Jung Italia © - Psicologia
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🖋️ «Il vuoto è ben lungi dall’essere vuoto. Al contrario, esso contiene un numero illimitato di particelle che vengono generate e scompaiono in un processo senza fine. I Buddhisti esprimono la stessa idea quando essi chiamano la realtà ultima Sunyata – “vacuità” o “vuoto” – e affermano che è un vuoto vivo che dà origine a tutte le forme del mondo.»

IL VUOTO È REALMENTE VUOTO?
Un confronto tra fisica e mistica orientale (da "Il Tao della fisica", di F.Capra)

LEGGI L' ARTICOLO QUI

https://www.jungitalia.it/2014/05/05/cose-realmente-il-vuoto-in-fisica-fisica-mistica-orientale-si-incontrano-f-capra-il-tao-della-fisica/
"SIMBOLI DELLA TRASFORMAZIONE" è saggio di Jung, ad oggi caposaldo della psicologia del profondo e psicoanalisi

🖋️ «Nelle tenebre dell’inconscio è nascosto un tesoro, quello stesso “tesoro difficile da raggiungere” che (…) viene descritto come perla luminosa o, da Paracelso, come “mistero”, con il che si intende un fascinosum per eccellenza. Queste possibilità di vita e di progresso “spirituali” o “simbolici” costituiscono la mèta ultima ma inconscia della regressione.» (Jung - estratto dal libro)

🖋️ «Il vero intento di questo libro è solo quello di elaborare il più a fondo possibile tutti i fattori storici e spirituali che confluiscono nei prodotti involontari di una fantasia individuale.

Accanto alle ovvie fonti personali, la fantasia creatrice dispone anche dello spirito primitivo, dimenticato e da lungo tempo sepolto con le sue immagini peculiari palesantisi nelle mitologie di tutti i tempi e di tutti i popoli.

L’insieme di queste immagini costituisce l’inconscio collettivo, retaggio presente potenzialmente in ogni individuo. Esso è il corrispettivo psichico della differenziazione del cervello umano.

Questo è il motivo per il quale le immagini mitologiche possono rinascere senza posa spontaneamente sempre in armonia tra di loro, non solo in tutti gli angoli del vasto mondo ma anche in tutti i tempi. Esse sono presenti sempre e dappertutto...» (Jung - estratto dal libro)

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https://www.jungitalia.it/2017/10/12/libro-simboli-della-trasformazione-cult-della-psicologia/
Psicologia e Religione: la Risposta a Giobbe di Jung (di Luca Biasci)

🖋️ Scriveva Jung del libro:
“Io non scrivo quale studioso delle Scritture (cosa che non sono), ma nella veste di un laico e di un medico al quale è stato concesso di gettare uno sguardo nel profondo dell’anima di molti esseri umani. Pur esprimendo quanto è, in primo luogo, la mia opinione personale, so di parlare in nome di molti i quali sono passati attraverso le mie stesse esperienze.”

«La risposta a Giobbe di Jung è il resoconto di un percorso in cui è possibile trovare anche indicazioni per compiere il proprio; è il tentativo di descrivere l’esperienza drammatica dell’irruzione del Sé nel campo psichico e della violenza esercitata sulla coscienza che si spacca in due e forza l’io ad una scelta critica. Sul piano ontologico è il problema della libertà che anticipa ed include quello del male nel mondo, tradizionalmente il tema ritenuto fondamentale nel libro di Giobbe...» (Luca Biasci)

VAI ALL' ARTICOLO

https://www.jungitalia.it/2020/08/29/psicologia-e-religione-la-risposta-a-giobbe-di-jung-di-luca-biasci/
I nostri COMPLESSI possono "infettare" e contagiare gli Altri.

🖋️ “Quando si attiva un complesso inconscio, è impossibile fermarlo. Si insinua ovunque.

Persino persone completamente ignare della questione costellata intorno a un determinato complesso che affligge un parente o un vicino possono, a causa della forza penetrante e della qualità contagiosa del complesso inconscio, fare dei sogni in cui il problema appare chiaramente.

