Il campo profughi di Jenin in Cisgiordania occupata non esiste più. Dopo 68 giorni di aggressione non stop, Israele lo ha raso al suolo.
I suoi 20mila abitanti, profughi e figli di profughi che Israele aveva espulso dalla loro terra nel 1948, ora, per la seconda o terza volta nella loro vita, sono nuovamente sfollati. Il campo è stato prima svuotato dei suoi residenti palestinesi, poi distrutto nella sua interezza.
Delle 3250 unità abitative che prima di trovavano nel campo, nessuna è scampata alla furia israeliana: tutte distrutte o bruciate.
Jenin però non è l’unica città in Cisgiordania nel mirino di Israele. Nella quasi totale indifferenza del mondo e dei media, dal 21 gennaio scorso Israele continua quella che chiama “operazione Muro di ferro”. Nei fatti, una “Gazificazione” della Cisgiordania.
#westbank #getupreportnews #ethniccleansing
I suoi 20mila abitanti, profughi e figli di profughi che Israele aveva espulso dalla loro terra nel 1948, ora, per la seconda o terza volta nella loro vita, sono nuovamente sfollati. Il campo è stato prima svuotato dei suoi residenti palestinesi, poi distrutto nella sua interezza.
Delle 3250 unità abitative che prima di trovavano nel campo, nessuna è scampata alla furia israeliana: tutte distrutte o bruciate.
Jenin però non è l’unica città in Cisgiordania nel mirino di Israele. Nella quasi totale indifferenza del mondo e dei media, dal 21 gennaio scorso Israele continua quella che chiama “operazione Muro di ferro”. Nei fatti, una “Gazificazione” della Cisgiordania.
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Nell’imbarazzante silenzio della stampa “mainstream” e delle cancellerie occidentali ed europee, proseguono le violenze settarie contro gli alawiti in Siria, la minoranza religiosa di cui fa parte anche l’ex presidente Bashar al-Assad. Violenze che vengono commesse nella piena complicità del regime del presidente Abu Muhammad al Jolani, ex leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS).
Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo scorso, come la morte di oltre 1.000 persone tra le quali anche donne e bambini, le violenze contro la minoranza alawita non si sono mai fermate, nonostante la promessa di Al-Sharaa/al-Jolani di intervenire e porre così fine alle barbarie.
#siria #aljolani #europe
Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo scorso, come la morte di oltre 1.000 persone tra le quali anche donne e bambini, le violenze contro la minoranza alawita non si sono mai fermate, nonostante la promessa di Al-Sharaa/al-Jolani di intervenire e porre così fine alle barbarie.
#siria #aljolani #europe
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Laila Soueif, matematica e attivista egiziana di 68 anni, è oggi il volto silenzioso ma determinato di una delle battaglie più radicali per la giustizia in Egitto.
Dal 30 settembre 2024 porta avanti uno sciopero della fame per chiedere la liberazione del figlio, Alaa Abd el-Fattah, uno dei volti più noti della rivoluzione del 2011. Una battaglia che non è solo personale, ma politica, morale e simbolica, in un paese che continua a calpestare sistematicamente diritti e verità.
Il marito, Ahmed Seif El-Islam, è stato uno dei più importanti avvocati per i diritti umani del Paese. I loro tre figli – Alaa, Sanaa e Mona – sono tutti attivisti. La repressione, per questa famiglia, è una realtà quotidiana.
Ma l’azione di Laila Soueif ci pone una domanda più ampia: per quanto tempo ancora un regime può governare solo con la paura?
Leggi al link in bio e nelle stories l’articolo di @strategicgalliano
#egypt #lailasoueif #humanrights #
Dal 30 settembre 2024 porta avanti uno sciopero della fame per chiedere la liberazione del figlio, Alaa Abd el-Fattah, uno dei volti più noti della rivoluzione del 2011. Una battaglia che non è solo personale, ma politica, morale e simbolica, in un paese che continua a calpestare sistematicamente diritti e verità.
Il marito, Ahmed Seif El-Islam, è stato uno dei più importanti avvocati per i diritti umani del Paese. I loro tre figli – Alaa, Sanaa e Mona – sono tutti attivisti. La repressione, per questa famiglia, è una realtà quotidiana.
Ma l’azione di Laila Soueif ci pone una domanda più ampia: per quanto tempo ancora un regime può governare solo con la paura?
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Media is too big
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Quindici paramedici e soccorritori palestinesi, tra cui almeno un dipendente delle Nazioni Unite , sono stati uccisi dalle forze israeliane "uno a uno" e sepolti in una fossa comune otto giorni fa nel sud di Gaza.
Interrogata sulle uccisioni, la portavoce del dipartimento di Stato USA Tammy Bruce ha dichiarato: "Tutto ciò che accade a Gaza accade a causa di Hamas". La Bruce ha anche rifiutato di confermare se il dipartimento avrebbe indagato sull'uccisione dei 15 paramedici.
Interrogata sulle uccisioni, la portavoce del dipartimento di Stato USA Tammy Bruce ha dichiarato: "Tutto ciò che accade a Gaza accade a causa di Hamas". La Bruce ha anche rifiutato di confermare se il dipartimento avrebbe indagato sull'uccisione dei 15 paramedici.
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Media is too big
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In questa video-intervista @andrea muratore dialoga con @marcello brecciaroli, docente della Masterclass di specializzazione in video reportage e documentario giornalistico di InsideOver che partirà il 17 maggio 2025.
Andrea ripercorre con Marcello le tappe del percorso che lo hanno portato a fare del videogiornalismo il suo mestiere.
⏱️ 96 ore di formazione in presenza e da remoto
🗓️ Da sabato 17 maggio a domenica 8 dicembre 2025
✅ Seguito passo passo dal tuo docente e sotto la supervisione degli ospiti, realizzerai un video reportage. I lavori migliori verranno pubblicati su InsideOver.
