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Ucraina. Quattro anni di guerra
Sono passati quattro anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa dall’invasione russa dell’Ucraina. Il conflitto è sempre più aspro: i morti sono centinaia di migliaia su entrambi i fronti.
Il governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo.
Presto aprirà una base militare Italiana in Bulgaria.
La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata, che rischia di innescare un conflitto ben più ampio, tra potenze dotate anche di armi atomiche. Fermarla, incepparla, sabotarla è una necessità imprescindibile.
Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, antimilitarista e blogger

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/2026/02/ucraina-quattro-anni-di-guerra/
Disertare la guerra. Cronache e riflessioni dalle piazze antimilitariste
In occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina l’Assemblea Antimilitarista ha promosso iniziative di sostegno ai disertori russi e ucraini in numerose città.
Di seguito uno stralcio dall’appello: “In Ucraina ci sono duecentomila disertori, in Russia decine di migliaia di persone hanno attraversato i confini per sottrarsi alla chiamata alle armi.
In Russia e in Ucraina gli antimilitaristi si battono perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.
Noi facciamo nostra la lotta per spezzare i confini e per l’accoglienza di obiettor*, renitent, disertor*
Noi non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla guerra, messe a tacere da regimi, che reprimono duramente chi vi si oppone concretamente. (…)
Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.
Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.
Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.”

Il 21 a Torino c’è stata una lunga giornata di informazione e lotta partita con un presidio al Balon e proseguita con una serie di azioni comunicative alla Leonardo, al cantiere della città dell’aerospazio, al Politecnico e alla Safran.
A Reggio Emilia si è tenuto un presidio in piazza del Monte. Il 22 a Trieste flash mob al monumento ai caduti.
A Livorno si è tenuta il 24 una manifestazione contro tutte le guerre.
Ne abbiamo parlato con Gian Maria Valent dell'Assemblea Antimilitarista

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/2026/02/disertare-la-guerra-cronache-e-riflessioni-dalle-piazze-antimilitariste/
COMALA: da spazio di aggregazione ad acceleratore per imprese

L’avviso pubblico del comune di Torino per l’assegnazione degli spazi di corso Ferrucci 65/a, meglio conosciuto come Comala, ha visto una cordata di enti, che ambiscono a promuovere sturt up e ad accelerare imprese, aggiudicarsi il bando.

Dopo 15 anni in cui è stata data forma e vita ad attività, posti di lavoro e progetti partecipati quotidianamente da centinaia di persone, un colpo di spugna del Comune vorrebbe cancellare questa esperienza di aggregazione e gestione di spazi pubblici.
SIRIA: GLI U.S.A ESCONO DALLA PORTA MENTRE L’ISIS SI RIAFFACCIA

In un messaggio audio, diffuso sabato 21 Febbraio sera, il portavoce dell’Isis, Abu Hudhayfa al Ansari, ha annunciato l’avvio di una «nuova fase di operazioni» e ha definito Al Sharaa il leader di un «regime apostata» e un «cane da guardia» della coalizione globale occidentale.

Contestualmente è ormai ufficiale il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria che prevedono la smobilitazione delle basi militari nel paese entro un mese.

Contemporaneamente la popolazione scende in piazza in una crescente politicizzazione delle condizioni materiali di vita.
DOPO IL CICLONE: UNA RISPOSTA ALL’INDIFFRENZA ANTIMERIDIONALISTA

Nonostante il passaggio del ciclone Harry non sia più una notizia rilevante per i media mainstream, in Sicilia e in tutto il sud Italia le conseguenze sono ancora evidenti e il maltempo persiste ancora. A colpire non è stato solo l’evento climatico in sé, ma un sistema che di fronte al disastro continua a invisibilizzare alcuni territori solo perchè meno produttivi lasciando intere comunità senza risposte adeguate.

Venerdì 27 Febbraio l’Assemblea Terrona Transfemminista ha organizzato al Neruda dalle ore 18 benefit per i territori colpiti, interventi e musichette.
Milano: per una narrazione autonoma dei quartieri popolari Il 23 febbraio è stato arrestato Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia accusato dell’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio nel quartiere di Rogoredo, a Milano. La ricostruzione di quanto accaduto disegna una dinamica strutturale di abusi e violenza in territori laddove si alimenta un’esclusione sistemica.
Verso l’8 Marzo: weekend di sciopero transfemminista

Verso l’8 marzo, Non Una Di Meno lancia un intero weekend di mobilitazione transfemminista: tre giorni di sciopero e iniziative per rimettere al centro lavoro, riproduzione sociale e conflitto, sull’onda dell’opposizione ai piani del governo tra cui il DL Bongiorno.

