Iran. Domani riunione cruciale tra Trump e i leader del Golfo - InsideOver https://share.google/xD3lLVyV3SyERSsvx
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Iran. Domani riunione cruciale tra Trump e i leader del Golfo - InsideOver
Lo scambio di messaggi si è svolto tramite la mediazione di Qatar e Pakistan che ha affermato che i mediatori stanno lavorando "senza sosta"
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All'alba di martedì tre raid sauditi hanno colpito zone abitate di Mokha, sul Mar Rosso. Secondo l'agenzia Saba, vicina agli Houthi, i morti sono sei, tra cui due bambini e una donna, e otto i feriti. Poche ore prima, sempre secondo Saba, era stato colpito un mercato vicino a Bab el-Mandeb. Fonti governative lo attribuiscono agli Houthi.
In gioco c'è lo stretto: con Hormuz bloccato dall'Iran, era la principale rotta alternativa per il petrolio del Golfo.
Riad cerca alleati. Trump ha fermato all'ultimo momento i raid americani contro gli Houthi, ma Washington approva la vendita ai sauditi di 48 caccia F-35. Londra, secondo Bloomberg, invierebbe consiglieri militari. Israele, secondo il sito Walla, avrebbe fornito intelligence sulle posizioni degli Houthi.
Gli sfollati sono circa 147mila. "Siamo rimasti per strada tre giorni", racconta una madre fuggita da Mokha.
In gioco c'è lo stretto: con Hormuz bloccato dall'Iran, era la principale rotta alternativa per il petrolio del Golfo.
Riad cerca alleati. Trump ha fermato all'ultimo momento i raid americani contro gli Houthi, ma Washington approva la vendita ai sauditi di 48 caccia F-35. Londra, secondo Bloomberg, invierebbe consiglieri militari. Israele, secondo il sito Walla, avrebbe fornito intelligence sulle posizioni degli Houthi.
Gli sfollati sono circa 147mila. "Siamo rimasti per strada tre giorni", racconta una madre fuggita da Mokha.
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Houthi, prima il sì, poi lo stop: Trump ferma gli attacchi in Yemen https://share.google/HaGqO38edQkWpXxce
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Houthi, prima il sì, poi lo stop: Trump ferma gli attacchi in Yemen
Trump ha fatto marcia indietro a poche ore dall'operazione, mentre l'escalation tra Riyad e gli Houthi continua sul terreno.
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L’ESA investe 760 milioni di euro in Nyx, il primo cargo spaziale privato europeo: la capsula dovrà raggiungere la ISS, attraccare autonomamente e rientrare sulla Terra.
Un passaggio decisivo, ma soprattutto il tentativo dell’Europa di costruire una propria capacità di trasporto orbitale e ridurre la dipendenza dai partner internazionali.
https://it.insideover.com/spazio/trasporto-orbitale-europa-cargo-spaziale-nyx.html
Un passaggio decisivo, ma soprattutto il tentativo dell’Europa di costruire una propria capacità di trasporto orbitale e ridurre la dipendenza dai partner internazionali.
https://it.insideover.com/spazio/trasporto-orbitale-europa-cargo-spaziale-nyx.html
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Lo Yom Kippur, la festa dell'espiazione, per quali peccati? - InsideOver https://share.google/0yqAIkAeWgTIERhhu
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Lo Yom Kippur, la festa dell'espiazione, per quali peccati? - InsideOver
Yom Kippur, il giorno dell'espiazione. Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull'attualità di questa ricorrenza.
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Gli Usa aprono alla vendita di 48 F-35 all’Arabia Saudita per 24,3 miliardi di dollari.
