Un documento riservato trapelato, ottenuto dal sito EmirateLeaks, rivela una proposta del governo degli Emirati Arabi Uniti di mettere a disposizione le proprie basi nel Mar Rosso per garantire a Israele un supporto diretto – militare, di intelligence e logistico – durante il genocidio a Gaza.
La nota interna, datata ottobre 2023 e indirizzata al Joint Operations Command delle Forze Armate emiratine, risulta firmata da Hamdan bin Zayed Al-Nahyan, rappresentante della regione di Al-Dhafra e presidente dell’Autorità della Mezzaluna Rossa degli Emirati Arabi Uniti, dettaglio che conferisce al testo un peso politico rilevante.
La nota si concentra su un un piano operativo volto a sostenere Israele attraverso basi militari nella regione meridionale del Mar Rosso: Al-Mokha, lungo la costa occidentale dello Yemen, e poi Massawa e Assab in Eritrea, oltre alla Somalia.
#israele #UAE #gazagenocide
La nota interna, datata ottobre 2023 e indirizzata al Joint Operations Command delle Forze Armate emiratine, risulta firmata da Hamdan bin Zayed Al-Nahyan, rappresentante della regione di Al-Dhafra e presidente dell’Autorità della Mezzaluna Rossa degli Emirati Arabi Uniti, dettaglio che conferisce al testo un peso politico rilevante.
La nota si concentra su un un piano operativo volto a sostenere Israele attraverso basi militari nella regione meridionale del Mar Rosso: Al-Mokha, lungo la costa occidentale dello Yemen, e poi Massawa e Assab in Eritrea, oltre alla Somalia.
#israele #UAE #gazagenocide
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L'Iran, la rivoluzione che non c'è e l'idea della "spallata" https://share.google/fpoZTk24MzzVyatBD
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L'Iran, la rivoluzione che non c'è e l'idea della "spallata"
L'idea di un intervento militare per dare la spallata finale al regime degli ayatollah può dar il via a una guerra civile.
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MARINERA - Funzionari danesi e americani hanno riferito a Newsmax che la Danimarca ha collaborato alla cattura, la settimana scorsa nell'Atlantico settentrionale, della petroliera Marinera, precedentemente nota come Bella 1, anche se non hanno specificato la natura di questo supporto. La collaborazione è avvenuta nonostante l'aumento della pressione da parte dell'amministrazione statunitense per il controllo della Groenlandia.
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Perchè nella partita tra AGCOM e Cloudflare il calcio non c'entra - InsideOver https://share.google/ybOZZLikJ46ERcPRD
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Perchè nella partita tra AGCOM e Cloudflare il calcio non c'entra - InsideOver
L'Autorità Garante delle Comunicazioni e il gigante Cloudfare sono ai ferri corti. Oggetto del contendere è il Piracy Shield, lo scudo antipirateria, che Il Piracy Shield colpisce l'infrastruttura Internet per bloccare gli streaming illegali ma il gigante…
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LIBANO, SPAGNOLI SOTTO TIRO - I carri armati israeliani hanno aperto il fuoco contro un pattuglia di peacekeeper spagnoli, dispiegata nel Sud del Libano nell'ambito della missione delle Nazioni Unite. Ne dà notizia El Pais, con riferimento allo Stato Maggiore della Difesa spagnolo.
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Lunedì 12 gennaio 2026 il Minnesota — insieme alle città di Minneapolis e St. Paul — ha presentato un’azione legale federale contro l’amministrazione Trump e il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale.
La causa chiede a un giudice federale di fermare o limitare la presenza di agenti federali dell’ICE schierati nello stato, sostenendo che il massiccio impiego di forze rappresenta una violazione del decimo emendamento della Costituzione e un abuso di potere da parte dell’esecutivo.
La decisione è stata presa dopo l’uccisione di una donna americana avvenuta per mano di un agente ICE. Il 7 Gennaio, un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, 37enne cittadina americana, a Minneapolis.
L’uccisone della donna ha provocato proteste in città durante le quali, afferma la denuncia del Minnesota, agenti del DHS avrebbero “ terrorizzato illegalmente” le comunità dell’area.
#Minneapolis #ICE #DHS
La causa chiede a un giudice federale di fermare o limitare la presenza di agenti federali dell’ICE schierati nello stato, sostenendo che il massiccio impiego di forze rappresenta una violazione del decimo emendamento della Costituzione e un abuso di potere da parte dell’esecutivo.
La decisione è stata presa dopo l’uccisione di una donna americana avvenuta per mano di un agente ICE. Il 7 Gennaio, un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, 37enne cittadina americana, a Minneapolis.
