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InsideOver è un sito di reportage, approfondimento e analisi su temi internazionali. Grazie ai nostri lettori abbiamo realizzato reportage in tutto il mondo.

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Un signore di spalle guarda la città dall'alto dalla vetrata di un palazzo. La scena si sposta subito su un altro uomo che sfreccia in mezzo al traffico su una berlina nera. Poi una donna che recupera il suo computer da un negozio di informatica.

Tante altre persone in una clip quasi hollywoodiana di 2 minuti, con una voce narrante in inglese, sottotitoli a tutto schermo in mandarino e musica da film d'azione. Alla fine compare il logo della Cia.

È l'ultimo video pubblicato sui social media dalla Central Intelligence Agency statunitense per arruolare informatori cinesi che sappiano qualcosa di sensibile sul loro Paese.

La call to action è esplicita: "Questo video fornisce tutti i passaggi per contattare in modo sicuro la Central Intelligence Agency. Ecco alcuni aspetti da considerare prima e durante un contatto sicuro. Stiamo cercando persone che sappiano e possano dire la verità”.

https://it.insideover.com/spionaggio/perche-la-cia-arruola-sul-web-spie-e-informatori-cinesi.html
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Mentre Damasco continua a esercitare una pressione armata costante sulle Forze democratiche siriane (SDF), allo stesso tempo prova a inviare segnali di apertura alla minoranza curda, con concessioni che non hanno precedenti nella storia recente del Paese.

In questo contesto si colloca il decreto firmato il 16 gennaio dal presidente Ahmed al-Sharaa, una mossa di forte valore simbolico: il curdo viene riconosciuto come lingua nazionale, alla minoranza vengono garantiti pieni diritti e il Nowruz, il capodanno curdo, è elevato a festa ufficiale. Il provvedimento include anche la concessione della cittadinanza a una parte significativa della popolazione curda, privata di questo status dal controverso censimento del 1962, segnando una rottura netta con decenni di repressione culturale e linguistica sotto il regime degli Assad.

#syria
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Parliamo delle proteste in Iran.
E parliamo di come vengono raccontate — e strumentalizzate — dai media e dai governi esteri.

La premessa è doverosa: le proteste sono state represse nel sangue.
Le immagini che filtrano dal blackout imposto dal regime iraniano sono disumane, e raccontano una violenza reale contro manifestanti legittimi.

Detto questo, è impossibile non interrogarsi sull’uso politico che di questa tragedia stanno facendo alcuni Paesi — e di conseguenza molti media.

Israele in primis, Paese che più di tutti sta soffiando sul fuoco di questa crisi e che spinge per un intervento statunitense.

Uno Stato che oggi si dice improvvisamente preoccupato per la libertà del popolo iraniano, mentre contemporaneamente sta annientando un altro popolo, quello palestinese, in modo sistematico e continuativo.
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RHEINMETALL IN UCRAINA - Lo stabilimento della tedesca Rheinmetall per la produzione di munizioni in Ucraina — un progetto su cui Kiev aveva riposto grandi speranze — dopo 2,5 anni dall'annuncio non è ancora partito. Lo stabilimento doveva essere messo in funzione nell'estate del 2026; ora la data più realistica per l'avvio è il 2027, secondo Defense Express. A titolo di confronto, Rheinmetall ha messo in funzione impianti simili in Germania e Ungheria in circa 15 mesi, mentre in Ucraina la costruzione non è nemmeno iniziata. Il CEO di Rheinmetall, Armin Papperger, ha definito la burocrazia ucraina una delle principali cause della mancanza di progressi.
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CONTRO TRUMP - Una colonna di diverse migliaia di manifestanti protesta contro i piani Usa di occupare la Groenlandia: i residenti di Nuuk si sono diretti verso il consolato americano. Da notare: nella capitale groenlandese di Nuuk vivono solo 20.000 persone.
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VON DER LEYEN RISPONDE A TRUMP - La risposta di Ursula von der Leyen a Trump e ai dazi per la Groenlandia: "L'UE è completamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia. I dazi minerebbero le relazioni transatlantiche e rischierebbero di portare a una pericolosa recessione. L'Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a difendere la propria sovranità".
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Sabato 18 gennaio i coloni israeliani hanno assaltato una comunità beduina nei pressi del villaggio palestinese di Mukhmas, a nord est di Gerusalemme occupata, dando fuoco a veicoli ed edifici.

I coloni hanno appiccato incendi, sparato proiettili veri contro le famiglie. Secondo diverse testimonianze, coloni armati stanno portando avanti un vero e proprio pogrom a Mukhmas: diverse famiglie risultano ferite, intrappolate e impossibilitate a mettersi in salvo, fuori dai contatti grazie alla complicità delle forze di occupazione israeliana.

Un attivista per i diritti umani ha raccontato al giornale israeliano Haaretz di essere stato aggredito dai coloni israeliani."

“Alcune persone risultano scomparse”, ha riferito un residente locale: "Mi hanno picchiato con i manganelli, mi hanno colpito alle gambe, alla testa, all'inguine, per diversi minuti. Ci hanno picchiato con violenza", ha detto. "È andato tutto. Tutto è bruciato, persino i nostri passaporti che erano dentro. Tutto è in fiamme."
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Donald Trump ha deciso di usare il pugno di ferro per concretizzare la sua strategia di acquisizione della Groenlandia dalla Danimarca.

Alla Danimarca e ad altri sette Paesi europei (Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) verranno inflitti dazi aggiuntivi al 10% sulle merci dirette negli Usa dall’1 febbraio.

Accusando questi Paesi di giocare "un gioco molto pericoloso", Trump ha affermato che i dazi saranno aumentati al 25% il 1° giugno "finché non verrà raggiunto un accordo per l'acquisto totale e completo della Groenlandia".

I Paesi colpiti sono quelli che hanno inviato un contingente di truppe nel Grande Nord dell’Artico e, scrive Trump sul suo social network Truth, “si sono recati in Groenlandia, per scopi ignoti".

https://it.insideover.com/politica/dazi-e-minacce-trump-va-in-all-in-contro-la-difesa-europea-della-groenlandia.html

#usa #trump #greenland
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MOHAMMED CHIAMA DONALD - Secondo il Washington Post, che cita come fonti un diplomatico saudita e un funzionario americano, il principe ereditario dell'Arabia Saudita e leader de facto del Paese, Mohammed bin Salman, ha chiamato il presidente Donald Trump scorsa per difendere la posizione dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, dell'Oman e di altri alleati arabi, che erano preoccupati che gli attacchi all'Iran potessero danneggiare la sicurezza regionale e l'economia, colpendo in definitiva anche gli Stati Uniti.
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Secondo quanto riportato da numerosi giornali statunitensi il Dipartimento di Giustizia USA ha aperto un’indagine penale nei confronti del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e del governatore del Minnesota, Tim Walz.

L’accusa è che Frey e Walz avrebbero “cospirato per ostacolare gli agenti federali dell'immigrazione” per alcune dichiarazioni pubbliche rilasciate dai due esponenti politici dopo l’omicidio di Renee Nicole Macklin Good da parte di un agente ICE.

Dopo la sparatoria del 7 gennaio in cui un agente federale dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha ucciso la donna di 37 anni, a Minneapolis, Frey ha accusato l’ICE di seminare violenza in città: "Non c'è molto che possa dire di nuovo che possa migliorare questa situazione. Ma ho un messaggio per la nostra comunità, per la nostra città, e ho un messaggio per l'ICE. All'ICE: 'Fuori dal ca**o da Minneapolis!".

#ice #trump #us
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