🌏 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: LA CINA NON SI SCHIERA
⚖️ Equilibrio precario
Solidarietà alle preoccupazioni di sicurezza della Russia ma anche rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Queste sono state le parole del ministro degli esteri cinese Wang Yi alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di questo weekend dove ha anche auspicato una ripresa degli accordi di Minsk, definiti "l'unico percorso su cui la pace può essere costruita”. Insomma, dichiarazioni non tanto diverse da quelle pronunciate nelle scorse settimane da Macron e Scholz.
Pechino da un lato sta quindi sfruttando l’attuale crisi in Ucraina per rafforzare le sue relazioni con la Russia, come dimostra il recente accordo trentennale per incrementare del 60% le importazioni cinesi di gas russo. Ma, dall’altro, cerca di evitare posizioni che peggiorino ulteriormente il suo rapporto con USA e UE.
🏆 Win win
Indipendentemente da cosa accadrà in Ucraina, la Cina avrebbe di che guadagnarci. Se non ci sarà una guerra “europea” non vedrà danneggiati i suoi flussi commerciali con i partner europei, fondamentali per sostenere un’economia domestica non in piena salute. Senza poi dimenticare gli interessi miliardari di Pechino in Ucraina (di cui rappresenta il principale partner commerciale) tra contratti di costruzione e investimenti in telecomunicazioni.
Ma d’altro canto in caso di attacco russo, le conseguenti sanzioni occidentali porterebbero Mosca ancor più nell’orbita cinese come dopo l’invasione della Crimea (la quota cinese del commercio estero russo raddoppiò dal 10 al 20%). E sarebbe anche l’occasione ideale per osservare la loro efficacia in vista di una possibile futura invasione di Taiwan.
🇹🇼 Taipei come Kiev?
Il sempre più stretto rapporto con la Russia fa sì che in molte capitali si pensi che Pechino possa seguire l’esempio di Mosca e fare la propria mossa su Taiwan mentre l’attenzione degli Stati Uniti si concentra nell’Est Europa. In fondo come Putin considera l’Ucraina un pezzo di Russia, così Xi Jinping vede Taiwan come tassello fondamentale del principio di “una sola Cina”.
Le differenze fra i due casi sono però molteplici: la capacità militare taiwanese è molto superiore a quella ucraina, così come il suo ruolo nelle catene di approvvigionamento tecnologico globale. Taipei però non si fida e nel prossimo mese terrà una esercitazione militare di simulazione di un’invasione cinese negli isolotti a largo delle sue coste.
Una cosa è certa: non è facile essere i vicini di Russia e Cina.
Come interpretare strategie, discorsi e retorica dei leader coinvolti nella crisi ucraina? Ascolta “Comunicare la guerra”, la nuova puntata di Globally, il nostro podcast sulla geopolitica: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/podcast-globally-comunicare-la-guerra-33405
Nell’ISPI Daily Focus di questa sera gli ultimi aggiornamenti sulla crisi, con il nuovo numero del nostro Speciale Ucraina, in the mood for war? Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-mood-war-17-33465
⚖️ Equilibrio precario
Solidarietà alle preoccupazioni di sicurezza della Russia ma anche rispetto dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Queste sono state le parole del ministro degli esteri cinese Wang Yi alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di questo weekend dove ha anche auspicato una ripresa degli accordi di Minsk, definiti "l'unico percorso su cui la pace può essere costruita”. Insomma, dichiarazioni non tanto diverse da quelle pronunciate nelle scorse settimane da Macron e Scholz.
Pechino da un lato sta quindi sfruttando l’attuale crisi in Ucraina per rafforzare le sue relazioni con la Russia, come dimostra il recente accordo trentennale per incrementare del 60% le importazioni cinesi di gas russo. Ma, dall’altro, cerca di evitare posizioni che peggiorino ulteriormente il suo rapporto con USA e UE.
