Negli ultimi decenni l’Iran è stato sottoposto a uno dei regimi di sanzioni più lunghi, articolati e severi del sistema internazionale.
Misure imposte principalmente da Stati Uniti e Unione europea, che ufficialmente mirano a contenere il programma nucleare iraniano e a limitare il supporto ai proxy nel Medio Oriente.
Ma il cui prezzo, altissimo, lo paga la società civile.
Con il crollo storico del rial, il 28 dicembre 2025, i commercianti sono scesi in piazza a Tehran, dando inizio alle attuali proteste.
Gli iraniani, già vittime del regime, hanno visto i loro risparmi evaporare a causa dell’inflazione, mentre le élite di Teheran ne restavano tutto sommato intoccate.
L’inflazione ha superato il 40% nel 2025 e a fine dicembre 2025 il rial ha toccato minimi storici, arrivando a oscillare intorno a 1,4 milioni per dollaro sul mercato nero.
#iran #sanctions
Misure imposte principalmente da Stati Uniti e Unione europea, che ufficialmente mirano a contenere il programma nucleare iraniano e a limitare il supporto ai proxy nel Medio Oriente.
Ma il cui prezzo, altissimo, lo paga la società civile.
Con il crollo storico del rial, il 28 dicembre 2025, i commercianti sono scesi in piazza a Tehran, dando inizio alle attuali proteste.
Gli iraniani, già vittime del regime, hanno visto i loro risparmi evaporare a causa dell’inflazione, mentre le élite di Teheran ne restavano tutto sommato intoccate.
L’inflazione ha superato il 40% nel 2025 e a fine dicembre 2025 il rial ha toccato minimi storici, arrivando a oscillare intorno a 1,4 milioni per dollaro sul mercato nero.
#iran #sanctions
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"Dal cessate il fuoco, l'UNICEF ha registrato almeno 60 bambini e 40 bambine uccisi nella Striscia di Gaza. La cifra di 100 si riferisce solo agli incidenti per i quali erano disponibili dettagli sufficienti per la registrazione, quindi si prevede che il numero effettivo di bambini palestinesi uccisi sia più alto. Centinaia di bambini sono stati feriti".
Lo ha dichiarato martedì 13 gennaio James Elder, portavoce dell’UNICEF, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia.
“Questo significa circa una bambina o un bambino ucciso ogni giorno. Durante un cessate il fuoco” ha detto Elder.
Il cessate il fuoco, entrato in vigore il 10 ottobre con la mediazione degli Stati Uniti, avrebbe dovuto rappresentare una tregua nella devastazione umanitaria di Gaza.
#gaza #israel #gazaceasfire #UNICEF #children
Lo ha dichiarato martedì 13 gennaio James Elder, portavoce dell’UNICEF, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia.
“Questo significa circa una bambina o un bambino ucciso ogni giorno. Durante un cessate il fuoco” ha detto Elder.
Il cessate il fuoco, entrato in vigore il 10 ottobre con la mediazione degli Stati Uniti, avrebbe dovuto rappresentare una tregua nella devastazione umanitaria di Gaza.
#gaza #israel #gazaceasfire #UNICEF #children
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Media is too big
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Dobbiamo parlare dei morti in Iran.
Dal blackout imposto dal regime iraniano filtrano immagini terribili: una repressione durissima delle proteste. Proteste sacrosante, legittime, represse con la forza.
Da ieri, però, quasi tutti i giornali italiani ripetono senza alcuna verifica un numero enorme: 12mila morti in due settimane. Un dato presentato come fatto, come certezza.
Ogni singola vita persa è una tragedia. Ed è proprio per questo che serve fare chiarezza sulle fonti.
Dal blackout imposto dal regime iraniano filtrano immagini terribili: una repressione durissima delle proteste. Proteste sacrosante, legittime, represse con la forza.
Da ieri, però, quasi tutti i giornali italiani ripetono senza alcuna verifica un numero enorme: 12mila morti in due settimane. Un dato presentato come fatto, come certezza.
Ogni singola vita persa è una tragedia. Ed è proprio per questo che serve fare chiarezza sulle fonti.
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“Lo abbiamo raccontato stasera su Canale 14: attori stranieri stanno armando i manifestanti in Iran con armi da fuoco vere, e questo è il motivo per cui centinaia di membri del regime sono stati uccisi. Ognuno è libero di indovinare chi c'è dietro.”
Sono le parole di Tamir Morag, corrispondente diplomatico del canale israeliano Channel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.
Come dice lo stesso Morag, il fatto che Israele stia armando le proteste iraniane è stato argomento della trasmissione di Channel 14, emittente notoriamente schierata su posizioni pro-Netanyahu e dunque ben legata a a fonti governative.
Il messaggio di Morag arriva dopo quello dell’account X in farsi del Mossad che scriveva: “Scendiamo in piazza insieme. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo”.
