L’Adelaide Festival, uno dei più importanti appuntamenti culturali australiani, è finito al centro di una polemica politica dopo che ha cancellato l’invito alla scrittrice e accademica australiano-palestinese Randa Abdel-Fattah.
La decisione ha innescato un boicottaggio di massa con un effetto boomerang per il festival: 100 partecipanti su 124 hanno ritirato la loro adesione, quattro membri del consiglio d’amministrazione si sono dimessi, uno sponsor di peso ha annunciato il proprio ritiro, portando l’evento- previsto per fine febbraio- ad annunciare l'annullamento.
Tra i nomi più noti che si sono sfilati in segno di protesta l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e l’ex premier neozelandese Jacinda Ardernex.
Il think tank indipendente, l’Australia Institute, ha definito la scelta del festival “brutta politica” e ha annunciato il proprio ritiro come sponsor.
La decisione ha innescato un boicottaggio di massa con un effetto boomerang per il festival: 100 partecipanti su 124 hanno ritirato la loro adesione, quattro membri del consiglio d’amministrazione si sono dimessi, uno sponsor di peso ha annunciato il proprio ritiro, portando l’evento- previsto per fine febbraio- ad annunciare l'annullamento.
Tra i nomi più noti che si sono sfilati in segno di protesta l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e l’ex premier neozelandese Jacinda Ardernex.
Il think tank indipendente, l’Australia Institute, ha definito la scelta del festival “brutta politica” e ha annunciato il proprio ritiro come sponsor.
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STARMER NO SOCIAL - Il premier inglese Kir Starmer ha dichiarato in Parlamento di essere "aperto all'idea di vietare i social network ai giovani secondo il modello australiano", poiché è preoccupato per la quantità di tempo che i bambini e gli adolescenti trascorrono con i loro telefoni.
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MAGISTRATI E DELITTO DI MINNEAPOLIS - Secondo un articolo del New York Times, sei procuratori capo del Minnesota si sono dimessi a causa dell'atteggiamento del Dipartimento di Giustizia statunitense nell'indagine sulla morte di Renee Nicole Good a Minneapolis, rifiutandosi di indagare sull'agente che ha sparato. Al contempo, è stata avviata un'indagine nei confronti della compagna di Good, sospettata di avere legami con organizzazioni a favore dell'immigrazione.
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L'ALT DEL GOLFO - I Paesi del Golfo Persico, in particolare l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar, stanno chiedendo agli Stati Uniti di non lanciare un nuovo attacco all'Iran, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal che cita fonti anonime. I Paesi arabi hanno fatto capire all'amministrazione Usa che un tentativo di intraprendere azioni simili sarebbe uno shock per i mercati petroliferi, sottolinea il giornale.
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La prima ministra giapponese Sanae Takaichi e il presidente sudcoreano Lee Jae-myung hanno concluso ieri il loro vertice a Nara, in Giappone, con un'inaspettata esibizione alla batteria.
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“Come ho detto questa è una guerra, e in guerra ci sono le vittime. Per minimizzare il numero di vittime innocenti è necessario agire”.
Così ha risposto Reza Palahvi alla domanda di una giornalista di CBS News che lo interroga se sia responsabile “mandare i cittadini iraniani a morire”.
Un’inchiesta pubblicata dal giornale israeliano Haaretz il 3 ottobre 2025, circa tre mesi prima dell’inizio delle proteste in Iran, rivela come Israele abbia promosso l’immagine di Palahvi, figlio dell’ultimo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, attraverso una campagna di influenza digitale su larga scala.
Tutto inizia nel 2023, quando Reza Pahlavi compie la sua prima visita ufficiale in Israele.
Ospitato dall’allora ministra dell’Intelligence israeliana Gila Gamliel, viene presentato come “principe ereditario iraniano”.
https://it.insideover.com/media-e-potere/loperazione-di-israele-per-promuovere-reza-pahlavi-in-iran-una-campagna-digitale-su-larga-scala.html
#israel #rezapahlavi #iran
Così ha risposto Reza Palahvi alla domanda di una giornalista di CBS News che lo interroga se sia responsabile “mandare i cittadini iraniani a morire”.
Un’inchiesta pubblicata dal giornale israeliano Haaretz il 3 ottobre 2025, circa tre mesi prima dell’inizio delle proteste in Iran, rivela come Israele abbia promosso l’immagine di Palahvi, figlio dell’ultimo scià di Persia Mohammad Reza Pahlavi, attraverso una campagna di influenza digitale su larga scala.
