MEDITAZIONE NATALIZIA
Mai disperare: un cornuto può sempre diventare re e una zoccola diventare regina. Se è monarchia cattolica: cu futti futti e Dio pirdona a tutti.
Mai disperare: un cornuto può sempre diventare re e una zoccola diventare regina. Se è monarchia cattolica: cu futti futti e Dio pirdona a tutti.
I MIEI AUGURI DI NATALE
Fare gli auguri di Natale è ormai diventata una mera pratica formalistica coerente con il disgustoso conformistico consumismo che dissacra la ricorrenza della nascita del Redentore.
Io non so a cosa si rivolgono gli auguri che io ricevo abitualmente da più parti. Certo, auguri per le cose migliori per me. Ma non è questo quello che vuole lo spirito natalizio. Gli auguri per il Natale devono avere un oggetto diverso dalle utilità e dalle speranze della persona cui gli auguri vengono formulati.
Quel che posso fare io è esplicitare il senso e la finalità degli auguri che formulo o che ricambio in occasione del natale.
Auguro ai disoccupati e ai poveri di trovare lavoro e dignità e di ricevere vera solidarietà e aiuto.
Auguro che i bambini italiani vedano nel Natale il suo senso più profondamente umano e religioso, e che possano ricevere tutti piena assistenza sanitaria senza mai conoscere la fame.
Penso ad una Italia diversa e mi auguro che questa possa ritrovare dignità e rispetto nel mondo.
Augusto che non ci siano più professionisti della politica e politici ladri e incompetenti.
Auguro che il Popolo italiano eserciti appieno la sua sovranità e che lo Stato riabbia la sua vera ed effettiva indipendenza politica ed economica.
Auguro che vengano scacciate dal suolo patrio le basi militari e gli armamenti nucleari presenti a causa della prepotenza di chi da più di 80 anni occupa il territorio nazionale e ci umilia.
Mi auguro che tutti gli attuali vertici politici ed istituzionali recuperino il senso della vergogna e si nascondano in una Trappa.
I miei auguri si rivolgono ai giudici affinché tornino a fare onestamente il loro lavoro; agli insegnanti affinché non distorcano il cuore e le menti dei giovani e di essi facciano dei veri cittadini senza inganni diseducativi e contro la natura.
Auguro che il pampero argentino si trasferisca presto a Santa Maria Maggiore, e che la Chiesa Cattolica torni ad essere Apostolica e Romana, e cessi la blasfemia e l’eresia che la avvolge in una nube di fumo satanica.
Auguro alle Forze Armate di ritrovare coraggio e dignità e il senso imperioso del dovere di difendere questa Patria sfortunata e questo Popolo vilipeso.
I miei auguri di Natale sono anche di speranza in un Governo che non si venda più allo straniero e che finalmente recuperi ed eserciti la piena sovranità monetaria e ponga termine ad ogni complicità nelle guerre di aggressione espressione del maledetto imperialismo sanguinario americano; come anche auguro che il governo di Israele ascolti gli ammonimenti e gli insegnamenti dei veri Rabbini, fuori da ogni violenza sionista di origine e matrice askenazita.
Con il Natale auguro a tutti di poter vivere in un mondo migliore una vita che meriti di essere vissuta.
AUGUSTO SINAGRA
Fare gli auguri di Natale è ormai diventata una mera pratica formalistica coerente con il disgustoso conformistico consumismo che dissacra la ricorrenza della nascita del Redentore.
Io non so a cosa si rivolgono gli auguri che io ricevo abitualmente da più parti. Certo, auguri per le cose migliori per me. Ma non è questo quello che vuole lo spirito natalizio. Gli auguri per il Natale devono avere un oggetto diverso dalle utilità e dalle speranze della persona cui gli auguri vengono formulati.
Quel che posso fare io è esplicitare il senso e la finalità degli auguri che formulo o che ricambio in occasione del natale.
Auguro ai disoccupati e ai poveri di trovare lavoro e dignità e di ricevere vera solidarietà e aiuto.
Auguro che i bambini italiani vedano nel Natale il suo senso più profondamente umano e religioso, e che possano ricevere tutti piena assistenza sanitaria senza mai conoscere la fame.
Penso ad una Italia diversa e mi auguro che questa possa ritrovare dignità e rispetto nel mondo.
Augusto che non ci siano più professionisti della politica e politici ladri e incompetenti.
Auguro che il Popolo italiano eserciti appieno la sua sovranità e che lo Stato riabbia la sua vera ed effettiva indipendenza politica ed economica.
Auguro che vengano scacciate dal suolo patrio le basi militari e gli armamenti nucleari presenti a causa della prepotenza di chi da più di 80 anni occupa il territorio nazionale e ci umilia.
Mi auguro che tutti gli attuali vertici politici ed istituzionali recuperino il senso della vergogna e si nascondano in una Trappa.
I miei auguri si rivolgono ai giudici affinché tornino a fare onestamente il loro lavoro; agli insegnanti affinché non distorcano il cuore e le menti dei giovani e di essi facciano dei veri cittadini senza inganni diseducativi e contro la natura.
Auguro che il pampero argentino si trasferisca presto a Santa Maria Maggiore, e che la Chiesa Cattolica torni ad essere Apostolica e Romana, e cessi la blasfemia e l’eresia che la avvolge in una nube di fumo satanica.
Auguro alle Forze Armate di ritrovare coraggio e dignità e il senso imperioso del dovere di difendere questa Patria sfortunata e questo Popolo vilipeso.
I miei auguri di Natale sono anche di speranza in un Governo che non si venda più allo straniero e che finalmente recuperi ed eserciti la piena sovranità monetaria e ponga termine ad ogni complicità nelle guerre di aggressione espressione del maledetto imperialismo sanguinario americano; come anche auguro che il governo di Israele ascolti gli ammonimenti e gli insegnamenti dei veri Rabbini, fuori da ogni violenza sionista di origine e matrice askenazita.
Con il Natale auguro a tutti di poter vivere in un mondo migliore una vita che meriti di essere vissuta.
AUGUSTO SINAGRA
IL MSI, LA MELONI E LA CODA ALLA VACCINARA
Settantasette anni or sono, il 26 dicembre 1946, un pugno di coraggiosi e di Reduci costituì il Movimento Sociale Italiano scegliendo come suo simbolo la famosa fiamma tricolore.
Si dice che l’MSI sia stato e sia un movimento neofascista. Le parole non devono fare paura. Forse lo fu e forse lo è perché l’MSI come fascio di ideali e di veri Patrioti, esiste sempre.
Una cosa è certa, lo scopo dell’MSI era quello (ed è) di continuare a far vivere quel che alle demomassoplutocrazie occidentali non era stato possibile distruggere con le armi e con i bombardamenti aerei terroristici. Non è un caso che la vigente Costituzione contenga molto del “Ventennio”, e soprattutto nella sua interezza quella che era la politica sociale, economica e monetaria.
È curioso che Nostra Signora della Coda alla Vaccinara pretenda di utilizzare nel simbolo del suo Partito la gloriosa fiamma tricolore.
Basterebbe il generale e preordinato inganno per farsi eleggere sulla base di impegni elettorali poi totalmente e sfacciatamente traditi.
Dunque, l’uso abusivo di quella fiamma tricolore vorrebbe perpetuare l’inganno e rappresenta un insulto alla più elementare etica politica.
Tuttavia, la Signora della Coda alla Vaccinara sbaglia il suo opportunistico calcolo perché la presenza di quella fiamma nel simbolo della di lei associazione familiare costituitasi in “Partito”, non inganna più nessuno e il “messaggio” politico di quella fiamma è fuori dalle strumentalizzazioni della Meloni.
A Nostra Signora della Coda alla Vaccinara resta la vergogna per quel che ha fatto e continua a fare contro i legittimi interessi nazionali e popolari, e per l’uso indebito di un simbolo glorioso.
Un suggerimento alla Meloni: tolga la fiamma dal suo simbolo di Partito, chi si riconosce in quei colori non voterà mai il suo Partito sol perché nel suo simbolo vi è la fiamma. E poi, se ponesse fine al l’inganno, potrebbe meglio accreditarsi come antifascista, facendo dimenticare i suoi rinnegati trascorsi politici.
AUGUSTO SINAGRA
Settantasette anni or sono, il 26 dicembre 1946, un pugno di coraggiosi e di Reduci costituì il Movimento Sociale Italiano scegliendo come suo simbolo la famosa fiamma tricolore.
Si dice che l’MSI sia stato e sia un movimento neofascista. Le parole non devono fare paura. Forse lo fu e forse lo è perché l’MSI come fascio di ideali e di veri Patrioti, esiste sempre.
Una cosa è certa, lo scopo dell’MSI era quello (ed è) di continuare a far vivere quel che alle demomassoplutocrazie occidentali non era stato possibile distruggere con le armi e con i bombardamenti aerei terroristici. Non è un caso che la vigente Costituzione contenga molto del “Ventennio”, e soprattutto nella sua interezza quella che era la politica sociale, economica e monetaria.
È curioso che Nostra Signora della Coda alla Vaccinara pretenda di utilizzare nel simbolo del suo Partito la gloriosa fiamma tricolore.
