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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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Nell’imbarazzante silenzio della stampa “mainstream” e delle cancellerie occidentali ed europee, proseguono le violenze settarie contro gli alawiti in Siria, la minoranza religiosa di cui fa parte anche l’ex presidente Bashar al-Assad. Violenze che vengono commesse nella piena complicità del regime del presidente Abu Muhammad al Jolani, ex leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS).

Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo scorso, come la morte di oltre 1.000 persone tra le quali anche donne e bambini, le violenze contro la minoranza alawita non si sono mai fermate, nonostante la promessa di Al-Sharaa/al-Jolani di intervenire e porre così fine alle barbarie.

#siria #aljolani #europe
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Laila Soueif, matematica e attivista egiziana di 68 anni, è oggi il volto silenzioso ma determinato di una delle battaglie più radicali per la giustizia in Egitto.

Dal 30 settembre 2024 porta avanti uno sciopero della fame per chiedere la liberazione del figlio, Alaa Abd el-Fattah, uno dei volti più noti della rivoluzione del 2011. Una battaglia che non è solo personale, ma politica, morale e simbolica, in un paese che continua a calpestare sistematicamente diritti e verità.

Il marito, Ahmed Seif El-Islam, è stato uno dei più importanti avvocati per i diritti umani del Paese. I loro tre figli – Alaa, Sanaa e Mona – sono tutti attivisti. La repressione, per questa famiglia, è una realtà quotidiana.

Ma l’azione di Laila Soueif ci pone una domanda più ampia: per quanto tempo ancora un regime può governare solo con la paura?

Leggi al link in bio e nelle stories l’articolo di @strategicgalliano

#egypt #lailasoueif #humanrights #
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Quindici paramedici e soccorritori palestinesi, tra cui almeno un dipendente delle Nazioni Unite , sono stati uccisi dalle forze israeliane "uno a uno" e sepolti in una fossa comune otto giorni fa nel sud di Gaza.

Interrogata sulle uccisioni, la portavoce del dipartimento di Stato USA Tammy Bruce ha dichiarato: "Tutto ciò che accade a Gaza accade a causa di Hamas". La Bruce ha anche rifiutato di confermare se il dipartimento avrebbe indagato sull'uccisione dei 15 paramedici.
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In questa video-intervista @andrea muratore dialoga con @marcello brecciaroli, docente della Masterclass di specializzazione in video reportage e documentario giornalistico di InsideOver che partirà il 17 maggio 2025.

Andrea ripercorre con Marcello le tappe del percorso che lo hanno portato a fare del videogiornalismo il suo mestiere.

⏱️ 96 ore di formazione in presenza e da remoto
🗓️ Da sabato 17 maggio a domenica 8 dicembre 2025

Seguito passo passo dal tuo docente e sotto la supervisione degli ospiti, realizzerai un video reportage. I lavori migliori verranno pubblicati su InsideOver.

📩Se ti abbiamo incuriosito ma vuoi farci altre domande, scrivi a info@insideover.com o chiamaci al numero 3514080530.

https://it.insideover.com/courses/masterclass-di-specializzazione-in-video-reportage-e-documentario-giornalistico

#masterclass #reportage #videogiornalismo #insideover
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Forwarded from Piccolenote
Il New York Times rivela retroscena inediti del supporto Usa all’Ucraina in un corposo dossier nel quale si spiega che è andato ben oltre l’invio di armi e il supporto di intelligence. Quanti hanno aderito alla narrazione mainstream in effetti potrebbero avere più di una sorpresa nello scoprire che tutto ciò conferma in pieno quel che finora tutti i media mainstream hanno bollato come propaganda russa o filo-russa (se tale definizione veniva usata da un cronista occidentale).

GUERRE PER PROCURA PASSATE E PRESENTI

Tanto è vero che, contraddicendo smentite pregresse di cui si è reso responsabile lo stesso NYT, nel dossier si legge che “per certi versi, l’Ucraina è stata, in un contesto più ampio, una rivincita in una lunga storia di guerre per procura tra Stati Uniti e Russia: in Vietnam negli anni ’60, in Afghanistan negli anni ’80, in Siria tre decenni dopo”…

https://www.piccolenote.it/mondo/nyt-guerra-per-procura-contro-la-russia
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Parlamento israeliano: il Ministro della guerra Israel Katz mostra fiero e sorridente al Ministro della Sicurezza Ben Gvir un meme sul suo telefono. Una caricatura che lo ritrae su un bulldozer mentre spiana e distrugge case di palestinesi.

Allargando l’inquadratura della foto, si nota accanto a Katz e Ben Gvir, il Primo Ministro israeliano Netanyahu.

