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La procura generale di New York ha ordinato la chiusura di Betar US, l’organizzazione sionista di estrema destra, che si autodefinisce come il "braccio nordamericano" del sionismo revisionista fondato da Ze'ev Jabotinsky nel 1923.

La procuratrice generale Letitia James ha annunciato la chiusura delle attività di Betar US nello Stato di New York, dopo che un’indagine ha accertato una “persecuzione diffusa” ai danni di cittadini musulmani, arabi, palestinesi ed ebrei.

Nel comunicato, James parla di un quadro “allarmante e illegale” di molestie e intimidazioni motivate da pregiudizi razziali, con l’obiettivo di terrorizzare comunità e soffocare il dissenso.

“New York non tollererà organizzazioni che usano paura, violenza e intimidazione per mettere a tacere la libera espressione”, afferma la procuratrice generale, sostenendo che Betar ha preso di mira persone impegnate in proteste legittime a sostegno del popolo palestinese.

#betar #mamdani #newyork
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Negli ultimi decenni l’Iran è stato sottoposto a uno dei regimi di sanzioni più lunghi, articolati e severi del sistema internazionale.

Misure imposte principalmente da Stati Uniti e Unione europea, che ufficialmente mirano a contenere il programma nucleare iraniano e a limitare il supporto ai proxy nel Medio Oriente.

Ma il cui prezzo, altissimo, lo paga la società civile.

Con il crollo storico del rial, il 28 dicembre 2025, i commercianti sono scesi in piazza a Tehran, dando inizio alle attuali proteste.

Gli iraniani, già vittime del regime, hanno visto i loro risparmi evaporare a causa dell’inflazione, mentre le élite di Teheran ne restavano tutto sommato intoccate.

L’inflazione ha superato il 40% nel 2025 e a fine dicembre 2025 il rial ha toccato minimi storici, arrivando a oscillare intorno a 1,4 milioni per dollaro sul mercato nero.


#iran #sanctions
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"Dal cessate il fuoco, l'UNICEF ha registrato almeno 60 bambini e 40 bambine uccisi nella Striscia di Gaza. La cifra di 100 si riferisce solo agli incidenti per i quali erano disponibili dettagli sufficienti per la registrazione, quindi si prevede che il numero effettivo di bambini palestinesi uccisi sia più alto. Centinaia di bambini sono stati feriti".

Lo ha dichiarato martedì 13 gennaio James Elder, portavoce dell’UNICEF, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia.

“Questo significa circa una bambina o un bambino ucciso ogni giorno. Durante un cessate il fuoco” ha detto Elder.

Il cessate il fuoco, entrato in vigore il 10 ottobre con la mediazione degli Stati Uniti, avrebbe dovuto rappresentare una tregua nella devastazione umanitaria di Gaza.


#gaza #israel #gazaceasfire #UNICEF #children
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Media is too big
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Dobbiamo parlare dei morti in Iran.

Dal blackout imposto dal regime iraniano filtrano immagini terribili: una repressione durissima delle proteste. Proteste sacrosante, legittime, represse con la forza.

Da ieri, però, quasi tutti i giornali italiani ripetono senza alcuna verifica un numero enorme: 12mila morti in due settimane. Un dato presentato come fatto, come certezza.

Ogni singola vita persa è una tragedia. Ed è proprio per questo che serve fare chiarezza sulle fonti.
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“Lo abbiamo raccontato stasera su Canale 14: attori stranieri stanno armando i manifestanti in Iran con armi da fuoco vere, e questo è il motivo per cui centinaia di membri del regime sono stati uccisi. Ognuno è libero di indovinare chi c'è dietro.”

Sono le parole di Tamir Morag, corrispondente diplomatico del canale israeliano Channel 14, che con una dichiarazione, pur allusiva, su X rivela il coinvolgimento israeliano nelle proteste in Iran.

Come dice lo stesso Morag, il fatto che Israele stia armando le proteste iraniane è stato argomento della trasmissione di Channel 14, emittente notoriamente schierata su posizioni pro-Netanyahu e dunque ben legata a a fonti governative.

Il messaggio di Morag arriva dopo quello dell’account X in farsi del Mossad che scriveva: “Scendiamo in piazza insieme. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo”.

#israel #iran #protests
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