Tutto inizia nel 2023, quando Reza Pahlavi compie la sua prima visita ufficiale in Israele.
Ospitato dall’allora ministra dell’Intelligence israeliana Gila Gamliel, viene presentato come “principe ereditario iraniano”.
https://it.insideover.com/media-e-potere/loperazione-di-israele-per-promuovere-reza-pahlavi-in-iran-una-campagna-digitale-su-larga-scala.html
#israel #rezapahlavi #iran
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Mercoledì 14 gennaio, durante la puntata delle 8:00 di Agorà su Rai 3, si è consumato l’ennesimo siparietto che racconta molto più della gaffe in sé ma parla di un modo di fare informazione in cui la propaganda prevale sulla verifica.
Parlando delle proteste in Iran, il conduttore ha cercato di “mostrare” al pubblico un Paese libero, moderno e democratico prima della rivoluzione del 1979, affidandosi a una carrellata di post recuperati su X.
Nello scatto si vede una famiglia sorridente, rilassata, apparentemente “normale”: il tipo di immagine perfetta per sostenere la narrazione di un Paese sereno e occidentale, improvvisamente oscurato poi dall’avvento della Repubblica islamica.
Peccato che quella foto non sia affatto la testimonianza privata di una famiglia iraniana.
Si tratta invece di un fotogramma del film “Quei bravi ragazzi” (“The Goodfellas”), del 1990, e tra i quattro personaggi ritratti c’è Robert De Niro.
A completamento aspettiamo una foto di Al Pacino in chador.
#iran #goodfellas #rai
Parlando delle proteste in Iran, il conduttore ha cercato di “mostrare” al pubblico un Paese libero, moderno e democratico prima della rivoluzione del 1979, affidandosi a una carrellata di post recuperati su X.
Nello scatto si vede una famiglia sorridente, rilassata, apparentemente “normale”: il tipo di immagine perfetta per sostenere la narrazione di un Paese sereno e occidentale, improvvisamente oscurato poi dall’avvento della Repubblica islamica.
Peccato che quella foto non sia affatto la testimonianza privata di una famiglia iraniana.
Si tratta invece di un fotogramma del film “Quei bravi ragazzi” (“The Goodfellas”), del 1990, e tra i quattro personaggi ritratti c’è Robert De Niro.
A completamento aspettiamo una foto di Al Pacino in chador.
#iran #goodfellas #rai
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Nel Sudan devastato dalla guerra civile, il conflitto tra Forze armate sudanesi (SAF) e Rapid Support Forces (RSF) torna a uccidere.
Un attacco delle RSF con droni ha colpito lunedì 12 gennaio la città di Sinja, capoluogo dello Stato di Sennar, provocando 27 morti e un numero ancora incerto di feriti mentre la battaglia per il controllo del Paese — in corso dall’aprile 2023 — continua ad allargarsi e a inasprirsi.
Il bilancio dei feriti parla di 73 feriti, citando fonti militari e sanitarie.
La situazione è ulteriormente peggiorata con la conquista di El Fasher il 26 ottobre scorso quando la città è stata conquistata dalle RSF che in due giorni hanno ucciso più di 2500 persone.
Numerose fonti affidabili - tra cui Amnesty International, rapporti delle Nazioni Unite e indagini giornalistiche, comprese quelle OSINT di InsideOver - indicano che gli Emirati forniscono supporto logistico e armi alle RSF attraverso rotte che includono il Ciad e la Libia.
#sudan #rsf #UEA
Un attacco delle RSF con droni ha colpito lunedì 12 gennaio la città di Sinja, capoluogo dello Stato di Sennar, provocando 27 morti e un numero ancora incerto di feriti mentre la battaglia per il controllo del Paese — in corso dall’aprile 2023 — continua ad allargarsi e a inasprirsi.
Il bilancio dei feriti parla di 73 feriti, citando fonti militari e sanitarie.
La situazione è ulteriormente peggiorata con la conquista di El Fasher il 26 ottobre scorso quando la città è stata conquistata dalle RSF che in due giorni hanno ucciso più di 2500 persone.
Numerose fonti affidabili - tra cui Amnesty International, rapporti delle Nazioni Unite e indagini giornalistiche, comprese quelle OSINT di InsideOver - indicano che gli Emirati forniscono supporto logistico e armi alle RSF attraverso rotte che includono il Ciad e la Libia.
#sudan #rsf #UEA
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