Riad diventerebbe il primo Paese arabo a schierare caccia di quinta generazione, mettendo in discussione l’esclusività regionale finora mantenuta da Israele, mentre Washington teme che la tecnologia possa finire nel mirino della Cina.
https://it.insideover.com/guerra/f-35-usa-allarabia-saudita-israele-teme-di-perdere-la-supremazia-aerea-in-medio-oriente.html
Riad diventerebbe il primo Paese arabo a schierare caccia di quinta generazione, mettendo in discussione l’esclusività regionale finora mantenuta da Israele, mentre Washington teme che la tecnologia possa finire nel mirino della Cina.
https://it.insideover.com/guerra/f-35-usa-allarabia-saudita-israele-teme-di-perdere-la-supremazia-aerea-in-medio-oriente.html
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Racconti da Gaza a Milano: voci e immagini di uno sterminio https://share.google/ny4Vgv71JL5D9OXBo
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Racconti da Gaza a Milano: voci e immagini di uno sterminio
"Il popolo meraviglioso" di Gaza arriva alla libreria Verso Libri di Milano martedì 22 settembre . Ad accompagnare l’evento, anche la mostra
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Germania: Merz non si dimette ma è un cancelliere senza popolo https://share.google/Hz6CiDuBArPHG0RPv
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Germania: Merz non si dimette ma è un cancelliere senza popolo
Dopo l'ennesima batosta elettorale, Merz ha dichiarato che non intende dimettersi: politicamente parlando, però, è ormai debolissimo.
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L’offensiva Houthi contro l’Arabia Saudita si riaccende, minacciando la sicurezza interna e l’export energetico di Riad.
La crisi si intreccia su tre fronti: la guerra in Yemen, i traffici marittimi a Bab-el-Mandeb e la tensione Iran-Usa a Hormuz, mentre Regno Unito, Turchia e Pakistan mostrano vicinanza ai sauditi e Washington resta cauta.
https://it.insideover.com/guerra/tre-crisi-in-una-loffensiva-houthi-sfida-larabia-saudita-e-preoccupa-i-suoi-partner.html
La crisi si intreccia su tre fronti: la guerra in Yemen, i traffici marittimi a Bab-el-Mandeb e la tensione Iran-Usa a Hormuz, mentre Regno Unito, Turchia e Pakistan mostrano vicinanza ai sauditi e Washington resta cauta.
https://it.insideover.com/guerra/tre-crisi-in-una-loffensiva-houthi-sfida-larabia-saudita-e-preoccupa-i-suoi-partner.html
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Trasporto orbitale, l’Europa investe 760 milioni nel cargo Nyx https://share.google/P15uBne6g75Xw0Uoj
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Trasporto orbitale, l’Europa investe 760 milioni nel cargo Nyx
L’ESA investe 760 milioni di euro nel primo cargo spaziale privato europeo: la capsula Nyx punta a rafforzare l’autonomia orbitale.
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Credevano di tornare in Somalia. Alla fine di agosto l'ICE ha fatto salire su un aereo 12 uomini somali, dicendo loro che sarebbero stati deportati nel loro Paese d'origine. L'aereo è atterrato invece a Cuba, nella base militare americana di Guantanamo Bay. Secondo il sito di inchieste Mother Jones, sette o otto di loro sono ancora lì.
Tra questi c'è Sakariye Abdi Mohamed, camionista e richiedente asilo, arrestato dopo un controllo stradale in Alabama. "Nessuno ci ha detto che saremmo finiti a Guantanamo", ha raccontato al giornale in una telefonata dal centro di detenzione. "È stato come un rapimento".
"Non ho precedenti penali. Non ho multe", ha detto Mohamed. Mother Jones non ha trovato documenti giudiziari che lo smentiscano. Diversi detenuti avevano chiesto asilo e avevano un permesso di lavoro.
I detenuti raccontano di temperature gelide, di essere tenuti incatenati in ogni momento e di telecamere nelle docce e nei bagni. Il Department of Homeland Security (DHS) definisce queste accuse "false".
Secondo Mohamed, a Guantanamo ci sarebbero solo somali. Quando chiedono perché le guardie rispondono che l'ordine arriva da Washington.
Il DHS sostiene che nel gruppo ci siano persone con precedenti per aggressione aggravata, armi, rapina, droga e guida in stato di ebbrezza.
Chi abbia commesso quei reati, però, il DHS non lo specifica. E alla domanda di Mother Jones il portavoce ha lasciato intendere di non saperlo.
Dopo l'11 settembre Guantanamo è diventata il carcere dei "combattenti nemici" della guerra al terrorismo, segnata da denunce di torture e maltrattamenti sui detenuti.