🏆 Win win
Indipendentemente da cosa accadrà in Ucraina, la Cina avrebbe di che guadagnarci. Se non ci sarà una guerra “europea” non vedrà danneggiati i suoi flussi commerciali con i partner europei, fondamentali per sostenere un’economia domestica non in piena salute. Senza poi dimenticare gli interessi miliardari di Pechino in Ucraina (di cui rappresenta il principale partner commerciale) tra contratti di costruzione e investimenti in telecomunicazioni.
Ma d’altro canto in caso di attacco russo, le conseguenti sanzioni occidentali porterebbero Mosca ancor più nell’orbita cinese come dopo l’invasione della Crimea (la quota cinese del commercio estero russo raddoppiò dal 10 al 20%). E sarebbe anche l’occasione ideale per osservare la loro efficacia in vista di una possibile futura invasione di Taiwan.
🇹🇼 Taipei come Kiev?
Il sempre più stretto rapporto con la Russia fa sì che in molte capitali si pensi che Pechino possa seguire l’esempio di Mosca e fare la propria mossa su Taiwan mentre l’attenzione degli Stati Uniti si concentra nell’Est Europa. In fondo come Putin considera l’Ucraina un pezzo di Russia, così Xi Jinping vede Taiwan come tassello fondamentale del principio di “una sola Cina”.
Le differenze fra i due casi sono però molteplici: la capacità militare taiwanese è molto superiore a quella ucraina, così come il suo ruolo nelle catene di approvvigionamento tecnologico globale. Taipei però non si fida e nel prossimo mese terrà una esercitazione militare di simulazione di un’invasione cinese negli isolotti a largo delle sue coste.
Una cosa è certa: non è facile essere i vicini di Russia e Cina.
Come interpretare strategie, discorsi e retorica dei leader coinvolti nella crisi ucraina? Ascolta “Comunicare la guerra”, la nuova puntata di Globally, il nostro podcast sulla geopolitica: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/podcast-globally-comunicare-la-guerra-33405
Nell’ISPI Daily Focus di questa sera gli ultimi aggiornamenti sulla crisi, con il nuovo numero del nostro Speciale Ucraina, in the mood for war? Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-mood-war-17-33465
🇷🇺🇺🇦 7 MAPPE PER CAPIRE IL CONFLITTO RUSSIA-UCRAINA
La crisi tra Russia e Ucraina è in continua evoluzione: per questo, durante questi giorni di crisi, sul nostro canale pubblicheremo quotidianamente aggiornamenti e mappe su quanto sta accadendo sul campo e nelle stanze della diplomazia.
Come si è originata la crisi russo-ucraina? Quanto è probabile un conflitto di ampie proporzioni e perché? Quali sono i timori di Mosca e come potrebbe intervenire militarmente?
Ecco 7 mappe che aiutano a capire la crisi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
La crisi tra Russia e Ucraina è in continua evoluzione: per questo, durante questi giorni di crisi, sul nostro canale pubblicheremo quotidianamente aggiornamenti e mappe su quanto sta accadendo sul campo e nelle stanze della diplomazia.
Come si è originata la crisi russo-ucraina? Quanto è probabile un conflitto di ampie proporzioni e perché? Quali sono i timori di Mosca e come potrebbe intervenire militarmente?
Ecco 7 mappe che aiutano a capire la crisi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
🌍 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: ALLEATI RIALLINEATI
👋 Nord Stream 2, auf wiedersehen
“Oggi la situazione è completamente diversa”. Con queste parole il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato che il governo tedesco non permetterà al gasdotto Nord Stream 2 di entrare in funzione. Probabilmente non per sempre: ma si tratta comunque della reazione più forte possibile, da parte di un grande paese europeo che era parso sinora piuttosto riluttante ad adottare azioni forti contro Mosca.
Nel weekend era stata la Presidente della Commissione UE von der Leyen a usare parole nette, criticando le posizioni dei governi ancora titubanti. Tra i quali ancora figuravano Germania e Italia che, assieme ad altri 8 paesi Ue, avevano dichiarato la loro opposizione a sanzioni contro Mosca che includessero il settore energetico.
