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Sara Rajab aveva 9 anni. È stata uccisa dall’esercito israeliano a Gaza, il 27 maggio 2026, nel primo giorno dell’Eid al-Adha, una delle principali festività musulmane.

Sara era la cugina di Hind Rajab, la bimba di 5 anni, massacrata dall’IDF a gennaio 2024 con 335 proiettili.

Hind era rimasta intrappolata nell’auto della sua famiglia nel nord di Gaza, circondata dai corpi dei suoi parenti uccisi. Per ore la piccola parlò al telefono con gli operatori della Palestine Red Crescent Society, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. "Ho molta paura. Per favore venite. Per favore qualcuno venga a prendermi”

L’ambulanza inviata per salvarla non riuscì salvarla.

Giorni dopo furono ritrovati i corpi di Hind, dei suoi familiari e dei due paramedici partiti per soccorrerla.

Oggi, oltre due anni dopo l’omicidio di Hind, anche Sara è stata uccisa durante il cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza.

Due bimbe, due cugine, unite nel tragico destino di ha l’unica “colpa” di nascere in un territorio illegalmente occupato e martoriato da un incessante genocidio.

Sara era rimasta sola al mondo: l’unica della sua famiglia che era interamente sterminata dall’”esercito più morale del mondo”.

Ramy Abdu, fondatore di Euro-Med Monitor, ha scritto su X: "Sara Rajab, 9 anni, è sopravvissuta alla morte nel secondo mese del genocidio. Ha perso sua madre, due fratelli e sua nonna, ed è stata lei stessa ferita. È rimasta sola con suo padre, che è stato ucciso pochi mesi dopo. Oggi, tutta la famiglia è scomparsa. A soli nove anni, Sara era una bambina, una sopravvissuta, una ferita, un’orfana — ora è stata uccisa”.

Dal 7 ottobre 2023 almeno 21.000 bambini palestinesi sono stati uccisi da Israele a Gaza.


#gazagenocide #hindrajab
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Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio nella città rumena di Galați, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, un drone di origine russa si è schiantato contro un edificio residenziale, provocando un’esplosione e un incendio al decimo piano.

Le fiamme hanno rapidamente inghiottito un appartamento, costringendo le autorità a evacuare settanta residenti mentre i soccorsi intervenivano per mettere in sicurezza l’area.

Due persone sono rimaste ferite in modo lieve e trasportate in ospedale, ma l’episodio segna un passaggio particolarmente delicato: è la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina che cittadini rumeni riportano conseguenze dirette da uno sconfinamento di droni.

Secondo le autorità, il velivolo avrebbe trasportato un carico esplosivo che è detonanto interamente all’impatto, alimentando l’incendio.

L’incidente ha immediatamente attivato la risposta militare rumena: due caccia F-16 sono decollati dopo l’individuazione del drone, ma il tempo di reazione – appena quattro minuti – non è stato sufficiente a evitare l’impatto. I vertici militari hanno sottolineato anche i limiti operativi imposti dal contesto: non è possibile intervenire con il fuoco se questo comporta violazioni dello spazio aereo ucraino.

Sul piano politico e diplomatico, la reazione è stata netta.

Bucarest ha convocato l’ambasciatore russo, mentre il presidente ha definito l’accaduto l’episodio più grave sul territorio nazionale dall’inizio del conflitto.

A livello internazionale, NATO e Unione europea hanno espresso piena solidarietà alla Romania, ribadendo al contempo la necessità di rafforzare le capacità di difesa sul fianco orientale. Solo pochi giorni fa si parlava di possibili distensioni e trattative tra Europa e Russia. Questo incidente ha riacceso pesanti tensioni e messo in dubbio un percorso tentennante e difficile, mostrando la diffidenza reciproca tra i due campi avversari.

#ukraine #russia #romenia
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Donald Trump: narcisismo e geopolitica
Una personalità che investe molte risorse in scenari che sembrano avere una sola finalità: confermare la propria centralità e le sue ragioni.

Leggi l'articolo di Paolo Arigotti qui 👉 https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica.html

#insideover #geopolitica #trump #usa #politica #analisi #relazioniinternazionali
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Produttori di chip di tutto il mondo unitevi! Gli scioperi di Seul e la sfida per il mercato dell’Ia
Il cuore della trattativa è l’introduzione di un meccanismo che prevede l’assegnazione ai lavoratori di una quota di profitti dei microchip.