Nella fotografia, scattata durante il voto per il bilancio 2025 alla Knesset, è immortalata in maniera plastica la pulizia etnica di cui Israele è autore a Gaza e Cisgiordania occupata.

L’immagine ci racconta, se qualcuno ancora avesse dei dubbi, che al governo Netanyahu delle centinaia di migliaia di morti civili che macina da mesi non importa nulla. Anzi, è motivo di orgoglio e divertimento.

Nella notte dell’1 aprile Israele ha fatto sapere che espanderà le sue operazioni di terra in tutta la Striscia di Gaza, rompendo ancora una volta ogni possibilità di un cessate il fuoco.

#israel #knesset #idf #katz #palestine #gazagenocide #westbankunderattack
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Il settore aurifero ha un ruolo di primaria importanza in Sudan. Nel corso del 2024 il Sudan ha registrato un’esportazione di 64,4 tonnellate di oro, generando proventi di dubbia destinazione. Soldi insanguinati. È lecito interrogarsi sui beneficiari di tali risorse, visto che certamente non coincidono con la popolazione colpita dalla carestia.

Il conflitto in Sudan, scoppiato il 15 aprile 2023, ha visto contrapporsi le Forze Armate Sudanesi (SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di Supporto Rapido (RSF), un gruppo paramilitare guidato dal generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti.

Oggi sono 30 milioni le persone che necessitano di aiuti umanitari, tre milioni hanno varcato il confine in cerca di salvezza, e un sudanese su quattro è uno sfollato nella sua stessa terra, sradicato, spaesato, inghiottito da un esodo che non ha bussola.

#sudan #sudanwar #civilwar
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La segretaria alla Giustizia statunitense, Pam Bondi, ha annunciato di aver ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte per Luigi Mangione, il 26enne accusato dell’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, Brian Thompson, avvenuto lo scorso dicembre a New York. Bondi ha spiegato che la decisione di chiedere la pena di morte rientra nell’ “agenda del presidente Trump per fermare il crimine violento e rendere l’America di nuovo sicura“.

Luigi Mangione ha ucciso un uomo. E fin qui siamo ai fatti. E per gli assassini sono state inventate le carceri. Se e quanto la galera rieduchi, tuttavia, è un discorso che meriterebbe una digressione a parte.

Il problema qui è che la "più democrazia del mondo" punisce un omicidio con un altro omicidio, mentre negli Stati Uniti la violenza politica veste i guanti bianchi dell’ipocrisia permeando ogni angolo della vita pubblica.

https://it.insideover.com/societa/perche-luigi-mangione-non-deve-essere-condannato-a-morte.html
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Forwarded from Piccolenote
L'UTILIZZO DI PALESTINESI COME SCUDI UMANI NON È SPORADICO. E' UNA DIRETTIVA OPERATIVA. LA TESTIMONIANZA DI UN UFFICIALE AD HAARETZ

A Gaza, quasi ogni plotone dell’esercito israeliano utilizza i palestinesi come scudi umani, costretti dai soldati a entrare nelle case e nei tunnel nella Striscia per verificare che non ci siano esplosivi o combattenti di Hamas. La notizia non è nuova, Haaretz già ne parlava ad agosto scorso, ma ora si sono aggiunte altre testimonianze che mostrano come la disumana pratica – che sarebbe pure un crimine di guerra – sia una procedura rodata e sistematica all’interno dell’IDF. Tant’è che rientra in un protocollo ben preciso, il cosiddetto “mosquito protocol”.

Di recente la polizia militare dell’IDF (MPCID) ha aperto sei inchieste proprio sull’uso dei civili palestinesi come scudi umani...

https://www.piccolenote.it/mondo/gaza-e-gli-scudi-umani-usati-dal-idf
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Lo stragista Netanyahu si appresta ad atterrare a Budapest e a passarvi un paio di belle giornate alla faccia del mandato d'arresto spiccato contro di lui dalla Corte penale internazionale a novembre scorso.

L'atteggiamento di Orban non ci stupisce. Ma al di là di Orban, che conosciamo bene, parliamo un momento dell'Unione europea. Se davvero l'Ue crede che Netanyahu vada arrestato potrebbe almeno evitare di fornirgli ogni possibile appoggio politico, come invece fa da anni. Per esempio potrebbe spiegare alla signora Kallas, l'alto commissario per la Politica estera, che sarebbe meglio non scambiare baci e abbracci con Gideon Sa'ar, ministro degli Esteri di Israele, uno dei massimi sostenitori della deportazione di massa dei palestinesi di Gaza.

https://it.insideover.com/politica/orban-abbraccia-netanyahu-invece-di-arrestarlo-ma-e-il-diritto-internazionale-che-e-morto.html
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