Laudato si'-Livorno1
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https://www.filmsforaction.org/watch/tomorrow-take-concrete-steps-to-a-sustainable-future/
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“Without question, this is absolutely the best and most creative film on the future of humanity and the environment”. — Paul Hawken
https://www.decrescita.it/cura-di-se-cura-del-mondo/
E’ il secondo anno che proponiamo un incontro nell’ambito del percorso “Come reincantare il mondo” all’Eremo di Calomini
GLOSSARIO ECOLOGISTA ONLINE
https://asud.net/glossario/
Sarebbero tante le considerazioni da fare su questo fondamentale documento che il regista ha girato in prima persona viaggiando per il mondo. La prima è che la colonizzazione continua. Quello che afferma Amitav Gosh nel suo La maledizione della noce moscata, e cioè la feroce storia di conquista e sfruttamento, dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura, continua imperterrita, anche nel campo della pesca, che è tutt’altro che un mondo secondario considerato che i pesci fanno sempre più parte della dieta di molte popolazioni nel mondo e in particolare di noi occidentali. La seconda considerazione è che appunto noi occidentali viviamo senza sapere cosa c’è dietro in particolare a ciò che mangiamo
Il film Until the end of the world è visibile in streaming fino al 18 giugno: https://festival.openddb.it/cinemambiente-2024/
Luca Mercalli:
"I segnali sono chiari. Nel 2022, il Po ha vissuto la più grande siccità degli ultimi 200 anni e tra il 2022 e il 2023 i ghiacciai alpini di sono ridotti del 10%. Senza contare le 72 mila persone morte in Europa per l'ondata di caldo del 2022. «Il cambiamento climatico c’è sempre stato, è vero, ma è la prima volta che un cambiamento climatico così rapido e intenso avviene su una società complessa fatta di 8 miliardi di persone – dice Mercalli –. Siamo più vulnerabili rispetto a un piccolo villaggio del Neolitico, in cui gli abitanti non capivano i cambiamenti, li subivano, ma erano più resilienti, potevano spostarsi, erano dei nomadi». Ogni anno, il livello del mare si alza di 5 millimetri, «è un fatto», e nella peggiore delle ipotesi, da qui a fine secolo l’innalzamento potrebbe arrivare a toccare 120 centimetri, con conseguenze importanti per città come Venezia e Rimini. «Vorrebbe dire gestire una migrazione interna, italiana, di circa 400 mila persone – dice Mercalli –. Saranno i nostri concittadini a spostarsi perché il loro territorio sarà diventato inabitabile». I sintomi sono chiari e sotto gli occhi di tutti, ma per Luca Mercalli, anche se «la malattia è stata diagnosticata correttamente e si sta sviluppando, il paziente non vuole curarsi».