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Il 22 maggio, Erdoğan ha firmato decreto contro Bilgi: l’ università più libera di Turchia deve essere chiusa. In tre giorni, gli studenti l'hanno riaperta.

L'Università Bilgi nasce negli anni '90: cosmopolita, liberal, europeista. Esattamente il tipo di spazio che l'AKP, partito al governo, non tollera. La scusa ufficiale?

Indagini sulla holding proprietaria hanno portato a sospetti di riciclaggio, frode fiscale. Il messaggio reale? Se studi lì, sei già sospetto.
Dopo giorni di protesta da parte degli studenti, verso i quali lo stato turco ha risposto con violenza e repressione, il governo ha fatto un passo indietro riaprendo l’università.

Il quadro generale, però, non si esaurisce ai confini turchi ma arriva fino in Europa.

In Germania vivono 3,5 milioni di persone di origine turca. E da decenni sono il punto di riferimento dell'AKP all'estero: imam, servizi segreti, reti comunitarie.

Ankara, la capitale, ha costruito una macchina di controllo che funziona anche a migliaia di chilometri di distanza.

La diaspora turca in Germania è per lo più conservatrice e i sondaggi rivelano un paradosso: i giovani in Turchia sono sempre più laici e contro l'AKP, ma lo stesso non si può dire dei loro coetanei in Germania.

Chi vota Erdoğan dall'estero ne subisce il fascino, ma non la repressione. Il paradosso? I turchi della diaspora in Germania sono pro Erdoğan (quindi di destra) ma, politicamente, essendo classe operaia tedesca, in Germania sono “di sinistra”.
Eppure qualcosa si muove. Dopo l'arresto del sindaco İmamoğlu, alcune comunità turche e rappresentanti del CHP hanno organizzato manifestazioni in diverse città tedesche. Non è la maggioranza ma è un segnale.

E chi protesta sa che non è gratis. È lo stesso Erdoğan a fare pressione affinché la popolazione turca all'estero si mobiliti per identificare i dissidenti. Una sorveglianza che arriva fino in Europa: pressioni familiari, isolamento, stalking online.
Erdoğan ha fatto marcia indietro su Bilgi per ora.

Ma la domanda resta: può davvero parlare liberamente chi critica il governo turco, anche vivendo in Germania?

#turkey
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In Cisgiordania procede a ritmo serrato il “sacro lavoro” di ripulire territori palestinesi sempre più ampi “in vista delle future ville ebraiche”, come riferisce il giornale israeliano Haaretz, che dettaglia le conseguenze delle razzie dei coloni.

Dall’inizio del 2023 ad oggi sono 5375 gli attacchi contro i palestinesi della Cisgiordania occupata: attacchi conclusi con palestinesi uccisi, feriti o privati del loro bestiame.

Nel tragico bilancio riportato non compaiono le aggressioni in cui “questi ambasciatori della supremazia razziale”, come annota Haaretz, si sono prodotti in intimidazioni e provocazioni.

Lo scopo è sempre lo stesso: costringere i palestinesi ad andare via dalle loro terre per fare spazio ai coloni prima, e alle ville israeliane poi.

https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-ripulire-le-terre-palestinesi-in-vista-delle-future-ville-ebraiche.html
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In completa violazione del cosiddetto “cessate il fuoco”, il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato all’esercito israeliano di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza.

In una dichiarazione video pronunciata in ebraico durante una conferenza presso l'Accademia di leadership Ein Prat in un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, Netanyahu ha dichiarato: "Attualmente stiamo mettendo alle strette Hamas. Ora controlliamo il 60% del territorio della Striscia. Sapete, eravamo al 50%, siamo passati al 60%. La mia direttiva è di arrivare al 70%”.

Una persona del pubblico ha gridato: “100%”, al che Netanyahu ha risposto ridendo dicendo “Procederemo per gradi. Inizieremo con il 70%.”

A marzo Israele ha pubblicato senza annunci ufficiali le nuove mappe della Striscia di Gaza in cui Israele controllava il 64% del territorio palestinese, anziché il 53% come previsto dagli accordi di “cessate il fuoco”.
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Sara Rajab aveva 9 anni. È stata uccisa dall’esercito israeliano a Gaza, il 27 maggio 2026, nel primo giorno dell’Eid al-Adha, una delle principali festività musulmane.

Sara era la cugina di Hind Rajab, la bimba di 5 anni, massacrata dall’IDF a gennaio 2024 con 335 proiettili.