Tali caratteristiche dei complessi dell’inconscio meriterebbero di essere studiate in maniera più approfondita.

Jung stesso mi raccontò una volta la storia di un uomo che aveva notato come ciascun membro della sua famiglia facesse ricorrentemente un determinato tipo di sogno, per poi scoprire che addirittura i sogni di alcuni amici, ospiti nella casa, contenevano gli stessi identici motivi.

Esiste quindi ciò che potremmo definire “l’atmosfera della casa” che permea tutto e arriva anche a toccare l’inconscio di chi non fa parte di quel gruppo familiare.

In buona sostanza, sembra trattarsi di una connessione profonda, di qualità mitologica, per cui un contenuto pregnante dell’inconscio che dovrebbe esser conosciuto e non taciuto, trova comunque una via d’uscita.”

📙 Marie Louise von Franz - “L’Anima e l’Animus nelle fiabe”

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📝 [articolo] COSA SONO I COMPLESSI? Un approfondimento tecnico con libri suggeriti sul tema ➡️ http://bit.ly/ComplessiPsy
📝 LEGGI L' ARTICOLO SUI COMPLESSI, QUI ➡️ http://bit.ly/ComplessiPsy
🥀 19 Settembre 1985, moriva Italo Calvino

🖋️ «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:

cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.» (Italo Calvino)
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📝 AREA "LETTERATURA" ➡️ bit.ly/LetteraturaBlog
🍂 L' AUTUNNO CHE CI ABITA

🖋️ Noi abbiamo bisogno dei doni di questa stagione, quali l’introversione, la lentezza del tempo, un certo silenzio nell’aria, un certo porre attenzione e riflessione alla caducità e all’impermanenza dell’inessenziale che possiamo forse apprendere dall'osservare le foglie che cadono.

Ho sempre sentito che nell'autunno potesse nascere una seconda primavera, una primavera sommessa; e che nel cadere delle foglie si celasse una vita che non vediamo.

Questa stagione nasconde una dimensione psicologica particolare, prepara i germogli che verranno, una trasformazione che avviene fuori dalla portata dello sguardo comune, nelle retrovie.

Sull'autunno Jung scrive in una sua lettera:

"L'autunno appartiene ad Afrodite perché durante questa stagione il seme viene gettato a terra e il compito di Afrodite è mescolare semi fertili e portarli in comunione con le cause del divenire."

Nel corso degli anni il mio amore per questa stagione mi ha portato a ricercare nei libri di grandi autori come Emerson, Thoreau e Whitman, alcune riflessioni "psicologiche" sull'autunno molto profonde, che mi hanno spesso toccato.

Ho raccolto alcune di queste riflessioni d'autore rielaborandole psicologicamente in questo articolo qui giù...

(di Emanuele Casale)

https://www.jungitalia.it/2016/09/22/lautunno-e-la-sua-dimensione-psicologica-vive-in-noi-nellanima-emanuele-casale/
🔷 La libertà di pensiero e la saggezza nell'esprimerlo

🖋️ «In qualche modo posso permettermi il lusso dell’indipendenza e sono pienamente consapevole che non molti sarebbero in grado di fare lo stesso senza mettere in gioco la propria vita sociale.

La gente deve vivere, e per farlo deve proteggersi per quanto possibile.
Se non avessi avuto una vita autonoma, sarei stato costretto a formulare le mie opinioni in modo molto più cauto, e alcune cose sarebbero andate un po’ diversamente, per esempio non mi sarei mai schierato a favore di Freud, la mia prima grande sconsideratezza.

"Primum vivere necesse est, deinde philosophari" [= prima si pensi a vivere, e poi a fare della filosofia]: ecco la regola d’oro di chiunque venga mantenuto da un’istituzione per prestare servizio.

Solo il libero professionista può permettersi di dire qualcosa al di fuori delle convenzioni, procurandosi dei fastidi senza però mettere a repentaglio la propria esistenza.»