Basterebbe il generale e preordinato inganno per farsi eleggere sulla base di impegni elettorali poi totalmente e sfacciatamente traditi.
Dunque, l’uso abusivo di quella fiamma tricolore vorrebbe perpetuare l’inganno e rappresenta un insulto alla più elementare etica politica.
Tuttavia, la Signora della Coda alla Vaccinara sbaglia il suo opportunistico calcolo perché la presenza di quella fiamma nel simbolo della di lei associazione familiare costituitasi in “Partito”, non inganna più nessuno e il “messaggio” politico di quella fiamma è fuori dalle strumentalizzazioni della Meloni.
A Nostra Signora della Coda alla Vaccinara resta la vergogna per quel che ha fatto e continua a fare contro i legittimi interessi nazionali e popolari, e per l’uso indebito di un simbolo glorioso.
Un suggerimento alla Meloni: tolga la fiamma dal suo simbolo di Partito, chi si riconosce in quei colori non voterà mai il suo Partito sol perché nel suo simbolo vi è la fiamma. E poi, se ponesse fine al l’inganno, potrebbe meglio accreditarsi come antifascista, facendo dimenticare i suoi rinnegati trascorsi politici.
AUGUSTO SINAGRA
QUALE TITOLO PER LA MELONI?
Da tempo mi sono posto il problema di come rivolgermi alla Meloni Giorgia.
Chiamarla “Signora” francamente non me la sento.
Chiamarla Meloni o, ancora peggio, Giorgia, mi sembra troppo confidenziale, e io questa confidenza non ho intenzione di dargliela.
Neanche eventuali titoli di studio o professionali mi aiutano. Non mi pare che il personaggio possa vantare titoli professionali e neppure titoli di studio riassumibili in una qualifica come per esempio “Dott.ssa” o “Arch.”, “Prof.ssa” (di che non si saprebbe), ecc.
Il soggetto in questione pare che abbia studiato lingue alla scuola media (forse liceo linguistico) o abbia frequentato la scuola alberghiera. Come ci si può, dunque, rivolgere a lei chiamandola “linguista” o “alberghiera” (senza neppure sapere se la specializzazione è quella di “cameriera” o di “cuoca” oppure, nella migliore delle ipotesi, “direttrice di sala”, o ancora “guardarobiera”).
Neppure la potrei chiamare “Onorevole” per la siderale distanza tra lei e ciò che esprime il sostantivo “onore” che significa lealtà, senso del dovere, difesa di ideali e idealità, attenzione agli altri, ecc.
Potrei chiamarla “Deputata” ma anche questo mi riesce ostico poiché il Deputato/a rappresenta i suoi elettori sulla base di un rapporto fiduciario basato sulla condivisione di un programma elettorale.
Purtroppo, il personaggio in esame ha tradito tutte le sue promesse e impegni e in larghissima parte il suo stesso programma elettorale. In buona sostanza, ha tradito i suoi elettori e quindi manca la base di una legittimità democratica del suo status di parlamentare.
Per completezza, si potrebbe dire che potrebbe essere chiamata come “Presidente” ma anche questo mi è impossibile perché tale suo status deriva dalla nomina del Capo della Stato presupponente una legittimità non soltanto politica ma anche parlamentare che va considerata non nei suoi aspetti formalistici ma sul piano sostanziale. E potrei anche aggiungere che l’incarico da lei ricevuto si fonda sull’essere lei la Segretaria di un Partito che ha conseguito il risultato elettorale (onde poi la designazione a formare il governo) come conseguenza di un inganno elettorale.
Se quanto precede è vero, qualcuno mi dica come dovrei rivolgermi a tale soggetto.
Buon anno a tutti e anche ai fratelli, alle sorelle, ai cognati e ai cugini d’Italia.
AUGUSTO SINAGRA
Da tempo mi sono posto il problema di come rivolgermi alla Meloni Giorgia.
Chiamarla “Signora” francamente non me la sento.
Chiamarla Meloni o, ancora peggio, Giorgia, mi sembra troppo confidenziale, e io questa confidenza non ho intenzione di dargliela.
Neanche eventuali titoli di studio o professionali mi aiutano. Non mi pare che il personaggio possa vantare titoli professionali e neppure titoli di studio riassumibili in una qualifica come per esempio “Dott.ssa” o “Arch.”, “Prof.ssa” (di che non si saprebbe), ecc.
Il soggetto in questione pare che abbia studiato lingue alla scuola media (forse liceo linguistico) o abbia frequentato la scuola alberghiera. Come ci si può, dunque, rivolgere a lei chiamandola “linguista” o “alberghiera” (senza neppure sapere se la specializzazione è quella di “cameriera” o di “cuoca” oppure, nella migliore delle ipotesi, “direttrice di sala”, o ancora “guardarobiera”).
Neppure la potrei chiamare “Onorevole” per la siderale distanza tra lei e ciò che esprime il sostantivo “onore” che significa lealtà, senso del dovere, difesa di ideali e idealità, attenzione agli altri, ecc.
Potrei chiamarla “Deputata” ma anche questo mi riesce ostico poiché il Deputato/a rappresenta i suoi elettori sulla base di un rapporto fiduciario basato sulla condivisione di un programma elettorale.
Purtroppo, il personaggio in esame ha tradito tutte le sue promesse e impegni e in larghissima parte il suo stesso programma elettorale. In buona sostanza, ha tradito i suoi elettori e quindi manca la base di una legittimità democratica del suo status di parlamentare.
Per completezza, si potrebbe dire che potrebbe essere chiamata come “Presidente” ma anche questo mi è impossibile perché tale suo status deriva dalla nomina del Capo della Stato presupponente una legittimità non soltanto politica ma anche parlamentare che va considerata non nei suoi aspetti formalistici ma sul piano sostanziale. E potrei anche aggiungere che l’incarico da lei ricevuto si fonda sull’essere lei la Segretaria di un Partito che ha conseguito il risultato elettorale (onde poi la designazione a formare il governo) come conseguenza di un inganno elettorale.
Se quanto precede è vero, qualcuno mi dica come dovrei rivolgermi a tale soggetto.
Buon anno a tutti e anche ai fratelli, alle sorelle, ai cognati e ai cugini d’Italia.
AUGUSTO SINAGRA
Sarebbe più onesto, più coerente e più "istituzionale" se stasera il discorso di fine anno, a reti unificate, lo tenesse Ursula von Der Leyen
EPSTEIN, I PEDOFILI, TRUMP E “LA REPUBBLICA”
E’ stato pubblicato l’elenco dei presunti pedofili frequentatori dell’isola del noto Epstein che lì si recavano per dare sfogo alle loro bassezze sessuali.
Il noto quotidiano “la Repubblica” ha pubblicato la notizia inserendo falsamente anche il nome dell’ex Presidente USA Donald Trump.
A me non importa nulla di Donald Trump e ancor meno interessa “la Repubblica” che, come diceva il grande Professore Grassi Bertazzi di Catania a proposito di altro quotidiano, io potrei leggere solo la mattina con il mio occhio monocolo quando vado in bagno.
Ma tale modo di fare informazione spiega il continuo calo delle vendite del quotidiano in questione e spiega perché nella classifica internazionale di libertà e di attendibilità della stampa estera, la stampa italiana è collocata - se ricordo bene - al 59° posto.
Quanto accaduto dà ragione della mia ormai antica scelta fondamentale consistente nel non comprare mai più un quotidiano e nel non disporre più di un apparecchio televisivo: tra essere disinformato e non essere informato, preferisco non essere informato.
AUGUSTO SINAGRA
E’ stato pubblicato l’elenco dei presunti pedofili frequentatori dell’isola del noto Epstein che lì si recavano per dare sfogo alle loro bassezze sessuali.
Il noto quotidiano “la Repubblica” ha pubblicato la notizia inserendo falsamente anche il nome dell’ex Presidente USA Donald Trump.
A me non importa nulla di Donald Trump e ancor meno interessa “la Repubblica” che, come diceva il grande Professore Grassi Bertazzi di Catania a proposito di altro quotidiano, io potrei leggere solo la mattina con il mio occhio monocolo quando vado in bagno.
Ma tale modo di fare informazione spiega il continuo calo delle vendite del quotidiano in questione e spiega perché nella classifica internazionale di libertà e di attendibilità della stampa estera, la stampa italiana è collocata - se ricordo bene - al 59° posto.
Quanto accaduto dà ragione della mia ormai antica scelta fondamentale consistente nel non comprare mai più un quotidiano e nel non disporre più di un apparecchio televisivo: tra essere disinformato e non essere informato, preferisco non essere informato.
AUGUSTO SINAGRA
7 GENNAIO 1978 - 7 GENNAIO 2024
Sono passati 46 anni da quel tragico giorno in cui furono stroncate tre giovani vite di missini della Sezione “Acca Larentia” a Roma.