🪖 L’invasione che non c’era
Almeno mezza Europa soffre in maniera sproporzionata la sua “dipendenza” dal gas russo. Da giugno il Cremlino ha sapientemente ridotto del 25% le forniture. Rispettando tutti i contratti di lungo periodo, certo, ma facendo quadruplicare i prezzi del gas in Europa, con conseguenze su famiglie e imprese. Così i governi cercano una scappatoia per evitare di imporre sanzioni sull’energia.
In questo senso, l’azione militare sinora limitata di Mosca apre a risposte altrettanto limitate da parte dei paesi europei, a seconda dell’interpretazione che si dà di quanto accaduto. L’ingresso di truppe russe nel Donbass è una “invasione”, come da tempo dichiarato da Biden? Eppure, era stato lo stesso Biden a lasciarsi scappare che una “incursione” avrebbe invece ricevuto risposte più contenute rispetto ad azioni più gravi, come la presa di Kiev.
🤔 Tutti per uno?
Le interpretazioni creative consentono all’Europa di andare alla ricerca di un compromesso. Ma mettono anche in luce tutte le sue debolezze. Innanzitutto, il fatto di trovarsi in casa alleati di Putin: come nel 2014, l’Ungheria di Orban rischia di essere il cavallo di Troia di Mosca, costringendo Bruxelles a una risposta ridotta (e offrendo un paravento ad altri governi “scettici”).
Già, perché le sanzioni l’Ue le adotta all’unanimità. E se finora Budapest ha dichiarato di essere “allineata” con i suoi partner europei, i dati parlano chiaro: l’Ungheria è il paese Ue che è stato più penalizzato dalle sanzioni del 2014 (-2% del PIL tra 2014 e 2017).
Quanto durerà questa ritrovata unità?
“Russia-Ucraina: dove vuole arrivare Putin?” Ne parleremo oggi alle 19.00 nella tavola rotonda ispi. Registrati qui per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/russia-ucraina-dove-vuole-arrivare-putin
Come si è originata la crisi tra Russia e Ucraina? E quali potrebbero essere le conseguenze dell’escalation? Abbiamo raccolto 7 mappe per capire il conflitto: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
👋 Nord Stream 2, auf wiedersehen
“Oggi la situazione è completamente diversa”. Con queste parole il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato che il governo tedesco non permetterà al gasdotto Nord Stream 2 di entrare in funzione. Probabilmente non per sempre: ma si tratta comunque della reazione più forte possibile, da parte di un grande paese europeo che era parso sinora piuttosto riluttante ad adottare azioni forti contro Mosca.
Nel weekend era stata la Presidente della Commissione UE von der Leyen a usare parole nette, criticando le posizioni dei governi ancora titubanti. Tra i quali ancora figuravano Germania e Italia che, assieme ad altri 8 paesi Ue, avevano dichiarato la loro opposizione a sanzioni contro Mosca che includessero il settore energetico.
🪖 L’invasione che non c’era
Almeno mezza Europa soffre in maniera sproporzionata la sua “dipendenza” dal gas russo. Da giugno il Cremlino ha sapientemente ridotto del 25% le forniture. Rispettando tutti i contratti di lungo periodo, certo, ma facendo quadruplicare i prezzi del gas in Europa, con conseguenze su famiglie e imprese. Così i governi cercano una scappatoia per evitare di imporre sanzioni sull’energia.
In questo senso, l’azione militare sinora limitata di Mosca apre a risposte altrettanto limitate da parte dei paesi europei, a seconda dell’interpretazione che si dà di quanto accaduto. L’ingresso di truppe russe nel Donbass è una “invasione”, come da tempo dichiarato da Biden? Eppure, era stato lo stesso Biden a lasciarsi scappare che una “incursione” avrebbe invece ricevuto risposte più contenute rispetto ad azioni più gravi, come la presa di Kiev.
🤔 Tutti per uno?
