Almanacco di Luca Ricatti
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Il 10 Marzo del 2012 moriva Moebius, nome d’arte di Jean Giraud.

Nato a Parigi nel ’38, iniziò a frequentare una scuola di arti applicate a 14 anni e lo stesso anno pubblicò la sua prima storia a fumetti.

La sua prima creazione di successo fu la serie «Blueberry», ambientata nel far west.
Nel frattempo, iniziò a realizzare storie fantastiche usando lo pseudonimo «Moebius».

Nel ’74 fondò insieme a tre colleghi fumettisti il gruppo degli «Umanoidi associati» dal quale scaturì la rivista «Métal Hurlant», un trimestrale di storie a fumetti fantastiche e fantascientifiche.
Lo stile di Moebius divenne originalissimo: disegni curatissimi nei minimi dettagli per storie dalla sceneggiatura sempre più vaga e onirica.
Le meravigliose tavole di «Arzak» sono l’apice.

Poi ci fu l’«Incal», storia fantascientifica scritta dal folle genio di Alejandro Jodorowsky e perfino una storia scritta da Stan Lee con protagonista Silver Surfer: «Parabola».

Quando andavo al liceo, con alcuni amici creammo un mini giornaletto di poesie che prendeva il titolo da un fumetto di Moebius: «Garage Ermetico».
Per me Moebius non è solo probabilmente il più grande disegnatore a fumetti di tutti i tempi. È l’incarnazione della creatività pura, è la capacità di fare arte attingendo alla fonte dei sogni più profondi e imperscrutabili.
L’11 Marzo del 1952 nasceva Douglas Adams.

Nacque a Cambridge, ma quando aveva 5 anni i suoi si separarono e andò a vivere con la madre dai nonni materni, in una cittadina vicino Londra.

Inizialmente indirizzò i suoi studi sulle materie scentifiche, ma aveva il pallino della scrittura e finì col laurearsi in letteratura inglese. Non prima però, di aver fatto un viaggio in autostop che lo portò fino a Istambul.

Lavorò a diverse sceneggiature televisive, Monty Pythons, il Doctor Who. Ma faceva pochi soldi con questa roba e si guadagnava da vivere facendo le cose più disparate, tipo il lavapiatti o la guardia del corpo. Questi iniziali insuccessi lo portarono a un periodo di depressione.

Il successo arrivò con la «Guida Galattica per Autostoppisti».

La Guida era nata come radiodramma, ma poi si trasformò in un romanzo, al quale seguirono ben 4 sequel. Adams mescolava fantascienza, humor, non-sense e filosofia.

Questa «Trilogia in 5 romanzi» vendette complessivamente 15 milioni di copie in tutto il mondo.
È morto nel 2001 per un attacco di cuore.
Il 12 Marzo 1977 veniva chiusa, anzi distrutta Radio Alice.

Era nata circa un anno prima in una soffitta di Bologna, usando come trasmittente un residuo bellico statunitense della Seconda Guerra Mondiale.
Il nome era ovviamente ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ma anche a quello della figlia di una delle fondatrici.

Radio Alice era nata sull’onda delle Radio Libere, che cercavano di sconfiggere il monopolio RAI dell’emissione di trasmissioni. La caratteristica più spiazzante (e odiosa per le autorità) era l’uso della «diretta telefonica»: in pratica, chiunque poteva telefonare allo studio e andare in onda.

La radio non aveva un palinsesto, ma era un fluire continuo di quella che era chiamata «comunicazione liberata» e così si passava dalla lettura di poesie alle trasmissioni di concerti passando per le lezioni di Yoga.

Il 12 Marzo del ’77, a Bologna ci fu una manifestazione di protesta per l’uccisione di uno studente e militante di Lotta Continua, Francesco Lorusso, da parte di un carabiniere.

Ci furono scontri violenti con le forze dell’ordine. Manifestanti e semplici testimoni telefonavano a Radio Alice per raccontare quello che accadeva.

La Polizia si convinse che Radio Alice stava «dirigendo i manifestanti» e così irruppe nella soffitta, distrusse tutti i macchinari e arrestò tutti i presenti.
Ovviamente furono tutti prosciolti, ma la breve quanto strabiliante vita di Radio Alice finì.
(Per la verità fu rimessa in piedi da altri e funzionò ancora per circa due anni).

L’irruzione e la distruzione di Radio Alice furono ovviamente raccontate in diretta e restano documento audio di grande interesse storico.
Il 14 Marzo 2008, avveniva una delle peggiori stragi operate dai militari cinesi in Tibet.

Già dal 10 Marzo erano iniziate alcune proteste guidate dai monaci buddisti.

La mattina del 14, intorno alle 10:00, era iniziata una manifestazione di protesta, partita da un piccolo monastero nel centro di Lhasa. I monaci inneggiavano al Dalai Lama, il loro leader spirituale in esilio dal 1959.