L’obiettivo è bloccare, anche simbolicamente, i meccanismi della produzione e della riproduzione sociale, rendere visibile il lavoro invisibilizzato e denunciare un presente segnato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, precarietà e repressione. Un presente che non rappresenta un destino inevitabile, ma il risultato di scelte politiche precise.

In risposta NUDM organizza un denso fine-settimana di cortei, mobilitazioni nei quartieri e soprattutto di sciopero transfemminista:
7 marzo corteo cittadino, 8 marzo iniziative diffuse nei quartieri di Torino, 9 marzo sciopero transfemminista e mobilitazioni in città contro governo e patriarcato.

Ne abbiamo parlato con una compagna di Non Una di Meno
Attacco all’Iran, un altro passo verso la guerra globale

L’attacco congiunto israelo americano contro la repubblica islamica iraniana è un ulteriore passo verso la configurazione di un nuovo assetto del Levante che ha come perno la potenza militare espansionista di Israele che punta a disarticolare il rivale persiano, progetto sostenuto dagli Stati Uniti che ormai appare quasi come un proxy dell’entità sionista.
Ne abbiamo parlato con Tara Riva un’analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali e con Lorenzo Forlani giornalista free lance esperto di Medio oriente
Nuovo DL Immigrazione: CPR, espulsioni e stretta sui documenti

Nella seduta dell’11 febbraio 2026 il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un disegno di legge in materia di immigrazione. Il provvedimento è presentato principalmente come un adeguamento dell’ordinamento interno al nuovo Patto dell’Unione Europea sulle migrazioni, ma contiene numerosi altri interventi, in particolare sul sistema dei CPR. Al momento non esiste ancora un testo definitivo ma una serie di punti programmatici, non ancora formalizzati, che vanno apertamente nella direzione di una guerra ai migranti intesi come nemico interno. Ne abbiamo parlato con l'avvocata Elena Garelli
La guerra in Iran e i suoi straripamenti: in Libano bombardamenti e IDF all’orizzonte

Da lunedì gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato almeno 50 morti e 335 feriti, prima degli attacchi notturni che hanno provocato almeno altri 11 morti.

Ieri il tentativo dell’IDF di fare ingresso oltre il confine è stato respinto, ma nel paese si aspetta un’invasione massiccia, mentre il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ordina l’evacuazione del Sud del Libano.

Ne abbiamo parlato con Mauro Pompili da Beirut
ITALIA IN GUERRA? SUL DRONE PARTITO DA SIGONELLA VERSO L’IRAN

Nonostante il governo italiano continui a dichiarare che l’Italia “non sia in guerra” e che non sia stata concessa alcuna autorizzazione per un uso operativo delle basi statunitensi sul territorio nazionale, le notizie che emergono in questi giorni sollevano più di una domanda.

Un drone statunitense è decollato dalla base di Naval Air Station Sigonella con direzione Iran, inserendosi nel dispositivo militare dell’attacco. Un fatto che  indicherebbe un coinvolgimento logistico e operativo dell’Italia ben oltre la semplice “ospitalità” delle strutture.
Bologna: difendi un parco? Arresti e manganellate!
Il 2 marzo la polizia ha sgomberato violentemente il presidio permanente nato per impedire abbattimenti di alberi nel parco Mitilini Moneta Stefanini, al centro di un nuovo progetto di “riqualificazione” voluto dal Comune felsineo.
Protagonisti della lotta acuni abitanti del quartiere Pilastro, che sin da fine dicembre, si sono dati il cambio per cercare di impedire lo scempio, subendo più volte attacchi della polizia.
Quello del 2 marzo è stato il più violento: “Una decina di camionette ha invaso il parco e altrettante hanno militarizzato tutte le vie d’accesso. Al presidio c’erano una quarantina di persone, che sono state tirate fuori dalle tende. Lo stesso per le persone che dormivano sopra gli alberi”.
Sei persone sono state portate in Questura – di cui 1 ammanettata – e un’altra persona ferita, tre in carcere. In giornata la protesta si è spostata al carcere e di fronte alla sede del comune blindata. In serata circa 200 persone hanno partecipato ad un’assemblea ed una protesta al parco cui la polizia ha reagito con lacrimogeni. L’area è stata chiusa con jersy ed un presidio di polizia permanente.
Ne abbiamo parlato con Laura del Comitato Mu.Basta

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/2026/03/bologna-difendi-un-parco-arresti-e-manganellate/
Iran. Tra l'incudine e il martello
L’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran sta innescando un’escalation bellica che sta incendiando i paesi tra il Mediterraneo e il golfo persico.
Il rischio per chi si oppone al regime teocratico iraniano in una prospettiva internazionalista e di classe è che il regime, indebolito dopo l’insurrezione repressa nel sangue a gennaio, si rinforzi di fronte agli attacchi.
A Stati Uniti ed Israele non importa nulla delle aspirazioni di libertà di chi è insorto tra dicembre e gennaio in Iran, una lotta costata ventimila morti e diecimila prigionieri politici. La posta in gioco è il controllo delle risorse, l’isolamento della Russia, la fine del commercio di idrocarburi con la Cina.
Ne abbiamo parlato con Behrooz di Together for Iran