Sto parlando di Francesco Ciavatta, di Franco Bigonzetti e Stefano Recchioni. I primi due uccisi all’esito di un’aggressione di stampo terroristico e di ispirazione ovviamente comunista. Il terzo ucciso a sangue freddo con un colpo a bruciapelo alla nuca sparato da un Capitano dei Carabinieri che disonorava la divisa indossata. Non era un Carabiniere, era un assassino.
Si è detto che chi è presente nella memoria di chi vive, non è morto. Così è per questi tre ragazzi di umili origini e fedeli alle loro idealità rivolte a costruire una Italia più giusta.
Molto dobbiamo a questi ragazzi che nella desertica miseria morale di oggi giganteggiano nel ricordo e nel rispetto di chi ha ancora coscienza, memoria e dignità.
Vi sono linee invisibili negli eventi del destino: il 7 gennaio, allora come oggi, è la “Giornata del Tricolore” ed è giusto pensare che quei giovani sono morti in difesa del Tricolore e che abbiano celebrato nel modo più degno questa ricorrenza, facendo sacrifico della propria vita.
Nella generale vergogna in cui oggi la Nazione si trova a vivere, abbiamo molti punti di riferimento in termini di onestà e di eroismo.
Onoriamo questi ragazzi con una preghiera. Loro se la sono merit e noi abbiamo il dovere di pregare per loro e di pregare loro affinché non ci manchi mai la forza e la determinazione di proseguire sulla nostra strada nonostante tutto e tutti.
AUGUSTO SINAGRA
Sono passati 46 anni da quel tragico giorno in cui furono stroncate tre giovani vite di missini della Sezione “Acca Larentia” a Roma.
Sto parlando di Francesco Ciavatta, di Franco Bigonzetti e Stefano Recchioni. I primi due uccisi all’esito di un’aggressione di stampo terroristico e di ispirazione ovviamente comunista. Il terzo ucciso a sangue freddo con un colpo a bruciapelo alla nuca sparato da un Capitano dei Carabinieri che disonorava la divisa indossata. Non era un Carabiniere, era un assassino.
Si è detto che chi è presente nella memoria di chi vive, non è morto. Così è per questi tre ragazzi di umili origini e fedeli alle loro idealità rivolte a costruire una Italia più giusta.
Molto dobbiamo a questi ragazzi che nella desertica miseria morale di oggi giganteggiano nel ricordo e nel rispetto di chi ha ancora coscienza, memoria e dignità.
Vi sono linee invisibili negli eventi del destino: il 7 gennaio, allora come oggi, è la “Giornata del Tricolore” ed è giusto pensare che quei giovani sono morti in difesa del Tricolore e che abbiano celebrato nel modo più degno questa ricorrenza, facendo sacrifico della propria vita.
Nella generale vergogna in cui oggi la Nazione si trova a vivere, abbiamo molti punti di riferimento in termini di onestà e di eroismo.
Onoriamo questi ragazzi con una preghiera. Loro se la sono merit e noi abbiamo il dovere di pregare per loro e di pregare loro affinché non ci manchi mai la forza e la determinazione di proseguire sulla nostra strada nonostante tutto e tutti.
AUGUSTO SINAGRA
I Funerali del Camerata Alberto Indri saranno celebrati sabato 13 gennaio, ore 15.00, Chiesa dei 7 Santi Fondatori - Piazza Salerno, Roma
ANCORA SU ACCA LARENTIA: IL VERTICE DELLA VERGOGNA E DELLA STUPIDITÀ
Ora che si son calmate le polemiche (più stupide che strumentali) della celebrazione della ricorrenza dopo 46 anni, della strage di Acca Larentia, vorrei proporre qualche riflessione “sine ira ac studio”, cioè senza alcuno spirito polemico.
Lo scandalo che è stato montato dalla cosiddetta “sinistra” ha mostrato l’aspetto peggiore della strumentalizzazione politica che ha ormai superato il senso corrente della vergogna.
Parlo di quella “sinistra” che nei numerosi anni in cui è stata al governo non ha mai mosso alcuna questione sulle annuali manifestazioni in ricordo di quella strage sanguinaria. Neppure per la manifestazione del 2018 quando, in ricordo dei Camerati uccisi, sfilarono per Via Tuscolana circa seimila giovani.
L’attuale “sinistra” becera e truffatrice cerca in questo modo di creare problemi al governo presieduto da Meloni Giorgia della quale - sia chiaro - non me ne importa nulla. Nè di lei, né della sorella, né del cognato e né di tutti i suoi parenti.
La accusa per montare lo scandalo è che il saluto romano costituirebbe “apologia di fascismo” ai sensi delle famigerate leggi Scelba e Mancino.
L’argomento non merita commento poiché, al di là della malafede che va denunciata e disprezzata, l’argomento si pone al fondo di una scala di misurazione percentuale della cretinaggine. E ciò senza contare che sull’argomento si è già pronunciata la Corte di cassazione che per la commemorazione dei Caduti il c.d. “Presente!”, accompagnato dal saluto romano, non integra nessuna ipotesi di reato.
Nonostante ciò la Polizia di Stato e in particolare la Digos, evidentemente su input del responsabile politico Ministro Piantedosi, si è scatenata a caccia di chi saluta romanamente. Come quando la Polizia profondeva il suo migliore impegno rincorrendo su spiagge disabitate e alle prime luci dell’alba chi faceva sport correndo ma senza mascherin.
Ah, il poveretto!
Sabato scorso sono stati celebrati i funerali del Camerata Alberto Indri. La Chiesa sembrava un accampamento di giubbe blu circondato da indiani sioux: il luogo di culto era letteralmente circondato da un nugolo di valorosissimi poliziotti, quattro della Digos di fronte alla Chiesa, cinque sul lato destro e un altro numero sul lato destro. Me lo ha confermato uno di questi poliziotti.
Si è perso non solo il senso della politica ma anche il senso del ridicolo e su questo vorrei richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno.
L’ imponente schieramento di Polizia era lì per controllare e identificare chi faceva saluti romani.
Tuttavia, il senso essenziale della questione è un altro: si pensa di fronteggiare il Fascismo proibendo i saluti romani. E cioè vietando il saluto romano si sconfigge il Fascismo.
Questi signori non hanno veramente capito niente: il Fascismo ove meritasse di essere contrastato andrebbe contrastato perseguendo giustizia sociale, dignità nazionale, indipendenza dallo Stato, sovranità monetaria, lotta alla disoccupazione, guerra alla povertà e alla corruzione, creando una scuola che educhi veramente ad essere cittadini di questo Stato. Se questo è uno Stato.
Rinnovando radicalmente la magistratura di ogni ordine e grado affinché i giudici facciano i giudici veri, che è la cosa per la quale vengono pagati.
È ridicolo ed aberrante che coloro i quali pensano di fronteggiare l’ inesistente pericolo fascista vietando il saluto che si deve ai Caduti, siano coloro i quali provocano il sempre crescente sentimento popolare di nostalgia e di auspicato ritorno dello Stato al Fascismo.
AUGUSTO SINAGRA
Ora che si son calmate le polemiche (più stupide che strumentali) della celebrazione della ricorrenza dopo 46 anni, della strage di Acca Larentia, vorrei proporre qualche riflessione “sine ira ac studio”, cioè senza alcuno spirito polemico.
Lo scandalo che è stato montato dalla cosiddetta “sinistra” ha mostrato l’aspetto peggiore della strumentalizzazione politica che ha ormai superato il senso corrente della vergogna.
Parlo di quella “sinistra” che nei numerosi anni in cui è stata al governo non ha mai mosso alcuna questione sulle annuali manifestazioni in ricordo di quella strage sanguinaria. Neppure per la manifestazione del 2018 quando, in ricordo dei Camerati uccisi, sfilarono per Via Tuscolana circa seimila giovani.
L’attuale “sinistra” becera e truffatrice cerca in questo modo di creare problemi al governo presieduto da Meloni Giorgia della quale - sia chiaro - non me ne importa nulla. Nè di lei, né della sorella, né del cognato e né di tutti i suoi parenti.
La accusa per montare lo scandalo è che il saluto romano costituirebbe “apologia di fascismo” ai sensi delle famigerate leggi Scelba e Mancino.
L’argomento non merita commento poiché, al di là della malafede che va denunciata e disprezzata, l’argomento si pone al fondo di una scala di misurazione percentuale della cretinaggine. E ciò senza contare che sull’argomento si è già pronunciata la Corte di cassazione che per la commemorazione dei Caduti il c.d. “Presente!”, accompagnato dal saluto romano, non integra nessuna ipotesi di reato.
Nonostante ciò la Polizia di Stato e in particolare la Digos, evidentemente su input del responsabile politico Ministro Piantedosi, si è scatenata a caccia di chi saluta romanamente. Come quando la Polizia profondeva il suo migliore impegno rincorrendo su spiagge disabitate e alle prime luci dell’alba chi faceva sport correndo ma senza mascherin.
Ah, il poveretto!
Sabato scorso sono stati celebrati i funerali del Camerata Alberto Indri. La Chiesa sembrava un accampamento di giubbe blu circondato da indiani sioux: il luogo di culto era letteralmente circondato da un nugolo di valorosissimi poliziotti, quattro della Digos di fronte alla Chiesa, cinque sul lato destro e un altro numero sul lato destro. Me lo ha confermato uno di questi poliziotti.