Siccome all’inizio la polizia presente era poca, nessuno aveva potuto impedire a molti civili di unirsi alla protesta dei monaci.
Alcuni testimoni dichiararono di aver visto persone in borghese fare fuoco restando a bordo di alcune automobili.

Verso le 11:30 arrivò la polizia militare, che iniziò a sparare gas lacrimogeni e a picchiare i manifestanti.

Alcuni di questi reagirono, e ci furono incendi a negozi cinesi, il che probabilmente rese ancora più violenta la repressione.

Non si è mai saputo quanti morti ci siano stati, ne sono stati accertati venti, tra cui alcuni ragazzi tra i 15 e i 17 anni.
Il 16 Marzo del 1961 nasceva Todd McFarlane.
Nacque a Calgary, in Canada.
Crebbe da appassionato di baseball e di fumetti di supereroi.
Acquistava tutti i numeri di tutte le serie della Marvel e della DC Comics. Avrebbe voluto diventare giocatore di baseball professionista, ma non era abbastanza bravo. Allora decise di approfondire la sua passione per i fumetti e il disegno e frequentò un istituto per le Arti Grafiche, lavorando contemporaneamente in un negozio di fumetti.
Cominciò a spedire disegni a tutte le case editrici.
Riuscì ad avere un contratto con la DC e a lavorare niente meno che per gli albi di Batman.
Poi ebbe un offerta dalla Marvel e finì a lavorare sulla testata di punta: The Amazing Spider-Man.

Gli fu chiesto di rinnovarla graficamente e lo fece: occhi più grandi, arti più sottili e ragnatele «a spaghetti».
Fu un successo incredibile.

Ma McFarlane aveva idee sue, a volte spingeva troppo oltre i disegni, alla Marvel non accettavano immagini troppo violente.

Nel 1991 abbandonò la Marvel e creò una sua casa editrice. Aveva fatto una barca di soldi e poteva permetterselo.
Oggi scrive e disegna poco, più che altro fa l’imprenditore.
Possiede anche una casa di produzione di film di animazione e realizza pupazzi di supereroi.
Possiede anche una squadra di baseball.

Quando ero adolescente leggevo diversi fumetti, tra cui L’Uomo Ragno.
All’epoca si chiamava così, mica “Spider-man”.
Ma c’erano alcuni albi per me speciali, perché erano disegnati in un modo pazzesco.

Mica lo sapevo io (quattordicenne di Roma che leggeva i fumetti sull’autobus di ritorno da scuola) che in America questo McFarlane era una star.
C’era questo Uomo Ragno con gli occhi enormi e le ragnatele tutte sfilacciate, i corpi avevano una elasticità e un dinamismo mai visti prima.
Ero completamente stregato dai suoi disegni.
Il 17 Marzo del 1967 nascava Billy Corgan.

I genitori divorziarono quando aveva due anni e dopo aver passato del tempo coi nonni, lui e suo fratello tornarono a vivere col padre che si era risposato. Poi il padre divorziò di nuovo e i bambini andarono a vivere con la matrigna.

Nonostante fosse un musicista, il padre non insegnò mai la musica a Billy, che invece iniziò a suonare la Chitarra da autodidatta.

Formò il primo nucleo degli Smashing Pumpkins col chitarrista James Iha e la bassista D’arcy Wretzky.
Si esibirono la prima volta ad Agosto del ’88 con l’ausilio di una drum machine e il proprietario del locale gli offrì il suo palco a patto che trovassero un vero batterista.
Il debutto della band al completo avvenne come gruppo spalla dei Jane’s Addiction.

Il successo mondiale li portò a essere una delle band di maggior successo degli anni ’90 e Billy Corgan divenne una star.
La band si è poi sciolta, riformata e risciolta e negli anni 2000 Corgan ha realizzato anche degli album solisti.

È appassionato di wrestling, al punto da aver assunto ruoli di prestigio nelle federazioni di questa specie di sport.
Il 18 Marzo del 2017 moriva Chuck Berry.

Era nato nel 1926, in una famiglia benestante, quarto di sei figli. Imparò a suonare la chitarra da ragazzino, ma aveva anche la tendenza a comportarsi da delinquente.
Aveva 15 anni quando fece il suo primo concerto, ma poco tempo dopo fu arrestato per aver rapinato l’auto a un pesante, minacciandolo con una pistola scarica e rotta. Finì in riformatorio.

Quando uscì, fece molti lavori, ma sempre arrotondava lo stipendio suonando nei locali, non solo il blues per i neri, ma anche il country per i bianchi: la commistione di questi due generi fu poi la base di molti suoi successi e del suo stile chitarristico.
Col passare del tempo, era diventato un chitarrista piuttosto bravo.

Negli anni ’50, Muddy Waters lo raccomandò a Leonard Chess delle Chess Records e Berry azzeccò un singolo dopo l’altro, diventando una star: Johnny B. Good, School Days, Rock ‘n Roll Music.

