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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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Per gran parte dell’establishment politico-mediatico, TikTok – la piattaforma amatissima e diffusissima tra i più giovani, di proprietà della cinese ByteDance – rappresenta una minaccia per la democrazia.

È considerato un canale difficilmente controllabile, capace di veicolare fake news e favorire ingerenze straniere. Un esempio emblematico è il caso di Călin Georgescu in Romania: inizialmente protagonista di un sorprendente exploit al primo turno delle elezioni presidenziali grazie a un uso massiccio di TikTok per la sua campagna, è stato poi escluso dalla corsa.

Ora un’inchiesta di RealClearInvestigations a cura del giornalista Lee Fang, giornalista Usa, ha scoperto che la campagna di Kamala Harris, ex vicepresidente e candidata alle ultime elezioni presidenziali americane per il Partito democratico (lo stesso che ha sostenuto al Congresso la legge contro TikTok) avrebbe finanziato un’ampia rete di influencer, proprio su TikTok.

#tiktok #kamalaharris #usa #usaelections
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Almeno 50.000 persone sono rimaste senza acqua da mercoledì 2 marzo nello Yemen occidentale dopo che un attacco aereo USA ha colpito una cisterna di acqua potabile nella provincia costiera di Al-Hudaydah.

Nell’attacco Usa quattro persone sono state uccise, tre sono rimaste ferite come si vede dal video in seconda slide. Altri tre attacchi sono stati segnalati nella provincia di Hajjah, nello Yemen nordoccidentale, ma al momento sembra senza vittime.

A marzo il presidente degli Stati Uniti Trump ha ordinato “un’azione militare decisa e potente” contro gli Houthi e ha minacciato di “annientarli completamente”. Almeno 61 civili sono stati uccisi e altri 139 sono rimasti feriti negli attacchi aerei statunitensi in Yemen dal 15 marzo.
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato in Ungheria, sfidando il mandato di arresto spiccato dalla Corte Penale Internazionale (CPI) nei suoi confronti per i crimini di guerra a Gaza a novembre scorso.

Durante una conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban, Netanyahu ha definito "coraggiosa e di principio" la decisione dell'Ungheria di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale. "È importante opporsi a questa organizzazione corrotta", ha detto Netanyahu".

Orban ha dichiarato: "Sono stato il primo ministro che ha firmato il documento di adesione alla Corte penale internazionale e ora ho firmato il documento per il ritiro. Il motivo è che è diventato un tribunale politico. E le decisioni della Cpi su Israele lo hanno dimostrato".

Nel frattempo all'alba del 3 marzo a Gaza altre 92 persone sono state uccise dai raid israeliani e nel pomeriggio dello stesso giorno almeno 27 persone sono state uccise neggli attacchi contro una scuola che ospitava rifugiati.
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Una catastrofe umanitaria di proporzioni inimmaginabili incombe su Gaza. L’esaurimento delle scorte alimentari nell’arco di pochi giorni minaccia di aggravare ulteriormente una situazione giunta ormai al completo collasso, facendo precipitare la popolazione in uno stato di estrema indigenza. La chiusura delle mense, imposta da un blocco che assume i tratti di una condanna, priva la popolazione di un vitale punto di supporto.

