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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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Dal marzo 2022, quando il presidente Nayib Bukele ha reagito con pugno di ferro a un’ondata di violenza che contò 87 morti in tre giorni, El Salvador ha conosciuto una trasformazione profonda. Il paese più violento del mondo si è trasformato, dati alla mano, in uno dei più sicuri dell’emisfero occidentale.

Ma a quale prezzo?

L’efficienza repressiva dello Stato ha portato all’arresto di oltre 85.000 persone, molte delle quali senza processo.
La detenzione preventiva può durare fino a 15 giorni senza udienza, le intercettazioni non richiedono più un mandato e i diritti costituzionali sono sospesi.

Il 90% dei detenuti attende ancora una sentenza. Secondo organizzazioni indipendenti, tra le 6.000 e le 25.000 persone potrebbero essere state arrestate senza prove concrete e oltre 370 sarebbero morte in carcere. Eppure, per una larga parte della popolazione, questa stretta autoritaria è un male necessario.

#elsalvador #bukele #narcos #crime
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Forwarded from Piccolenote
Le aree di confine della Striscia di Gaza sono state trasformate in una kill zone, “zona di uccisione”, analogamente a quanto avvenuto nel corridoio Netzarim, che tagliava in due la Striscia. Ai soldati dell’esercito israeliano, riporta il Guardian, “è stato dato l’ordine di annientare sistematicamente tutto ciò che si trovava all’interno di una zona designata, tutti i quartieri residenziali, gli edifici pubblici, le scuole, le moschee e i cimiteri”.

SONO TUTTI BERSAGLI
Nessuno può attraversare l’area, perché l’ordine è quello di sparare a vista a chiunque si avvicini alla red line. In sostanza, è stato ridisegnato il perimetro della Striscia, che non coincide più con il muro israeliano di separazione costruito vent’anni fa. La zona “cuscinetto” – così la chiama il governo Netanyahu- si estende lungo tutta la frontiera con Israele...per oltre un chilometro all’interno dell’enclave…

https://www.piccolenote.it/mondo/israele-ha-istituito-una-zona-morte-a-gaza
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Con l’arrivo di Trump sembrava che per il Pentagono fosse l’ora dei tagli. E invece il Presidente ha annunciato di voler investire un trilione di dollari (mille miliardi) nella Difesa. Forse che gli Usa non hanno abbastanza cannoni o carri armati per aiutare l’Ucraina o attaccare gli Houthi?

In realtà, il compito principale dell’apparato militare Usa (comprese le circa 800 basi di cui dispone in altri Paesi) non è fare la guerra ma garantire il sistema di alleanze e il flusso economico di un Paese che produce più dollari che merci, che nei decenni si è deindustrializzato accontentandosi di importare sempre più.

Ecco i dati e la storia.

https://it.insideover.com/difesa/trump-promette-mille-miliardi-per-la-difesa-ma-la-guerra-non-e-il-vero-obiettivo.html
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Forwarded from Piccolenote
Trump starebbe “perdendo la pazienza” con Netanyahu e gli avrebbe dato due o tre settimane di tempo per porre fine alla guerra di Gaza. Lo riferisce Yedioth Ahronoth, riportando confidenze ricevute da alcuni funzionari israeliani.
Così Ynet: “Alcuni funzionari israeliani che hanno parlato con le loro controparti americane hanno appreso che Trump ha concesso a Netanyahu altro tempo per continuare le operazioni militari, ma non più di due o tre settimane”.

“Fonti americane hanno detto ieri sera (mercoledì) alle famiglie degli ostaggi che la questione era in cima alla lista delle priorità nel corso dell’incontro tra i due leader [Trump e Netanyahu] alla Casa Bianca di lunedì scorso. Le fonti hanno sottolineato che gli americani stanno facendo pressioni per un accordo sugli ostaggi come parte di un’iniziativa più ampia in Medio Oriente che ha come obiettivo porre fine alla guerra a Gaza e…

https://www.piccolenote.it/mondo/trump-da-una-scadenza-a-netanyahu-su-gaza-e-witkoff-vola-a-mosca
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La lobby israeliana negli Stati Uniti è più influente e potente che mai.
Secondo quanto riportato da The Hill, il potente gruppo di pressione American Israel Public Affairs Committee (Aipac) non perde tempo e torna all’attacco dei critici della guerra di Tel Aviv a Gaza.

