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🔴 SPECIALE UCRAINA: VERSO LA PRESA DI KIEV

Zelensky chiede a Putin di trattare, ma Mosca detta precondizioni. Bombardamenti e scontri in varie città, mentre Kiev si prepara alla battaglia.

Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-verso-la-presa-di-kiev-33737
🔴 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: SANZIONI MAI VISTE?

🪶 A SWIFT reaction?
Le truppe russe hanno ormai raggiunto Kiev e Putin avrebbe chiesto all’Ucraina di “arrendersi”. Ma le sanzioni presentate in queste ore sul fronte occidentale non sembrano quelle "massicce" e “devastanti" promesse da mesi.
Mancano infatti misure significative contro il settore energetico russo: Gazprombank, la principale banca russa che gestisce i pagamenti esteri per petrolio e gas non è finora stata oggetto di alcuna sanzione. E soprattutto non si è trovato un accordo per l’esclusione della Russia dal sistema internazionale dei pagamenti SWIFT, richiesto a gran voce da Zelensky e considerato un'arma nucleare finanziaria. Queste sanzioni avrebbero causato forti danni economici alla Russia. Ma anche a molti paesi europei, Germania e Italia in primis, che si sono quindi opposti a un accordo in tal senso.

⛔️ Divieto d’accesso
Nonostante l’assenza di alcune misure importanti, mai nella storia recente c’era stato un tale dispiegamento di sanzioni contro un paese con le dimensioni economiche della Russia e la sua integrazione nei mercati globali.
Le nuove sanzioni occidentali congelano le transazioni in dollari, euro e sterline fino al 70% del settore bancario russo. Bloccano le esportazioni verso la Russia di mezzi e software necessari per l’industria petrolifera e dell’aviazione. Così come quelle di tecnologie critiche per scopi militari compresi i semiconduttori, con TSMC (il più grande produttore di chip del mondo) che ha già dichiarato che si conformerà alle nuove restrizioni.

🕯Lasciati soli
Nel corso di questi mesi, la minaccia delle sanzioni è stata usata dall’Occidente come deterrente per scoraggiare la Russia da qualsiasi azione militare in Ucraina. Anche dopo l’entrata dei soldati nel Donbass, USA e Ue hanno evitato di imporre fin da subito le sanzioni più pesanti per scoraggiare un’invasione su larga scala.
Ora che si combatte nelle strade di Kiev il fallimento di questa strategia è diventato palese. Lo stesso Biden ha ieri dichiarato che “nessuno si aspettava che le sanzioni impedissero che accadesse qualcosa”. Così le sanzioni da deterrente sono diventate un mezzo punitivo. Un mezzo che, che secondo von der Leyen, “aumenterà i costi di prestito della Russia, la sua inflazione e l’erosione della sua base industriale”.
Possibile, ma occorrerà tempo. Quel tempo che l’Ucraina, invece, non ha.

🎙Degli ultimi sviluppi della crisi parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI “Ucraina: se Kiev cade”. Seguila qui in diretta: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-se-kiev-cade

📊 Guerra Russia-Ucraina: le sanzioni basternanno a fermare Putin? A questa e molte altre domande proviamo a rispondere nel nuovo numero dell’ISPI Datalab. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/guerra-russia-ucraina-le-sanzioni-basteranno-33724
🔴 SPECIALE UCRAINA: STRADA PER STRADA

La guerra entra a Kiev: l'Ucraina non si arrende. Intanto, anche nel resto del paese proseguono gli scontri. Nessuna soluzione negoziale in vista. E l'Occidente continua sulla strada di una difficile unità

Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-strada-strada-33745
🔴 RUSSIA-UCRAINA: 5 GRAFICI PER CAPIRE (ALCUNE) CONSEGUENZE DELL’INVASIONE

L’invasione russa dell’Ucraina
e l’avanzata delle truppe verso Kiev generano molte domande sui costi umani ed economici che il conflitto potrebbe avere sul breve e sul lungo termine, non solo per i paesi direttamente coinvolti nel conflitto, ma anche per il resto del mondo.

