Il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv resta attivo: lo ha ribadito il sindaco Giuseppe Sala durante la Giunta del 16 aprile respingendo le richieste di sospensione avanzate dal Consiglio comunale.
"Tel Aviv –ha spiegato Sala – ci chiede di mantenere vivo uno spazio di dialogo e riflessione rispetto ad una situazione particolarmente critica”.
A pesare sulla la decisione del sindaco milanese la lettera del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, che ha invitato Milano a non interrompere il gemellaggio: “Le città si misurano dai ponti che costruiscono. Il ponte tra noi è vitale per entrambe. È un ponte che ha unito le nazioni; un ponte che ha favorito la collaborazione, la creatività, la diligenza, l'imprenditorialità e la libertà” ha scritto il sindaco della città israeliana.
https://it.insideover.com/guerra/perche-sospendere-il-gemellaggio-milano-tel-aviv-ha-molto-senso.html
#gazagenocide #gaza #milan
"Tel Aviv –ha spiegato Sala – ci chiede di mantenere vivo uno spazio di dialogo e riflessione rispetto ad una situazione particolarmente critica”.
A pesare sulla la decisione del sindaco milanese la lettera del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, che ha invitato Milano a non interrompere il gemellaggio: “Le città si misurano dai ponti che costruiscono. Il ponte tra noi è vitale per entrambe. È un ponte che ha unito le nazioni; un ponte che ha favorito la collaborazione, la creatività, la diligenza, l'imprenditorialità e la libertà” ha scritto il sindaco della città israeliana.
https://it.insideover.com/guerra/perche-sospendere-il-gemellaggio-milano-tel-aviv-ha-molto-senso.html
#gazagenocide #gaza #milan
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“Israele non bombarderà più il Libano. Gli è VIETATO farlo dagli Stati Uniti. Basta!!!”
Pare che Netanyahu sia rimasto “scioccato” da questo post di Trump in cui il presidente degli Stati Uniti vieta a Israele di bombardare il Libano tanto che, secondo quanto rivelato dall’agenzia Axios, Israele ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
In tutta risposta al “divieto” USA di bombardare il Libano, un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira un’auto e una bicicletta lungo la strada tra Kounine e Beit Yahoun uccidendo almeno una persona venerdì 17 aprile, il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
L’esercito libanese segnala anche violenti bombardamenti e operazioni di demolizione condotte dall'esercito israeliano in diverse città, tra cui Khiam, Bint Jbeil e Al-Bayada.
Secondo i termini dell’accordo, Israele si riserva il diritto di intraprendere azioni militari, anche durante il cessate il fuoco, "per legittima difesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso".
Nel precedente cessate il fuoco tra novembre 2024 e marzo 2026, Israele ha ucciso oltre 300 persone in Libano violando la tregua almeno 10,000 volte secondo fonti ONU.
Dal 2 marzo al 16 aprile Israele ha ucciso 2.294 persone e ferite 7.544.
Nella notte di giovedì 16 aprile, pochi istanti prima del cessate il fuoco Israele ha colpito un edificio residenziale a Tiro. I primi rapporti indicano circa 13 morti e 35 feriti, con 15 dispersi sotto le macerie, con le squadre di soccorso che continuano le ricerche.
Dopo aver costretto oltre 1 milione di persone a sfollare forzatamente, la radio dell'esercito israeliano ha riferito che l’IDF ha istituito una "cintura di sicurezza" nel Libano meridionale che comprende 55 villaggi i cui abitanti non sono autorizzati a tornare.
Il giornalista Steve Sweeney, sopravvissuto a un bombardamento israeliano in Libano a marzo, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un’operazione di pulizia etnica su scala più ampia rispetto alla Nakba”
#lebanonunderattack #usa #trump #israel #netanyahu
Pare che Netanyahu sia rimasto “scioccato” da questo post di Trump in cui il presidente degli Stati Uniti vieta a Israele di bombardare il Libano tanto che, secondo quanto rivelato dall’agenzia Axios, Israele ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
In tutta risposta al “divieto” USA di bombardare il Libano, un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira un’auto e una bicicletta lungo la strada tra Kounine e Beit Yahoun uccidendo almeno una persona venerdì 17 aprile, il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
L’esercito libanese segnala anche violenti bombardamenti e operazioni di demolizione condotte dall'esercito israeliano in diverse città, tra cui Khiam, Bint Jbeil e Al-Bayada.
Secondo i termini dell’accordo, Israele si riserva il diritto di intraprendere azioni militari, anche durante il cessate il fuoco, "per legittima difesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso".
Nel precedente cessate il fuoco tra novembre 2024 e marzo 2026, Israele ha ucciso oltre 300 persone in Libano violando la tregua almeno 10,000 volte secondo fonti ONU.
Dal 2 marzo al 16 aprile Israele ha ucciso 2.294 persone e ferite 7.544.
Nella notte di giovedì 16 aprile, pochi istanti prima del cessate il fuoco Israele ha colpito un edificio residenziale a Tiro. I primi rapporti indicano circa 13 morti e 35 feriti, con 15 dispersi sotto le macerie, con le squadre di soccorso che continuano le ricerche.