📙 C.G.Jung, lettera a padre V.White, 2 aprile 1955 ➡️ https://amzn.to/32WN05Z
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🤝 Grazie per questa meravigliosa perla ad Alfredo Borghi, che lo ha postato nel gruppo-community Jung Italia - Psicologia Complessa (Gruppo ufficiale)
🖋️ «Oggi molti tendono a ritenere che solo ciò che può essere calcolato e misurato, solo ciò che può risultare da un procedimento esatto e razionale, abbia dignità e diritto all’esistenza:

da ciò una profonda svalutazione del corpo e delle sue funzioni, in primis la riproduzione, che sempre più tende ad essere sostituita dalla produzione secondo specifiche precise e categoriche, tendenzialmente uniformi: fine della biodiversità, anzi fine della diversità.

Avvento di una società perfetta, senza attriti e senza sprechi. L’ingegneria sociale definisce l’intelligenza come quell’insieme di capacità, procedure e algoritmi per la soluzione efficiente dei problemi.

Ma come sostiene Konrad Lorenz:

❝ Credere che faccia parte del patrimonio stabile dell’umanità soltanto ciò che è comprensibile per via razionale o addirittura soltanto ciò che è dimostrabile scientificamente, è un errore che comporta conseguenze disastrose e che induce a gettare a mare l’ingente tesoro di conoscenze e di saggezza contenuto nelle tradizioni di tutte le antiche culture e nelle dottrine delle grandi religioni universali e a vivere nella convinzione che la scienza sia in grado di dar vita dal nulla, unicamente per via razionale, a una intera cultura, con tutto ciò che essa comporta. ❞

Non tutta la realtà può essere imprigionata nella gabbia soffocante della ragione esatta.

Già Norbert Wiener metteva in guardia dal tentativo di formalizzare tutte le discipline; alcune, come la psicologia, l’antropologia, la sociologia, non sopportano la formalizzazione, che le snaturerebbe e le impoverirebbe, facendo loro perdere le caratteristiche essenziali. Queste discipline vanno narrate.

Ecco di nuovo l’importanza capitale della narrazione, e da parte di un filosofo e matematico tra i maggiori del Novecento.»

📙 Prefazione di Giuseppe O. Longo, al libro “L’inconscio fra reale e virtuale. Dopo Jung. Visioni della comunicazione informatica”, di Letizia Oddo - Edito da Moretti&Vitali Editori srl, 2018

➡️ VAI AL LIBRO: https://amzn.to/2AIKcKI
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📝 LEGGI L'ARTICOLO:
Il mito della razionalità. Anche l’irrazionale è nel mondo e nell’animo umano ➡️ http://bit.ly/MitoRazionalità
https://youtu.be/Es4d0uAlSrA

🔶 IL DIO IGNOTO (di Robert M. Mercurio)

🖋️ «Jung coraggiosamente cercava sempre di trovare il Dio ignoto, pur rispettando il fatto che non lo avrebbe mai trovato, di individuare dove e come l’aspetto trascurato della divinità era andato a nascondersi. (…)

Jung ha sempre cercato di riportare tutto a psiche, di riconoscere che tutte le scoperte nascono nel profondo della psiche inconscia e dal mondo degli archetipi.

Ha sempre cercato di riposizionare tutte le nostre affermazioni, religiose e metafisiche, nella psiche, che proietta queste cose fuori. (…) Il dio ignoto è lì, dove la maggior parte della gente non pensa di cercarlo: nel profondo dell’anima, nella nostra stessa interiorità.»
(Robert M. Mercurio)

Oltre le immagini canoniche di Dio definite dogmaticamente dalle varie ortodossie, l’immaginazione e la sensibilità religiosa delle persone hanno sempre riconosciuto altre manifestazioni, meno evidenti, di dio e della dea.

Dall’animismo al politeismo, dallo gnosticismo all’alchimia e la filosofia ermetica, una presenza della divinità non definita e forse non definibile è stata riconosciuta.