Che impatto avrà il conflitto sui prezzi dell’energia? Si parla molto della nostra dipendenza dal gas russo, ma cosa sta succedendo con il petrolio? Quale l’impatto sulle borse? La guerra porterà a una nuova ondata di profughi in Europa?

Con cinque nuovi grafici e un approfondimento speciale, abbiamo provato a spiegare alcune delle conseguenze del conflitto.

Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/russia-ucraina-5-grafici-capire-alcune-conseguenze-dellinvasione-33743
🔴 SPECIALE UCRAINA: COLLOQUI DI FRONTIERA

Zelensky accetta colloqui con una delegazione russa al confine con la Bielorussia. Mentre Putin mette in allerta le forze di deterrenza strategica nucleare, in risposta alle “sanzioni occidentali illegittime”.

Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-colloqui-di-frontiera-33748
🔴 EVENTO OGGI ALLE 19.00: "UCRAINA: PROVE DI RESISTENZA"

Mentre al confine bielorusso ha inizio un primo tentativo di colloquio tra delegazioni russe e ucraine, nel paese invaso si combatte per le strade, dove le truppe di Mosca hanno incontrato un’inattesa e organizzata resistenza da parte di militari, riservisti e civili armati. Ma la resistenza è stimolata anche dalle mosse strategiche della leadership ucraina, e ora sostenuta dagli alleati europei con l'invio di armi e aiuti. Come sta evolvendo la situazione?

🎙 Ne parleremo stasera alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-prove-di-resistenza#FORM
🔴 SPECIALE UCRAINA: COLLOQUI IN CORSO

Proseguono in Bielorussia i colloqui tra le delegazioni ucraina e russa. Kiev chiede il cessate-il-fuoco, mentre Putin ieri ha messo in “allerta speciale” le forze di deterrenza nucleare. Intanto, l’UE adotta una decisione storica: “Forniremo armi a Kiev”.

Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-colloqui-corso-33748
🌍 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: KIEV, TI A(R)MO

🪖 C’è sempre una prima volta

Ieri l’UE ha deciso di stanziare 500 milioni di euro in armamenti per l’esercito ucraino. È la prima volta di sempre che l’Europa fornisce materiale bellico a un paese. Mentre è la prima volta dalla Seconda guerra mondiale che Germania e Svezia inviano armi verso un paese in guerra.
Due “prime volte” che si sommano alla nuova ondata di sanzioni occidentali verso la Russia. Sanzioni persino più pesanti del previsto che, per la prima volta, attaccano direttamente una banca centrale delle dimensioni di quella russa (congelando parte dei suoi 630 miliardi di dollari di riserve), oltre ad estromettere (per la prima volta) alcune banche russe dal sistema SWIFT.

✍️ Qualcosa è cambiato
Insomma, nel giro di un fine settimana il mondo è cambiato profondamente. La NATO è sempre più attiva sul “fronte orientale”, con migliaia di nuovi soldati e mezzi. E i governi europei sono alle prese con la più grande revisione delle proprie posizioni sulla difesa da decenni: sono ormai 18 su 27 gli stati membri che invieranno armi a Kiev.
E Bruxelles? In teoria sarebbero proprio i Trattati a proibire l’uso del bilancio Ue per spese con “implicazioni nel settore militare o della difesa”. Ma neanche un anno fa si era trovata una scappatoia istituendo lo “Strumento europeo per la pace”: fondo che opera fuori bilancio, ma sempre con i contributi di tutti gli stati membri. Ecco come oggi l’Ue può inviare, per la prima volta nella storia, armi in un’area di crisi.
Misure straordinarie per tempi straordinari.

🧨 Piano inclinato
Assieme a Bruxelles, anche la Svezia ha deciso di rompere un tabù. Non è la prima volta che il governo svedese fornisce armi per contrastare le mire espansionistiche di Mosca: era accaduto nel 1939, contro l’Unione sovietica di Stalin che aveva dichiarato guerra alla Finlandia. Un contesto leggermente diverso.
E il blocco delle esportazioni di armi in paesi in conflitto in fondo una sua ratio ce l’aveva: oltre a tentare di favorire una risoluzione diplomatica rispetto a una violenta, inviare armi durante una guerra comporta grandi rischi. Il primo: non è semplice assicurarsi che le armi restino nelle mani degli attori “giusti”.
E in questo caso ce n’è un secondo: che un'escalation militare dia a Putin il pretesto per azioni più sanguinose.