L’uccisone della donna ha provocato proteste in città durante le quali, afferma la denuncia del Minnesota, agenti del DHS avrebbero “ terrorizzato illegalmente” le comunità dell’area.
#Minneapolis #ICE #DHS
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Iran, i neocon vogliono la guerra: sale la pressione su Trump https://share.google/wOeU2TDmGqPvDAizL
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Iran, i neocon vogliono la guerra: sale la pressione su Trump
Sale la pressione dei neoconservatori come Lindsey Graham e Mark Levin sul presidente Trump affinché gli Usa intervengano in Iran.
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Il sentiero stretto di Rodriguez e il Venezuela alla prova di Trump https://share.google/rCsKqAhrt0r2AbNG0
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Il sentiero stretto di Rodriguez e il Venezuela alla prova di Trump
Il dilemma del Venezuela, tra l'apertura a Trump e il futuro del petrolio Delcy Rodriguez valuta le mosse del suo governo
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Sui media israeliani viene detto apertamente: l’ipotesi, anzi l’auspicio, che l’Iran venga bombardato dopo un eventuale crollo del governo.
A dichiararlo esplicitamente è Hillel Biton Rosen, giornalista israeliano, corrispondente militare per Channel 14 in Israele, descritto su diverse testate regionali come “vicino a Netanyahu”.
“Vi ricordate cosa è successo 20 minuti dopo che Assad è fuggito in Russia? Israele ha trasformato la Siria in un unico grande poligono di tiro. Per l’Iran sarà lo stesso”, afferma Rosen richiamando un precedente recente per suggerire una logica operativa precisa e spesso messa in atto da Israele: aspettare il vuoto di potere, sfruttare il momento di massima vulnerabilità e agire rapidamente con la forza.
#iran #israel #war
A dichiararlo esplicitamente è Hillel Biton Rosen, giornalista israeliano, corrispondente militare per Channel 14 in Israele, descritto su diverse testate regionali come “vicino a Netanyahu”.
“Vi ricordate cosa è successo 20 minuti dopo che Assad è fuggito in Russia? Israele ha trasformato la Siria in un unico grande poligono di tiro. Per l’Iran sarà lo stesso”, afferma Rosen richiamando un precedente recente per suggerire una logica operativa precisa e spesso messa in atto da Israele: aspettare il vuoto di potere, sfruttare il momento di massima vulnerabilità e agire rapidamente con la forza.
#iran #israel #war
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LITUANIA - La Lituania si oppone al dialogo tra l'Unione europea e la Russia, ha dichiarato l'ambasciatore lituano presso l'Unione europea, Nerijus Aleksiejunas. Secondo lui, all'inizio del conflitto in Ucraina, l'UE ha concordato delle condizioni per poter riprendere i contatti con Mosca, ma queste condizioni "sono lungi dall'essere soddisfatte".
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Dopo il regime change in Venezuela, Washington ora punta sull’Iran.
Martedì 13 gennaio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha postato un messaggio su Truth rivolto ai manifestanti in Iran.
“Patroti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE – ROVESCIATE LE VOSTRE ISTITUZIONI!!!
Salvate i nomi degli assassini e degli abusanti. Pagheranno un prezzo elevato. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si sarà FERMATA. “L’aiuto è in arrivo. Make Iran Great Again!
Trump non ha offerto alcun dettaglio riguarda a cosa comporrebbe tale “aiuto”. Nei giorni precedenti il presidente USA ha ripetutamente minacciato Teheran di azioni militari “se la sua la Repubblica islamica userà forza mortale contro i manifestanti”.
Lunedì 12 gennaio Trump ha annunciato tariffe del 25% sui Paesi che fanno affari con Teheran "con effetto immediato”.
#usa #iran #trump
Martedì 13 gennaio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha postato un messaggio su Truth rivolto ai manifestanti in Iran.
“Patroti iraniani, CONTINUATE A PROTESTARE – ROVESCIATE LE VOSTRE ISTITUZIONI!!!
Salvate i nomi degli assassini e degli abusanti. Pagheranno un prezzo elevato. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l'insensata uccisione dei manifestanti non si sarà FERMATA. “L’aiuto è in arrivo. Make Iran Great Again!
Trump non ha offerto alcun dettaglio riguarda a cosa comporrebbe tale “aiuto”. Nei giorni precedenti il presidente USA ha ripetutamente minacciato Teheran di azioni militari “se la sua la Repubblica islamica userà forza mortale contro i manifestanti”.