L’allarme lanciato dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) riguarda una situazione di estrema urgenza. Le risorse necessarie per produrre pane a Gaza si esauriranno entro circa dieci giorni. L’isolamento imposto da Israele, che perdura da oltre quattro settimane, ha trasformato la lotta per la sopravvivenza in una battaglia impari. Con l’esaurimento di farina e carburante, l’unica risorsa alimentare rimasta saranno i biscotti fortificati, una magra razione di emergenza per 415.000 persone.
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Gaza: all'alba del 4 aprile, un attacco aereo israeliano ha distrutto un impianto di desalinizzazione dell'acqua nel quartiere di al-Tuffah, nella parte orientale della città, provocando un incendio. Oltre il 90% della popolazione della Striscia è ora senza una fonte di acqua pulita dopo che l'esercito israeliano ha distrutto più di 700 pozzi, mettendo fuori servizio il 75% dei pozzi e degli impianti di desalinizzazione.
Sempre all'alba di questa mattina 13 persone sono state uccise nel bombardamento israeliano di una casa e di una tenda che ospitavano sfollati a Khan Yunis, a sud della Striscia.
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Francesca Albanese, attuale Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, ha espresso "un antisemitismo virulento, demonizzando Israele e sostenendo Hamas". Lo dice una lettera-denuncia inviata dagli USA ad Antonio Guterres, segretario generale ONU. Confermarla nel suo ruolo, secondo i politici Usa, "dimostrerebbe che l’Onu tollera l’odio antisemita e il sostegno al terrorismo".

La lettera ufficiale arriva a pochi giorni dalla scadenza del mandato di Albanese ed è stata firmata dal deputato Brian Mast, presidente della Commissione Esteri della Camera.

Una seconda lettera a Guterres è stata inviata da UN Watch, una organizzazione no profit USA che si autoproclama attiva nel "far sì che le Nazioni Unite siano responsabili dei propri principi fondanti" ma che in realtà fa controinformazione pro-Israele. A dirigerla è Hillel Neuer, avvocato, che scrive.

#gazagenocide #palestine #getupreportnews #francescaalbanese
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Forwarded from Piccolenote
Davide Malacaria - Piccolenote.it

4 Aprile 2025

Nel giorno in cui Trump chiude le frontiere comminando dazi a quasi tutto il mondo, il presidente del fondo sovrano russo Kirill Dmitriev si reca alla Casa Bianca per incontrare Steve Witkoff, il più stretto consigliere del presidente e figura chiave della sua amministrazione.

Importante segnalare due aspetti. Anzitutto che i media ufficiali russi hanno tenuto a sottolineare che Dmitriev è stato inviato su specifica istruzione di Putin. Un particolare che appare pleonastico ma non lo è: è evidente che, oltre a proseguire nei colloqui intrapresi da tempo sul conflitto ucraino e le questioni economiche, Dmitriev è latore di un messaggio dello zar al presidente degli Stati Uniti...


https://it.insideover.com/politica/trump-lancia-i-dazi-mentre-riceve-linviato-di-putin-tutto-tranne-che-una-coincidenza.html
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Nel 2025, il mondo è diviso da decine di conflitti armati e crisi umanitarie, con oltre 92 Paesi coinvolti e 56 guerre attive.
Solo nel 2024 hanno costretto più di 100 milioni di persone a migrare, sia internamente che all'estero, per sfuggire alla violenza.

Di questo e molto altro si parlerà durante l'incontro “La diplomazia delle armi: conflitti e alleanze nel mondo” organizzato dalla scuola di formazione geopolitica dell’associazione milanese Sottosopra.

I relatori:

🎤 Elena Basile – già ambasciatrice d'Italia in Svezia e Belgio, scrittrice e commentatrice di politica internazionale.

🎤 Fulvio Scaglione – giornalista esperto di Medio Oriente, direttore di InsideOver, già vicedirettore di Famiglia Cristiana.​

🎤 Andrea Muratore – analista economico e geopolitico.​

Modera:

Diana Mihaylova - giornalista e mediatrice culturale

📅 Domenica 6 aprile
🕒 Ore 15:00
📍 Sala 1 Maggio, Via Sebenico 21 - Milano (MM5 - Isola)

🪑 Posti limitati – Iscriviti al link che trovi in bio
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Da oltre tre anni ormai, la guerra tra Russia e Ucraina è entrata nella nostra quotidianità: se ne parla e se ne legge sui media, nei telegiornali e nei salotti del talk-show e ognuno ha la sua versione e narrazione.

