Nell’ultimo mese tre docenti universitari sono stati sospesi negli Stati Uniti, rimossi dai loro incarichi o licenziati dopo aver espresso posizioni critiche sulle azioni congiunte di Stati Uniti e Israele in Medio Oriente.
Il caso più recente è quello di Aria Fani, professore associato presso la Jackson School of International Studies dell’Università di Washington, rimosso dall’incarico di direttore del Middle East Center – ruolo che ricopriva in base a un accordo triennale firmato nel 2025 – dopo aver utilizzato le newsletter del centro per esprimere posizioni critiche dell’operato Usa in Medio Oriente.
Nei suoi interventi, Fani aveva contestato la guerra condotta contro l’Iran, definito il sionismo un’“ideologia cancerogena” e sostenuto che la minaccia nucleare iraniana fosse “sempre stata una sciocchezza”.
Le sue dichiarazioni hanno portato alla rimozione dall’incarico direttivo, pur mantenendo la sua posizione accademica come professore associato.
#usa #middleeast #freespeech
Il caso più recente è quello di Aria Fani, professore associato presso la Jackson School of International Studies dell’Università di Washington, rimosso dall’incarico di direttore del Middle East Center – ruolo che ricopriva in base a un accordo triennale firmato nel 2025 – dopo aver utilizzato le newsletter del centro per esprimere posizioni critiche dell’operato Usa in Medio Oriente.
Nei suoi interventi, Fani aveva contestato la guerra condotta contro l’Iran, definito il sionismo un’“ideologia cancerogena” e sostenuto che la minaccia nucleare iraniana fosse “sempre stata una sciocchezza”.
Le sue dichiarazioni hanno portato alla rimozione dall’incarico direttivo, pur mantenendo la sua posizione accademica come professore associato.
#usa #middleeast #freespeech
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Israele permette a cristiani e drusi di restare nel sud del Libano.
Ma a una condizione: tradire e cacciare i musulmani sciiti che hanno trovato rifugio nei loro villaggi, dopo essere stati sfollati dall’IDF.
È quanto ha rivelato il New York Times.
L’esercito israeliano ha impedito ai libanesi che vivono a sud del fiume Litani di restare nelle proprie case.
E i loro villaggi — ha detto il ministro della Difesa Katz — saranno rasi al suolo, "in conformità al modello di Gaza". La Striscia, e il suo genocidio, sono diventati un "modello da replicare".
A nessuno dei circa 600mila sfollati sarà permesso tornare, “finché il nord di Israele non sarà sicuro”.
Cristiani e drusi, però, non vengono considerati una minaccia da Tel Aviv.
Anzi: Israele punta a servirsi di loro.
Il mosaico religioso libanese è da sempre una ricchezza — lo hanno ricordato più volte anche i papi.
Ma a una condizione: tradire e cacciare i musulmani sciiti che hanno trovato rifugio nei loro villaggi, dopo essere stati sfollati dall’IDF.
È quanto ha rivelato il New York Times.
L’esercito israeliano ha impedito ai libanesi che vivono a sud del fiume Litani di restare nelle proprie case.
E i loro villaggi — ha detto il ministro della Difesa Katz — saranno rasi al suolo, "in conformità al modello di Gaza". La Striscia, e il suo genocidio, sono diventati un "modello da replicare".
A nessuno dei circa 600mila sfollati sarà permesso tornare, “finché il nord di Israele non sarà sicuro”.
Cristiani e drusi, però, non vengono considerati una minaccia da Tel Aviv.
Anzi: Israele punta a servirsi di loro.
Il mosaico religioso libanese è da sempre una ricchezza — lo hanno ricordato più volte anche i papi.
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ISRAELE ACCUSA LA RUSSIA - Secondo il Jerusalem Post, la Russia avrebbe trasmesso all'Iran un elenco di importanti infrastrutture energetiche israeliane, il che potrebbe aver aiutato Teheran a pianificare attacchi mirati e causare i blackout su larga scala.
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Laura Loomer, l'influencer pro-Israele che detta la linea a Trump https://share.google/XwvapR2l5SfteEZF0
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Laura Loomer, l'influencer pro-Israele che detta la linea a Trump
Laura Loomer, influencer ultra-sionista vicina a Trump, spinge per la deportazione di Trita Parsi e per epurazioni interne nel mondo Maga.
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Nella notte tra il 6 e 7 aprile l’esercito USA e quello israeliano hanno attaccato l’aeroporto internazionale di Mehrabad, nel cuore
di Teheran, e una sinagoga nella capitale iraniana.
L'Iran ospita la seconda più grande comunità ebraica dell'Asia occidentale.
Le Forze di Difesa Israeliane non hanno rilasciato commenti immediati sull’attacco alla sinagoga.
Un giornalista iraniano nel mostrare quel che resta della sinagoga distrutta ha commentato: “Con l’attacco alla sinagoga, il regime sionista ha mostrato che un problema con gli iraniani, senza nessuna distinzione tra ebrei e musulmani”.