Dopo aver costretto oltre 1 milione di persone a sfollare forzatamente, la radio dell'esercito israeliano ha riferito che l’IDF ha istituito una "cintura di sicurezza" nel Libano meridionale che comprende 55 villaggi i cui abitanti non sono autorizzati a tornare.
Il giornalista Steve Sweeney, sopravvissuto a un bombardamento israeliano in Libano a marzo, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un’operazione di pulizia etnica su scala più ampia rispetto alla Nakba”
#lebanonunderattack #usa #trump #israel #netanyahu
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“Israele non bombarderà più il Libano. Gli è VIETATO farlo dagli Stati Uniti. Basta!!!”
Pare che Netanyahu sia rimasto “scioccato” da questo post di Trump in cui il presidente degli Stati Uniti vieta a Israele di bombardare il Libano tanto che, secondo quanto rivelato dall’agenzia Axios, Israele ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
In tutta risposta al “divieto” USA di bombardare il Libano, un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira un’auto e una bicicletta lungo la strada tra Kounine e Beit Yahoun uccidendo almeno una persona venerdì 17 aprile, il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
L’esercito libanese segnala anche violenti bombardamenti e operazioni di demolizione condotte dall'esercito israeliano in diverse città, tra cui Khiam, Bint Jbeil e Al-Bayada.
Secondo i termini dell’accordo, Israele si riserva il diritto di intraprendere azioni militari, anche durante il cessate il fuoco, "per legittima difesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso".
Nel precedente cessate il fuoco tra novembre 2024 e marzo 2026, Israele ha ucciso oltre 300 persone in Libano violando la tregua almeno 10,000 volte secondo fonti ONU.
Dal 2 marzo al 16 aprile Israele ha ucciso 2.294 persone e ferite 7.544.
Nella notte di giovedì 16 aprile, pochi istanti prima del cessate il fuoco Israele ha colpito un edificio residenziale a Tiro. I primi rapporti indicano circa 13 morti e 35 feriti, con 15 dispersi sotto le macerie, con le squadre di soccorso che continuano le ricerche.
Dopo aver costretto oltre 1 milione di persone a sfollare forzatamente, la radio dell'esercito israeliano ha riferito che l’IDF ha istituito una "cintura di sicurezza" nel Libano meridionale che comprende 55 villaggi i cui abitanti non sono autorizzati a tornare.
Il giornalista Steve Sweeney, sopravvissuto a un bombardamento israeliano in Libano a marzo, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un’operazione di pulizia etnica su scala più ampia rispetto alla Nakba”
#lebanonunderattack #usa #trump #israel #netanyahu
Pare che Netanyahu sia rimasto “scioccato” da questo post di Trump in cui il presidente degli Stati Uniti vieta a Israele di bombardare il Libano tanto che, secondo quanto rivelato dall’agenzia Axios, Israele ha chiesto chiarimenti alla Casa Bianca.
In tutta risposta al “divieto” USA di bombardare il Libano, un drone dell’esercito israeliano ha preso di mira un’auto e una bicicletta lungo la strada tra Kounine e Beit Yahoun uccidendo almeno una persona venerdì 17 aprile, il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco.
L’esercito libanese segnala anche violenti bombardamenti e operazioni di demolizione condotte dall'esercito israeliano in diverse città, tra cui Khiam, Bint Jbeil e Al-Bayada.
Secondo i termini dell’accordo, Israele si riserva il diritto di intraprendere azioni militari, anche durante il cessate il fuoco, "per legittima difesa, in qualsiasi momento, contro attacchi pianificati, imminenti o in corso".
Nel precedente cessate il fuoco tra novembre 2024 e marzo 2026, Israele ha ucciso oltre 300 persone in Libano violando la tregua almeno 10,000 volte secondo fonti ONU.
Dal 2 marzo al 16 aprile Israele ha ucciso 2.294 persone e ferite 7.544.
Nella notte di giovedì 16 aprile, pochi istanti prima del cessate il fuoco Israele ha colpito un edificio residenziale a Tiro. I primi rapporti indicano circa 13 morti e 35 feriti, con 15 dispersi sotto le macerie, con le squadre di soccorso che continuano le ricerche.
Dopo aver costretto oltre 1 milione di persone a sfollare forzatamente, la radio dell'esercito israeliano ha riferito che l’IDF ha istituito una "cintura di sicurezza" nel Libano meridionale che comprende 55 villaggi i cui abitanti non sono autorizzati a tornare.
Il giornalista Steve Sweeney, sopravvissuto a un bombardamento israeliano in Libano a marzo, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un’operazione di pulizia etnica su scala più ampia rispetto alla Nakba”
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Iran, Trump ottimista sui negoziati: nuovi colloqui in Pakistan https://share.google/cbeS0JpyUF6a15bzy
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Iran, Trump ottimista sui negoziati: nuovi colloqui in Pakistan
Trump è ottimista su un imminente accordo con l’Iran, ma Teheran smentisce e nega il trasferimento dell’uranio.