Ma proprio quando era all’apice del successo, fu arrestato per aver aver avuto rapporti sessuali con una quattordicenne.

Dopo tre anni di carcere, il pubblico lo aveva abbandonato, ma riuscì a sfornare diversi nuovi buoni singoli e la sua carriera musicale proseguì, anche se non tornò mai ai livelli degli anni ’50.
Ha continuato a suonare e fare concerti fino a quasi 90 anni.
Il 19 Marzo del 1990 moriva Andrew Wood, cantante e frontman prima dei Malfunkshun e poi dei Mother Love Bone.
Andrew imparò a suonare da piccolo, su un pianoforte rimediato dal padre e mezzo scassato.
Iniziò molto presto a scrivere canzoni, ma anche a fare uso di droghe.
Entrò nei Malfunkshun a soli 14 anni.
Qualche anno dopo, insieme a uno dei membri della band, si staccò per unirsi a Stone Gossard e Jeff Ament (appena usciti dai Green River) per formare i Mother Love Bone.

Andrew Wood amava truccarsi a atteggiarsi nello stile dei cantanti glam rock. Il che è un po’ curioso, visto che è considerato il più importante iniziatore della scena grunge di Seattle e che questa sarebbe diventata famosa anche per il look trasandato e anti-glam dei musicisti.

Entrò in una comunità di recupero per disintossicarsi dall’eroina in vista dell’uscita dell’album di esordio della band, «Apple», ma un giorno la sua ragazza lo trovò in casa in preda a un’overdose.
Fu portato in ospedale, ma un improvviso aneurisma lo mandò in come irreversibile.

Il suo compagno di stanza, un giovane di nome Chris Cornell, scrisse delle canzoni in sua memoria. Insieme ad alcuni ex membri della band, Cornell pubblicò un disco dedicato ad Andrew: “Temple of the dog”.

Nel singolo dell’album (“Hunger Strike”) cantava anche un ragazzo che veniva da San Diego: tale Eddie Vedder. Dopo questa esperienza, Vedder e altri membri dei Temple of the dog formarono i Pearl Jam.

Ad Andrew Wood è dedicata anche un’altra delle più belle canzoni degli anni ’90: «Would?» degli Alice in Chains. Il chitarrista degli Alice, Jerry Cantrel, autore del brano, era un’altro amico di Andrew.
Il 23 Marzo del 1968 nasceva Damon Albarn.

Quando era piccolo la famiglia si trasferì cambiando città più di una volta. In uno di questi spostamenti conobbe Graham Coxon, che sarebbe poi diventato chitarrista e cofondatore dei Blur. Ma si persero di vista per molti anni, perché Damon si trasferì a Londra.

Lì conobbe il futuro bassista della band, mentre studiava al college e si dedicava alle prime composizioni.

La band nacque alla fine degli anni ’80, prima col nome di «Circus» e poi con quello definitivo di «Blur», che significa «sfocatura».

I Blur si sono sciolti quando Coxon ha abbandonato la band e Damon Albarn ha proseguito su strade differenti.
Con l’elettronica nei Gorillaz, che hanno pubblicato tantissimi dischi, e con atmosfere più sofisticate nel super-gruppo The Good The Bad and the Queen, che personalmente adoro.

Secondo me è l’artista più geniale uscito dall’ondata del brit-pop degli anni ’90.
Il 29 Marzo del 2013 moriva Enzo Jannacci, cantautore e cabarettista nonché medico.

Ha pubblicato una marea di dischi e ha ispirato e continua a ispirare artisti e comici.

A sentirlo cantare – sempre al imite della stonatura che pareva mezzo ubriaco – verrebbe da pensare che fosse una personalità borderline.

Invece era diplomato al Conservatorio in Armonia, Composizione e Direzione d’orchestra. E siccome non gli bastava, si laureò in medicina e poi si trasferì in Sud Africa per specializzarsi in Chirurgia lavorando a fianco di Chtistiaan Barnard (il primo al mondo a realizzare un trapianto di cuore).

La sua attività artistica è iniziata intorno ai 20 anni, ben prima della laurea in medicina, eppure Jannacci, da quando è diventato medico, ha esercitato per tutta la vita e la considerava la sua professione principale.

L’attività come cantante-cabarettista è stata comunque di grande successo, ha suonato con jazzisti di fama mondiale come Stan Getz e Chet Baker. Ed era un vero animale da palcoscenico, abituato a calcare le assi dei teatri e perfettamente a suo agio in televisione.

Creò un duo di successo con Giorgio Gaber, collaborò Cochi e Renato e con Dario Fo.
Sfornò singoli che sono diventati dei classici assoluti della canzone italiana, come «Vengo anch’io» e «Ho visto un re».
Sua è l’incisione originaria di un altro meraviglioso classico (scritto però da Paolo Conte): «Messico e Nuvole».

È morto a 77 anni per un tumore di cui soffriva da anni.
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