LuisaTreccani.it | Essere Professionisti a Scuola
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Rifletto sul mondo della scuola non per creare problemi ma per trovare soluzioni
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Finalmente anche il personale precario ha diritto a 500€ della card per la formazione del personale docente. Se vi ricordate questa card era stata introdotta con la legge della Buona Scuola nel 2015, ma era solo per il personale docente di ruolo. Attraverso il decreto salva infrazioni, il D.L. n. 69 del 2023, in fase di conversione in legge, si sta stabilendo che a partire dal 2023 anche il personale precario ha diritto a vedere riconosciuto questi 500€ annui per la formazione.

È importante però capire cosa accadrà durante la conversione in legge, perché, oltre a chiarire tutti coloro che saranno destinatari di questo importo (incarichi annuali al 31/08 o anche al 30/06?), si capirà nel dettaglio cosa si intende per validità del 2023. Su questo riconoscimento, infatti, il 2023 è un anno solare, ma noi ragioniamo per anno scolastico (2022/23 - 2023/24).

Ci terremo aggiornati.
Esplora il Manifesto della Scuola del Gratuito: un'approccio innovativo alla pedagogia che promuove l'apprendimento personale attraverso la scuola senza voti per promuovere un'educazione autentica e personalizzata.

Leggi l'articolo sul mio blog
150 scuole per le GPS
Quest’anno, con un discreto anticipo, il MIM ha già predisposto l’attivazione delle funzioni per esprimere le preferenze per le 150 scuole per coloro che sono nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze.

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Concorsi scuola 2023, tra poco i bandi: facciamo il punto.

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Organi collegiali: la giunta esecutiva nella scuola.

Nell'analizzare gli organi collegiali, è necessario approfondire la composizione e il ruolo della giunta esecutiva.

La giunta esecutiva è eletta dal consiglio d’Istituto ed è composta da un docente, un rappresentante del personale amministrativo o tecnico o ausiliario, due genitori.

Sono membri di diritto della giunta il dirigente scolastico, che la presiede e rappresenta giuridicamente l’istituto, ed il direttore dei servizi generali e amministrativi, che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa.

Per approfondire puoi leggere l'articolo sul mio blog...
https://www.luisatreccani.it/giunta-esecutiva-scuola/
https://youtu.be/JoT_y8zne0A

Il "Collegio dei Docenti" è l'organo collegiale responsabile dell'organizzazione didattica ed educativa della scuola, composto da tutti i docenti, sia di ruolo che supplenti, delle varie discipline e del sostegno.

Ha poteri deliberanti significativi riguardo alla vita scolastica, partecipando attivamente alle scelte didattiche e alla programmazione dell'azione educativa, adattando le Indicazioni Nazionali alle esigenze specifiche del territorio e dell'istituto.

Propone la formazione e composizione delle classi e l'assegnazione dei docenti, formulando anche proposte relative all'orario scolastico e deliberando sulla suddivisione dell'anno scolastico per la valutazione degli studenti.

Valuta periodicamente l'andamento dell'azione didattica, proponendo miglioramenti dell'offerta formativa. Si occupa anche dell'adozione dei libri di testo, dell'acquisto di sussidi didattici e promuove iniziative di ricerca e sperimentazione.

Promuove iniziative di aggiornamento per il personale, elegge rappresentanti nel consiglio d'istituto e pianifica attività di supporto per gli studenti diversamente abili, prestando attenzione anche all'accoglienza degli studenti stranieri.

Esamina casi di scarso profitto e irregolarità nella frequenza, esprimendo pareri sugli aspetti didattici delle proposte di arricchimento dell'offerta formativa provenienti anche dall'esterno.

Elabora il "Piano Triennale dell'Offerta Formativa" (PTOF), documento fondamentale per l'identità e la programmazione della scuola.

È fondamentale che i docenti conoscano e partecipino attivamente al "Collegio dei Docenti", poiché questo organo prende decisioni cruciali che influenzano l'attività scolastica quotidiana e il rispetto della libertà di insegnamento.
https://youtu.be/R-ilzLj2YRY

Scuola senza voti: sperimentazione e difficoltà:
Nel video si analizzano le sperimentazioni e le ricerche condotte negli anni sulla valutazione senza voti. L'obiettivo è superare la mera misurazione delle prestazioni e valorizzare le capacità e le intelligenze individuali attraverso il dialogo.

Esperienze di ricerca:
A partire dagli anni 2000, sono state condotte ricerche a Pesaro e Rimini. Queste ricerche hanno sperimentato forme di valutazione alternative incentrate sul dialogo e non sulla misurazione delle prestazioni.

Obiettivi:
L'idea è tranquillizzare gli studenti, rendendoli consapevoli dei propri progressi e motivandoli a migliorarsi. La valutazione dovrebbe essere un processo continuo che accompagna l'apprendimento e non ridursi all'espressione di un singolo voto o giudizio.

Coinvolgimento delle famiglie:
Le famiglie dovrebbero essere coinvolte in questo nuovo processo di valutazione, comprendendo e apprezzando l'approccio alternativo alla valutazione.

Sfide:
L'applicazione di questa teoria nella scuola attuale potrebbe incontrare difficoltà.
Infatti, anche il recente tentativo di reintrodurre i giudizi al posto dei voti nella scuola primaria nell'anno scolastico 21-22, si è fermato esclusivamente a questo ordina di scuola e non ha una continuità negli altri.