Le interpretazioni creative consentono all’Europa di andare alla ricerca di un compromesso. Ma mettono anche in luce tutte le sue debolezze. Innanzitutto, il fatto di trovarsi in casa alleati di Putin: come nel 2014, l’Ungheria di Orban rischia di essere il cavallo di Troia di Mosca, costringendo Bruxelles a una risposta ridotta (e offrendo un paravento ad altri governi “scettici”).
Già, perché le sanzioni l’Ue le adotta all’unanimità. E se finora Budapest ha dichiarato di essere “allineata” con i suoi partner europei, i dati parlano chiaro: l’Ungheria è il paese Ue che è stato più penalizzato dalle sanzioni del 2014 (-2% del PIL tra 2014 e 2017).
Quanto durerà questa ritrovata unità?
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Come si è originata la crisi tra Russia e Ucraina? E quali potrebbero essere le conseguenze dell’escalation? Abbiamo raccolto 7 mappe per capire il conflitto: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
🔴 SEGUI L'EVENTO: "RUSSIA-UCRAINA: DOVE VUOLE ARRIVARE PUTIN?"
Con il riconoscimento da parte di Putin delle repubbliche separatiste del Donbass la crisi si aggrava ulteriormente. Scholz chiude Nord Stream 2 e il Regno Unito approva nuove sanzioni, mentre l'UE cerca una linea comune. Ma la vera domanda che tutti gli attori in campo ora si pongono è: dove vuole arrivare Putin?
🎙 Ne parleremo oggi alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/russia-ucraina-dove-vuole-arrivare-putin
Con il riconoscimento da parte di Putin delle repubbliche separatiste del Donbass la crisi si aggrava ulteriormente. Scholz chiude Nord Stream 2 e il Regno Unito approva nuove sanzioni, mentre l'UE cerca una linea comune. Ma la vera domanda che tutti gli attori in campo ora si pongono è: dove vuole arrivare Putin?
🎙 Ne parleremo oggi alle 19.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/russia-ucraina-dove-vuole-arrivare-putin
🌍 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: SANZIONI A SALVE?
🥱 Hype disatteso?
Stati Uniti, UK, UE. Ma anche Australia, Canada e Giappone. Questi i paesi che tra ieri e oggi hanno imposto nuove sanzioni contro la Russia. Una reazione internazionale coordinata come nel 2014, in risposta all’invasione della Crimea, ma dai contorni diversi. Come nel 2014 vengono presi di mira oligarchi, parlamentari russi e le enclavi separatiste.
Si è però anche concordato il congelamento dei beni di alcune (medio-piccole) banche russe. Nonché il divieto per Mosca di accedere ai mercati finanziari e di capitali occidentali per rendere più complicato il finanziamento del suo debito sovrano. Eppure, anche considerando la tanto attesa decisione della Germania di sospendere l'autorizzazione del Nord Stream 2, non si tratta della risposta massiccia minacciata per mesi da Biden e alleati.
🧊 La punta dell’iceberg
Nonostante il Segretario di Stato americano Blinken e il ministro degli esteri francese Le Drian abbiano oggi cancellato gli incontri previsti con il loro omologo russo Lavrov, l’Occidente spera ancora in una risoluzione diplomatica. E così non c’è per ora traccia di alcune delle sanzioni più dure discusse negli ultimi mesi, tenute da parte come deterrente per una possibile ulteriore escalation in Ucraina.
Per esempio, la Russia non è stata esclusa dal sistema di pagamenti globale Swift, può ancora effettuare transazioni finanziarie in dollari e importare tecnologie americane. Misure che se introdotte sarebbero capaci di danneggiare più profondamente l’economia russa ma anche quelle degli alleati, specie europei, molto più legati economicamente a Mosca rispetto agli USA.
🇷🇺 Il PNRR... russo
Nel 2014 le sanzioni occidentali, in combinazione con il crollo dei prezzi del petrolio, portarono a una riduzione del PIL russo del 2,5%. Da allora, la Russia ha ridotto la sua dipendenza dal dollaro e dagli investimenti stranieri. Le riserve internazionali, in valuta estera e oro, sono a livelli record: 40% del suo PIL (contro il 9% detenuto dalle banche dell’eurozona). E solo il 13% è in dollari, rispetto al 40% di cinque anni fa.