Oggi l'ICE usa una struttura separata dentro la base. Il trasferimento arriva dopo che Trump ha dichiarato di non volere i somali negli Stati Uniti, perché "non contribuiscono a nulla", e ha schierato circa 2.000 agenti federali in Minnesota, lo Stato con la più grande comunità somala del Paese.
Mohamed annuncia che i detenuti riprenderanno lo sciopero della fame: "O moriamo, o torniamo nel nostro Paese, o torniamo negli Stati Uniti".
#somalia #guantanamo #usa #ice
Tra questi c'è Sakariye Abdi Mohamed, camionista e richiedente asilo, arrestato dopo un controllo stradale in Alabama. "Nessuno ci ha detto che saremmo finiti a Guantanamo", ha raccontato al giornale in una telefonata dal centro di detenzione. "È stato come un rapimento".
"Non ho precedenti penali. Non ho multe", ha detto Mohamed. Mother Jones non ha trovato documenti giudiziari che lo smentiscano. Diversi detenuti avevano chiesto asilo e avevano un permesso di lavoro.
I detenuti raccontano di temperature gelide, di essere tenuti incatenati in ogni momento e di telecamere nelle docce e nei bagni. Il Department of Homeland Security (DHS) definisce queste accuse "false".
Secondo Mohamed, a Guantanamo ci sarebbero solo somali. Quando chiedono perché le guardie rispondono che l'ordine arriva da Washington.
Il DHS sostiene che nel gruppo ci siano persone con precedenti per aggressione aggravata, armi, rapina, droga e guida in stato di ebbrezza.
Chi abbia commesso quei reati, però, il DHS non lo specifica. E alla domanda di Mother Jones il portavoce ha lasciato intendere di non saperlo.
Dopo l'11 settembre Guantanamo è diventata il carcere dei "combattenti nemici" della guerra al terrorismo, segnata da denunce di torture e maltrattamenti sui detenuti.
Oggi l'ICE usa una struttura separata dentro la base. Il trasferimento arriva dopo che Trump ha dichiarato di non volere i somali negli Stati Uniti, perché "non contribuiscono a nulla", e ha schierato circa 2.000 agenti federali in Minnesota, lo Stato con la più grande comunità somala del Paese.
Mohamed annuncia che i detenuti riprenderanno lo sciopero della fame: "O moriamo, o torniamo nel nostro Paese, o torniamo negli Stati Uniti".
#somalia #guantanamo #usa #ice
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Dal palco dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel primo giorno del dibattito tra i leader, Donald Trump ha chiesto a tutti i Paesi membri di uscire dalla Corte dell'Aia: "Invito tutte le nazioni che aderiscono alla Corte a uscire ufficialmente e immediatamente da questa istituzione fuori controllo".
E ha aggiunto: "Non permetteremo mai che i militari statunitensi o chiunque altro vengano indagati o sottoposti a processi farsa da un tribunale anti-americano".
È l'ultimo passo di un'offensiva che va avanti da mesi. Washington ha già sanzionato giudici e procuratori, ha chiesto agli alleati Nato di uscire dallo Statuto di Roma e prepara misure per tagliare fuori la Corte dal sistema finanziario globale. A luglio Marco Rubio aveva promesso di smantellarla "mattone per mattone se necessario".
All'origine dello scontro c'è il mandato d'arresto contro Netanyahu per crimini di guerra a Gaza.
E ha aggiunto: "Non permetteremo mai che i militari statunitensi o chiunque altro vengano indagati o sottoposti a processi farsa da un tribunale anti-americano".
È l'ultimo passo di un'offensiva che va avanti da mesi. Washington ha già sanzionato giudici e procuratori, ha chiesto agli alleati Nato di uscire dallo Statuto di Roma e prepara misure per tagliare fuori la Corte dal sistema finanziario globale. A luglio Marco Rubio aveva promesso di smantellarla "mattone per mattone se necessario".
All'origine dello scontro c'è il mandato d'arresto contro Netanyahu per crimini di guerra a Gaza.
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Sette gruppi armati etiopi si sono alleati per rovesciare il governo di Abiy Ahmed, già sotto accusa: secondo il Sudan e diverse inchieste internazionali, l'Etiopia sosterrebbe insieme agli Emirati Arabi Uniti le Forze di supporto rapido (RSF), i paramilitari sudanesi che gli Stati Uniti hanno accusato di genocidio.