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/2026/03/iran-tra-lincudine-e-il-martello/
Il paradigma repressivo del governo
L’insieme di provvedimenti che il governo Meloni ha inanellato sin dai primi mesi del proprio mandato disegna un paradigma repressivo, che, pur in una cornice formalmente universalista, mira a settori della società, definiti intrisecamente pericolosi, al di là delle condotte per cui potrebbero essere perseguiti. Nel mirino immigrati e profughi, oppositori politici e sociali, e giovani delle periferie.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Eugenio Losco, che venerdì sarà a Torino per parlare dell’ultimo pacchetto sicurezza.

L’appuntamento
Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
Venerdì 6 marzo ore 21
corso Palermo 46

Ascolta la diretta:

https://radioblackout.org/2026/03/il-paradigma-repressivo-del-governo/
Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran.

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano. Nel sud del paese e nelle periferie meridionali di Beirut migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa delle minacce dei bombardamenti a tappeto israeliani e delle operazioni militari terresti legate allo scontro tra Israele e Hezbollah.

Da Damasco, un contributo di Marco Magnano, giornalista freelance a lungo corrispondente da Beirut, sulla situazione in Libano ed in Siria e un contributo di Eliana Riva, caporedattrice di Pagine Esteri, sull’attuale situazione militare in Medio Oriente, sulle possibilità di un’azione militare curda sostenuta dagli Stati Uniti in chiave anti-iraniana e sui progetti politici dell’establishment americano ed israeliano.
Bagnoli in lotta contro le false bonifiche pre-America’s Cup

A Bagnoli, nella periferia occidentale di Napoli, continua la mobilitazione dei comitati di abitanti che da anni denunciano la situazione ambientale e sanitaria dell’area. Il quartiere porta ancora i segni dell’industrializzazione del Novecento e della lunga storia dell’ex stabilimento siderurgico Ilva, la cui chiusura negli anni Novanta avrebbe dovuto aprire una stagione di bonifiche e riconversione mai realmente completata. Negli ultimi mesi la protesta si è riaccesa attorno ai progetti legati all’America’s Cup, che dovrebbero trasformare il lungomare e l’area dell’ex zona industriale in vista dell’evento. I comitati denunciano il rischio che la manifestazione diventi il pretesto per accelerare interventi urbanistici e operazioni di valorizzazione immobiliare senza risolvere i problemi strutturali di inquinamento del suolo e delle acque.

Ne abbiamo parlato con Eddi, dei comitati popolari di Bagnoli.
Bologna in piazza contro la devastazione del parco del Pilastro, il PD risponde con la repressione

Nel quartiere Pilastro, nella periferia nord-est di Bologna, cresce la mobilitazione degli abitanti contro il progetto MuBA, una nuova struttura museale dedicata all’infanzia. I comitati contestano la scelta di costruire il museo all’interno del parco il che significherebbe la devastazione e la cementificazione di uno spazio molto frequentato dagli abitanti e attraversato dai bambini e bambine delle scuole. Alla mobilitazione che chiede di fermare il progetto e aprire un confronto reale con gli abitanti, rivendicando il diritto delle comunità a decidere sulle trasformazioni urbanistiche, il Partito Democratico ha risposto con una repressione violentissima, schierando la celere nel parco che nei giorni scorsi ha caricato duramente gli abitanti, arrestato tre attivisti/e e gasato indiscriminatamente.

Ne abbiamo parlato con Sergio, ex-insegnante e abitante del quartiere Pilastro.
Gli attacchi al Venezuela e all’Iran visti dalla Cina

Con Sabrina Moles, di China Files, vediamo quali sono le conseguenze per la Cina della destabilizzazione del Medio Oriente e dell’attacco contro l’Iran, e commentiamo l‘inizio a Pechino delle riunioni annuali dell’Assemblea Nazionale del Popolo e della Conferenza Consultiva del Popolo.
Lotto, boicotto e sciopero

Abbiamo contattato Daniela, di NUDM, in diretta dal presidio al tribunale, che ci ha parlato della giornata di sciopero transfemminista di oggi, del flash mob in Rettorato, della necessità di opporsi al Ddl Bongiorno e della lunga settimana e weekend di iniziative per questo otto marzo. La giornata di sciopero e lotta transfemminista prosegue: alle 16, assemblea in Università.