Tuttavia, l’economia russa non è impermeabile a questa situazione di crisi. Anche i tassi di interessi sui titoli di stato sono ai massimi degli ultimi sei anni e l’indice azionario di Mosca ha perso più del 30% da ottobre.
L’economia russa è diventata davvero a prova di sanzioni?
“Crisi Russia-Ucraina: come fermare Putin?” Ne parleremo domani alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI. Registrati qui per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/crisi-russia-ucraina-come-fermare-putin
Nell’ISPI Daily Focus di oggi gli ultimi aggiornamenti sulla crisi, con il nuovo numero del nostro Speciale Ucraina: la sottile linea russa. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-la-sottile-linea-russa-33620
🥱 Hype disatteso?
Stati Uniti, UK, UE. Ma anche Australia, Canada e Giappone. Questi i paesi che tra ieri e oggi hanno imposto nuove sanzioni contro la Russia. Una reazione internazionale coordinata come nel 2014, in risposta all’invasione della Crimea, ma dai contorni diversi. Come nel 2014 vengono presi di mira oligarchi, parlamentari russi e le enclavi separatiste.
Si è però anche concordato il congelamento dei beni di alcune (medio-piccole) banche russe. Nonché il divieto per Mosca di accedere ai mercati finanziari e di capitali occidentali per rendere più complicato il finanziamento del suo debito sovrano. Eppure, anche considerando la tanto attesa decisione della Germania di sospendere l'autorizzazione del Nord Stream 2, non si tratta della risposta massiccia minacciata per mesi da Biden e alleati.
🧊 La punta dell’iceberg
Nonostante il Segretario di Stato americano Blinken e il ministro degli esteri francese Le Drian abbiano oggi cancellato gli incontri previsti con il loro omologo russo Lavrov, l’Occidente spera ancora in una risoluzione diplomatica. E così non c’è per ora traccia di alcune delle sanzioni più dure discusse negli ultimi mesi, tenute da parte come deterrente per una possibile ulteriore escalation in Ucraina.
Per esempio, la Russia non è stata esclusa dal sistema di pagamenti globale Swift, può ancora effettuare transazioni finanziarie in dollari e importare tecnologie americane. Misure che se introdotte sarebbero capaci di danneggiare più profondamente l’economia russa ma anche quelle degli alleati, specie europei, molto più legati economicamente a Mosca rispetto agli USA.
🇷🇺 Il PNRR... russo
Nel 2014 le sanzioni occidentali, in combinazione con il crollo dei prezzi del petrolio, portarono a una riduzione del PIL russo del 2,5%. Da allora, la Russia ha ridotto la sua dipendenza dal dollaro e dagli investimenti stranieri. Le riserve internazionali, in valuta estera e oro, sono a livelli record: 40% del suo PIL (contro il 9% detenuto dalle banche dell’eurozona). E solo il 13% è in dollari, rispetto al 40% di cinque anni fa.
Tuttavia, l’economia russa non è impermeabile a questa situazione di crisi. Anche i tassi di interessi sui titoli di stato sono ai massimi degli ultimi sei anni e l’indice azionario di Mosca ha perso più del 30% da ottobre.
L’economia russa è diventata davvero a prova di sanzioni?
“Crisi Russia-Ucraina: come fermare Putin?” Ne parleremo domani alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI. Registrati qui per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/crisi-russia-ucraina-come-fermare-putin
Nell’ISPI Daily Focus di oggi gli ultimi aggiornamenti sulla crisi, con il nuovo numero del nostro Speciale Ucraina: la sottile linea russa. Leggilo qui: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-la-sottile-linea-russa-33620
🔴 UCRAINA: ATTACCO SU LARGA SCALA
Stamattina all'alba, Putin ha dato l'ordine di invadere l'Ucraina e sono state confermate esplosioni nelle maggiori città, compresa la capitale Kiev, nonostante l'invio di truppe nei territori del Donbass nei giorni passati fosse stato giustificato come "peacekeeping".