Le conseguenze più pericolose, però, potrebbero non sentirsi ad Addis Abeba ma in Sudan.
Le milizie Fano e i ribelli del Benishangul-Gumuz sono attivi proprio nella fascia di confine dove, secondo Khartoum, sorgerebbero i campi delle Rsf.
Se la guerra etiope arrivasse in quest'area, per il Sudan gli scenari sarebbero due. Nel migliore, i combattimenti interromperebbero le rotte di rifornimento dei paramilitari. Nel peggiore, il confine diventerebbe una terra di nessuno, con miliziani liberi di passare da una parte all'altra.
https://it.insideover.com/guerra/etiopia-lalleanza-contro-abiy-che-rischia-di-regionalizzare-la-guerra-in-sudan.html
Le conseguenze più pericolose, però, potrebbero non sentirsi ad Addis Abeba ma in Sudan.
Le milizie Fano e i ribelli del Benishangul-Gumuz sono attivi proprio nella fascia di confine dove, secondo Khartoum, sorgerebbero i campi delle Rsf.
Se la guerra etiope arrivasse in quest'area, per il Sudan gli scenari sarebbero due. Nel migliore, i combattimenti interromperebbero le rotte di rifornimento dei paramilitari. Nel peggiore, il confine diventerebbe una terra di nessuno, con miliziani liberi di passare da una parte all'altra.
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Il governo spagnolo ha dato il primo via libera al processo che potrebbe portare all'estradizione negli Stati Uniti di James “Fergie” Chambers, 41 anni, erede di una delle famiglie più ricche d'America, che ha donato oltre un milione di dollari a progetti umanitari a Gaza.
Washington lo accusa di aver finanziato Hamas.
Il 22 settembre il Consiglio dei ministri spagnolo ha autorizzato il passaggio della richiesta alla fase giudiziaria. Non è ancora una consegna: se l'Audiencia Nacional darà parere favorevole, la decisione finale tornerà al governo.
Nel frattempo Chambers resta in carcere a Madrid, dove è detenuto dall'arresto a Ibiza del 10 luglio.
L'atto d'accusa è secretato. Secondo i suoi legali include riciclaggio e cospirazione per disordini, legati alle proteste pro-Palestina del 2023.
Se estradato e condannato, rischia fino a 30 anni di carcere.
Per le autorità americane Chambers avrebbe trasferito 7,5 milioni di dollari in Tunisia, dove ha vissuto dopo aver lasciato gli Usa, per sostenere Hamas. Lui nega. La moglie, l'attrice Stella Schnabel, sostiene che quei soldi servissero ad attività filantropiche.
La sua famiglia controlla da oltre un secolo Cox Enterprises, gruppo che possiede anche Axios. Nel giugno 2026 Forbes ne stimava il patrimonio in circa 38 miliardi di dollari.
Comunista dichiarato, nel 2023 Chambers ha rotto con i Cox e ha promesso di usare i 250 milioni ricavati dalla vendita delle sue quote per finanziare la sinistra radicale.
Dopo il 7 ottobre ha fatto della Palestina il centro del suo attivismo: ha fondato la sezione americana di Palestine Action e ha partecipato a una protesta contro una sede dell'azienda israeliana di armamenti Elbit Systems.
È il primo caso noto in cui Washington chiede un'estradizione per presunto sostegno ad Hamas.
Il suo avvocato, Baltasar Garzón, lo stesso che chiese l'estradizione di Pinochet, parla di "caccia alle streghe".
Sumar e Podemos, alleati di Sánchez, chiedono di respingere la richiesta.
👉 Leggi l'articolo di Marianna Lentini su InsideOver
Washington lo accusa di aver finanziato Hamas.
Il 22 settembre il Consiglio dei ministri spagnolo ha autorizzato il passaggio della richiesta alla fase giudiziaria. Non è ancora una consegna: se l'Audiencia Nacional darà parere favorevole, la decisione finale tornerà al governo.
Nel frattempo Chambers resta in carcere a Madrid, dove è detenuto dall'arresto a Ibiza del 10 luglio.
L'atto d'accusa è secretato. Secondo i suoi legali include riciclaggio e cospirazione per disordini, legati alle proteste pro-Palestina del 2023.
