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Parlamento israeliano: il Ministro della guerra Israel Katz mostra fiero e sorridente al Ministro della Sicurezza Ben Gvir un meme sul suo telefono. Una caricatura che lo ritrae su un bulldozer mentre spiana e distrugge case di palestinesi.

Allargando l’inquadratura della foto, si nota accanto a Katz e Ben Gvir, il Primo Ministro israeliano Netanyahu.

Nella fotografia, scattata durante il voto per il bilancio 2025 alla Knesset, è immortalata in maniera plastica la pulizia etnica di cui Israele è autore a Gaza e Cisgiordania occupata.

L’immagine ci racconta, se qualcuno ancora avesse dei dubbi, che al governo Netanyahu delle centinaia di migliaia di morti civili che macina da mesi non importa nulla. Anzi, è motivo di orgoglio e divertimento.

Nella notte dell’1 aprile Israele ha fatto sapere che espanderà le sue operazioni di terra in tutta la Striscia di Gaza, rompendo ancora una volta ogni possibilità di un cessate il fuoco.

#israel #knesset #idf #katz #palestine #gazagenocide #westbankunderattack
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Il settore aurifero ha un ruolo di primaria importanza in Sudan. Nel corso del 2024 il Sudan ha registrato un’esportazione di 64,4 tonnellate di oro, generando proventi di dubbia destinazione. Soldi insanguinati. È lecito interrogarsi sui beneficiari di tali risorse, visto che certamente non coincidono con la popolazione colpita dalla carestia.

Il conflitto in Sudan, scoppiato il 15 aprile 2023, ha visto contrapporsi le Forze Armate Sudanesi (SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di Supporto Rapido (RSF), un gruppo paramilitare guidato dal generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti.

Oggi sono 30 milioni le persone che necessitano di aiuti umanitari, tre milioni hanno varcato il confine in cerca di salvezza, e un sudanese su quattro è uno sfollato nella sua stessa terra, sradicato, spaesato, inghiottito da un esodo che non ha bussola.

#sudan #sudanwar #civilwar
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La segretaria alla Giustizia statunitense, Pam Bondi, ha annunciato di aver ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte per Luigi Mangione, il 26enne accusato dell’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson, avvenuto lo scorso dicembre a New York. Bondi ha spiegato che la decisione di chiedere la pena di morte rientra nell’ “agenda del presidente Trump per fermare il crimine violento e rendere l’America di nuovo sicura“.

Luigi Mangione ha ucciso un uomo. E fin qui siamo ai fatti. E per gli assassini sono state inventate le carceri. Se e quanto la galera rieduchi, tuttavia, è un discorso che meriterebbe una digressione a parte.

Il problema qui è che la "più democrazia del mondo" punisce un omicidio con un altro omicidio, mentre negli Stati Uniti la violenza politica veste i guanti bianchi dell’ipocrisia permeando ogni angolo della vita pubblica.

https://it.insideover.com/societa/perche-luigi-mangione-non-deve-essere-condannato-a-morte.html
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Forwarded from Piccolenote
L'UTILIZZO DI PALESTINESI COME SCUDI UMANI NON È SPORADICO. E' UNA DIRETTIVA OPERATIVA. LA TESTIMONIANZA DI UN UFFICIALE AD HAARETZ

A Gaza, quasi ogni plotone dell’esercito israeliano utilizza i palestinesi come scudi umani, costretti dai soldati a entrare nelle case e nei tunnel nella Striscia per verificare che non ci siano esplosivi o combattenti di Hamas. La notizia non è nuova, Haaretz già ne parlava ad agosto scorso, ma ora si sono aggiunte altre testimonianze che mostrano come la disumana pratica – che sarebbe pure un crimine di guerra – sia una procedura rodata e sistematica all’interno dell’IDF. Tant’è che rientra in un protocollo ben preciso, il cosiddetto “mosquito protocol”.

