Comitato No IMEC
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NASCE IL COMITATO NO IMEC: FUORI LA GUERRA DAL NOSTRO PORTO!

Ieri si è svolta la presentazione del Comitato No Imec, presso la sede del Fronte della Primavera Triestina, in via Giulia 74/a. Fanno parte di questo Comitato il Coordinamento No Green Pass e Oltre, il Fronte della Primavera Triestina, il Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (P. Carc), Socialismo Italico - Socit, il Partito Comunista, la Tavola per la Pace del Friuli Venezia Giulia, l'associazione Multipopolare-Ottolina Tv, il movimento Risveglio Umano e l'associazione Alister.

Il Comitato si è costituito in concomitanza alla conferenza organizzata il 17 marzo, alla presenza del ministro degli Esteri Tajani, per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l’Europa e l’India, attraverso il corridoio Imec (India Middle East- Europe Economic Corridor), transitante per Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Giordania e Israele.

Si ricorda che proprio in occasione della conferenza del 17 marzo 2026, il Comitato aveva tenuto un presidio, informativo e di protesta, in piazza della Borsa. Facendo leva sull’aspetto del vantaggio economico che se ne potrebbe ricavare, il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima del regime sionista di Israele.

In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato nel principale hub europeo per i traffici di armi verso il regime genocida sionista. Tale ruolo s’integra con la designazione di Trieste come “porto dell’Ucraina” e con il progetto del Trimarium, volto ad integrare l’Europa centro-orientale in chiave antirussa, alimentando così la drammatica spirale verso la terza guerra mondiale.

In tale modo il porto di Trieste verrebbe ad essere ridotto a nodo infrastrutturale per le strategie di guerra del regime sionista, degli Usa, della Nato e dell’Ue. Trasformare Trieste in un porto militare significa renderla un potenziale obiettivo di guerra, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini.

Queste scelte bellicose non rappresentano solo un pericolo concreto per la nostra incolumità, ma violano anche la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947, attraverso l'istituzione del Territorio Libero di Trieste.

NO ALL'IMEC, NO A TRIESTE PORTO DI GUERRA!

SÌ ALLA PACE, ALLA SMILITARIZZAZIONE E AL PORTO FRANCO INTERNAZIONALE!


Seguici su 👉🏻 https://t.me/noimectrieste
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imec scheda tecnico politica-1.pdf
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IMEC CORRIDOIO DI GUERRA

Ieri mattina abbiamo presentato a Trieste il Comitato No Imec, il corridoio di guerra che sarebbe destinato a collegare il porto della nostra città allo scalo militare sionista di Haifa. Qui di seguito una breve scheda che riassume finalità, prospettive e contesto dell'Imec
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L'obiettivo chiave di IMEC, derivato della spinta degli Accordi di Abramo di Trump 2.0, è trasformare Israele in un centro strategico per i flussi commerciali ed energetici in Asia occidentale.

Leggi l'articolo di Pepe Escobar 👇🏻
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pepe_escobar__la_guerra_contro_liran_ridefinisce_la_guerra_dei_corridoi_di_connettivit/39602_66475/

@noimectrieste
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MOBILITIAMOCI contro la Terza Guerra Mondiale e il corridoio IMEC!

Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza per rivendicare con forza che non debba essercene una terza. Mentre i fronti di guerra divampano dall’Ucraina all’Iran, passando per la martoriata Palestina, il Libano e lo Yemen, gli interessi della macchina bellica statunitense, occidentale e israeliana stanno trascinando il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale. Una minaccia che passa sempre più direttamente per il Porto di Trieste.

Il percorso di militarizzazione del nostro scalo ha subìto un'accelerazione decisiva lo scorso 17 marzo, quando il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è giunto in città per suggellare la candidatura del porto come principale collegamento tra l'Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Quel convegno, che ha visto la partecipazione di esponenti diplomatici e personalità politiche di tutti i paesi coinvolti, ha messo nero su bianco il piano di legare indissolubilmente, attraverso l'IMEC, Trieste al porto di Haifa, la principale infrastruttura militare marittima d'Israele.

Inoltre, l'IMEC rappresenta una sfida aperta agli interessi cinesi nel Mediterraneo e punta a trasformare il nostro scalo, attraverso la formula "dual-use", in un avamposto strategico della NATO.

Queste scelte, oltre a trasformare Trieste in un legittimo obbiettivo di guerra, violano apertamente la neutralità e la demilitarizzazione stabilite dalla Risoluzione 16/1947 del Consiglio di Sicurezza ONU e dal Trattato di Pace di Parigi del 1947.

NESSUN FUTURO ECONOMICO: SOLO CRISI E MILITARIZZAZIONE

A fronte di questi gravissimi rischi, la narrazione ufficiale parla di "sviluppo", ma la realtà è ben diversa. L'IMEC non prospetta alcuna reale crescita per una città già in piena crisi industriale, ridotta a un cimitero di fabbriche e con i traffici portuali di container ridotti di quasi il 20% nel 2025.