Hind era rimasta intrappolata nell’auto della sua famiglia nel nord di Gaza, circondata dai corpi dei suoi parenti uccisi. Per ore la piccola parlò al telefono con gli operatori della Palestine Red Crescent Society, chiedendo aiuto mentre i soccorritori tentavano di raggiungerla. "Ho molta paura. Per favore venite. Per favore qualcuno venga a prendermi”

L’ambulanza inviata per salvarla non riuscì salvarla.

Giorni dopo furono ritrovati i corpi di Hind, dei suoi familiari e dei due paramedici partiti per soccorrerla.

Oggi, oltre due anni dopo l’omicidio di Hind, anche Sara è stata uccisa durante il cosiddetto “cessate il fuoco” a Gaza.

Due bimbe, due cugine, unite nel tragico destino di ha l’unica “colpa” di nascere in un territorio illegalmente occupato e martoriato da un incessante genocidio.

Sara era rimasta sola al mondo: l’unica della sua famiglia che era interamente sterminata dall’”esercito più morale del mondo”.

Ramy Abdu, fondatore di Euro-Med Monitor, ha scritto su X: "Sara Rajab, 9 anni, è sopravvissuta alla morte nel secondo mese del genocidio. Ha perso sua madre, due fratelli e sua nonna, ed è stata lei stessa ferita. È rimasta sola con suo padre, che è stato ucciso pochi mesi dopo. Oggi, tutta la famiglia è scomparsa. A soli nove anni, Sara era una bambina, una sopravvissuta, una ferita, un’orfana — ora è stata uccisa”.

Dal 7 ottobre 2023 almeno 21.000 bambini palestinesi sono stati uccisi da Israele a Gaza.


#gazagenocide #hindrajab
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Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 maggio nella città rumena di Galați, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina, un drone di origine russa si è schiantato contro un edificio residenziale, provocando un’esplosione e un incendio al decimo piano.

Le fiamme hanno rapidamente inghiottito un appartamento, costringendo le autorità a evacuare settanta residenti mentre i soccorsi intervenivano per mettere in sicurezza l’area.

Due persone sono rimaste ferite in modo lieve e trasportate in ospedale, ma l’episodio segna un passaggio particolarmente delicato: è la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina che cittadini rumeni riportano conseguenze dirette da uno sconfinamento di droni.

Secondo le autorità, il velivolo avrebbe trasportato un carico esplosivo che è detonanto interamente all’impatto, alimentando l’incendio.

L’incidente ha immediatamente attivato la risposta militare rumena: due caccia F-16 sono decollati dopo l’individuazione del drone, ma il tempo di reazione – appena quattro minuti – non è stato sufficiente a evitare l’impatto. I vertici militari hanno sottolineato anche i limiti operativi imposti dal contesto: non è possibile intervenire con il fuoco se questo comporta violazioni dello spazio aereo ucraino.

Sul piano politico e diplomatico, la reazione è stata netta.

Bucarest ha convocato l’ambasciatore russo, mentre il presidente ha definito l’accaduto l’episodio più grave sul territorio nazionale dall’inizio del conflitto.

A livello internazionale, NATO e Unione europea hanno espresso piena solidarietà alla Romania, ribadendo al contempo la necessità di rafforzare le capacità di difesa sul fianco orientale. Solo pochi giorni fa si parlava di possibili distensioni e trattative tra Europa e Russia. Questo incidente ha riacceso pesanti tensioni e messo in dubbio un percorso tentennante e difficile, mostrando la diffidenza reciproca tra i due campi avversari.

#ukraine #russia #romenia
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Donald Trump: narcisismo e geopolitica
Una personalità che investe molte risorse in scenari che sembrano avere una sola finalità: confermare la propria centralità e le sue ragioni.

Leggi l'articolo di Paolo Arigotti qui 👉 https://it.insideover.com/politica/donald-trump-narcisismo-e-geopolitica.html

#insideover #geopolitica #trump #usa #politica #analisi #relazioniinternazionali
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Produttori di chip di tutto il mondo unitevi! Gli scioperi di Seul e la sfida per il mercato dell’Ia
Il cuore della trattativa è l’introduzione di un meccanismo che prevede l’assegnazione ai lavoratori di una quota di profitti dei microchip.

Leggi l'articolo di Martina Besana qui 👉 https://it.insideover.com/economia/produttori-di-chip-di-tutto-il-mondo-unitevi-gli-scioperi-di-seul-e-la-sfida-per-il-mercato-dellia.html

#insideover #economia #tecnologia #chip #intelligenzaartificiale #mercati #industria
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