Di recente la polizia militare dell’IDF (MPCID) ha aperto sei inchieste proprio sull’uso dei civili palestinesi come scudi umani...

https://www.piccolenote.it/mondo/gaza-e-gli-scudi-umani-usati-dal-idf
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Lo stragista Netanyahu si appresta ad atterrare a Budapest e a passarvi un paio di belle giornate alla faccia del mandato d'arresto spiccato contro di lui dalla Corte penale internazionale a novembre scorso.

L'atteggiamento di Orban non ci stupisce. Ma al di là di Orban, che conosciamo bene, parliamo un momento dell'Unione europea. Se davvero l'Ue crede che Netanyahu vada arrestato potrebbe almeno evitare di fornirgli ogni possibile appoggio politico, come invece fa da anni. Per esempio potrebbe spiegare alla signora Kallas, l'alto commissario per la Politica estera, che sarebbe meglio non scambiare baci e abbracci con Gideon Sa'ar, ministro degli Esteri di Israele, uno dei massimi sostenitori della deportazione di massa dei palestinesi di Gaza.

https://it.insideover.com/politica/orban-abbraccia-netanyahu-invece-di-arrestarlo-ma-e-il-diritto-internazionale-che-e-morto.html
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L'alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri Kaja Kallas nel suo viaggio istituzionale a Tel Aviv da inviata dell'Europa rivolgendosi all’omologo israeliano ha detto: “Siamo ottimi partner".

Marc Botenga, membro del Parlamento Europeo e critico delle azioni genocidiarie di Israle, ha tuonato un forte j'accuse verso la Kallas: “Ottimi partner in cosa? In genocidio? In pulizia etnica?” e ancora “Queste parole sono una vergogna per l'Unione Europea. Non dovrebbero mai più essere pronunciate”.

E mentre una delle figure principali della politica europea all’estero apprezza e appoggia l’operato di Israele con baci e abbracci, il massacro del popolo palestinese prosegue: oggi le bombe di Israele hanno colpito un centro Unrwa uccidendo almeno 22 persone, di cui 9 bambini. Tra questi un neonato che è stato decapitato.

Sì, signora Kallas: very good partners indeed. In un genocidio che non sembra vedere fine.

#kallas #ue #gazagenocide #israel #idf #palestine
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Forwarded from Piccolenote
IL NYT E LA GUERRA PER PROCURA CONTRO LA RUSSIA TRAMITE L’UCRAINA

Davide Malacaria - PiccoleNote
2 APRILE 2025

Il New York Times rivela retroscena inediti del sostegno Usa all’Ucraina in un corposo dossier nel quale si spiega che è andato ben oltre l’invio di armi e il supporto di intelligence. Quanti hanno aderito alla narrazione mainstream in effetti potrebbero avere più di una sorpresa nello scoprire che tutto ciò conferma in pieno quel che finora tutti i media mainstream hanno bollato come propaganda russa: quella ucraina è una guerra per procura contro la Russia.

Guerre per procura passate e presenti
Così, infatti, il NYT: “L’Ucraina è stata, in un contesto più ampio, una rivincita in una lunga storia di guerre per procura tra Stati Uniti e Russia: in Vietnam negli anni ’60, in Afghanistan negli anni ’80, in Siria tre decenni dopo”…

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO https://it.insideover.com/guerra/il-nyt-e-la-guerra-per-procura-contro-la-russia-tramite-lucraina.html
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L’Unione Europea è stata colpita da dazi universali al 20% da parte degli Stati Uniti di Trump e ha atteso, preoccupata, quello che a Washington ha definito “Liberation Day”.
Si può discutere a lungo sul fatto che il protezionismo di Trump nasca, come dichiarato, per ragioni di sicurezza nazionale. Ma quel che è certo è che l’offensiva tariffaria era attesa e l’Europa, unita a parole, non ha finora saputo trovare una linea coerente.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen usa toni di fuoco, anche perché sa che il vero bersaglio dei dazi, prima dell’Ue in toto, è la sua Germania, a cui gli Usa con le tariffe vogliono imporre un ridimensionamento definitivo.
👉🏻https://it.insideover.com/economia/europa-confusa-di-fronte-ai-dazi-di-trump-erano-attesi-ma-lue-non-era-pronta.html
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