La crisi tra Russia e Ucraina non è scoppiata all’improvviso, ma è il risultato di un contrasto che dura apertamente da otto anni. Ecco 7 mappe che aiutano a capire la crisi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
Durante questi giorni di crisi, sul nostro canale pubblicheremo quotidianamente aggiornamenti e mappe su quanto sta accadendo sul campo e nelle stanze della diplomazia.
Stamattina all'alba, Putin ha dato l'ordine di invadere l'Ucraina e sono state confermate esplosioni nelle maggiori città, compresa la capitale Kiev, nonostante l'invio di truppe nei territori del Donbass nei giorni passati fosse stato giustificato come "peacekeeping".
La crisi tra Russia e Ucraina non è scoppiata all’improvviso, ma è il risultato di un contrasto che dura apertamente da otto anni. Ecco 7 mappe che aiutano a capire la crisi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-russia-ucraina-7-mappe-capire-il-conflitto-33483
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🔴 RUSSIA UCRAINA: È GUERRA
Vladimir Putin sferra un attacco su larga scala, truppe russe entrano in Ucraina, esplosioni anche a Kiev. Europa e Usa condannano, crolla la borsa di Mosca.
Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-e-guerra-33681
Vladimir Putin sferra un attacco su larga scala, truppe russe entrano in Ucraina, esplosioni anche a Kiev. Europa e Usa condannano, crolla la borsa di Mosca.
Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-e-guerra-33681
ISPI
Speciale Ucraina: È guerra
Vladimir Putin sferra un attacco su larga scala, truppe russe entrano in Ucraina, esplosioni anche a Kiev. Europa e Usa condannano, crolla la borsa di Mosca. Con un discorso alla nazione pronunciato
🔴 SEGUI L'EVENTO ALLE 18.00: "INVASIONE UCRAINA: SI PUÒ FERMARE PUTIN?"
Esplosioni nelle città, le truppe russe che avanzano, contingenti aerei dispiegati: è un attacco su larga scala, che annuncia un conflitto di cui non si riesce a intravedere un esito. È guerra. Il presidente Putin dichiara che "la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima" a chiunque provi ad ostacolarlo. Come si può fermare Putin?
🎙 Ne parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/invasione-ucraina-si-puo-fermare-putin
Esplosioni nelle città, le truppe russe che avanzano, contingenti aerei dispiegati: è un attacco su larga scala, che annuncia un conflitto di cui non si riesce a intravedere un esito. È guerra. Il presidente Putin dichiara che "la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima" a chiunque provi ad ostacolarlo. Come si può fermare Putin?
🎙 Ne parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/invasione-ucraina-si-puo-fermare-putin
🔴 SPECIALE RUSSIA-UCRAINA: FATE PRESTO
🕯 L’ora più buia
Stasera alle 20 i leader Ue si incontreranno per un Consiglio europeo straordinario sull’Ucraina. Sarà il momento per formalizzare il segnale che circola ormai da molte ore: le sanzioni saranno pesanti, e l’Europa risponderà unita all’invasione russa.
Mentre in Ucraina si continua a combattere, i paesi del G7 si incontrano proprio in queste ore per concordare una linea comune. Intanto la Casa Bianca ha definito l’invasione una “guerra premeditata”, mentre il Regno Unito ha promesso “sanzioni senza precedenti”. Too late?
🧨 Undici mesi
Ormai è guerra. Quella che nei mesi scorsi le cancellerie occidentali hanno tentato in tutti i modi di scongiurare. Già a fine marzo dell'anno scorso l'Ucraina denunciò l'arrivo di migliaia di truppe russe ai propri confini, truppe che a maggio sembrava si stessero ritirando. Viste con il senno di poi, erano invece “prove generali di invasione”. A giugno, poi, il taglio delle forniture di gas da Mosca (-25% rispetto alle attese) ha messo con le spalle al muro l’Europa. Poi, a ottobre il nuovo precipitare degli eventi.
