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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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L'organizzazione sionista Betar US, che opera negli Stati Uniti con il sostegno di Israele, ha compilato una lista di ebrei critici nei confronti delle politiche del governo israeliano e ha inviato i loro dati a Tel Aviv per limitarne l'ingresso nel Paese.

Su X l'organizzazione ha affermato: "Confermiamo che da Israele abbiamo presentato a numerosi leader del governo israeliano un elenco di nomi di ebrei della diaspora che raccomandiamo vengano banditi da Israele", e si è riferita a queste persone come "nemici".

Tra gli ebrei presi di mira da Betar ci sono il politologo Norman Finkelstein (già minacciato dall’associazione sionista), il giornalista Peter Beinart, i leader di Jewish Voices for Peace, Code Pink e New Israel Fund.
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Forwarded from Piccolenote
Netanyahu non incassa la luce verde per un attacco all’Iran, motivo principale del suo improvviso viaggio negli States. Anzi, nel corso della conferenza stampa congiunta, Trump ha annunciato che i colloqui con Teheran sono iniziati. Ed è questa l’unica vera novità emersa da questo viaggio.

GAZA: IL GENOCIDIO PUÒ PROSEGUIRE

Quanto a Gaza, Trump ha fatto parlare Netanyahu, il quale ha sgranato il suo noto programma di sfollamento dei palestinesi, che fa discendere dalla proposta di Trump sulla Riviera dei sogni/incubi da costruire in loco.
Tragicamente ironico il passaggio nel quale Netanyahu ha dichiarato che questa prospettiva renderà liberi i palestinesi, che finora “si sono rinchiusi” di loro spontanea volontà nella Striscia, negando che quella prigione a cielo aperto era invece sigillata da sbarre d’acciaio erette dal suo Paese…

https://www.piccolenote.it/mondo/iran-trump-frena-la-guerra-di-netanyah
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Valerij Zaluzhny, ex generale e attuale ambasciatore ucraino presso il Regno Unito ha confermato che la Nato è stata “coinvolta” nella pianificazione delle operazioni militari ucraine “fin dal principio”.

Considerato una delle figure chiave del conflitto, comandante in capo delle Forze armate dal luglio del 2021 al marzo del 2024, nonché membro del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, Valerij Zaluzhny ha confermato il ruolo non trascurabile della NATO nelle pianificazione delle operazioni condotte dall’apparato militare di Kiev.

Leggi al link l’articolo di Davide Bartoccini.

https://it.insideover.com/guerra/zaluzhny-una-base-segreta-della-nato-dietro-le-operazione-in-ucraina.html

#war #ukraine #nato #eu
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Media is too big
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Le inondazioni da piogge torrenziali in Repubblica Democratica del Congo hanno ucciso almeno 52 persone negli ultimi 5 giorni. Il fiume Ndjili, che attraversa parte della capitale Kinshasa abitata da 17 milioni di persone, ha esondato le sue rive nella notte del 5 aprile.

Un disastro nel disastro viste le milioni di vittime civili della guerra in Congo tra le milizie ribelli e l’esercito regolare con oltre 64 mila morti in meno di due anni.

Tutta l‘Africa più in generale è stata devastata da settimane di intense precipitazioni.
Un recente studio dell'Organizzazione meteorologica mondiale ha stimato che il continente africano è tra i più colpiti dalle conseguenze del cambiamento climatico. Diversi Paesi africani potrebbero perdere dal 2% al 5% del loro PIL annuale a causa di disastri naturali.

#congo #floodings #naturaldisaster #africa
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La Polonia compra dagli Stati Uniti quasi 2 miliardi di dollari in sistemi di difesa aerea Patriot. Li ha già comprati nel 2018, ora raddoppia. Spende più di chiunque altro in Europa per la Difesa: il 4,7% del PIL, un record nella NATO.

Si allinea a Washington in ogni dossier internazionale. Eppure, quando arrivano i dazi commerciali americani, riceve lo stesso trattamento della Germania: una batosta del 20%. Nessuno sconto, nessuna distinzione.

Leggi l’approfondimento di @guseppe gagliano al link

🔗 https://it.insideover.com/difesa/super-legata-agli-usa-ma-bersagliata-dai-dazi-la-polonia-scopre-che-la-fedelta-e-una-gabbia.html

#usa #poland #army #washington
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“Questa settimana mi stavo preparando a partecipare a un evento delle Nazioni Unite a Ginevra per parlare con esperti e specialisti dell'importanza di smantellare le bombe non esplose ancora a Gaza, dopo che l'occupazione israeliana aveva smesso di sganciare bombe sul mio popolo.

Ma oggi sono rimasto scioccato nell’apprendere che il mio invito è stato revocato dopo le pressioni di Israele che ha scoperto che sarò nell'evento”.

In un post Instagram, Motaz Azaiza, uno dei fotografi-icona del genocidio di Gaza ha raccontato sul suo profilo di essere stato censurato dalle Nazioni Uniti dietro pressioni di Israele.

Questo accade mentre Antonio Guterres, vertice ONU afferma che “Gaza è un campo di morte” e che “Israele nega la sopravvivenza ad un’intera popolazione”.

#gazagenocide #israel #idf #motazazaiza
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Per Donald Trump il capitolo Afghanistan è tutt’altro che chiuso.

Secondo l’attuale presidente Usa, Washington deve ritornare in possesso dei mezzi e delle attrezzature lasciate nel Paese dopo la fuga del 2021. Questo sottintende la possibilità di un dialogo, diretto o indiretto, con i talebani.

E che qualcosa si stia muovendo, lo si intuisce anche dalle indiscrezioni trapelate dall’Afghanistan nelle ultime ore. In particolare, il Governo Usa avrebbe trovato l’accordo per tornare a utilizzare la strategica base militare di Bagram.

Bagram è un simbolo: è stata prima il simbolo della presenza Usa in Afghanistan e, poi, l’emblema del disimpegno di Washington quando i militari hanno iniziato a lasciare la base. Bagram è anche situata poco più a nord di Kabul ed è collegata direttamente con la capitale afghana.

https://it.insideover.com/guerra/contrordine-gli-usa-vogliono-tornare-in-afghanistan-e-riprendersi-la-base-di-bagram.html

#kabul #usa #afghanistan #
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Lunedì scorso 7 aprile, la Mandela Hall di Addis Abeba, spazio dedicato alla lotta per la libertà e la dignità umana, ha ospitato un acceso braccio di ferro diplomatico.

L’ambasciatore israeliano in Etiopia, Avraham Neguise, è stato allontanato da un incontro dell’Unione africana dedicato al genocidio ruandese. La sua espulsione ha accentuato il clima di tensione, riflettendo il malcontento di molte delegazioni africane che hanno interpretato la sua presenza come una provocazione inopportuna.

L’atmosfera durante l’episodio, descritta dai diplomatici presenti come “tesa e quasi irreale“, ha imposto l’immediata sospensione dei lavori finché l’ambasciatore Neguise non è stato scortato fuori dalla sala.

Leggi l’approfondimento di @andrea umbrello

https://it.insideover.com/politica/israele-si-presenta-allincontro-sul-genocidio-in-ruanda-ma-gli-stati-africani-lo-cacciano.html

#genocide #telaviv #africa #ruanda #ua #africancountries
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