📩Se ti abbiamo incuriosito ma vuoi farci altre domande, scrivi a info@insideover.com o chiamaci al numero 3514080530.
https://it.insideover.com/courses/masterclass-di-specializzazione-in-video-reportage-e-documentario-giornalistico
#masterclass #reportage #videogiornalismo #insideover
Andrea ripercorre con Marcello le tappe del percorso che lo hanno portato a fare del videogiornalismo il suo mestiere.
⏱️ 96 ore di formazione in presenza e da remoto
🗓️ Da sabato 17 maggio a domenica 8 dicembre 2025
✅ Seguito passo passo dal tuo docente e sotto la supervisione degli ospiti, realizzerai un video reportage. I lavori migliori verranno pubblicati su InsideOver.
📩Se ti abbiamo incuriosito ma vuoi farci altre domande, scrivi a info@insideover.com o chiamaci al numero 3514080530.
https://it.insideover.com/courses/masterclass-di-specializzazione-in-video-reportage-e-documentario-giornalistico
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Forwarded from Piccolenote
Il New York Times rivela retroscena inediti del supporto Usa all’Ucraina in un corposo dossier nel quale si spiega che è andato ben oltre l’invio di armi e il supporto di intelligence. Quanti hanno aderito alla narrazione mainstream in effetti potrebbero avere più di una sorpresa nello scoprire che tutto ciò conferma in pieno quel che finora tutti i media mainstream hanno bollato come propaganda russa o filo-russa (se tale definizione veniva usata da un cronista occidentale).
GUERRE PER PROCURA PASSATE E PRESENTI
Tanto è vero che, contraddicendo smentite pregresse di cui si è reso responsabile lo stesso NYT, nel dossier si legge che “per certi versi, l’Ucraina è stata, in un contesto più ampio, una rivincita in una lunga storia di guerre per procura tra Stati Uniti e Russia: in Vietnam negli anni ’60, in Afghanistan negli anni ’80, in Siria tre decenni dopo”…
https://www.piccolenote.it/mondo/nyt-guerra-per-procura-contro-la-russia
GUERRE PER PROCURA PASSATE E PRESENTI
Tanto è vero che, contraddicendo smentite pregresse di cui si è reso responsabile lo stesso NYT, nel dossier si legge che “per certi versi, l’Ucraina è stata, in un contesto più ampio, una rivincita in una lunga storia di guerre per procura tra Stati Uniti e Russia: in Vietnam negli anni ’60, in Afghanistan negli anni ’80, in Siria tre decenni dopo”…
https://www.piccolenote.it/mondo/nyt-guerra-per-procura-contro-la-russia
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Parlamento israeliano: il Ministro della guerra Israel Katz mostra fiero e sorridente al Ministro della Sicurezza Ben Gvir un meme sul suo telefono. Una caricatura che lo ritrae su un bulldozer mentre spiana e distrugge case di palestinesi.
Allargando l’inquadratura della foto, si nota accanto a Katz e Ben Gvir, il Primo Ministro israeliano Netanyahu.
Nella fotografia, scattata durante il voto per il bilancio 2025 alla Knesset, è immortalata in maniera plastica la pulizia etnica di cui Israele è autore a Gaza e Cisgiordania occupata.
L’immagine ci racconta, se qualcuno ancora avesse dei dubbi, che al governo Netanyahu delle centinaia di migliaia di morti civili che macina da mesi non importa nulla. Anzi, è motivo di orgoglio e divertimento.
Nella notte dell’1 aprile Israele ha fatto sapere che espanderà le sue operazioni di terra in tutta la Striscia di Gaza, rompendo ancora una volta ogni possibilità di un cessate il fuoco.
#israel #knesset #idf #katz #palestine #gazagenocide #westbankunderattack
Allargando l’inquadratura della foto, si nota accanto a Katz e Ben Gvir, il Primo Ministro israeliano Netanyahu.
Nella fotografia, scattata durante il voto per il bilancio 2025 alla Knesset, è immortalata in maniera plastica la pulizia etnica di cui Israele è autore a Gaza e Cisgiordania occupata.
L’immagine ci racconta, se qualcuno ancora avesse dei dubbi, che al governo Netanyahu delle centinaia di migliaia di morti civili che macina da mesi non importa nulla. Anzi, è motivo di orgoglio e divertimento.
Nella notte dell’1 aprile Israele ha fatto sapere che espanderà le sue operazioni di terra in tutta la Striscia di Gaza, rompendo ancora una volta ogni possibilità di un cessate il fuoco.
#israel #knesset #idf #katz #palestine #gazagenocide #westbankunderattack
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L'Europa blinda Kiev e spera nel flop del dialogo russo-americano
https://it.insideover.com/politica/sanzioni-a-mosca-e-armi-a-kiev-leuropa-alza-il-prezzo-del-negoziato-tra-usa-e-russia.html
https://it.insideover.com/politica/sanzioni-a-mosca-e-armi-a-kiev-leuropa-alza-il-prezzo-del-negoziato-tra-usa-e-russia.html
InsideOver
L'Europa blinda Kiev e spera nel flop del dialogo russo-americano
Sanzioni e armi a Kiev: i big europei vogliono alzare il prezzo del negoziato russo-americano per entrambe le controparti.
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Argentina: calciatori e tifosi per le... Malvinas
https://it.insideover.com/politica/argentina-per-calciatori-e-tifosi-le-isole-falkland-sono-e-restano-le-malvinas.html
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InsideOver
Argentina: calciatori e tifosi per le... Malvinas
Se la politica è tiepida, il mondo del calcio argentino invece non ha dimenticato la guerra con la Gran Bretagna per le isole Malvinas.
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