Degli ultimi sviluppi della guerra parleremo questa sera alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI”Ucraina: prove di resistenza”. Registrati qui per seguire: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-prove-di-resistenza

Nell’ISPI Daily Focus di oggi tutti gli ultimi aggiornamenti sulla guerra “Speciale Ucraina: colloqui in corso”. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-colloqui-corso-33748
🌍 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: ACCOGLIENZA STRAORDINARIA

🧳 Esodo ucraino
660mila profughi ucraini in sei giorni. Questa è la portata del flusso migratorio in corso dall’Ucraina ai paesi vicini, di fronte al quale i numeri delle passate ondate verso l’Europa impallidiscono. Nel 2015, anno record per le migrazioni in Europa, ci vollero quattro mesi per superare il mezzo milione di arrivi. E alla fine dell’anno furono circa 1,3 milioni i profughi, in prevalenza siriani, ad entrare in Europa: un numero che nel caso degli ucraini potrebbe essere triplo.
La maggior parte di questi ultimi sono donne e bambini, visto che per gli uomini ucraini è in vigore la coscrizione obbligatoria. Le mete più “gettonate” Polonia e Ungheria, che al momento ospitano il 73% dei profughi. Non proprio due campioni di accoglienza in passato.

Rifugiati... e rifugiati
La Polonia si è detta pronta ad accogliere fino a un milione di ucraini ai quali, stando alle parole del ministro degli interni, fornirà rifugio e assistenza. E dire che solo lo scorso novembre, di fronte ai circa 10.000 richiedenti asilo mediorientali spinti dalla Bielorussia verso la Polonia, la reazione di Varsavia era stata ben diversa: soldati al confine e respingimenti.
Ma la stessa inversione a U si osserva in Ungheria, dove il "non lasceremo entrare nessuno" rivolto da Orban ai rifugiati africani è diventato un “stiamo facendo entrare tutti” gli ucraini. Insomma, non tutti i rifugiati sono uguali. Come d’altronde ha sottolineato questa settimana il primo ministro bulgaro Borisov, secondo cui “questi non sono i rifugiati a cui siamo abituati, sono europei, persone intelligenti e istruite”.

🇪🇺 Aria di cambiamento?
Dalla crisi del 2015, l’Europa si è dotata di nuovi strumenti per far fronte a nuove possibili emergenze migratorie. Ma la soluzione ora scelta dagli Stati membri arriva del passato. Ci sarebbe ampio sostengo per l’attivazione della direttiva pensata (ma mai usata) per far fronte alle migrazioni legate alla guerra nell’ex Jugoslavia. Data di approvazione: 2001.
In questo modo, tutti i profughi ucraini potrebbero muoversi e lavorare all’interno dell’Europa per un massimo di tre anni senza dover far richiesta di asilo. Certo, la distribuzione tra paesi resta su base volontaria e si potrebbero così ripresentare contrasti già noti. Ma si eviterebbe così quell’ingolfamento dei sistemi di asilo europei che ha condannato molti siriani in un limbo legale senza possibilità di lavorare per anni.
Se Putin puntava a un’Europa più divisa e isolazionista, al momento sembra aver fatto male i conti.

🔴 Della crisi migratoria parleremo anche domani alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI “Ucraina: dall’escalation militare all’emergenza profughi”. Iscriviti qui per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-dallescalation-militare-allemergenza-profughi

🎙 Ascolta la nuova puntata di Globally, il nostro podcast sulla geopolitica. Dopo i colloqui di ieri alla frontiera bielorussa, approfondiamo il ruolo della diplomazia nella guerra tra Russia e Ucraina. Qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/podcast-globally-la-diplomazia-nella-guerra-tra-russia-e-ucraina-33871
🔴 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: QUOTA CENTO(DIECI)

⛽️ In riserva
Oggi il petrolio ha superato i 110 dollari al barile: mai così alto dal 2014. È successo malgrado ieri l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) per far fronte ai rialzi abbia annunciato il rilascio sul mercato di 60 milioni di barili di petrolio, il 4% delle proprie riserve strategiche. È solo la quarta volta che accade in mezzo secolo.
L’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto un mercato già in subbuglio a causa della ripresa post-Covid. Oggi a ciò si aggiunge l’effetto sanzioni. Così salgono i prezzi delle materie prime, ridando spinta a quella inflazione che già pesa su tante famiglie. La IEA tenta di gettare acqua sul fuoco. Basterà?

