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Laura Loomer è una nota influencer della destra radicale americana diventata una delle figure più vicine a Donald Trump nel suo secondo mandato presidenziale.

Come ha raccontato il Financial Times, ore dopo aver lanciato l’attacco contro l’Iran, Trump ha chiamato proprio lei, la giovane 32enne sostenitrice convinta della guerra alla Repubblica Islamica e delle ragioni di Netanyahu.

"Gli ho detto che ha fatto un ottimo lavoro e che in tutto il mondo la gente lo sta acclamando”, ha raccontato Loomer al Financial Times su Trump. "Ci sta rendendo orgogliosi di essere americani”.

Ora la controversa influencer è tornata a far parlare di sé con un post su X in cui chiede esplicitamente la deportazione di Trita Parsi, uno dei più autorevoli analisti americani di politica mediorientale e fondatore del Quincy Insitute for Responsible State Craft.

Il messaggio pubblicato su X e indirizzato al segretario di Stato Marco Rubio, non lascia spazio a mezze misure: “Trita Parsi è anche titolare di Green Card. Ha cittadinanza iraniana e svedese. È un portavoce del regime iraniano e ha usato NIAC e il Quincy Institute per diffondere propaganda filoiraniana. Dovrebbe essere deportato subito. È una vera minaccia per la sicurezza nazionale Usa”.

Dopo Parsi, Loomer ha preso di mira anche Joe Kent, ex candidato al Congresso ed ex capo del National Counterterrorism Center che si è da poco dimesso in aperta polemica per la guerra in Iran.

Gli appelli di Loomer, per quanto sguaiati, non vanno sottovalutati.

Nei mesi scorsi, come riportato dal Guardian, dopo un incontro nell’Oval Office in cui Loomer ha consegnato a Donald Trump un dossier su alcuni funzionari definiti «sleali» e non in linea con l’amministrazione Usa, il presidente ha licenziato almeno sei membri del National Security Council (Nsc). Quattro di loro sono stati rimossi nella stessa notte, mentre altri due sono stati estromessi nel corso del weekend successivo.


#usa #loomer #trump #maga
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Trentadue anni fa, nell’aprile del 1994, in Ruanda iniziava uno dei genocidi più rapidi e violenti della storia: in circa cento giorni furono uccise oltre 800mila persone, in gran parte tutsi, ma anche hutu moderati.

32 anni sono ormai trascorse da quando nel cuore del continente africano si perpetrò un massacro di uomini, donne e bambini.

Odio etnico, pianificazione meticolosa e complicità internazionali hanno prodotto uno dei massimi orrori contemporanei.

Oggi, per evitare che l’anniversario sia solo una compunta celebrazione di un avvenimento che ingiustamente riteniamo ormai consegnato alle pagine della storia, occorre ripercorre gli eventi più salienti di quei mesi di sangue e terrore.

Che iniziamo molto prima di quella terribile notte del 6 aprile 1994 quando il genocidio ebbe inizio e andò avanti fino a luglio dello stesso anno.

Con la comunità internazionale che guardava passivo: con l’ONU che ridusse la presenza, gli Stati Uniti che rimasero fermi e la Francia che fu accusata di aver sostenuto il governo Hutu.

#ruanda #genocide #africa
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L’IRAN CHIUDE - Dopo le ultime minacce di Trump, l’Iran ha ufficialmente deciso di interrompere tutti i canali diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti e annuncia la sospensione dello scambio di messaggi.
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IRAN, LA CATENA UMANA - Al Mayadeen ha diffuso un filmato che mostra una catena umana di cittadini iraniani formatasi per difendere un ponte nella città di Ilam, nell'Iran occidentale.
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