Non è una partita quella in cui il pallone viene sottratto ad una sola delle squadre in campo; non è una partita quella in cui i giocatori di una sola squadra vengono squalificati per falli inesistenti; non è una partita quella in cui si concede ad una sola squadra un tempo di gioco di 20 minuti, mentre tutte le altre ne hanno 90 a disposizione.
Nonostante tutto ciò i promotori del Referendum sono certi di avere raggiunto un primo risultato importante: e cioè quello di avere riaperto il dibattito sulla legittimità del Green Pass, di avere risvegliato le coscienze fino a scuotere dal loro comodo torpore persino i giornali e le televisioni, che per la prima volta hanno dovuto arrendersi all’idea di concedere un seppur minimo spazio ad una voce dissenziente sul Green Pass, la voce referendaria, senza riuscire a strumentalizzarla.
L’incredibile partecipazione di volontari – cui va tutto il nostro ringraziamento – a un’impresa concepita da cittadini per i cittadini e portata avanti senza finanziamenti, senza strutture, senza appoggi politici, ci conferma che l’azione del nostro Comitato non può fermarsi con la raccolta firme.
Siamo quindi determinati, ora più che mai, ad aprire una nuova fase, dopo quella referendaria, che passi attraverso le azioni giudiziarie annunciate fin dall’inizio della raccolta firme (alcune delle quali sono già state avviate da componenti del nostro Comitato) e prosegua mediante ogni possibile azione di carattere civile e politico, allo scopo di contrastare con tutti i mezzi offerti dal diritto e dalla democrazia qualsiasi tipo di strumento concepito per condizionare e limitare tanto la titolarità quanto l’esercizio di diritti e libertà fondamentali, fino a ieri considerati unanimemente intangibili e immanenti nella persona umana.
Avv. Olga Milanese Prof. Luca Marini Prof. Francesco Benozzo Prof. Paolo Sceusa
UN PO' DI UMANITÀ PER L'ITALIA. Riflessioni del professor Luca Marini 👇
https://www.ilfuturomianonna.it/2021/11/02/un-po-di-umanita-per-litalia/
https://www.ilfuturomianonna.it/2021/11/02/un-po-di-umanita-per-litalia/
il futuro È mia nonna
Un po' di umanità per l'Italia - il futuro È mia nonna
Al tempo del bipolarismo dei rapporti internazionali gli "interventi armati a scopo umanitario" erano condotti all'estero dagli Stati intenzionati a proteggere non solo i propri cittadini, ma anche quelli altrui