📈 Fuggi fuggi
Per ora, non sembra. I 60 milioni di barili rilasciati dai suoi 31 membri (grandi paesi consumatori di petrolio) nel giro di un mese equivalgono a circa il 2% della domanda mondiale. Ma la crisi coinvolge la Russia, che di domanda mondiale da sola ne soddisfa il 12% (è il terzo produttore al mondo).
E conta molto la percezione dei mercati. Le sanzioni attuali su Mosca non includono gas e petrolio. Ma i trader mondiali stanno di fatto evitando di comprare petrolio russo, per paura che nuove strette rendano quel petrolio invendibile nelle prossime settimane. Una paura talmente alta che oggi si stima che, malgrado il prezzo del petrolio alle stelle, il 70% del greggio russo stia faticando a trovare acquirenti.

💰 Tira e molla
E a esplodere non sono soltanto i prezzi del petrolio. Oggi il gas in Europa ha fatto segnare un nuovo record, superando i massimi di sempre raggiunti solo a dicembre. E sulle materie prime negli ultimi sei mesi si va dal +51% del grano (Russia e Ucraina producono il 13% del totale mondiale) fino al +600% del neon (quota russo-ucraina: 45%).
Tanto che oggi anche l’inflazione in Eurozona ha raggiunto un nuovo record: +5,8%. Così i governi occidentali si trovano già di fronte a un bivio: continuare con la strategia di “massima pressione” su Mosca, sperando che gli oligarchi si rivoltino contro Putin, o iniziare a ragionare di de-escalation.
Certo, in un conflitto che si fa di ora in ora più violento la seconda ipotesi è pura accademia. Ma per quanto ancora resteranno unite le cancellerie d’Europa?

🎙 Degli sviluppi della guerra in Ucraina parleremo anche oggi alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI “Ucraina: dall’escalation militare all’emergenza profughi”. Iscriviti qui per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-dallescalation-militare-allemergenza-profughi
🌍 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: GLI INTOCCABILI

🇺🇳 La solitudine dei numeri russi
141 voti a favore, 35 astenuti, 5 contrari. Questi sono i numeri con cui la sessione di emergenza (l’undicesima nella storia) dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha ieri approvato una risoluzione (non vincolante) per porre fine al conflitto in Ucraina. Con una importante postilla: ogni relativo mutamento territoriale non verrà riconosciuto internazionalmente.
Le sanzioni occidentali avevano già isolato la Russia dalla finanza globale. Il progressivo blocco di porti e le chiusure degli spazi aerei li sta tagliando fuori dalle rotte commerciali e turistiche mondiali. Ora Mosca si trova sempre più sola anche sul piano delle relazioni diplomatiche. E molti dei suoi tradizionali alleati si astengono dal sostenerla.

👎 AAAlleati cercasi
Tra i 141 paesi che hanno votato a favore l’80% sono democrazie o paesi parzialmente democratici. Mentre il 90% di quelli che si sono astenuti sono parzialmente o non democratici. Questa è la prima spaccatura che emerge dall’analisi dei numeri della votazione di ieri, che però evidenzia anche una frattura nel cerchio di alleanze del Cremlino.
Solo 4 paesi oltre alla Russia hanno votato “no”. C’è la Bielorussia, complice di Mosca in questa guerra, ma non gli altri paesi ex sovietici che la Russia definisce “estero vicino”. Compare la Siria di Assad, che da Mosca riceve protezione militare, ma non Cuba (astenuta). Ci sono Eritrea e Corea del Nord, ma non l’Iran: come la Russia tutti vittime delle sanzioni occidentali. E soprattutto manca la Cina.