A volte accorata, a volte superficiale, ma cosa significa, allora, vivere davvero la guerra in prima persona? Cosa significa viverla e sapere che ha cambiato per sempre il destino dei tuoi cari e della tua famiglia?

“È stato al fronte per molto, ma poi è stato ferito in battaglia e ha perso l’udito a un orecchio ed è in attesa di essere operato. Intanto però, è già tornato sul campo di battaglia. Ha ricevuto una promozione, e ora dirige le operazioni, non potendo combattere direttamente a causa dei problemi di udito” racconta “Agni”.

Leggi l’articolo al link

🔗 https://it.insideover.com/guerra/prima-finisce-prima-la-gente-smette-di-morire-parla-la-madre-di-un-soldato-ucraino.html/amp

#ukraine #war #russia
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Il 3 aprile 2025 il Senato degli Stati Uniti ha respinto due proposte per bloccare la vendita di armi per un importo di 8,8 miliardi di dollari a Israele.

Il Senato ha votato 82-15 e 83-15 per respingere due proposte di risoluzione sulla vendita di bombe di grandi dimensioni e di altri equipaggiamenti militari offensivi. Le proposte sono state presentate dal senatore Bernie Sanders del Vermont, un membro indipendente allineato al Partito Democratico.
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"Vergogna, vergogna, vergogna!" si sente urlare fuori dalla sede RAI a Milano, in corso Sempione. Le urla vengono da un gruppo di manifestanti pacifici che chiedono ai giornalisti della televisione pubblica italiana di esprimere la loro solidarietà ai colleghi palestinesi uccisi dalle bombe di Israele. I manifestanti hanno anche intonato slogan contro la premier Giorgia Meloni per le sue posizioni filo-israeliane in Medio Oriente.

"Oltre 200 giornalisti uccisi a Gaza. Sono oltre 200 vostri colleghi. Non potete stare zitti, dove siete?" hanno dichiarato i manifestanti. E ancora: "Chiediamo ai media, chiediamo alla Rai di essere forte nel condannare l'ennesima violazione da parte di Netanyahu che dovrebbe essere arrestato, non dovrebbe poter andare liberamente in Ungheria".

Dal 7 ottobre 2023 a Gaza sono stati uccisi più di 217 giornalisti e operatori dei media nel più grande massacro commesso contro i professionisti dell'informazione nella storia moderna.
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Bombardamenti israeliani su Gaza che scaraventano in aria civili a decine di metri di altezza. Sembra una scena apocalittica, invece è reale. Si è verificato il 3 aprile a Gaza, dopo che diversi bombardamenti israeliani hanno colpito almeno 3 edifici.

Dopo la rottura della tregua avenuta il 18 marzo, le Nazioni Unite hanno stimato che Israele, ogni giorno, ha ucciso e ferito almeno 100 bambini con un bilancio di uccisioni di oltre 2000 civili di cui quasi la metà sono bambini.

Un palestinese residente a Gaza ha detto ad AlJazeera:” Sembra che qui A Gaza, ora, la morte stia arrivando verso di noi da ogni direzione. Non abbiamo scampo”.

#gazagenocide #getupreportnews #israel #idf
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Ci hanno provato in tutti modi, a silenziarla. Ma Francesca Albanese ha vinto: è stata appena riconfermata nel suo ruolo di relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati fino al 2028.

Un attacco concentrico come quello coordinato dal Governo israeliano e dai suoi cheerleader contro la Albanese non si era mai visto come negli ultimi mesi.

Contro la riconferma della Albanese, che da anni denuncia il regime di apartheid di Israele in Palestina e che da 18 mesi denuncia quotidianamente il genocidio in atto a Gaza, si sono mosso numerosi attori. Israele naturalmente, che accusa la Albanese di antisemitismo, ma anche Stati Uniti, Germania, Canada, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Ma anziché essere “cancellata” Francesca Albanese ha vinto. E con lei chiunque difenda i diritti umani e il rispetto del diritto internazionale.
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