Conclusioni:
L'approccio della scuola senza voti propone una valutazione che dovrebbe essere vista come un'opportunità per gli studenti di riflettere sulle proprie capacità e progressi, piuttosto che come una mera misurazione delle prestazioni. La "scuola senza voti" offre spunti interessanti per riconsiderare l'approccio tradizionale alla valutazione.
Il percorso per diventare insegnante: tutto sui 60 CFU e l'abilitazione in Italia
https://youtu.be/cLg3M999DUM

Il DL 75 ha rivisto il decreto legislativo 59 del 2017, che stabiliva come ottenere l'abilitazione e passare di ruolo.

La "buona scuola" ha introdotto vari decreti legislativi, tra cui il decreto legislativo 59 del 2017.
Il nuovo sistema di formazione iniziale per diventare insegnante delineato con il recente DPCM prevede un percorso universitario e accademico con valore abilitante. Questo percorso mira a fornire al docente competenze didattiche, psicopedagogiche e metodologico-didattiche. Viene anche data importanza alla dimensione organizzativa della scuola e agli aspetti deontologici della professione.

L'articolo 27 del contratto collettivo del comparto scuola del 2016-2018 elenca le competenze richieste a un docente, che vanno oltre le sole competenze didattiche.
Per ottenere l'abilitazione, è necessario completare un percorso universitario e accademico che consente di accumulare 60 CFU. Questo percorso include anche un'esperienza di tirocinio. Una volta ottenuti i 60 CFU, si deve superare un concorso ordinario, bandito su base regionale o interregionale.

Dopo aver superato il concorso, gli insegnanti vengono assunti con un contratto di prova e formazione di un anno, che si conclude con un test finale.
Il decreto stabilisce anche le differenze tra le situazioni transitorie legate all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e le situazioni al regime, ovvero le modalità ufficiali per ottenere l'abilitazione e diventare insegnante.
Il CCNL 2019/21 del comparto scuola ha finalmente fatto chiarezza su alcuni impegni introdotti per legge: la formazione e le riunioni del GLO.
La definizione di cosa, come, quando e dove riconoscere queste ore è competenza del collegio dei docenti.

È, pertanto, irrinunciabile tornare ad essere protagonisti delle scelte del collegio dei docenti, per assumere responsabilmente le decisioni e non subirle.

https://youtu.be/o8TvSUCKKdU
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Riunioni GLO: ora le ore sono riconosciute!
Hai partecipato a una riunione del GLO e non ti sono state riconosciute le ore? Oppure non hai potuto partecipare perché l'orario era impossibile?
Finalmente il contratto 2019-21 del comparto scuola ha fatto chiarezza!
Le ore del GLO sono ora considerate servizio effettivo e devono essere collocate nel piano annuale delle attività, fino a un massimo di 40 ore.
Ecco cosa significa per te:
Le ore del GLO sono riconosciute come servizio a tutti gli effetti.
Hai diritto a vedertele retribuite.
Le riunioni del GLO devono essere inserite nel piano annuale delle attività.
Puoi finalmente partecipare alle riunioni del GLO senza preoccuparti di non essere pagato!
In questo video, analizziamo il tema della contrattazione nella scuola italiana, approfondendo i poteri e gli strumenti a disposizione del personale docente e ATA.

Verrà discusso il contratto 2019-21, con particolare attenzione a:
Informazione: il diritto del personale ad essere informato su tutti i finanziamenti che la scuola riceve, come il PNRR.

Confronto: la possibilità di aprire un confronto con il dirigente scolastico su temi come i criteri di assegnazione del personale, i plessi e le classi.
Contrattazione integrativa: la leva strategica per discutere e definire criteri di ripartizione del fondo d'istituto, bonus, diritto allo studio e altri finanziamenti.
Mobilità: le deroghe ai vincoli di permanenza per tutelare determinati diritti, come nel caso dei neo-immessi in ruolo.

Il video si concentra sull'importanza della partecipazione attiva del personale alla contrattazione, per una migliore equa distribuzione delle risorse e un riconoscimento del lavoro svolto da tutti. https://youtu.be/ynlE9zCdzvk
https://youtu.be/Qfkr0QVrqmM

CSPI è l’acronimo di Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il massimo organo di rappresentanza istituzionale e professionale del mondo della scuola.

Il CSPI è nato prima dei decreti delegati del 1974 che hanno introdotto il principio fondamentale della partecipazione democratica alla gestione delle scuole, istituendo gli organi collegiali. Infatti, il CSPI (prima Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione - CNPI) è stato istituito nel 1847 nel Regno di Sardegna, come organo consultivo del Regno di Sardegna prima e del Governo, poi, con la promulgazione dello Statuto Albertino.

Con l’autonomia scolastica e la riforma degli organi collegiali del 1999 ha cambiato denominazione: da CNPI a CSPI.

Si tratta di un organismo fondamentale per la rappresentanza e la partecipazione di tutte le componenti della scuola e di tutti i soggetti interessati nell’esprimersi sulle norme riguardanti la scuola.
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Il problema delle cosiddette classi pollaio nelle scuole è denunciato da tempo. Analizzando il contesto, proviamo ad ipotizzare una possibile soluzione.