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La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha riconosciuto per la prima volta che migliaia di persone sono morte durante le proteste scoppiate in Iran nelle ultime due settimane, iniziate il 28 dicembre a Teheran, quando commercianti e cittadini sono scesi in piazza per protestare contro il crollo del valore del rial.

In un discorso pronunciato giovedì 15 gennaio, Khamenei ha dichiarato che “diverse migliaia di persone sono state uccise, alcune in modo disumano e selvaggio”.

Un funzionario iraniano, che ha chiesto l’anonimato, ha confermato a Reuters che le autorità hanno registrato almeno 5.000 morti, tra cui circa 500 membri delle forze di sicurezza.

Mentre Khamenei accusa “agenti degli Stati Uniti e del regime sionista” di aver “commesso crimini efferati”, le organizzazioni per i diritti umani accusano le autorità iraniane di aver risposto alle proteste con una repressione sanguinosa.


#iran #trump #usa
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Nel 2025 il numero di bambini vittime di violenze in Yemen è aumentato del 70%, con una media di un minore ucciso o ferito ogni giorno.

Lo ha denunciato Save the Children, che parla di un forte peggioramento dell’impatto del conflitto nel Paese sulla popolazione infantile, basandosi sui dati raccolti dal Civilian Impact Monitoring Project (CIMP), parte del Protection Cluster in Yemen.

Secondo l’organizzazione, il numero di bambini uccisi è raddoppiato rispetto al 2024: nel 2025 almeno 103 bambini sono stati uccisi e 246 sono rimasti feriti, contro i 44 morti e i 161 feriti registrati l’anno precedente. L’aumento delle vittime tra i minori è stato causato in larga parte dagli attacchi aerei.

A settembre, almeno 103 bambini figuravano tra le 427 vittime civili causate dai raid aerei condotti dalle forze israeliane.

Il 25 settembre, in particolare, attacchi aerei hanno colpito abitazioni situate nei pressi di una scuola, uccidendo o ferendo 216 persone, tra cui 67 bambini.


#yemen
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“Monitoriamo i radicali di sinistra, i fanatici che si oppongono alla guerra, i sostenitori della Palestina. Li monitoriamo online 24H: social media, app di messaggistica, videogiochi, criptovalute, podcast, video brevi, Wikipedia, LLM”.

Sono le parole di Jonathan Greenblatt, CEO dell’Anti-Defamation League (ADL), una delle più grandi organizzazioni filo israeliane negli Stati Uniti, durante un evento organizzato dal Sinai Temple di Los Angeles il 15 gennaio.

Greenblatt ha dichiarato che l’ADL è “il più grande ente di formazione per le forze dell’ordine negli Stati Uniti”, con 20.000 agenti addestrati ogni anno e monitora numerosi account online e condivide le informazioni raccolte con l’FBI.

Nella stessa occasione, il CEO dell’ADL ha spiegato che ogni denuncia di antisemitismo presentata all’organizzazione viene ora immediatamente analizzata tramite sistemi di intelligenza artificiale, per verificare l’esistenza di una possibile “opportunità di contenzioso”.

#adl #usa #israel
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SIRIA - L'esercito siriano continua a riversare truppe sullo sponda Est dell'Eufrate.
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Nei campi profughi palestinesi in Libano sono scoppiate proteste dopo la segnalata rimozione della parola “Palestina” da una mappa contenuta in un libro di geografia usata nelle scuole dell’UNRWA, l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, per l’anno scolastico 2025-2026.

Secondo quanto riportato da media arabi, in una pagina destinata agli studenti il termine “Palestina” sarebbe stato sostituito con le diciture “West Bank” e “Gaza Strip” (Cisgiordania e Striscia di Gaza) provocando indignazione e una mobilitazione estesa in diversi campi.

Le manifestazioni, riferisce Al-Jazeera Arabic, hanno coinvolto genitori e studenti di circa 61 scuole, frequentate complessivamente da circa 35.000 alunni.

#unrwa #gaza #lebanon #palestine #israel
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Il Pentagono ha ordinato a circa 1.500 soldati in servizio attivo, attualmente di stanza in Alaska, di essere pronti a un possibile dispiegamento in Minnesota, in particolare nelle città di Minneapolis e St. Paul.

La decisione arriva in un contesto di forti tensioni sociali, dopo lo scoppio di grandi proteste contro gli agenti dell’ICE in seguito ad alcune sparatorie che hanno provocato il ferimento di civili statunitensi e la morte di Renee Nicole Good, madre di 3 figli, uccisa nella sua auto il 7 gennaio scorso.

L’uccisione di Good ha scatenato manifestazioni in diverse città del Paese, alimentando l’indignazione contro la politica di repressione dell’immigrazione portata avanti dall’amministrazione Trump. Le proteste si sono intensificate ulteriormente domenica 18 gennaio, quando l’ICE ha comunicato la morte di Victor Manuel Diaz, deceduto durante la detenzione da parte dell'ICE.

#usa #trump #ice
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“Considerando che il vostro Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato otto guerre, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace".

Lo ha scritto Donald Trump in una lettera inviata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre.”

“Anche se la pace resterà sempre dominante, ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti" ha scritto ancora Trump.

Il Primo Ministro norvegese conferma di aver ricevuto il messaggio da Trump e ha dichiarato: “Per quanto riguarda il Premio Nobel per la Pace, ho più volte spiegato chiaramente a Trump ciò che è ben noto, ovvero che è un Comitato Nobel indipendente, e non il governo norvegese, ad assegnare il premio”.

Nello stesso messaggio, Trump ha anche messo in discussione la sovranità della Danimarca sulla Groenlandia, sostenendo che l’isola non potrebbe essere difesa da Russia o Cina senza il coinvolgimento degli Stati Uniti.

#greenland #usa #trump
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“Abbiamo forse pagato tutti questi prezzi solo per trasferire Gaza da un nemico all’altro?”

È con queste parole che il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha attaccato duramente il Board for Peace di Gaza di Trump che prevede, su invito diretto da parte del presidente USA, l’inclusione di Qatar, Turchia ed Egitto nel Consiglio per supervisionare transizione, ricostruzione, governance, investimenti e “accountability” nella Striscia.

Intervenendo a una cerimonia per la creazione di un nuovo insediamento israeliano a Gush Etzion, in Cisgiordania, e rivolgendosi direttamente al primo ministro Benjamin Netanyahu, Smotrich ha definito il Board “dannoso per lo Stato di Israele”.

Gaza significherebbe so “Dobbiamo davvero consentire a turchi e qatarioti, che ancora oggi sostengono Hamas e condividono la sua aspirazione a distruggere lo Stato di Israele, di sedersi sul nostro recinto?Erdoğan è Sinwar, il Qatar è Hamas, non c’è differenza”, ha aggiunto Smotrich.

#israel #gazagenocide #trump #smotrich
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