Si è perso non solo il senso della politica ma anche il senso del ridicolo e su questo vorrei richiamare l’attenzione del Ministro dell’Interno.
L’ imponente schieramento di Polizia era lì per controllare e identificare chi faceva saluti romani.
Tuttavia, il senso essenziale della questione è un altro: si pensa di fronteggiare il Fascismo proibendo i saluti romani. E cioè vietando il saluto romano si sconfigge il Fascismo.
Questi signori non hanno veramente capito niente: il Fascismo ove meritasse di essere contrastato andrebbe contrastato perseguendo giustizia sociale, dignità nazionale, indipendenza dallo Stato, sovranità monetaria, lotta alla disoccupazione, guerra alla povertà e alla corruzione, creando una scuola che educhi veramente ad essere cittadini di questo Stato. Se questo è uno Stato.
Rinnovando radicalmente la magistratura di ogni ordine e grado affinché i giudici facciano i giudici veri, che è la cosa per la quale vengono pagati.
È ridicolo ed aberrante che coloro i quali pensano di fronteggiare l’ inesistente pericolo fascista vietando il saluto che si deve ai Caduti, siano coloro i quali provocano il sempre crescente sentimento popolare di nostalgia e di auspicato ritorno dello Stato al Fascismo.
AUGUSTO SINAGRA
I NUOVI FASCISTI SONO GLI ANTIFASCISTI” (W. Churchill)
Premetto che contesto ogni significazione negativa che si volesse attribuire all’aggettivazione “fascista”.
Bisogna ricordare alla ineffabile Schlein e agli ignorantissimi sinistrorsi che il Deputato all’Assemblea costituente del 1947, Palmiro Togliatti, si impose per evitare che nella Costituzione venisse inserito alcunché che avesse reso possibile la punibilità della ostentazione pubblica di pensieri, idee, programmi, simboli e rituali della pregressa esperienza dello Stato fascista, bensì il solo divieto (penalmente perseguibile), di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista.
Tale divieto fu inserito nelle disposizioni transitorie in coda al testo della Costituzione.
Andrebbe, dunque, verificata la compatibilità costituzionale delle leggi Scelba e Mancino.
Così pure constatare la incostituzionalità di una norma transitoria però ad efficacia … eterna.
Com‘è noto anche agli studenti disattenti, l’ordinamento democratico non può consentire obblighi e divieti à perpetuité.
Non posso mancare l’occasione di rivolgere a tutti i miei più affettuosi saluti romani.
AUGUSTO SINAGRA
Premetto che contesto ogni significazione negativa che si volesse attribuire all’aggettivazione “fascista”.
Bisogna ricordare alla ineffabile Schlein e agli ignorantissimi sinistrorsi che il Deputato all’Assemblea costituente del 1947, Palmiro Togliatti, si impose per evitare che nella Costituzione venisse inserito alcunché che avesse reso possibile la punibilità della ostentazione pubblica di pensieri, idee, programmi, simboli e rituali della pregressa esperienza dello Stato fascista, bensì il solo divieto (penalmente perseguibile), di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista.
Tale divieto fu inserito nelle disposizioni transitorie in coda al testo della Costituzione.
Andrebbe, dunque, verificata la compatibilità costituzionale delle leggi Scelba e Mancino.
Così pure constatare la incostituzionalità di una norma transitoria però ad efficacia … eterna.
Com‘è noto anche agli studenti disattenti, l’ordinamento democratico non può consentire obblighi e divieti à perpetuité.
Non posso mancare l’occasione di rivolgere a tutti i miei più affettuosi saluti romani.
AUGUSTO SINAGRA
MATTARELLA E IL CARABINIERE
Mi riferisco alla vicenda del Carabiniere che in servizio, suppongo di ordine pubblico, avrebbe esternato ad una anziana signora il suo pensiero a proposito del Presidente della Repubblica.
Ovviamente si è scatenata l’immediata reazione delle ipocrite vestali della legalità e della difesa della Costituzione.
Qualche cretino ritiene (forse augurandoselo) che il Carabiniere rischi 15 di carcere, ma di cretini è pieno il mondo.
Penso che al di là di un giudizio di opportunità non vi sia altro da esprimere sulle frasi pronunciate dal Carabiniere.
Il competente Comando dell’Arma ha subito trasferito e demansionato il Carabiniere in questione in modo del tutto illegittimo: si tratta di sanzioni disciplinari che legalmente possono essere adottate all’esito del relativo procedimento, non prima; adottarli illegalmente prima (non sussistendo nessun motivo di incompatibilità per il Carabiniere a permanere nella sede con le medesime funzioni) è soltanto puerile compiacenza neppure richiesta data l’immediatezza degli illegali provvedimenti assunti.
Nulla vi è di rilevante sul piano penale poiché nessuna delle parole pronunciate dal Carabiniere integra il reato di vilipendio del Capo dello Stato.
Neppure è ipotizzabile una qualsiasi ipotesi di insubordinazione da parte del Carabiniere, il quale non ha assolutamente detto di non voler eseguire gli ordini a lui impartiti dai suoi superiori gerarchici o dallo stesso Capo dello Stato.
Egli si è limitato a dire che non ha votato Mattarella (né nessuno poteva votarlo perché non vi è il voto popolare diretto, tanto è vero che … è stato eletto); che non lo riconosce come suo Presidente e che non si sente da lui rappresentato.
A parte il fatto che le parole usate non riflettono il pensiero del solo Carabiniere, vi è che egli non ha in alcun modo contestato l’ordine costituzionale e la sua intenzione di venir meno al suo dovere di rispettare la Costituzione, appunto, e le leggi dello Stato.
Dunque, dove sta il problema se non nei limiti ristretti di un giudizio negativo o positivo di opportunità e sempre restando l’obbligo legale di attendere l’esito del procedimento disciplinare?
Vi è un precedente noto a pochissimi, forse ormai a nessuno: quando alla Signora Rachele Guidi Mussolini furono finalmente riconsegnati i resti mortali del marito nel Cimitero di Predappio, il Maresciallo Comandante la locale Stazione dei Carabinieri (era un siciliano) dispose a guardia d’onore di quei resti mortali due Carabinieri armati, come prevedeva (e forse ancora prevede) il relativo Regolamento con riguardo agli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri.
Da lì a pochi giorni il Maresciallo in questione fu trasferito in Sicilia (come lui probabilmente desiderava).
La cosa finì lì. Forse c’era più saggezza allora e non c’erano di sicuro le incommentabili strumentalizzazioni opportunistiche di oggi.
AUGUSTO SINAGRA
Mi riferisco alla vicenda del Carabiniere che in servizio, suppongo di ordine pubblico, avrebbe esternato ad una anziana signora il suo pensiero a proposito del Presidente della Repubblica.
Ovviamente si è scatenata l’immediata reazione delle ipocrite vestali della legalità e della difesa della Costituzione.
Qualche cretino ritiene (forse augurandoselo) che il Carabiniere rischi 15 di carcere, ma di cretini è pieno il mondo.
Penso che al di là di un giudizio di opportunità non vi sia altro da esprimere sulle frasi pronunciate dal Carabiniere.
Il competente Comando dell’Arma ha subito trasferito e demansionato il Carabiniere in questione in modo del tutto illegittimo: si tratta di sanzioni disciplinari che legalmente possono essere adottate all’esito del relativo procedimento, non prima; adottarli illegalmente prima (non sussistendo nessun motivo di incompatibilità per il Carabiniere a permanere nella sede con le medesime funzioni) è soltanto puerile compiacenza neppure richiesta data l’immediatezza degli illegali provvedimenti assunti.
Nulla vi è di rilevante sul piano penale poiché nessuna delle parole pronunciate dal Carabiniere integra il reato di vilipendio del Capo dello Stato.
Neppure è ipotizzabile una qualsiasi ipotesi di insubordinazione da parte del Carabiniere, il quale non ha assolutamente detto di non voler eseguire gli ordini a lui impartiti dai suoi superiori gerarchici o dallo stesso Capo dello Stato.
Egli si è limitato a dire che non ha votato Mattarella (né nessuno poteva votarlo perché non vi è il voto popolare diretto, tanto è vero che … è stato eletto); che non lo riconosce come suo Presidente e che non si sente da lui rappresentato.
A parte il fatto che le parole usate non riflettono il pensiero del solo Carabiniere, vi è che egli non ha in alcun modo contestato l’ordine costituzionale e la sua intenzione di venir meno al suo dovere di rispettare la Costituzione, appunto, e le leggi dello Stato.
Dunque, dove sta il problema se non nei limiti ristretti di un giudizio negativo o positivo di opportunità e sempre restando l’obbligo legale di attendere l’esito del procedimento disciplinare?
Vi è un precedente noto a pochissimi, forse ormai a nessuno: quando alla Signora Rachele Guidi Mussolini furono finalmente riconsegnati i resti mortali del marito nel Cimitero di Predappio, il Maresciallo Comandante la locale Stazione dei Carabinieri (era un siciliano) dispose a guardia d’onore di quei resti mortali due Carabinieri armati, come prevedeva (e forse ancora prevede) il relativo Regolamento con riguardo agli ex Presidenti del Consiglio dei Ministri.