Lunedì 12 gennaio Trump ha annunciato tariffe del 25% sui Paesi che fanno affari con Teheran "con effetto immediato”.
#usa #iran #trump
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Il Dipartimento di Stato americano ha revocato oltre 100.000 visti da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, un dato che l’amministrazione definisce “record” e che fotografa la portata della stretta sull’immigrazione avviata fin dai primi giorni di Trump alla Casa Bianca.
Secondo Washington, la misura rientra nel pacchetto di politiche “hardline” con cui la presidenza Trump ha intensificato controlli, espulsioni e verifiche preventive, arrivando a deportare numeri senza precedenti di migranti, compresi alcuni in possesso di documenti regolari e visti ancora validi.
In parallelo, la concessione dei visti è diventata più restrittiva: controlli più severi, screening ampliati e un’attenzione crescente anche ai profili social degli aspiranti ingressi negli Stati Uniti, sottoposti a una forma di “vetting” digitale sempre più capillare.
#usa #ice #migrations
Secondo Washington, la misura rientra nel pacchetto di politiche “hardline” con cui la presidenza Trump ha intensificato controlli, espulsioni e verifiche preventive, arrivando a deportare numeri senza precedenti di migranti, compresi alcuni in possesso di documenti regolari e visti ancora validi.
In parallelo, la concessione dei visti è diventata più restrittiva: controlli più severi, screening ampliati e un’attenzione crescente anche ai profili social degli aspiranti ingressi negli Stati Uniti, sottoposti a una forma di “vetting” digitale sempre più capillare.
#usa #ice #migrations
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Mark RUTTE, segretario generale della Nato, traccia scenari sempre più foschi: "Se la Cina attacca Taiwan, non lo faranno mai da soli.
Costringeranno Vladimir Putin ad attaccare noi".
Costringeranno Vladimir Putin ad attaccare noi".
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L’Adelaide Festival, uno dei più importanti appuntamenti culturali australiani, è finito al centro di una polemica politica dopo che ha cancellato l’invito alla scrittrice e accademica australiano-palestinese Randa Abdel-Fattah.
La decisione ha innescato un boicottaggio di massa con un effetto boomerang per il festival: 100 partecipanti su 124 hanno ritirato la loro adesione, quattro membri del consiglio d’amministrazione si sono dimessi, uno sponsor di peso ha annunciato il proprio ritiro, portando l’evento- previsto per fine febbraio- ad annunciare l'annullamento.
Tra i nomi più noti che si sono sfilati in segno di protesta l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e l’ex premier neozelandese Jacinda Ardernex.
Il think tank indipendente, l’Australia Institute, ha definito la scelta del festival “brutta politica” e ha annunciato il proprio ritiro come sponsor.
La decisione ha innescato un boicottaggio di massa con un effetto boomerang per il festival: 100 partecipanti su 124 hanno ritirato la loro adesione, quattro membri del consiglio d’amministrazione si sono dimessi, uno sponsor di peso ha annunciato il proprio ritiro, portando l’evento- previsto per fine febbraio- ad annunciare l'annullamento.
Tra i nomi più noti che si sono sfilati in segno di protesta l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e l’ex premier neozelandese Jacinda Ardernex.
Il think tank indipendente, l’Australia Institute, ha definito la scelta del festival “brutta politica” e ha annunciato il proprio ritiro come sponsor.
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STARMER NO SOCIAL - Il premier inglese Kir Starmer ha dichiarato in Parlamento di essere "aperto all'idea di vietare i social network ai giovani secondo il modello australiano", poiché è preoccupato per la quantità di tempo che i bambini e gli adolescenti trascorrono con i loro telefoni.
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MAGISTRATI E DELITTO DI MINNEAPOLIS - Secondo un articolo del New York Times, sei procuratori capo del Minnesota si sono dimessi a causa dell'atteggiamento del Dipartimento di Giustizia statunitense nell'indagine sulla morte di Renee Nicole Good a Minneapolis, rifiutandosi di indagare sull'agente che ha sparato. Al contempo, è stata avviata un'indagine nei confronti della compagna di Good, sospettata di avere legami con organizzazioni a favore dell'immigrazione.
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L'ALT DEL GOLFO - I Paesi del Golfo Persico, in particolare l'Arabia Saudita, l'Oman e il Qatar, stanno chiedendo agli Stati Uniti di non lanciare un nuovo attacco all'Iran, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal che cita fonti anonime. I Paesi arabi hanno fatto capire all'amministrazione Usa che un tentativo di intraprendere azioni simili sarebbe uno shock per i mercati petroliferi, sottolinea il giornale.
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