La nostra sarà una riflessione sulle varie forme che la divinità – pur rimanendo ignota – ha preso nella storia, e un tentativo di riconoscere le manifestazioni di questa presenza divina intorno a noi.
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👤 SULL' AUTORE:

Robert M. Mercurio, Psicologo, psicoterapeuta e analista junghiano di Roma. Laureatosi in filosofia negli Stati uniti, ha conseguito studi post-laurea in teologia a Roma e un Masters degree in Management in California, USA. In seguito si è diplomato in Psicologia Analitica presso il C.G. Jung Institut di Zurigo. Membro della IAAP e dell’AGAP di Zurigo, è socio analista del CIPA di Roma, dove svolge le funzioni di docente e supervisore. Tiene corsi sull’immaginazione attiva e sull’interpretazione psicologica delle fiabe presso la scuola di Specializzazione dell’Istituto di Ortofonologia di Roma. Autore di numerose pubblicazioni. Svolge l’attività privata a Roma.

📙 LIBRO DELL' AUTORE: La pietra. Conciliazione degli opposti in un simbolo naturale ➡️ amzn.to/3lcyGfV

➡️ QUI IL VIDEO: https://youtu.be/Es4d0uAlSrA
Quando hai un nonno di nome Carl Gustav Jung: il nipote di Jung e le sue commoventi parole e ricordi del nonno (intervista a Dieter Baumann)

🖋️ «Jung era una persona intensa, perché il suo comportamento, il suo corpo e quello che diceva, andavano sempre insieme. L’astratto, le idee, non erano mai separate dall’immediato, dal concreto, dalle emozioni.

In lui c’era sempre una forte presenza, che chiamerei psicofisica. Questo lo differenziava da molti intellettuali, che sono vivi dalla testa in su, e sotto completamente rigidi. In lui si vedevano sempre le radici.

Un ricordo intenso, per esempio, è quello di Jung seduto sulla sua poltrona a Küsnacht, oppure a Bollingen davanti al fuoco, mentre discuteva con qualcuno. Quando rifletteva, tirava con forza la pipa o il sigaro, e mentre faceva buio la brace diventava più ardente.

Una volta Marie Louise von Franz mi ha detto che nei sogni fumare un sigaro può anche essere interpretato come estrarre lo spirito, il senso, dalla materia. Proprio questo era Jung quando fumava.

La sua spiritualità era assolutamente convincente perché era un tutt’uno con ciò che faceva col corpo. Credo che la sua psicologia mi abbia convinto anche per questo: perché la sua psicologia era il suo vissuto. Ed il vissuto di una persona non è una costruzione astratta. Sebbene Jung conoscesse bene la filosofia, e specialmente l’epistemologia, cercava sempre di aderire ai fatti.

Un altro aspetto della sua intensità è che egli seguiva le sue emozioni. Mia madre parlava certe volte della sua emotività, che poteva essere impressionante e anche fare paura ai figli. Perciò ispirava sempre rispetto. Jung ha detto una volta a von Franz che, nel rapporto con la propria aggressività, è necessario nel corso della vita attraversare tre fasi.

1 - La prima fase consiste nel rendersi conto della sua presenza. L’aggressività è lì e vuole manifestarsi.

2- La seconda fase è quella in cui noi impariamo a controllarla.

3- La terza fase è quella in cui la lasciamo uscire, ma soltanto nella giusta dose. È come con un cane, che lo si lascia correre ma al fischio deve tornare indietro.»

LEGGI L' INTERVISTA COMPLETA QUI

https://www.jungitalia.it/2013/08/30/il-vecchio-di-bollingen-intervista-al-nipote-psichiatra-di-jung-dieter-baumann-di-augusto-romano/
“Gli spostati. Vivere senza amore”. Un libro dedicato a molti di noi (di Carla Stroppa)

🖋️ «Dedicato a tutti coloro che non si sono sentiti visti e amati e perciò hanno tanto faticato a vedere se stessi, ad amarsi e ad amare.