Leggi l'articolo di Martina Besana qui 👉 https://it.insideover.com/economia/produttori-di-chip-di-tutto-il-mondo-unitevi-gli-scioperi-di-seul-e-la-sfida-per-il-mercato-dellia.html

#insideover #economia #tecnologia #chip #intelligenzaartificiale #mercati #industria
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Mps-Bpm, scalda i motori il Terzo Polo bancario
La fusione Mps-Bpm potrebbe aprire un importante rodeo tra politica e finanza e far rileggere criticamente molte scelte di ieri...

Leggi l'articolo di Andrea Muratore qui 👉 https://it.insideover.com/economia/mps-bpm-scalda-i-motori-il-terzo-polo-bancario.html

#insideover #banche #finanza #economiaitaliana #mercati #mps #bpm
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Usa, tutti pazzi per i droni: il Pentagono spende, le azioni volano (anche quelle di Trump Jr)
Euforia negli Usa per i potenziali stanziamenti per 55 miliardi di dollari per droni, autonomia, sistemi counter-drone e filiere.

Leggi l'articolo di Andrea Muratore qui 👉 https://it.insideover.com/difesa/usa-tutti-pazzi-per-i-droni-il-pentagono-spende-le-azioni-volano-anche-quelle-di-trump-jr.html

#insideover #difesa #droni #usa #militare #innovazione #sicurezza
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L’altra faccia della crisi di Hormuz: patto Cina-Pakistan per il porto di Gwadar con contorno di accordi miliardari
Cina e Pakistan rafforzano la loro alleanza strategica con accordi per oltre 7 miliardi di dollari e il rilancio del Cpec.

Leggi l'articolo di Federico Giuliani qui 👉 https://it.insideover.com/politica/laltra-faccia-della-crisi-di-hormuz-patto-cina-pakistan-per-il-porto-di-gwadar-con-contorno-di-accordi-miliardari.html

#insideover #geopolitica #cina #mediooriente #energia #commercio #strategia
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A VUCIC PIACCIONO I MISSILI DI PECHINO - Il presidente serbo Vučić ha dichiarato che la Serbia utilizza missili cinesi con una portata di 400 km e prevede di acquistarne ancora. Vucic ha elogiato l'efficacia delle armi cinesi nel conflitto tra India e Pakistan, affermando che i sistemi cinesi hanno distrutto il radar S-400 indiano.
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Israele sta facendo pressioni sull'amministrazione Trump per abbandonare i colloqui di pace, assassinare il capo negoziatore iraniano e riprendere la guerra proprio mentre Washington e Teheran lavorano a una fragile intesa per consolidare il cessate il fuoco e riaprire lo Stretto di Hormuz.

A rivelarlo un rapporto classificato circolato questa settimana all'interno della comunità d'intelligence statunitense e visionato da fonti citate dalla giornalista investigativa Aida Chavez per Capital&Empire, testata statunitense.

Nell'ambito della sua proposta al Dipartimento della Guerra, Israele ha identificato come obiettivo Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e uno dei principali interlocutori di Teheran nei colloqui con gli Stati Uniti.

Oltre all'assassinio di Ghalibaf, il piano di Israele in caso di ripresa della guerra si concentra su colpire funzionari di basso livello delle Guardie Rivoluzionarie, stabilire la superiorità aerea, neutralizzare le basi missilistiche iraniane, bombardare infrastrutture strategiche.

Nella proposta i funzionari israeliani sostengono che un'ulteriore ondata di attacchi contro le infrastrutture petrolifere iraniane genererebbe un collasso economico e proteste diffuse tali da portare a un cambio di regime a Teheran.

I funzionari israeliani hanno minimizzato l’impatto che una ripresa della guerra avrebbe sui mercati energetici globali, insistendo sul fatto che le ritorsioni iraniane contro gli stati del Golfo e le infrastrutture regionali rimarrebbero economicamente gestibili.

Israele ha una lunga storia di attacchi contro funzionari coinvolti nei negoziati. 

Nel 2024, Israele ha assassinato a Teheran il leader politico di Hamas Ismail Haniyeh, mentre ricopriva un ruolo centrale nei negoziati per il cessate il fuoco a Gaza.

Nel 2025, Israele tentò di uccidere il leader di Hamas Khalil al-Hayya in Qatar, mentre era impegnato nei negoziati per un cessate il fuoco a Gaza.

Nel 2026 Israele ha ucciso Ali Larijani, ritenuto il potenziale capo negoziatore tra Usa e Iran dopo l’inizio della guerra.

Leggi l’articolo di davide malacaria in stories

#iran #war #israel #usa
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