A partire da martedì 9 aprile 2025, l’Aipac ha infatti lanciato una nuova serie di annunci pubblicitari, con un investimento a sei cifre, mirati a colpire i senatori democratici che la scorsa settimana hanno sostenuto le mozioni del senatore del Vermont e già candidato alla presidenza, Bernie Sanders, che mira a sospendere gli aiuti militari a Israele.

Leggi l’approfondimento di roberto vivaldelli al link

https://it.insideover.com/politica/usa-la-lobby-israeliana-non-dorme-mai-laipac-lancia-una-nuova-offensiva.html/amp

#aipac #usa #lobby #israel #sanders
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Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di Milano e le narrazioni, solitamente, sono due: la moda, il design, lo shopping e gli aperitivi da una parte, e i titoloni di cronaca dall’altra, che ritraggono invece una Milano invasa da delinquenza e disagio. Ritratti un po’ semplicistici, patinati e artificiosi nel primo caso, denigratori nel secondo, che non restituiscono alcuna dignità ai milanesi. Ma che cos’è diventata, davvero, Milano oggi?

Il documentario "Esseri urbani" a cura di Mariasole Caio, Marco Occhionero, Camilla Parodi e Simone Pontini della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, si cimenta nella non facile impresa di raccontare una Milano diversa, lontana dai diffusi e scintillanti stereotipi, indagando un tema quantomai attuale: quello dell’emergenza abitativa.

Puoi vedere il documentario integrale al link

https://www.tulipanidisetanera.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-a7515f77-d023-4817-aecf-f980876f9827.html
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2 prigionieri israeliani detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza, fanno appello agli israeliani per fare pressione sul governo e sul suo Primo Ministro Benjamin Netanyahu.

Chiedono ad Israele di impegnarsi seriamente per il loro rilascio.

Uno dei prigionieri nella clip dice: “Siamo usciti per un momento per respirare all'aria aperta e vedere il cielo e le stelle. L'esercito israeliano ha deciso di bombardarci e colpire l'edificio in cui mi trovavo.”

Ha aggiunto: “Siamo sopravvissuti alla morte e siamo pieni di graffi. Grazie ai combattenti di Hamas che hanno rischiato se stessi e ci hanno portato fuori. Ora siamo di nuovo nei tunnel, tutta colpa del governo di Israele”.

Uno dei due soldati dell’IDF ha evidenziato che il governo di Israele non avrebbe, in realtà, alcun interesse e impegno per riportare a casa gli ostaggi ancora in mano di Hamas.

#gazagenocide #israel #idf #soldiers
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Il ministro israeliano per la sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir è arrivato sul luogo in cui la polizia israeliana ha ucciso Wahib Abu Arar ad Arara, un ragazzo palestinese di 26 anni, per congratularsi con il poliziotto che ha sparato.

Il 9 aprile, nella Cisgiordania occupata, sono due i palestinesi che sono stati uccisi dalle forze di polizia israeliana, benchè si conosca l’identità di solo uno dei due.

Ben Gvir non è nuovo a questo tipo di gesti.
A marzo 2024 Proprio Ben Gvir aveva elogiato l’uccisione di un bambino palestinese di 12 anni, Rami al-Halhouli, ucciso dall’IDF a Gerusalemme Est occupata.

"Sostengo il soldato che ha ucciso il terrorista che ha cercato di sparare fuochi d'artificio a lui e alle truppe. Così è esattamente come dovresti agire contro i terroristi, con determinazione e precisione” aveva scritto su X Ben Gvir riferendosi all’uccisone del bambino di 12 anni.

#gaza #israel #bengvir
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