🇷🇺🇨🇳 Friendzone?
Pechino condivide con Mosca la critica all’attuale ordine internazionale, tanto da aver addossato tutte le colpe del conflitto in Ucraina all’atteggiamento della Nato. Allo stesso tempo Cina e Russia sono unite da relazioni commerciali significative, soprattutto nel settore energetico.
Ma la Russia non è comunque tra i primi 10 partner commerciali della Cina, che non intende esporsi a favore di Mosca mettendo a rischio i rapporti economici con il resto del mondo, vero traino della crescita economica cinese. E forse Pechino più che scegliere da che parte stare punta a svolgere un ruolo di mediazione nel conflitto, che un voto in un senso o nell’altro renderebbe impossibile.
Per ora, la domanda che si fa l’occidente è però un’altra: Xi aiuterà Putin a eludere le sanzioni?

Oggi abbiamo approfondito le reazioni del mondo all’invasione russa dell’Ucraina con un focus speciale. Ecco 5 mappe che possono aiutare a capire meglio le posizioni dei diversi paesi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/invasione-russa-dellucraina-le-reazioni-del-mondo-5-mappe-33913

Tutti gli ultimi aggiornamenti sul conflitto nel nostro Daily Focus Speciale Ucraina di oggi: “L’assedio”. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-lassedio-33914
🔴 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: BORSE IN TRINCEA

🪃 Effetto boomerang?
5,8%: è il livello record raggiunto a febbraio dall'inflazione in Eurozona. Accelerazione notevole rispetto al +5,1% di gennaio, in buona parte attribuibile ai rincari di gas e petrolio. Un assaggio di quelli che saranno i costi della guerra per l'Europa. Costi in un certo senso auto-inflitti, considerando la forza delle sanzioni imposte dall’Occidente nei confronti di Mosca.
Con le Borse che scivolano verso il rosso e gli investimenti fermi, in attesa di capire cosa accadrà in Ucraina (e in Russia), governi e banche centrali faticano a capire cosa fare. Per adesso la Bce sembra attendista, perché a Francoforte si preferisce ancora sostenere la crescita piuttosto che contrastare l’inflazione. Insomma, tutti fermi, tranne i prezzi.

📉 Cinque giorni
Da inizio anno le Borse europee hanno perso il 16% del loro valore. Ma circa metà delle perdite si concentrano in questi ultimi cinque giorni, dopo l’imposizione delle sanzioni occidentali più dure.
Certo, per Mosca il colpo è nettamente più forte. Il congelamento del 55% delle riserve della Banca centrale si è aggiunto alle sanzioni alle grandi banche russe, gettando i mercati nel panico. La Borsa è chiusa da lunedì, il rublo ha perso il 30% del suo valore, e l’inflazione nel paese è alle stelle. Ecco perché mercoledì i bond russi sono stati declassati a “spazzatura”.
Ma in questa gara a chi molla prima non è detto che a cedere sarà Mosca.

💶 Il fronte occidentale
Anche perché a Bruxelles lo spettro della stagflazione si fa sempre più concreto. E non è detto che alla Bce l’ago della bilancia continui a pendere a favore della crescita. Se a inizio settimana sembrava che l’invasione russa avrebbe permesso alle “colombe” di mantenere una postura espansiva, l’aumento dell’inflazione a febbraio (con l’inflazione “core” cresciuta dal 2,3% al 2,7%, più in alto rispetto all’asticella del 2%) è benzina per i “falchi”.
Le prospettive di un ritiro degli stimoli mette a rischio soprattutto l’Italia, sinora protetta dallo scudo della Bce, proprio mentre la forte dipendenza dal gas rende il paese tra i più vulnerabili d’Europa.
Che la ritrovata unità tra i paesi europei stia già cominciando a incrinarsi?

🎙 Ascolta la nuova puntata di Globally, il nostro podcast sulla geopolitica. L’approfondimento di oggi è dedicato al ruolo della Cina tra Russia e Ucraina. Qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/podcast-globally-il-ruolo-della-cina-tra-ucraina-e-russia-33927

👉 Tutti gli ultimi aggiornamenti sul conflitto nel nostro Daily Focus Speciale Ucraina di oggi: “A un passo dalla catastrofe”. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-un-passo-dalla-catasfrofe-33949