A tutti coloro che inciampano nei loro stessi passi perché non hanno potuto individuare il loro centro di energia e di autenticità, quel senso di sé senza il quale non si trova il proprio posto nel mondo e si finisce per inseguire mete che, prima o poi, rivelano il loro punto di collasso e la loro irrilevanza ai fini di un’esistenza che si possa dire veramente umana e piena.

Dedicato a coloro che, disillusi sino al midollo e senza speranza di riscatto, si ritirano dal mondo e approdano al cinismo che li trasforma via via in malinconici e, non di rado, supponenti affossatori della bellezza e dell’amore.

Dedicato a coloro che si sentono asini, senza sapere che la loro asinità fatta di temporaneo smarrimento dell’Io può preludere a un percorso di conoscenza spirituale e iniziatica e dunque al riconoscimento di una costellazione interna, di un mito...

Dedicato a tutti coloro che ce l’hanno fatta a dare un senso alla loro vita, proprio a partire dallo squarcio che il dolore e lo smarrimento ha aperto nel loro cuore e nella loro mente.

Dedicato a coloro che hanno il coraggio di un pensiero libero. (...)

Infine, dedicato a quelli che, magari solo confusamente, percepiscono la sovranità dell’eros per la sussistenza dell’anima e in svariati modi si oppongono alla sua storica e desolante detronizzazione, perché sentono che ovunque essa dimori, lì e solo lì – benché si tratti di un dove oramai spostato dalla corrente dominante – ha ancora senso dimorare. (...)

“Spostati” è il termine che magnetizza il ricordo di tante persone incontrate in analisi che, pur nella differenza delle loro storie e delle loro personalità, condividono un sentimento di estraneità e di mancanza di amore. Stanno male nel posto in cui vivono, la famiglia, il lavoro, la società. Si sentono fuori, spostati appunto dal centro palpitante di se stessi e del mondo.»

(Carla Stroppa - dall'introduzione)

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https://www.jungitalia.it/2020/11/04/gli-spostati-vivere-senza-amore-un-libro-dedicato-a-molti-di-noi-di-carla-stroppa/
Quel meraviglioso SENSO PRATICO di Jung

🖋️ «Gli intellettuali lo irritavano per le loro domande astratte, lontane dalla realtà. Quando lavorava alle sculture diceva: “Questo è realizzare”. Gli uomini credono che per realizzare i sogni basti parlarne, si ubriacano con le immagini dei sogni. Jung non usava mai parole altisonanti, non sfoggiava mai la propria cultura. Era molto concreto e reale. Comunicava con i manovali del cantiere. Loro lo capivano e lui capiva loro.» (Testimonianza di una delle figlie di Jung, tratta dal documentario su Jung di Werner Weick)

🖋️ «Un gruppo di studenti dello Jung Institut di Zurigo andò a trovare a casa l’antenato della nostra disciplina. Uno studente gli rivolse una domanda piuttosto astratta sull’Ombra. Senza un attimo di esitazione, Jung si portò la mano alla guancia: “Eccola qui” disse. L’Ombra non era un concetto, non era una dottrina, non stava in agguato dietro un velo: era una forza vivente, presente nella faccia.» (James Hillman, La Forza del Carattere)

🖋️ «Per amore di Dio, lasciate perdere tutte queste cose, il Vecchio Saggio, l’inconscio collettivo ecc. Provateci, e date un’occhiata a ciò che accade quando non ci sono. E’ molto semplice: evita di toccare la cosa, e scoprirai come funziona.»
(C.G. Jung – Seminari sullo Zarathustra di Nietzsche, vol.1 ➡️ amzn.to/2fPoeNI)
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🔷 Cosa accade se un archetipo possiede l'io, la coscienza? Sull'inflazione dell'Io

🖋️ «Quando una persona ha un qualche contenuto inconscio - poniamo che sia stato costellato (attivato) un determinato archetipo -, la sua sfera cosciente, non rendendosi conto di che cosa si tratta, sarà pervasa dall’emanazione o irradiazione dell’archetipo che è stato attivato.