Da lì a pochi giorni il Maresciallo in questione fu trasferito in Sicilia (come lui probabilmente desiderava).
La cosa finì lì. Forse c’era più saggezza allora e non c’erano di sicuro le incommentabili strumentalizzazioni opportunistiche di oggi.
AUGUSTO SINAGRA
❤1
SPRANGA E MARTELLO
Il governo italiano è in fibrillazione per una tale Ilaria Salis (insegnante elementare a Milano). Il nuovo personaggio salito agli onori delle cronache è “ospite” del governo ungherese dal febbraio 2023, imputata – immagino – dei reati di tentato omicidio e/o lesioni gravissime, in concorso con altre nobili figure dell’antifascismo militante. La vittima, un giovane musicista con simpatie a destra, per poco non ci ha lasciato la pelle a seguito dell’aggressione mentre stava prelevando dei soldi da un bancomat.
Secondo tradizione, la sinistra antifascista militante affronta sempre i suoi avversari di spalle. Un’attività molto praticata dalla seconda metà degli anni ‘40 e anche dopo.
Uno degli assalitori (un tedesco) della povera vittima si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a soli 3 anni di galera.
Quel che ha fatto scatenare il democratitume nazionale è stata la visione della ilare italiana che, in ottimo stato di salute, era condotta nell’Aula di giustizia a Budapest con catene ai polsi e alle caviglie.
Oh, terribile sdegno! Peccato però che la finta e ipocrita sinistra nazionale non dica nulla dei detenuti che in USA vengono trattati nello stesso modo. Per non parlare di certe scene a Guantanamo. La “sinistra” italiana alla quale ora non manca l’appoggio di Fratelli, Sorelle, Cognati e Cugini d’Italia, nulla disse quando l’On. Enzo Carra fu tradotto in ceppi dinanzi al Tribunale di Roma. O quando il povero Enzo Tortora fu trattato nello stesso modo. Né alcuno eccepì alcunché quando ragazzini militanti del MSI venivano arrestati e immobilizzati con antichi ceppi borbonici e catene.
Questa sinistra con supporto della destra non osa aprire bocca per i trattamenti che subiscono i detenuti in USA, comportandosi come il più servo dei servi nei confronti del padrone. E che dire della ventina di ragazzini di CasaPound che si recò ad Atene l’anno scorso per ricordare al Cimitero giovani camerati greci uccisi.
Questi ragazzi furono arrestati appena scesi dall’aereo e con i ceppi ai polsi furono rinchiusi in luride prigioni e privati di tutto anche dell’acqua nonostante il caldo. Non fu loro mossa nessuna accusa e, trattati come bestie, furono rispediti in Italia.
E ora ci si dovrebbe stracciare le vesti per questa “turista delle aggressioni”? Forse la sardo-milanese ha pensato di continuare a fare in Ungheria quel che si praticava abitualmente in Italia in anni passati nei confronti degli avversari politici.
Questi esempi luminosi di democrazia perché non vanno a compiere tali imprese in Ucraina dove le formazioni naziste sono state inserite nei ranghi regolari dell’esercito?
Si dice che la poverina sarà condannata a 24 anni di reclusione. Si tratta di falsità o di ignoranza: 24 anni è il massimo della pena edittale tanto che l’altro criminale tedesco di cui ho detto è stato condannato a soli 3 anni.
Alla sardo-lombarda auguro una sentenza di condanna giusta ma quel che mi preoccupa è che possa continuare a insegnare a bambini delle Scuole elementari, devastandone le coscienze.
Nella questione Nostra Signora del Torrino (ex Garbatella) è intervenuta direttamente sul Presidente ungherese. Immagino che Orban stia ancora tremando dalla paura.
AUGUSTO SINAGRA
Il governo italiano è in fibrillazione per una tale Ilaria Salis (insegnante elementare a Milano). Il nuovo personaggio salito agli onori delle cronache è “ospite” del governo ungherese dal febbraio 2023, imputata – immagino – dei reati di tentato omicidio e/o lesioni gravissime, in concorso con altre nobili figure dell’antifascismo militante. La vittima, un giovane musicista con simpatie a destra, per poco non ci ha lasciato la pelle a seguito dell’aggressione mentre stava prelevando dei soldi da un bancomat.
Secondo tradizione, la sinistra antifascista militante affronta sempre i suoi avversari di spalle. Un’attività molto praticata dalla seconda metà degli anni ‘40 e anche dopo.
Uno degli assalitori (un tedesco) della povera vittima si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a soli 3 anni di galera.
Quel che ha fatto scatenare il democratitume nazionale è stata la visione della ilare italiana che, in ottimo stato di salute, era condotta nell’Aula di giustizia a Budapest con catene ai polsi e alle caviglie.
Oh, terribile sdegno! Peccato però che la finta e ipocrita sinistra nazionale non dica nulla dei detenuti che in USA vengono trattati nello stesso modo. Per non parlare di certe scene a Guantanamo. La “sinistra” italiana alla quale ora non manca l’appoggio di Fratelli, Sorelle, Cognati e Cugini d’Italia, nulla disse quando l’On. Enzo Carra fu tradotto in ceppi dinanzi al Tribunale di Roma. O quando il povero Enzo Tortora fu trattato nello stesso modo. Né alcuno eccepì alcunché quando ragazzini militanti del MSI venivano arrestati e immobilizzati con antichi ceppi borbonici e catene.
Questa sinistra con supporto della destra non osa aprire bocca per i trattamenti che subiscono i detenuti in USA, comportandosi come il più servo dei servi nei confronti del padrone. E che dire della ventina di ragazzini di CasaPound che si recò ad Atene l’anno scorso per ricordare al Cimitero giovani camerati greci uccisi.
Questi ragazzi furono arrestati appena scesi dall’aereo e con i ceppi ai polsi furono rinchiusi in luride prigioni e privati di tutto anche dell’acqua nonostante il caldo. Non fu loro mossa nessuna accusa e, trattati come bestie, furono rispediti in Italia.
E ora ci si dovrebbe stracciare le vesti per questa “turista delle aggressioni”? Forse la sardo-milanese ha pensato di continuare a fare in Ungheria quel che si praticava abitualmente in Italia in anni passati nei confronti degli avversari politici.
Questi esempi luminosi di democrazia perché non vanno a compiere tali imprese in Ucraina dove le formazioni naziste sono state inserite nei ranghi regolari dell’esercito?
Si dice che la poverina sarà condannata a 24 anni di reclusione. Si tratta di falsità o di ignoranza: 24 anni è il massimo della pena edittale tanto che l’altro criminale tedesco di cui ho detto è stato condannato a soli 3 anni.
Alla sardo-lombarda auguro una sentenza di condanna giusta ma quel che mi preoccupa è che possa continuare a insegnare a bambini delle Scuole elementari, devastandone le coscienze.
Nella questione Nostra Signora del Torrino (ex Garbatella) è intervenuta direttamente sul Presidente ungherese. Immagino che Orban stia ancora tremando dalla paura.
AUGUSTO SINAGRA
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ANARCHIA E CRIMINALITÀ
(Sempre a proposito della maestra Ilaria Salis)
Lo spunto per questa mia riflessione nasce dalla vicenda criminale della Ilaria Salis. Di questa detenuta in Ungheria accusata assieme ad altri della feroce aggressione nei confronti di un giovane musicista inerme, si dice che sarebbe una anarcocomunista e che frequentava a Milano un centro sociale di ispirazione anarchica.
La prima proposizione è una insanabile contraddizione della quale pensano di avvalersi ignoranti e beceri difensori della sorridente detenuta in Ungheria: tra l’anarchica e l’idea o il pensiero comunista la inconciliabilità è totale.
Sulla seconda proposizione, mi indigna l’accostamento della martellatrice in trasferta in terra magiara, all’anarchia. Non sono un anarchico e non ne condivido la ideologia, ma il pensiero anarchico è un pensiero alto che va studiato e rispettato. Se la prima proposizione va censurata per la sua contraddittorietà intrinseca, la seconda ben può essere iscritta al più banale umorismo.
Già basterebbe considerare che l’esule ungherese non manifesta propriamente capacità di pensiero ma ben diverse capacità.
Bombaroli e aggressori non rappresentano di certo il pensiero anarchico, anzi lo offendono. Ho detto e ripeto che il pensiero anarchico è un pensiero alto.
È il pensiero di Malatesta, di Bakunin, di Kulishova, di Francesco Saverio Merlino e di tanti e tanti altri ancora. Inorridisco dinanzi all’accostamento della martellatrice ospite delle galere ungheresi, con il pensiero anarchico.
Non è che l’anarchica rifugga dalla violenza. Ciò è accaduto ma mai fu la violenza rivolta verso giovani lavoratori come è accaduto in Ungheria. Fu violenza contro lo Stato borghese e i suoi massimi rappresentanti.