Il progressivo assoggettamento del porto alla logica della NATO e il rifiuto sistematico della sua internazionalizzazione – statuita del Trattato di Pace – stanno condannando il futuro economico di Trieste. Il governo Meloni, in cambio della nostra trasformazione in base logistica bellica, offre solo uno smantellamento del tessuto produttivo. Crisi industriale e trasformazione in avamposto di guerra vanno di pari passo: entrambe rispondono a logiche imperialiste estranee agli interessi della popolazione. I nostri soldi siano spesi per la sanità, la scuola, le pensioni e i salari, non per i piani di riarmo e i profitti dei produttori di morte.

IL COMITATO NO IMEC

Per opporsi a questa degenerazione, recentemente variegate forze politiche e sociali hanno dato vita a Trieste a questo Comitato: il Coordinamento No Green Pass e Oltre, il Fronte della Primavera Triestina, i CARC, SOCIT – Socialismo Italico, il Partito Comunista, la Tavola per la Pace del Friuli Venezia Giulia, l’associazione Multipopolare, il movimento Risveglio Umano e l’associazione Alister.

TUTTI IN PIAZZA A SAN GIACOMO IL 9 MAGGIO ALLE ORE 10!

È il momento di mobilitarci per respingere il tentativo di trasformare il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze NATO, responsabili della deriva verso la catastrofe globale. Non vogliamo che Trieste venga utilizzata come struttura logistica per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia o per le aggressioni in Medio Oriente.

Il 9 maggio alle ore 10 partiremo da Campo San Giacomo – cuore della Trieste popolare che subì i maggiori bombardamenti alleati il 10 giugno 1944, con quasi 500 vittime – per arrivare alla Torre del Lloyd dove ha sede l'autorità portuale: uniremo il ricordo delle vittime della Seconda Guerra Mondiale alla denuncia dei piani per il coinvolgimento del porto di Trieste nella Terza Guerra Mondiale.

Comitato NO IMEC
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MOBILITIAMOCI CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE E IL CORRIDOIO IMEC

Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza per rivendicare con forza che non debba essercene una terza. Mentre i fronti di guerra divampano dall’Ucraina all’Iran, passando per la martoriata Palestina, il Libano e lo Yemen, gli interessi della macchina bellica occidentale e israeliana stanno trascinando il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale.

È il momento di mobilitarci per respingere il tentativo di trasformare il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze NATO, responsabili della deriva verso la catastrofe globale. Non vogliamo che Trieste venga utilizzata come struttura logistica per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia o per le aggressioni in Medio Oriente.

TUTTI IN PIAZZA A SAN GIACOMO IL 9 MAGGIO ALLE ORE 10!

Leggi l'appello completo
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Intervista di Adam Bark (Fronte della Primavera Triestina e Comitato No IMEC) con Clara Statello su Casa del Sole TV

Si tratta:

🔴 Il nuovo libro "Trieste porto franco internazionale"
🔴 Le ultime notizie sul corridoio IMEC
🔴 L'attacco all'autonomia portuale con la riforma Porti d'Italia S.p.A.
🔴 La geopolitica che passa per Trieste

Buona visione!

https://www.youtube.com/watch?v=hfNOTB-3Bic
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Riceviamo e diffondiamo. Sabato 9 maggio dalle 16 in via Orlandini 38: un pomeriggio e una serata di raccolta fondi per i denunciati per le mobilitazioni per la Palestina a Trieste del settembre-ottobre 2025. DIAMO OGNUNO QUALCOSA PERCHÉ QUALCUNO NON DEBBA PAGARE PER TUTTI!
GIÙ LE MANI DA TRIESTE!

Diffondiamo questa intervista ad un rappresentante del Comitato No Imec su Ottolina TV. Ci vediamo sabato 9 maggio alle 10.00 in Campo S. Giacomo per dire no alla terza guerra mondiale, all'Imec e alla trasformazione di Trieste in porto militare!

https://www.youtube.com/live/uaCelpbWnvA?is=ukVSrmszymKY1QuL
Domani!
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ESORTIAMO DOMANI ALLA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE IN PIAZZA OBERDAN ALLE 18.30 A TRIESTE. NO ALL'IMEC, TRIESTE NON SIA IL PORTO EUROPEO DEI TERRORISTI E TORTURATORI SIONISTI!
Forwarded from Blocchiamo Tutto - TS
Hanno abbordato una missione civile.
Hanno rapito e deportato attivistə internazionali.
Hanno aperto il fuoco contro persone disarmate.
Nelle ultime ore stanno circolando video di pestaggi, violenze e maltrattamenti contro i/le compagnə della Global Freedom Flotilla. Persone partite per rompere il silenzio, portare solidarietà e denunciare il blocco e il massacro in corso a Gaza vengono trattate come criminali.
Non possiamo assistere in silenzio all’ennesima violazione del diritto internazionale, all’ennesimo attacco contro civili, all’ennesima repressione contro chi prova ad agire concretamente.
Denunciamo gli abusi e l'impunità dello stato  sionista e la complicità dei nostri governi attraverso la denuncia delle detenzioni illegali, ora dei/delle nostri/e attivisti/e che oggi subiscono quello che i prigionieri palestinesi subiscono da anni tutti i giorni