Nella notte gli attacchi congiunti israele-USA hanno anche colpito l’aeroporto internazionale Mehrabad.
Nella notte anche 6 persone, tra cui 3 bambini, sono rimaste uccise in un attacco congiunto USA-Israele contro una zona residenziale di Pardis, a est di Teheran.
Poche ore prima il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha giustificato l’attacco alle infrastrutture civili iraniane dichiarando che gli iraniani sono “animali”.
Già il 13 marzo in un’intervista rilasciata a Fox News, Trump aveva dichiarato che gli iraniani “Sono cattivi. C’è qualcosa che non va in loro. La loro genetica non è come la tua. È una cosa terribile”.
La frase, pronunciata mentre le forze americane stanno conducendo bombardamenti a tappeto su tutto l’Iran, aveva immediatamente sollevato polemiche per il suo contenuto apertamente denigratorio nei confronti di una popolazione di 90 milioni di persone.
Nel corso del XX secolo, narrazioni che mettevano in discussione l’umanità o l’uguaglianza biologica di intere popolazioni hanno accompagnato alcuni dei peggiori crimini collettivi: dal genocidio in Ruanda alle guerre nei Balcani, fino alla propaganda della Germania nazista.
Il giornalista premio Pulitzer Glenn Greenwald ha così descritto il commento di Trump: “Questa scusa per tagliare l'elettricità e i ponti a 96 milioni di iraniani (la popolazione che fingiamo di salvare) – "sono animali" – è la stessa usata da Israele per giustificare il blocco delle forniture di cibo, acqua e carburante a Gaza (‘sono animali’)”.
#iran #trump #usa
di Teheran, e una sinagoga nella capitale iraniana.
L'Iran ospita la seconda più grande comunità ebraica dell'Asia occidentale.
Le Forze di Difesa Israeliane non hanno rilasciato commenti immediati sull’attacco alla sinagoga.
Un giornalista iraniano nel mostrare quel che resta della sinagoga distrutta ha commentato: “Con l’attacco alla sinagoga, il regime sionista ha mostrato che un problema con gli iraniani, senza nessuna distinzione tra ebrei e musulmani”.
Nella notte gli attacchi congiunti israele-USA hanno anche colpito l’aeroporto internazionale Mehrabad.
Nella notte anche 6 persone, tra cui 3 bambini, sono rimaste uccise in un attacco congiunto USA-Israele contro una zona residenziale di Pardis, a est di Teheran.
Poche ore prima il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha giustificato l’attacco alle infrastrutture civili iraniane dichiarando che gli iraniani sono “animali”.
Già il 13 marzo in un’intervista rilasciata a Fox News, Trump aveva dichiarato che gli iraniani “Sono cattivi. C’è qualcosa che non va in loro. La loro genetica non è come la tua. È una cosa terribile”.
La frase, pronunciata mentre le forze americane stanno conducendo bombardamenti a tappeto su tutto l’Iran, aveva immediatamente sollevato polemiche per il suo contenuto apertamente denigratorio nei confronti di una popolazione di 90 milioni di persone.
Nel corso del XX secolo, narrazioni che mettevano in discussione l’umanità o l’uguaglianza biologica di intere popolazioni hanno accompagnato alcuni dei peggiori crimini collettivi: dal genocidio in Ruanda alle guerre nei Balcani, fino alla propaganda della Germania nazista.
Il giornalista premio Pulitzer Glenn Greenwald ha così descritto il commento di Trump: “Questa scusa per tagliare l'elettricità e i ponti a 96 milioni di iraniani (la popolazione che fingiamo di salvare) – "sono animali" – è la stessa usata da Israele per giustificare il blocco delle forniture di cibo, acqua e carburante a Gaza (‘sono animali’)”.
#iran #trump #usa
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Polemiche in Germania: "La legge su leva limita le libertà" https://share.google/JFgKqZjTVxRFBqdVb
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Polemiche in Germania: "La legge su leva limita le libertà"
In Germania la polemica non riguarda solo l’autorizzazione Bundeswehr per soggiorni all’estero: la nuova legge limita anche libertà personale.
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DOPO I COLPI UCRAINI - Il Ministero della Difesa russo: "Nella notte del 6 aprile, il regime di Kiev, con l'obiettivo di destabilizzare il mercato mondiale degli idrocarburi e interrompere le forniture di prodotti petroliferi ai consumatori europei, ha attaccato con l'utilizzo di droni d'attacco a forma di aereo gli impianti del complesso di trasbordo marittimo a Novorossijsk. Il regime di Kiev ha deliberatamente attaccato gli impianti della società internazionale di trasporto petrolifero "Caspian Pipeline Consortium" per causare il massimo danno economico ai suoi principali azionisti: società energetiche statunitensi e kazake".