Dopodiché quest’individuo si comporterà inconsciamente come se fosse un tale archetipo, esprimendo però l’identità nei termini della sua personalità dell’Io.

L’archetipo inconscio che è stato attivato è come un sole che sorge, una fonte d’energia o di calore che riscalda la personalità dell’Io dall’interno e di conseguenza quest’ultima inizia a irradiare come se fosse Dio sa cosa.

Essa però irradia i suoi propri colori, esprime l’archetipo nel suo modo personale, e perciò è come se l’Io diventasse la cosa più importante del mondo, mentre l’Io non ha in realtà la benché minima importanza, ma è semplicemente sotto l’influsso di una costrizione interiore, spinto in avanti e fatto agire come se fosse importante. Ciò che è importante è la grandezza che vi si cela dietro.

Ma se si è inconsapevoli di questo fatto, si subirà ovviamente un’inflazione e ci si comporterà come se si fosse quella grandezza.

Ora, quando si vedono delle persone che sono palesemente in preda a un’inflazione, è chiaro che le si biasima per questo fatto, per il loro comportarsi come degli esseri sciocchi e pieni di sé, dei ridicoli commedianti; tuttavia si può anche interpretare le loro azioni come qualcosa di motivato, vederci un’espressione simbolica di un valore celato che essi stessi non vedono.

E non siete in errore, se pensate che queste persone devono evidentemente essersi imbattute in qualcosa di molto importante, che agisce su di loro e le spinge a calarsi in una grandiosità che può darsi non abbiano ricercato affatto. La cosa però è così dolce che, quando la si sperimenta, non si lascia più la presa - non si riesce a dire di no.»

📙 C.G.Jung - dal seminario sullo Zarathustra di Nietzsche, vol.2 ➡️ https://amzn.to/3eQYGeP
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🎉 *Buon compleanno Jeff Buckley!! Nasceva il 17 novembre del '66*

Jeff Buckley amava definire la sua musica *“una piccola particella sognante della psiche”.*

Vediamo come Buckley avesse una acutissima sensibilità verso l'invisibile, in un' intervista disse:

🖋️ «Io non riesco a mettere a fuoco la gente, non li vedo come uomini e donne. Quando li guardo vedo… le loro madri e i loro padri. Vedo che età hanno davvero, nell’anima.

Per esempio, quando guardo il Presidente, o chiunque dell’industria discografica, o il proprietario di un negozio, mi capita di vedere un bambino, dietro al bancone, con la faccia di un uomo anziano. Ed è a quel bambino che mi rivolgo.

È strano: è come vedere fantasmi dappertutto. Non bado molto a quello che dice la gente, mi concentro di più sul suono delle loro voci. A volte, sulla loro energia. Su quanto tengono strette le braccia davanti al petto. E a volte, quando parlo, dico cose senza senso. Mi è capitato di finire anche nei guai per questo.»

Mi piace pensare a Jeff Buckley come una cometa:

apparve e brillava così intensamente con tale forza che abbagliava quelli che furono fortunati a testimoniarlo per la sua importanza, ma esistette solo per un breve periodo prima di scomparire di nuovo nell'eterno ,oltre, mentre le persone rimasero a grattarsi la testa increduli chiedendosi cosa esattamente avesse appena abbellito il cielo.

LEGGI L' ARTICOLO (testimonianze, ricordi, foto e sue parole)

https://www.jungitalia.it/2014/01/08/jeff-buckley-un-cantante-che-ha-fatto-anima-estratti-e-intervista-video/
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❝ Iniziare un percorso psicologico, come ogni altro percorso di trasformazione seriamente fatto, è ANCHE un atto di POTATURA: viene meno, un po' alla volta, l'inessenziale, lasciando spazio all'emergere della personalità. ❞

👤 Emanuele Casale, psicologo e fondatore del Jung Italia, riceve in studio a Roma oppure online via Skype. Da anni si occupa di tematiche analitiche, cliniche e di psicologia del profondo.

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