Se estradato e condannato, rischia fino a 30 anni di carcere.
Per le autorità americane Chambers avrebbe trasferito 7,5 milioni di dollari in Tunisia, dove ha vissuto dopo aver lasciato gli Usa, per sostenere Hamas. Lui nega. La moglie, l'attrice Stella Schnabel, sostiene che quei soldi servissero ad attività filantropiche.
La sua famiglia controlla da oltre un secolo Cox Enterprises, gruppo che possiede anche Axios. Nel giugno 2026 Forbes ne stimava il patrimonio in circa 38 miliardi di dollari.
Comunista dichiarato, nel 2023 Chambers ha rotto con i Cox e ha promesso di usare i 250 milioni ricavati dalla vendita delle sue quote per finanziare la sinistra radicale.
Dopo il 7 ottobre ha fatto della Palestina il centro del suo attivismo: ha fondato la sezione americana di Palestine Action e ha partecipato a una protesta contro una sede dell'azienda israeliana di armamenti Elbit Systems.
È il primo caso noto in cui Washington chiede un'estradizione per presunto sostegno ad Hamas.
Il suo avvocato, Baltasar Garzón, lo stesso che chiese l'estradizione di Pinochet, parla di "caccia alle streghe".
Sumar e Podemos, alleati di Sánchez, chiedono di respingere la richiesta.
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Trump evita Netanyahu e incontra Mamdani - InsideOver https://it.insideover.com/politica/trump-evita-netanyahu-e-incontra-mamdani.html
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Trump evita Netanyahu e incontra Mamdani - InsideOver
Netanyahu non solo non vedrà Trump neanche da lontano, ma ha dovuto anche annullare in fretta e furia l’incontro con Elon Musk
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Pappagalli di ogni colore volano verso il podio dell'Onu e ripetono la stessa frase: "Blame Israel". Finché l'aula dell'Assemblea generale non è piena di pennuti che gracchiano insieme. Poi una scritta: "Ripetere le bugie non le rende vere".
Il video, generato con l'intelligenza artificiale, è stato pubblicato dall'account ufficiale di Benjamin Netanyahu due giorni prima del suo intervento a New York. Rimanda a una pagina del governo israeliano sulle presunte falsificazioni dell'Onu dopo il 7 ottobre.
Lo stesso giorno António Guterres, dal podio, ha parlato dello spettro della pulizia etnica in Cisgiordania. Poche ore dopo, mentre Erdogan definiva Gaza il campo di concentramento più disumano della nostra epoca, la delegazione israeliana ha lasciato l'aula.
Giovedì su quel podio salirà Netanyahu.
Il video, generato con l'intelligenza artificiale, è stato pubblicato dall'account ufficiale di Benjamin Netanyahu due giorni prima del suo intervento a New York. Rimanda a una pagina del governo israeliano sulle presunte falsificazioni dell'Onu dopo il 7 ottobre.
Lo stesso giorno António Guterres, dal podio, ha parlato dello spettro della pulizia etnica in Cisgiordania. Poche ore dopo, mentre Erdogan definiva Gaza il campo di concentramento più disumano della nostra epoca, la delegazione israeliana ha lasciato l'aula.
Giovedì su quel podio salirà Netanyahu.
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Etiopia, l'alleanza contro Abiy che rischia di regionalizzare la guerra in Sudan - InsideOver https://share.google/l7LYebNqFqCvn64a1
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Etiopia, l'alleanza contro Abiy che rischia di regionalizzare la guerra in Sudan - InsideOver
Sette gruppi armati etiopi hanno annunciato una coalizione per rovesciare Abiy Ahmed. Le ricadute potrebbero sentirsi anche al confine con il Sudan. Tra accuse di basi etiopi per i paramilitari delle Rsf, oro e gli interessi degli Emirati, il conflitto sudanese…
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Trump minaccia l'Iran all'Onu, ma i negoziati proseguono https://share.google/kaRBUpb0Dl7dDDp8n
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Trump minaccia l'Iran all'Onu, ma i negoziati proseguono
Trump minaccia all'Onu di «annientare» l'Iran se non si trova un accordo, ma intanto i colloqui diplomatici con Teheran proseguono.
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