Un “precipitare” molto lento. Nel 2008, quando la Russia invase l’Ossezia del Sud georgiana (anche in quel caso il motivo era lo stesso: la volontà del paese di aderire alla Nato), di mesi ne bastarono meno di tre. E nel 2014 accadde qualcosa di simile quando, dopo tre mesi di tensioni, gli “omini verdi” russi entrarono in Crimea.
🗑 Fatica sprecata?
Anche se da Washington continuano a puntare l’attenzione sul fatto di essere riusciti a rallentare Putin, svelandone i piani e costringendolo a rivederli più volte, alla fine il risultato sembra lo stesso. Anzi, peggiore: una vera e propria invasione su larga scala, anziché la sola occupazione delle province secessioniste. Invasione che né gli Usa, né Bruxelles hanno alcuna volontà di interrompere manu militari.
Adesso la situazione per i paesi UE è ribaltata. Solo lunedì Bruxelles aveva varato un piano di aiuti da 1,2 miliardi di euro per il governo ucraino. Oggi ci si chiede se quel governo domani sarà ancora in piedi, mentre i paesi europei limitrofi si preparano ad accogliere i profughi in fuga da Kiev (nel 2014 erano stati circa 200mila).
Gli sforzi dell’Occidente di frenare Putin sono stati vani?
🎙 Della crisi parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI “Invasione Ucraina: si può fermare Putin”? Segui la diretta qui: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/invasione-ucraina-si-puo-fermare-putin#FORM
👉 Abbiamo raccolto in una pagina gli aggiornamenti sulla crisi, con mappe, approfondimenti e grafiche per capire il conflitto e i suoi sviluppi. Trovali qui: https://www.ispionline.it/it/tag/crisi-russia-ucraina
🕯 L’ora più buia
Stasera alle 20 i leader Ue si incontreranno per un Consiglio europeo straordinario sull’Ucraina. Sarà il momento per formalizzare il segnale che circola ormai da molte ore: le sanzioni saranno pesanti, e l’Europa risponderà unita all’invasione russa.
Mentre in Ucraina si continua a combattere, i paesi del G7 si incontrano proprio in queste ore per concordare una linea comune. Intanto la Casa Bianca ha definito l’invasione una “guerra premeditata”, mentre il Regno Unito ha promesso “sanzioni senza precedenti”. Too late?
🧨 Undici mesi
Ormai è guerra. Quella che nei mesi scorsi le cancellerie occidentali hanno tentato in tutti i modi di scongiurare. Già a fine marzo dell'anno scorso l'Ucraina denunciò l'arrivo di migliaia di truppe russe ai propri confini, truppe che a maggio sembrava si stessero ritirando. Viste con il senno di poi, erano invece “prove generali di invasione”. A giugno, poi, il taglio delle forniture di gas da Mosca (-25% rispetto alle attese) ha messo con le spalle al muro l’Europa. Poi, a ottobre il nuovo precipitare degli eventi.
Un “precipitare” molto lento. Nel 2008, quando la Russia invase l’Ossezia del Sud georgiana (anche in quel caso il motivo era lo stesso: la volontà del paese di aderire alla Nato), di mesi ne bastarono meno di tre. E nel 2014 accadde qualcosa di simile quando, dopo tre mesi di tensioni, gli “omini verdi” russi entrarono in Crimea.
🗑 Fatica sprecata?
Anche se da Washington continuano a puntare l’attenzione sul fatto di essere riusciti a rallentare Putin, svelandone i piani e costringendolo a rivederli più volte, alla fine il risultato sembra lo stesso. Anzi, peggiore: una vera e propria invasione su larga scala, anziché la sola occupazione delle province secessioniste. Invasione che né gli Usa, né Bruxelles hanno alcuna volontà di interrompere manu militari.