Questo significò il gesto omicida di Gaetano Bresci che a Monza uccise Umberto I di Savoia. Né viene in linea di conto l’assassinio nel 1914 dell’Arciduca Ferdinando d’Austria e della moglie ad opera di Gavrilo Princip che non era un anarchico ma un poveraccio omicida che viveva in USA e che fu mandato a Sarajevo da centri finanziari rimasti occulti.
Né la vera anarchia esclude nel suo “programma”, ove dovesse occorrere, il confronto armato contro lo Stato come istituzione oppressiva. Ma un confronto dichiarato e manifesto.
L’anarchia non significa agguati e né aggressioni omicidiarie alle spalle dei lavoratori.
La “violenza” anarchica è ben indicata nel suo Inno: “compenseremo sulle barricate piombo con piombo”.
Il “progetto” anarchico non è un “progetto” omicidiario. È un “progetto” politico e di giustizia sociale che si può condividere o meno.
Ilaria Salis e i suoi correi nel tentato omicidio in Ungheria, sono lo specchio di una profonda ignoranza
AUGUSTO SINAGRA
(Sempre a proposito della maestra Ilaria Salis)
Lo spunto per questa mia riflessione nasce dalla vicenda criminale della Ilaria Salis. Di questa detenuta in Ungheria accusata assieme ad altri della feroce aggressione nei confronti di un giovane musicista inerme, si dice che sarebbe una anarcocomunista e che frequentava a Milano un centro sociale di ispirazione anarchica.
La prima proposizione è una insanabile contraddizione della quale pensano di avvalersi ignoranti e beceri difensori della sorridente detenuta in Ungheria: tra l’anarchica e l’idea o il pensiero comunista la inconciliabilità è totale.
Sulla seconda proposizione, mi indigna l’accostamento della martellatrice in trasferta in terra magiara, all’anarchia. Non sono un anarchico e non ne condivido la ideologia, ma il pensiero anarchico è un pensiero alto che va studiato e rispettato. Se la prima proposizione va censurata per la sua contraddittorietà intrinseca, la seconda ben può essere iscritta al più banale umorismo.
Già basterebbe considerare che l’esule ungherese non manifesta propriamente capacità di pensiero ma ben diverse capacità.
Bombaroli e aggressori non rappresentano di certo il pensiero anarchico, anzi lo offendono. Ho detto e ripeto che il pensiero anarchico è un pensiero alto.
È il pensiero di Malatesta, di Bakunin, di Kulishova, di Francesco Saverio Merlino e di tanti e tanti altri ancora. Inorridisco dinanzi all’accostamento della martellatrice ospite delle galere ungheresi, con il pensiero anarchico.
Non è che l’anarchica rifugga dalla violenza. Ciò è accaduto ma mai fu la violenza rivolta verso giovani lavoratori come è accaduto in Ungheria. Fu violenza contro lo Stato borghese e i suoi massimi rappresentanti.
Questo significò il gesto omicida di Gaetano Bresci che a Monza uccise Umberto I di Savoia. Né viene in linea di conto l’assassinio nel 1914 dell’Arciduca Ferdinando d’Austria e della moglie ad opera di Gavrilo Princip che non era un anarchico ma un poveraccio omicida che viveva in USA e che fu mandato a Sarajevo da centri finanziari rimasti occulti.
Né la vera anarchia esclude nel suo “programma”, ove dovesse occorrere, il confronto armato contro lo Stato come istituzione oppressiva. Ma un confronto dichiarato e manifesto.
L’anarchia non significa agguati e né aggressioni omicidiarie alle spalle dei lavoratori.
La “violenza” anarchica è ben indicata nel suo Inno: “compenseremo sulle barricate piombo con piombo”.
Il “progetto” anarchico non è un “progetto” omicidiario. È un “progetto” politico e di giustizia sociale che si può condividere o meno.
Ilaria Salis e i suoi correi nel tentato omicidio in Ungheria, sono lo specchio di una profonda ignoranza
AUGUSTO SINAGRA
Giorno del Ricordo. Complimenti a Mattarella: giunto 82 anni finalmente dice la verità. Solo una domanda: perché non si revoca al criminale Tito l'onorificienza conferitagli?
UNA GRAVE PERDITA
È mancato ai vivi l’On. Ugo Intini, già Deputato al Parlamento nazionale ed europeo, il quale ebbe a rivestire più volte responsabilità di governo.
Questo mio scritto non vuole essere un necrologio ma vuole segnalare come la vera politica - alta e onesta - ha perso uno dei suoi migliori interpreti.
In estrema sintesi, è mancato un galantuomo, un esponente della vera politica sempre attento agli interessi nazionali e alla giustizia sociale, oltre che un gran Signore nei modi ed un uomo di vivace cultura.
Il mio Studio legale che ha avuto il privilegio di assisterlo e difenderlo fino al momento della Sua scomparsa, si unisce al cordoglio della Famiglia e degli uomini onesti.
AUGUSTO SINAGRA
È mancato ai vivi l’On. Ugo Intini, già Deputato al Parlamento nazionale ed europeo, il quale ebbe a rivestire più volte responsabilità di governo.
Questo mio scritto non vuole essere un necrologio ma vuole segnalare come la vera politica - alta e onesta - ha perso uno dei suoi migliori interpreti.
In estrema sintesi, è mancato un galantuomo, un esponente della vera politica sempre attento agli interessi nazionali e alla giustizia sociale, oltre che un gran Signore nei modi ed un uomo di vivace cultura.
Il mio Studio legale che ha avuto il privilegio di assisterlo e difenderlo fino al momento della Sua scomparsa, si unisce al cordoglio della Famiglia e degli uomini onesti.
AUGUSTO SINAGRA
LA DELEGATA USA PER LA GUERRA
La Signora Meloni Giorgia è nel pieno delle sue nuove responsabilità di Maggiordomo Capo alla Casa Bianca. Da Kiev annuncia con fiero cipiglio la conclusione dell'Accordo decennale italo-ucraino sulla sicurezza e il "pronto intervento"(?).
Il personaggione ignora che gli Accordi internazionali li approva il Parlamento con legge di autorizzazione alla ratifica al Capo dello Stato. Nostra Signora del Torrino (già Garbatella) ha poi dichiarato che "la Russia va sconfitta militarmente anche con l' Esercito italiano"; dunque una formale dichiarazione di guerra alla Russia! Che bello! Si torna ai bei tempi del 1941-42! Con le note conclusioni.
Ma questa ha qualcuno che la consiglia, o no? Evidentemente il personaggione ignora che lo "stato di guerra" lo dichiara il Capo dello Stato, previa deliberazione delle Camere.
Non si sa se Nostra Signora del Torrino abbia già assunto il Comando Supremo della FFAA in Campagna!
Ma il successo dell' incontro di Kiev non è finito: attendiamo, con vivissima apprensione, dal comico ucraino l'annunciato elenco di cittadini italiani sospettati di simpatie per Putin e per la Russia, da cacciare (dall' Italia?) o da privare del "visto" (ma per dove?...). Nonostante quel che combina la "torrinara", qualcuno continua a sostenere che comunque è meglio lei e il suo Circo Barnum di riferimento, piuttosto che la "sinistra", senza rendersi conto che il problema ormai non è più politico ma psichiatrico.
AUGUSTO SINAGRA
La Signora Meloni Giorgia è nel pieno delle sue nuove responsabilità di Maggiordomo Capo alla Casa Bianca. Da Kiev annuncia con fiero cipiglio la conclusione dell'Accordo decennale italo-ucraino sulla sicurezza e il "pronto intervento"(?).
Il personaggione ignora che gli Accordi internazionali li approva il Parlamento con legge di autorizzazione alla ratifica al Capo dello Stato. Nostra Signora del Torrino (già Garbatella) ha poi dichiarato che "la Russia va sconfitta militarmente anche con l' Esercito italiano"; dunque una formale dichiarazione di guerra alla Russia! Che bello! Si torna ai bei tempi del 1941-42! Con le note conclusioni.
Ma questa ha qualcuno che la consiglia, o no? Evidentemente il personaggione ignora che lo "stato di guerra" lo dichiara il Capo dello Stato, previa deliberazione delle Camere.
Non si sa se Nostra Signora del Torrino abbia già assunto il Comando Supremo della FFAA in Campagna!
Ma il successo dell' incontro di Kiev non è finito: attendiamo, con vivissima apprensione, dal comico ucraino l'annunciato elenco di cittadini italiani sospettati di simpatie per Putin e per la Russia, da cacciare (dall' Italia?) o da privare del "visto" (ma per dove?...). Nonostante quel che combina la "torrinara", qualcuno continua a sostenere che comunque è meglio lei e il suo Circo Barnum di riferimento, piuttosto che la "sinistra", senza rendersi conto che il problema ormai non è più politico ma psichiatrico.
AUGUSTO SINAGRA
UNA FOTO DISGUSTOSA
È quella che ritrae il vecchio rimbambito Biden che bacia in testa la donna del Torrino, la quale ormai ha perso ogni limite di decenza.
L’ignominia intrinseca dell’immagine ha tuttavia una sua significazione documentale: la totale sudditanza del governo della Meloni Giorgia (ma anche tutti gli altri precedenti, esclusi i governi presieduti da Pella, Moro e Craxi), cioè la sudditanza dell’Italia nei confronti degli USA.