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InsideOver
IL VUOTO DI ORBAN - Viktor Orbán ha parlato così dei suoi sentimenti dopo la sconfitta alle elezioni: "Ho sentito dolore... e vuoto. Mi sto guarendo con il lavoro. Ho vissuto alti e bassi emotivi. Dopo la sconfitta, mi sento più giovane. Questo dolore ha liberato…
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IRAN, TEMPI DURI PER ARAGHCHI - I giornalisti dell'IRIB (televisione di Stato iraniana) stanno ora attaccando il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi per non aver imposto le richieste dell'Iran durante i negoziati con il governo degli Stati Uniti.
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Il 17 aprile 2026, l’esercito israeliano ha ucciso due autisti dell’UNICEF, l’agenzia ONU per l’infanzia, impegnati nel trasporto di acqua potabile a Gaza.
UNICEF ha dichiarato di essere “indignato” per l’uccisione dei due autisti e ha espresso cordoglio per le vittime e per i familiari delle persone uccise.
I due uomini sono stati uccisi nelle prime ore del mattino di venerdì 17 aprile presso il punto di riempimento idrico di Mansoura, mentre svolgevano operazioni di distribuzione.
Nell’attacco sono rimaste ferite anche altre due persone.
UNICEF ha sottolineato che non vi erano stati cambiamenti nei protocolli o nei movimenti: si trattava di attività routinarie, essenziali per garantire acqua a centinaia di migliaia di civili.
Il sito di Mansoura rappresenta oggi l’unico punto operativo per il rifornimento dei camion collegati alla linea idrica Mekorot che serve Gaza City.
Proprio da lì transitano ogni giorno le operazioni che permettono a intere comunità — inclusi moltissimi bambini — di avere accesso all’acqua.
Dopo l’attacco, le attività sul posto sono state sospese per ragioni di sicurezza.
“Le autorità israeliane devono avviare immediatamente un’indagine e garantire piena responsabilità”, ha dichiarato UNICEF, ribadendo che operatori umanitari, infrastrutture civili e servizi essenziali “non devono mai essere presi di mira”.
La protezione dei civili e di chi fornisce assistenza salvavita, ha ricordato l’organizzazione ONU, è un obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario.
Con queste due vittime, sale a tre il numero di autisti di camion di aiuti umanitari uccisi da Israele solo nel mese di aprile: il 7 aprile un bombardamento israeliano ha colpito un mezzo della World Health Organization, causando la morte di un autista.
L’acqua è uno degli strumenti centrali usati da Israele nel genocidio a Gaza: infrastrutture idriche bombardate, impianti di depurazione distrutti, aziende del settore colpite e convogli umanitari presi di mira hanno contribuito a limitare drasticamente l’accesso all’acqua potabile per la popolazione civile della Striscia.
Al link in stories puoi trovare un approfondimento: “A Gaza anche l’acqua è un’arma”.
#gazagenocide #unicef #UN
UNICEF ha dichiarato di essere “indignato” per l’uccisione dei due autisti e ha espresso cordoglio per le vittime e per i familiari delle persone uccise.
I due uomini sono stati uccisi nelle prime ore del mattino di venerdì 17 aprile presso il punto di riempimento idrico di Mansoura, mentre svolgevano operazioni di distribuzione.
Nell’attacco sono rimaste ferite anche altre due persone.
UNICEF ha sottolineato che non vi erano stati cambiamenti nei protocolli o nei movimenti: si trattava di attività routinarie, essenziali per garantire acqua a centinaia di migliaia di civili.
Il sito di Mansoura rappresenta oggi l’unico punto operativo per il rifornimento dei camion collegati alla linea idrica Mekorot che serve Gaza City.
Proprio da lì transitano ogni giorno le operazioni che permettono a intere comunità — inclusi moltissimi bambini — di avere accesso all’acqua.
Dopo l’attacco, le attività sul posto sono state sospese per ragioni di sicurezza.
“Le autorità israeliane devono avviare immediatamente un’indagine e garantire piena responsabilità”, ha dichiarato UNICEF, ribadendo che operatori umanitari, infrastrutture civili e servizi essenziali “non devono mai essere presi di mira”.
La protezione dei civili e di chi fornisce assistenza salvavita, ha ricordato l’organizzazione ONU, è un obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario.
Con queste due vittime, sale a tre il numero di autisti di camion di aiuti umanitari uccisi da Israele solo nel mese di aprile: il 7 aprile un bombardamento israeliano ha colpito un mezzo della World Health Organization, causando la morte di un autista.
L’acqua è uno degli strumenti centrali usati da Israele nel genocidio a Gaza: infrastrutture idriche bombardate, impianti di depurazione distrutti, aziende del settore colpite e convogli umanitari presi di mira hanno contribuito a limitare drasticamente l’accesso all’acqua potabile per la popolazione civile della Striscia.
Al link in stories puoi trovare un approfondimento: “A Gaza anche l’acqua è un’arma”.
#gazagenocide #unicef #UN
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