Adesso la situazione per i paesi UE è ribaltata. Solo lunedì Bruxelles aveva varato un piano di aiuti da 1,2 miliardi di euro per il governo ucraino. Oggi ci si chiede se quel governo domani sarà ancora in piedi, mentre i paesi europei limitrofi si preparano ad accogliere i profughi in fuga da Kiev (nel 2014 erano stati circa 200mila).
Gli sforzi dell’Occidente di frenare Putin sono stati vani?
🎙 Della crisi parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI “Invasione Ucraina: si può fermare Putin”? Segui la diretta qui: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/invasione-ucraina-si-puo-fermare-putin#FORM
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🔴 EVENTO OGGI ALLE 18.00: "UCRAINA: SE KIEV CADE"
Le sanzioni dell'Occidente non fermano Putin, che continua l'invasione sul territorio ucraino. L'esercito russo, dopo essersi concentrato su alcuni obiettivi militari nel primo giorno di guerra, ora sembra puntare direttamente al cuore del potere politico del paese: Kiev. Cosa accadrebbe se la capitale cadesse? Putin cercherà di installare un governo fantoccio, o tenterà di occupare stabilmente il paese? Come risponderà la popolazione ucraina?
🎙 Ne parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-se-kiev-cade#FORM
Le sanzioni dell'Occidente non fermano Putin, che continua l'invasione sul territorio ucraino. L'esercito russo, dopo essersi concentrato su alcuni obiettivi militari nel primo giorno di guerra, ora sembra puntare direttamente al cuore del potere politico del paese: Kiev. Cosa accadrebbe se la capitale cadesse? Putin cercherà di installare un governo fantoccio, o tenterà di occupare stabilmente il paese? Come risponderà la popolazione ucraina?
🎙 Ne parleremo oggi alle 18.00 nella tavola rotonda ISPI.
👉 Per partecipare: https://www.ispionline.it/it/eventi/evento/ucraina-se-kiev-cade#FORM
🔴 ISPI DATALAB | GUERRA RUSSIA-UCRAINA: LE SANZIONI BASTERANNO?
Mentre l’esercito russo invade l’Ucraina ed entra a Kiev, Europa e Usa hanno adottato nuove sanzioni contro Mosca, definite “senza precedenti”. Le sanzioni economiche sono l’unica arma a cui si è detto disposto a ricorrere l’Occidente, che da mesi ha escluso la difesa militare di Kiev dalle opzioni percorribili.
Ma le sanzioni hanno una storia travagliata. Funzionano poco, solo se sono forti e imposte all’unisono da molti paesi del mondo, e se chi le subisce non è un nemico determinato a resistere. A che punto siamo sulla “scala” delle sanzioni possibili? Quanto potrebbe soffrirne Mosca? E cosa rischia l’Occidente?
Leggi il nuovo numero di DataLab: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/guerra-russia-ucraina-le-sanzioni-basteranno-33724
Mentre l’esercito russo invade l’Ucraina ed entra a Kiev, Europa e Usa hanno adottato nuove sanzioni contro Mosca, definite “senza precedenti”. Le sanzioni economiche sono l’unica arma a cui si è detto disposto a ricorrere l’Occidente, che da mesi ha escluso la difesa militare di Kiev dalle opzioni percorribili.
Ma le sanzioni hanno una storia travagliata. Funzionano poco, solo se sono forti e imposte all’unisono da molti paesi del mondo, e se chi le subisce non è un nemico determinato a resistere. A che punto siamo sulla “scala” delle sanzioni possibili? Quanto potrebbe soffrirne Mosca? E cosa rischia l’Occidente?
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🔴 SPECIALE UCRAINA: VERSO LA PRESA DI KIEV
Zelensky chiede a Putin di trattare, ma Mosca detta precondizioni. Bombardamenti e scontri in varie città, mentre Kiev si prepara alla battaglia.
Leggi il nostro Daily Focus di oggi: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/speciale-ucraina-verso-la-presa-di-kiev-33737
Zelensky chiede a Putin di trattare, ma Mosca detta precondizioni. Bombardamenti e scontri in varie città, mentre Kiev si prepara alla battaglia.
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