Questo è quel che io intendo far capire quando dico che perdere la guerra è un evento normale perché le guerre si vincono e si perdono, ma perdere anche la pace significa l’autoannientamento di sé stessi.
La foto in questione nella compiaciuta vezzosità della Meloni Giorgia, mostra non solo servilismo ma anche e soprattutto il piacere di essere servo pur di mantenere il “posto” e, come diceva Guido Gozzano, “Oggi la gloria è premio di colui che tra clangor di buccine si esalta che sale cerretano alla ribalta per far di sé favoleggiare altrui”.
Per altro aspetto il bacio del padrone intende confermare il rapporto di sottomissione e rafforzarlo rendendolo pubblico.
È solo colpa della Meloni Giorgia? È solo il risultato di una autoesaltazione personale? Si, certamente. Ma è anche colpa di quei tanti opportunisti e di quei tanti inconsapevoli e ignoranti in senso tecnico che le consentono tutto questo e consentono con il voto che la Nazione continui ad essere colonia o protettorato di centri ora ben noti finanziari e guerrafondai internazionali.
A nulla importa a codesti inconsulti, la libertà e la dignità del Popolo italiano.
AUGUSTO SINAGRA
È quella che ritrae il vecchio rimbambito Biden che bacia in testa la donna del Torrino, la quale ormai ha perso ogni limite di decenza.
L’ignominia intrinseca dell’immagine ha tuttavia una sua significazione documentale: la totale sudditanza del governo della Meloni Giorgia (ma anche tutti gli altri precedenti, esclusi i governi presieduti da Pella, Moro e Craxi), cioè la sudditanza dell’Italia nei confronti degli USA.
Questo è quel che io intendo far capire quando dico che perdere la guerra è un evento normale perché le guerre si vincono e si perdono, ma perdere anche la pace significa l’autoannientamento di sé stessi.
La foto in questione nella compiaciuta vezzosità della Meloni Giorgia, mostra non solo servilismo ma anche e soprattutto il piacere di essere servo pur di mantenere il “posto” e, come diceva Guido Gozzano, “Oggi la gloria è premio di colui che tra clangor di buccine si esalta che sale cerretano alla ribalta per far di sé favoleggiare altrui”.
Per altro aspetto il bacio del padrone intende confermare il rapporto di sottomissione e rafforzarlo rendendolo pubblico.
È solo colpa della Meloni Giorgia? È solo il risultato di una autoesaltazione personale? Si, certamente. Ma è anche colpa di quei tanti opportunisti e di quei tanti inconsapevoli e ignoranti in senso tecnico che le consentono tutto questo e consentono con il voto che la Nazione continui ad essere colonia o protettorato di centri ora ben noti finanziari e guerrafondai internazionali.
A nulla importa a codesti inconsulti, la libertà e la dignità del Popolo italiano.
AUGUSTO SINAGRA
ACCADDE 105 ANNI OR SONO
Centocinque anni or sono, la sera del 23 marzo, a Piazza San Sepolcro a Milano venivano costituiti i Fasci di combattimento che portarono poi alla creazione in Italia di un nuovo ordine politico e sociale, ma soprattutto etico.
Questa mia non vuole essere una tradizionale commemorazione ma un invito alla riflessione che tenga anche conto del fatto che le logiche di sopraffazione guidate solo dal denaro e dall’usura, sono state sempre la causa di tutti i più gravi conflitti.
Così fu per la prima guerra mondiale cui anche l’Italia partecipò ma non per bramosia di potere o di denaro ma per realizzare finalmente e nella maggiore misura allora possibile l’integrità territoriale dello Stato con la redenzione dell’Istria e delle Città della costa dalmatica: come disse il Poeta armato, “Stretta come un orlo di toga, ma toga romana”.
Così fu per la seconda guerra mondiale voluta dalle demomassoplutocrazie occidentali per annichilire soprattutto l’Italia nella sua rivendicata sovranità monetaria e dunque indipendenza politica.
Così ancora è oggi, e per le medesime ragioni, la vigilia di una possibile e tragica terza guerra mondiale finalizzata a distruggere la Santa Madre Russia per perpetuare ed estendere il sanguinario imperialismo nordamericano e per continuare la supremazia ricattatoria del dollaro.
L’invito che rivolgo a tutti è, per chi lo accoglie, quello di esprimere un libero giudizio per questa ricorrenza ma prima di esprimerlo ciascuno rifletta sulla attuale condizione della Patria sia per quel che riguarda la situazione interna e sia per quel che riguarda il contesto internazionale.
Una situazione che riflette la negazione di ogni criterio minimo di giustizia sociale e una condizione di totale asservimento agli interessi stranieri di oltre oceano.
Una solo guerra vogliamo combattere: la guerra alla povertà, non la guerra ai poveri.
AUGUSTO SINAGRA
Centocinque anni or sono, la sera del 23 marzo, a Piazza San Sepolcro a Milano venivano costituiti i Fasci di combattimento che portarono poi alla creazione in Italia di un nuovo ordine politico e sociale, ma soprattutto etico.
Questa mia non vuole essere una tradizionale commemorazione ma un invito alla riflessione che tenga anche conto del fatto che le logiche di sopraffazione guidate solo dal denaro e dall’usura, sono state sempre la causa di tutti i più gravi conflitti.
Così fu per la prima guerra mondiale cui anche l’Italia partecipò ma non per bramosia di potere o di denaro ma per realizzare finalmente e nella maggiore misura allora possibile l’integrità territoriale dello Stato con la redenzione dell’Istria e delle Città della costa dalmatica: come disse il Poeta armato, “Stretta come un orlo di toga, ma toga romana”.
Così fu per la seconda guerra mondiale voluta dalle demomassoplutocrazie occidentali per annichilire soprattutto l’Italia nella sua rivendicata sovranità monetaria e dunque indipendenza politica.
Così ancora è oggi, e per le medesime ragioni, la vigilia di una possibile e tragica terza guerra mondiale finalizzata a distruggere la Santa Madre Russia per perpetuare ed estendere il sanguinario imperialismo nordamericano e per continuare la supremazia ricattatoria del dollaro.
L’invito che rivolgo a tutti è, per chi lo accoglie, quello di esprimere un libero giudizio per questa ricorrenza ma prima di esprimerlo ciascuno rifletta sulla attuale condizione della Patria sia per quel che riguarda la situazione interna e sia per quel che riguarda il contesto internazionale.
Una situazione che riflette la negazione di ogni criterio minimo di giustizia sociale e una condizione di totale asservimento agli interessi stranieri di oltre oceano.
Una solo guerra vogliamo combattere: la guerra alla povertà, non la guerra ai poveri.
AUGUSTO SINAGRA
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L’ARROGANZA OLTRE LA DECENZA
Abbiamo visto tutti in televisione i sanguinari terroristi autori dell’attentato al Crocus di Mosca, quasi tutti prontamente arrestati dalla Polizia russa e tradotti dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto.
Abbiamo visto tutti come essi siano stati anche pesantemente malmenati e ciò traspariva chiaramente dalle immagini che hanno fatto il giro del mondo.
È certo che la cosa è assolutamente rattristante ma vi è pur da considerare che questi criminali sanguinari hanno uccisi 139 persone (al momento) e centinaia e centinaia ne hanno ferito molti dei quali ancora in pericolo di vita. E ciò essi hanno fatto freddamente per averne in cambio denaro.
A parte l’individuazione dei mandanti che è cosa che compete alle Autorità russe e dunque a parte le eventuali responsabilità nell’attentato di Ucraina, di USA e UK, è da segnalare come le “anime belle” della stampa e televisione nazionale, asservite ai loro padroni anglosassoni, si sono stracciate le vesti accusando il Presidente Putin e le Autorità russe di ogni possibile ignominia per il trattamento riservato ai criminali autori della strage.
Questi indegni personaggi dediti alla propaganda (che non sanno cosa sia la vera informazione) pubblica e privata dei giornali e della televisione, vadano ad esporre le loro censure ai familiari della strage che hanno perso il padre o la madre, il figlio o la sorella, il nipote o il nonno.
Vadano a parlare con i familiari delle vittime se ne hanno il coraggio e la sfrontatezza.
Ma la stampa e la televisione asservite al cancro anglo-americano evidentemente non ricordano le invereconde torture praticate dagli esportatori di democrazia e difensori dei diritti umani, non solo a Guantanamo ma anche e soprattutto in Iraq, in Siria, in Libia. Sono gli stessi che hanno creato e finanziano ancora i terroristi dell’Isis.
L’arroganza di questi sedicenti giornalisti, commentatori, opinionisti o ballerine da talk show che sono servi dell’arroganza di chi pretende di dominare Stati e Popoli oltre che le coscienze delle persone, per meglio e più compiutamente approfittarsi delle altrui ricchezze naturali (basta pensare al petrolio siriano che viene estratto e venduto da compagnie petrolifere d’oltre oceano, e quindi parliamo di un furto a mano armata), ha superato ogni limite di decenza e meriterebbero – essi per primi – lo stesso trattamento riservato ai sanguinari assassini autori della strage al Crocus.
