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Soldati israeliani prima di ritirarsi dal corridoio di Netzarin, un corridoio chiave che divide la Striscia di Gaza, hanno dato fuoco a tutto nelle loro basi. Nel video si sente un soldato dire: "Non lasceremo nulla per gli abitanti di Gaza".
Il ritiro dal corridoio di Netzarim da parte dell'IDF è previsto dagli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas.
Durante i 15 mesi di genocidio a Gaza, il corridoio di Netzarim era chiamato la "linea della morte": come spiegava accuratamente un articolo del giornale israeliano Haarezt del 18 dicembre 2024, chiunque attraversasse Netzarim, non aveva scampo: veniva configurato automaticamente come un terrorista e, dunque, come un bersaglio da colpire.
Ogni persona che attraversa quel corridoio, una strada larga sette chilometri, veniva uccisa e classificatacome terrorista, “anche se si tratta di un bambino”, riportava Haaretz.
Il ritiro dal corridoio di Netzarim da parte dell'IDF è previsto dagli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas.
Durante i 15 mesi di genocidio a Gaza, il corridoio di Netzarim era chiamato la "linea della morte": come spiegava accuratamente un articolo del giornale israeliano Haarezt del 18 dicembre 2024, chiunque attraversasse Netzarim, non aveva scampo: veniva configurato automaticamente come un terrorista e, dunque, come un bersaglio da colpire.
Ogni persona che attraversa quel corridoio, una strada larga sette chilometri, veniva uccisa e classificatacome terrorista, “anche se si tratta di un bambino”, riportava Haaretz.
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Secondo il centro di ricerca Euro-Med Human Rights Monitor con sede a Ginevra, almeno 110 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano nella Striscia di Gaza dall’entrata in vigore del cessate il fuoco il 19 gennaio scorso.
Questo equivale a una media di sei vittime al giorno, includendo sia coloro che sono stati direttamente colpiti dalle forze israeliane, sia quelli deceduti per ferite a causa del rifiuto israeliano di poter viaggiare all’estero per cure mediche.
A questo numero si aggiungono altre 4 esecuzioni avvenute domenica 9 febbraio, dentro il confine di Gaza: 3 a Nakhal Oz e 1 a Khan Younis.
Questi dati sollevano gravi preoccupazioni riguardo al rispetto del cessate il fuoco e alla protezione dei civili nelle aree in cui le truppe dell’Idf continuano a sparare contro i civili.
#gaza #khanyounis #genocide #ceasfire
Questo equivale a una media di sei vittime al giorno, includendo sia coloro che sono stati direttamente colpiti dalle forze israeliane, sia quelli deceduti per ferite a causa del rifiuto israeliano di poter viaggiare all’estero per cure mediche.
A questo numero si aggiungono altre 4 esecuzioni avvenute domenica 9 febbraio, dentro il confine di Gaza: 3 a Nakhal Oz e 1 a Khan Younis.
Questi dati sollevano gravi preoccupazioni riguardo al rispetto del cessate il fuoco e alla protezione dei civili nelle aree in cui le truppe dell’Idf continuano a sparare contro i civili.
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La guerra tra Francia e Germania per i sottomarini all'Argentina
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L'Argentina ha siglato un preliminare con la Francia per acquistare tre sottomarini. Ma ora si mette in mezzo la Germania con la sua offerta.
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Super Bowl: quell'evento sacro che non è solo football
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Questa notte, in una blindata New Orleans, andrà in scena la kermesse sportiva più seguita al mondo: il Super Bowl
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USAID, "miliardi di dollari in aiuti esteri senza controlli"
https://it.insideover.com/media-e-potere/il-memorandum-su-usaid-46-miliardi-spesi-senza-controlli-e-iniziative-oscure.html
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Un rapporto interno denuncia la gestione poco trasparente dei fondi USAID, evidenziando sprechi di ogni tipo e iniziative dubbie.
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Le accuse choc alla Tunisia sul traffico dei migranti
https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-venduti-alla-libia-e-trattati-come-schiavi-le-accuse-choc-alla-tunisia.html
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InsideOver
Le accuse choc alla Tunisia sul traffico dei migranti
Migranti venduti alla Libia e trattati come schiavi, le accuse choc alla Tunisia toccano anche l'Unione Europea.
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Un recente rapporto intitolato “Traffico di Stato: espulsione e vendita di migranti dalla Tunisia alla Libia” accusa le autorità tunisine di espellere forzatamente migranti dell’Africa subsahariana e di venderli alle milizie libiche. Presentato al Parlamento europeo, il rapporto si basa sulle testimonianze di 30 migranti trafficati tra giugno 2023 e novembre 2024.
Il prezzo di un essere umano varia tra i 40 e i 300 dinari, da $ 12,30 a $ 92,40, con tariffe maggiorate per le donne, trattate come merce sessuale.
Il Ministero degli Affari Esteri tunisino ha respinto quelle che ha descritto come “richieste dannose e rapporti fuorvianti” in merito alle questioni migratorie.
Se la Tunisia è colpevole di crimini di Stato, l’Unione Europea non ne esce meglio. Per anni Bruxelles ha finanziato il Governo tunisino affinché bloccasse i flussi migratori, chiudendo un occhio su abusi e deportazioni.
#libia #tunisia #migrants #prison #abuse #humanrights
Il prezzo di un essere umano varia tra i 40 e i 300 dinari, da $ 12,30 a $ 92,40, con tariffe maggiorate per le donne, trattate come merce sessuale.
Il Ministero degli Affari Esteri tunisino ha respinto quelle che ha descritto come “richieste dannose e rapporti fuorvianti” in merito alle questioni migratorie.
Se la Tunisia è colpevole di crimini di Stato, l’Unione Europea non ne esce meglio. Per anni Bruxelles ha finanziato il Governo tunisino affinché bloccasse i flussi migratori, chiudendo un occhio su abusi e deportazioni.
#libia #tunisia #migrants #prison #abuse #humanrights
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Domenica 9 febbraio la polizia israeliana ha fatto irruzione in due librerie specializzate in cultura araba e inglese a Gerusalemme Est e arrestato i titolari. Durante il raid, le forze israeliane hanno sequestrato decine di libri e condotto i due fratelli propietari delle librerie in carcere.
"Hanno portato via tutto ciò che non gli piaceva. Hanno preso i libri dove compariva la bandiera palestinese”, ha detto il fratello dei proprietari intervistato da Haaretz.
Nir Hasson, giornalista israeliano di Haaretz, ha pubblicato su X alcuni dei libri sequestrati e c’è un particolare che acomuna tutti i testi: tutti i libri presi dalla polizia israeliana hanno come tema la storia dei territori palestinesi.
“Una libreria per mantenere la sanità mentale delle persone a Gerusalemme Est, un luogo sicuro per la cultura palestinese per definire un nuovo futuro a Gerusalemme Est”.
#westbank #library #israel #bookstore #palestine
"Hanno portato via tutto ciò che non gli piaceva. Hanno preso i libri dove compariva la bandiera palestinese”, ha detto il fratello dei proprietari intervistato da Haaretz.
Nir Hasson, giornalista israeliano di Haaretz, ha pubblicato su X alcuni dei libri sequestrati e c’è un particolare che acomuna tutti i testi: tutti i libri presi dalla polizia israeliana hanno come tema la storia dei territori palestinesi.
“Una libreria per mantenere la sanità mentale delle persone a Gerusalemme Est, un luogo sicuro per la cultura palestinese per definire un nuovo futuro a Gerusalemme Est”.
#westbank #library #israel #bookstore #palestine
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