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TRUMP FOR PRESIDENT... IN VENEZUELA - Trump dice che, "una volta finito qui", potrebbe diventare presidente del Venezuela: "Dopo che avrò finito qui [conflitto in Iran], potrò andare in Venezuela e imparare rapidamente lo spagnolo. Non ci vorrà molto, sono abile con le lingue. E ho intenzione di candidarmi alla presidenza".
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Il petrolio rubato in Texas e i rischi energetici globali https://share.google/P7xty9JOy7CTpcznd
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Il petrolio rubato in Texas e i rischi energetici globali
Furti di petrolio e di attrezzature tra Texas e Nuovo Messico che potrebbero avere un impatto sul 15% del fabbisogno energetico.
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Iran, bombe sull'università-simbolo delle proteste anti-regime https://share.google/nTriLgOEugtJ2Y7aI
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Iran, bombe sull'università-simbolo delle proteste anti-regime
La guerra attacca anche i simboli anti-regime: bombardata Sharif, la Berkeley iraniana. Gli scenari del conflitto
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Laura Loomer è una nota influencer della destra radicale americana diventata una delle figure più vicine a Donald Trump nel suo secondo mandato presidenziale.
Come ha raccontato il Financial Times, ore dopo aver lanciato l’attacco contro l’Iran, Trump ha chiamato proprio lei, la giovane 32enne sostenitrice convinta della guerra alla Repubblica Islamica e delle ragioni di Netanyahu.
"Gli ho detto che ha fatto un ottimo lavoro e che in tutto il mondo la gente lo sta acclamando”, ha raccontato Loomer al Financial Times su Trump. "Ci sta rendendo orgogliosi di essere americani”.
Ora la controversa influencer è tornata a far parlare di sé con un post su X in cui chiede esplicitamente la deportazione di Trita Parsi, uno dei più autorevoli analisti americani di politica mediorientale e fondatore del Quincy Insitute for Responsible State Craft.
Il messaggio pubblicato su X e indirizzato al segretario di Stato Marco Rubio, non lascia spazio a mezze misure: “Trita Parsi è anche titolare di Green Card. Ha cittadinanza iraniana e svedese. È un portavoce del regime iraniano e ha usato NIAC e il Quincy Institute per diffondere propaganda filoiraniana. Dovrebbe essere deportato subito. È una vera minaccia per la sicurezza nazionale Usa”.
Dopo Parsi, Loomer ha preso di mira anche Joe Kent, ex candidato al Congresso ed ex capo del National Counterterrorism Center che si è da poco dimesso in aperta polemica per la guerra in Iran.
Gli appelli di Loomer, per quanto sguaiati, non vanno sottovalutati.
Nei mesi scorsi, come riportato dal Guardian, dopo un incontro nell’Oval Office in cui Loomer ha consegnato a Donald Trump un dossier su alcuni funzionari definiti «sleali» e non in linea con l’amministrazione Usa, il presidente ha licenziato almeno sei membri del National Security Council (Nsc). Quattro di loro sono stati rimossi nella stessa notte, mentre altri due sono stati estromessi nel corso del weekend successivo.
#usa #loomer #trump #maga
Come ha raccontato il Financial Times, ore dopo aver lanciato l’attacco contro l’Iran, Trump ha chiamato proprio lei, la giovane 32enne sostenitrice convinta della guerra alla Repubblica Islamica e delle ragioni di Netanyahu.
"Gli ho detto che ha fatto un ottimo lavoro e che in tutto il mondo la gente lo sta acclamando”, ha raccontato Loomer al Financial Times su Trump. "Ci sta rendendo orgogliosi di essere americani”.
Ora la controversa influencer è tornata a far parlare di sé con un post su X in cui chiede esplicitamente la deportazione di Trita Parsi, uno dei più autorevoli analisti americani di politica mediorientale e fondatore del Quincy Insitute for Responsible State Craft.
Il messaggio pubblicato su X e indirizzato al segretario di Stato Marco Rubio, non lascia spazio a mezze misure: “Trita Parsi è anche titolare di Green Card. Ha cittadinanza iraniana e svedese. È un portavoce del regime iraniano e ha usato NIAC e il Quincy Institute per diffondere propaganda filoiraniana. Dovrebbe essere deportato subito. È una vera minaccia per la sicurezza nazionale Usa”.
Dopo Parsi, Loomer ha preso di mira anche Joe Kent, ex candidato al Congresso ed ex capo del National Counterterrorism Center che si è da poco dimesso in aperta polemica per la guerra in Iran.
Gli appelli di Loomer, per quanto sguaiati, non vanno sottovalutati.
Nei mesi scorsi, come riportato dal Guardian, dopo un incontro nell’Oval Office in cui Loomer ha consegnato a Donald Trump un dossier su alcuni funzionari definiti «sleali» e non in linea con l’amministrazione Usa, il presidente ha licenziato almeno sei membri del National Security Council (Nsc). Quattro di loro sono stati rimossi nella stessa notte, mentre altri due sono stati estromessi nel corso del weekend successivo.
#usa #loomer #trump #maga
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