Anche questa gentaglia ha commesso una strage e forse una strage ancora più devastante: con le loro menzogne, con le loro falsità, con i loro servili e interessati silenzi, con la loro sistematica disinformazione, hanno fatto strage della coscienza di milioni di persone che da essi ancora vengono ingannate.
AUGUSTO SINAGRA
Abbiamo visto tutti in televisione i sanguinari terroristi autori dell’attentato al Crocus di Mosca, quasi tutti prontamente arrestati dalla Polizia russa e tradotti dinanzi al giudice per la convalida dell’arresto.
Abbiamo visto tutti come essi siano stati anche pesantemente malmenati e ciò traspariva chiaramente dalle immagini che hanno fatto il giro del mondo.
È certo che la cosa è assolutamente rattristante ma vi è pur da considerare che questi criminali sanguinari hanno uccisi 139 persone (al momento) e centinaia e centinaia ne hanno ferito molti dei quali ancora in pericolo di vita. E ciò essi hanno fatto freddamente per averne in cambio denaro.
A parte l’individuazione dei mandanti che è cosa che compete alle Autorità russe e dunque a parte le eventuali responsabilità nell’attentato di Ucraina, di USA e UK, è da segnalare come le “anime belle” della stampa e televisione nazionale, asservite ai loro padroni anglosassoni, si sono stracciate le vesti accusando il Presidente Putin e le Autorità russe di ogni possibile ignominia per il trattamento riservato ai criminali autori della strage.
Questi indegni personaggi dediti alla propaganda (che non sanno cosa sia la vera informazione) pubblica e privata dei giornali e della televisione, vadano ad esporre le loro censure ai familiari della strage che hanno perso il padre o la madre, il figlio o la sorella, il nipote o il nonno.
Vadano a parlare con i familiari delle vittime se ne hanno il coraggio e la sfrontatezza.
Ma la stampa e la televisione asservite al cancro anglo-americano evidentemente non ricordano le invereconde torture praticate dagli esportatori di democrazia e difensori dei diritti umani, non solo a Guantanamo ma anche e soprattutto in Iraq, in Siria, in Libia. Sono gli stessi che hanno creato e finanziano ancora i terroristi dell’Isis.
L’arroganza di questi sedicenti giornalisti, commentatori, opinionisti o ballerine da talk show che sono servi dell’arroganza di chi pretende di dominare Stati e Popoli oltre che le coscienze delle persone, per meglio e più compiutamente approfittarsi delle altrui ricchezze naturali (basta pensare al petrolio siriano che viene estratto e venduto da compagnie petrolifere d’oltre oceano, e quindi parliamo di un furto a mano armata), ha superato ogni limite di decenza e meriterebbero – essi per primi – lo stesso trattamento riservato ai sanguinari assassini autori della strage al Crocus.
Anche questa gentaglia ha commesso una strage e forse una strage ancora più devastante: con le loro menzogne, con le loro falsità, con i loro servili e interessati silenzi, con la loro sistematica disinformazione, hanno fatto strage della coscienza di milioni di persone che da essi ancora vengono ingannate.
AUGUSTO SINAGRA
ANCORA A PROPOSITO DELLA ILARIA SALIS
A proposito di tale gentile fanciulla leggo cose molto stravaganti, contraddittorie e anche strumentali.
Vado in ordine sparso: che il Partito Democratico la voglia candidare al Parlamento europeo è ascrivibile a quel “cupiodissolvi” che da tempo divora la sinistra italiana che ormai non esiste più. Se il PD vuol farsi del male e perdere ancora altri voti, si accomodi pure.
Per altro aspetto, pensare che l’eventuale elezione della aggraziata fanciulla in questione comporterebbe l’obbligo per le Autorità magiare di rimetterla in libertà, si tratta di una minchiata gigantesca poiché nulla in tal senso si ricava dagli attiinternazionali e dal Regolamento dello stesso Parlamento europeo.
A parte che l’immunità … retroattiva esiste solo nella testa vuotadi qualche dirigente del PD, vi è che la gravità dei delitti imputati alla sensibile fanciulla non consente l’effetto sperato da coloro che ne condividono i mezzi con i quali la stagionata fanciulla svolge la sua attività “politica”.
A parte il fatto che per i molti altri detenuti italiani in tanti altri Stati stranieri dove le condizioni di detenzione e l’amministrazione della giustizia sono assolutamente ignobili, non si rivolge nessuna attenzione, quel che desta curiosità sono le dichiarazioni del padre della fanciulla. Capisco l’ansia, la preoccupazione e l’affetto di un padre per la figlia, ma questo non deve fare agio su dichiarazioni che il padre poteva anche risparmiarsi, e proprio nell’interesse della figlia.
Sentire il padre dire che “il governo italiano dovrebbe farsi un esame di coscienza” è cosa che urterebbe i nervi anche al Poverello di Assisi. Cosa avrebbe dovuto e cosa dovrebbe fare il governo italiano secondo l’ansioso padre della fanciulla?! Non pensa forse l’ansioso babbo che l’esame di coscienza dovrebbe farlo soprattutto e per prima la sua esuberante figliola?
A parte la questione delle manette ai polsi e alle caviglie come fanno in USA, in molti altri Stati e anche in Italia, che è questione che dipende da una insindacabile valutazione di esigenze di sicurezza di competenza esclusiva dello Stato ungherese, la Ilaria Salis pensi piuttosto a difendersi dalle gravissime accuse che le vengono rivolte, eviti quegli atteggiamenti di sovrana supponenza che manifesta nell’aula di giustizia ungherese attraverso sorrisi e risate del tutto fuori luogo. E magari formuli le sue scuse a quel poveretto al quale lei e i suoi complici quasi hanno spaccato la testa riducendolo in fin di vita.
E il padre, invece di lamentarsi senza motivo, si compiaccia del fatto che la figlia appare inequivocabilmente in ottime condizioni di salute e dunque di adeguata alimentazione e cure, e si compiaccia anche del fatto che il lungo soggiorno che la aspetta in Ungheria le consentirà anche di imparare il difficile idioma magiaro.
AUGUSTO SINAGRA
A proposito di tale gentile fanciulla leggo cose molto stravaganti, contraddittorie e anche strumentali.
Vado in ordine sparso: che il Partito Democratico la voglia candidare al Parlamento europeo è ascrivibile a quel “cupiodissolvi” che da tempo divora la sinistra italiana che ormai non esiste più. Se il PD vuol farsi del male e perdere ancora altri voti, si accomodi pure.
Per altro aspetto, pensare che l’eventuale elezione della aggraziata fanciulla in questione comporterebbe l’obbligo per le Autorità magiare di rimetterla in libertà, si tratta di una minchiata gigantesca poiché nulla in tal senso si ricava dagli attiinternazionali e dal Regolamento dello stesso Parlamento europeo.
A parte che l’immunità … retroattiva esiste solo nella testa vuotadi qualche dirigente del PD, vi è che la gravità dei delitti imputati alla sensibile fanciulla non consente l’effetto sperato da coloro che ne condividono i mezzi con i quali la stagionata fanciulla svolge la sua attività “politica”.
A parte il fatto che per i molti altri detenuti italiani in tanti altri Stati stranieri dove le condizioni di detenzione e l’amministrazione della giustizia sono assolutamente ignobili, non si rivolge nessuna attenzione, quel che desta curiosità sono le dichiarazioni del padre della fanciulla. Capisco l’ansia, la preoccupazione e l’affetto di un padre per la figlia, ma questo non deve fare agio su dichiarazioni che il padre poteva anche risparmiarsi, e proprio nell’interesse della figlia.
Sentire il padre dire che “il governo italiano dovrebbe farsi un esame di coscienza” è cosa che urterebbe i nervi anche al Poverello di Assisi. Cosa avrebbe dovuto e cosa dovrebbe fare il governo italiano secondo l’ansioso padre della fanciulla?! Non pensa forse l’ansioso babbo che l’esame di coscienza dovrebbe farlo soprattutto e per prima la sua esuberante figliola?
A parte la questione delle manette ai polsi e alle caviglie come fanno in USA, in molti altri Stati e anche in Italia, che è questione che dipende da una insindacabile valutazione di esigenze di sicurezza di competenza esclusiva dello Stato ungherese, la Ilaria Salis pensi piuttosto a difendersi dalle gravissime accuse che le vengono rivolte, eviti quegli atteggiamenti di sovrana supponenza che manifesta nell’aula di giustizia ungherese attraverso sorrisi e risate del tutto fuori luogo. E magari formuli le sue scuse a quel poveretto al quale lei e i suoi complici quasi hanno spaccato la testa riducendolo in fin di vita.
E il padre, invece di lamentarsi senza motivo, si compiaccia del fatto che la figlia appare inequivocabilmente in ottime condizioni di salute e dunque di adeguata alimentazione e cure, e si compiaccia anche del fatto che il lungo soggiorno che la aspetta in Ungheria le consentirà anche di imparare il difficile idioma magiaro.
AUGUSTO SINAGRA