#israel #iran #protests
Sono le parole di Tamir Morag, corrispondente diplomatico del canale israeliano Channel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.
Come dice lo stesso Morag, il fatto che Israele stia armando le proteste iraniane è stato argomento della trasmissione di Channel 14, emittente notoriamente schierata su posizioni pro-Netanyahu e dunque ben legata a a fonti governative.
Il messaggio di Morag arriva dopo quello dell’account X in farsi del Mossad che scriveva: “Scendiamo in piazza insieme. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo”.
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Perché la caduta emiratina nello Yemen preoccupa Haftar https://share.google/dcKUMOOc30osZroUk
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Perché la caduta emiratina nello Yemen preoccupa Haftar
Dopo il crollo di Aden, tornata nelle mani delle forze filo saudite, il generale Haftar teme l'interesse ritrovato dei Saud per la Libia.
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A DIFENDERE LA GROENLANDIA DA TRUMP - Francia e Germania invieranno truppe in Groenlandia nell'ambito di una missione europea per garantire la sicurezza dell'isola dopo le minacce rinnovate dal presidente Usa Donald Trump di prendere il controllo dell'isola artica.
Questo passo, intrapreso su richiesta della Danimarca, è seguito ai negoziati ad alto livello a Washington con la partecipazione di funzionari statunitensi, danesi e groenlandesi. osserva France24. In precedenza, i più stretti alleati della Danimarca, Svezia e Norvegia, avevano annunciato l'invio dei loro militari a difesa della Groenlandia. Tuttavia, il numero di questi soldati è limitato: dalla Norvegia sono partiti "due soldati" per difendere l'isola, e dalla Svezia, secondo il primo ministro del Paese, Kristersson, "alcuni ufficiali".
Questo passo, intrapreso su richiesta della Danimarca, è seguito ai negoziati ad alto livello a Washington con la partecipazione di funzionari statunitensi, danesi e groenlandesi. osserva France24. In precedenza, i più stretti alleati della Danimarca, Svezia e Norvegia, avevano annunciato l'invio dei loro militari a difesa della Groenlandia. Tuttavia, il numero di questi soldati è limitato: dalla Norvegia sono partiti "due soldati" per difendere l'isola, e dalla Svezia, secondo il primo ministro del Paese, Kristersson, "alcuni ufficiali".
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La sera di mercoledì 14 gennaio, a Minneapolis, sono scoppiati scontri accesi dopo una sparatoria in cui un agente federale ICE ha colpito e ferito un uomo.
L’episodio è avvenuto una settimana dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, donna di 37 anni, colpita a morte il 7 gennaio da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement nella stessa città.
Secondo la versione del Dipartimento per la Sicurezza, gli agenti federali stavano effettuando un “controllo mirato del traffico” quando l’uomo – un cittadino venezuelano – ha iniziato a opporre resistenza all’arresto ed a “aggredire violentemente” uno degli agenti. A quel punto, il DHS riferisce che l’agente avrebbe sparato alcuni “colpi difensivi”, colpendolo alla gamba.
l capo della polizia cittadina ha però precisato che l’FBI sta indagando sull’incidente e che, al momento, le dichiarazioni del DHS non sono state verificate.
#usa #ice #minneapol
L’episodio è avvenuto una settimana dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, donna di 37 anni, colpita a morte il 7 gennaio da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement nella stessa città.
Secondo la versione del Dipartimento per la Sicurezza, gli agenti federali stavano effettuando un “controllo mirato del traffico” quando l’uomo – un cittadino venezuelano – ha iniziato a opporre resistenza all’arresto ed a “aggredire violentemente” uno degli agenti. A quel punto, il DHS riferisce che l’agente avrebbe sparato alcuni “colpi difensivi”, colpendolo alla gamba.
l capo della polizia cittadina ha però precisato che l’FBI sta indagando sull’incidente e che, al momento, le dichiarazioni del DHS non sono state verificate.
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Qualcuno vuole sabotare il dialogo tra Kim e la Corea del Sud https://share.google/07gmJCsW2sReQmn64
InsideOver
Qualcuno vuole sabotare il dialogo tra Kim e la Corea del Sud
La Corea del Nord accusa Seoul di una nuova incursione con droni, alimentando tensioni e sospetti in un momento delicatissimo
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Caltagirone, Meloni e Unicredit: nel 2026 il risiko della finanza attorno Generali - InsideOver https://share.google/LiW22grlLvB2Fw0qI
InsideOver
Caltagirone, Meloni e Unicredit: nel 2026 il risiko della finanza attorno Generali - InsideOver
"Generali, dietro la collina....", può iniziare così parafrasando Francesco De Gregori, il romanzo del risiko finanziario italiano del 2026. La collina è
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