La Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha vietato a tutti i diplomatici e funzionari iraniani di accedere agli edifici parlamentari di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, citando come motivo la brutale risposta di Teheran alle diffuse proteste antigovernative.
“Non può continuare come se nulla fosse cambiato. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica Islamica dell'Iran l'accesso a tutti i locali del Parlamento europeo” ha scritto Metsola su X.
Il divieto si applicherà a tutti gli edifici del Parlamento, a Bruxelles e Strasburgo nonché alla segreteria generale a Lussemburgo.
Ciò significherà che chiunque abbia un passaporto iraniano verrà controllato all'ingresso e a coloro che saranno trovati a lavorare per il regime verrà negato l'accesso, con effetto immediato.
#iran #eu
“Non può continuare come se nulla fosse cambiato. Mentre il coraggioso popolo iraniano continua a difendere i propri diritti e la propria libertà, oggi ho preso la decisione di vietare a tutto il personale diplomatico e a qualsiasi altro rappresentante della Repubblica Islamica dell'Iran l'accesso a tutti i locali del Parlamento europeo” ha scritto Metsola su X.
Il divieto si applicherà a tutti gli edifici del Parlamento, a Bruxelles e Strasburgo nonché alla segreteria generale a Lussemburgo.
Ciò significherà che chiunque abbia un passaporto iraniano verrà controllato all'ingresso e a coloro che saranno trovati a lavorare per il regime verrà negato l'accesso, con effetto immediato.
#iran #eu
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La Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite ha avviato un caso storico contro il Myanmar, accusato di aver commesso un genocidio ai danni della minoranza Rohingya, a maggioranza musulmana.
Lunedì 12 gennaio, davanti alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) dell’Aia, il ministro della Giustizia del Gambia, Dawda Jallow, ha dichiarato che l’esercito del Myanmar ha deliberatamente preso di mira la comunità Rohingya con l’obiettivo di distruggerla.
Il caso è stato presentato dal Gambia nel 2019, che ha presentato un ricorso alla Corte sostenendo che le atrocità commesse dal Myanmar contro i Rohingya costituiscono un genocidio e violano la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.
Secondo il rapporto “Forced Migration of Rohingya: The Untold Experience” dell’Ontario International Development Agency, dall'agosto 2017 le forze statali del Myanmar hanno ucciso più di 24.000 musulmani Rohingya.
#rohingya #myanmar #bangladesh
Lunedì 12 gennaio, davanti alla Corte internazionale di giustizia (ICJ) dell’Aia, il ministro della Giustizia del Gambia, Dawda Jallow, ha dichiarato che l’esercito del Myanmar ha deliberatamente preso di mira la comunità Rohingya con l’obiettivo di distruggerla.
Il caso è stato presentato dal Gambia nel 2019, che ha presentato un ricorso alla Corte sostenendo che le atrocità commesse dal Myanmar contro i Rohingya costituiscono un genocidio e violano la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.
Secondo il rapporto “Forced Migration of Rohingya: The Untold Experience” dell’Ontario International Development Agency, dall'agosto 2017 le forze statali del Myanmar hanno ucciso più di 24.000 musulmani Rohingya.
#rohingya #myanmar #bangladesh
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5 persone uccise al giorno. Sono questi i numeri della “ tregua” a Gaza.
A rivelarlo è il Gaza Center for Human Rights, le cui ricerche rivelano che nella Striscia il genocidio non si è mai fermato.
Da quando, il 10 ottobre 2025, è formalmente entrato in vigore il cessate il fuoco nella Striscia, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 430 persone in meno di tre mesi, con una media di circa cinque morti al giorno.
Tra le vittime si contano almeno 155 bambini e 61 donne mentre i feriti superano le 1.200 persone.
Le uccisioni non sono episodi isolati ma si inseriscono in uno schema ricorrente di violazioni: più di 1000 da ottobre scorso.
Vengono segnalati bombardamenti e colpi d’arma da fuoco quasi quotidiani, spesso in aree densamente popolate o in zone in cui si trovano sfollati. In più occasioni, droni armati hanno colpito tende e abitazioni civili, causando vittime tra i minori.
Tutto, nei 90 giorni della cosiddetta “tregua”.
#gaza #israele #tregua
A rivelarlo è il Gaza Center for Human Rights, le cui ricerche rivelano che nella Striscia il genocidio non si è mai fermato.
Da quando, il 10 ottobre 2025, è formalmente entrato in vigore il cessate il fuoco nella Striscia, l’esercito israeliano ha ucciso oltre 430 persone in meno di tre mesi, con una media di circa cinque morti al giorno.
Tra le vittime si contano almeno 155 bambini e 61 donne mentre i feriti superano le 1.200 persone.
Le uccisioni non sono episodi isolati ma si inseriscono in uno schema ricorrente di violazioni: più di 1000 da ottobre scorso.
Vengono segnalati bombardamenti e colpi d’arma da fuoco quasi quotidiani, spesso in aree densamente popolate o in zone in cui si trovano sfollati. In più occasioni, droni armati hanno colpito tende e abitazioni civili, causando vittime tra i minori.
Tutto, nei 90 giorni della cosiddetta “tregua”.
#gaza #israele #tregua
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L'IRONIA DI MEDVEDEV - Dmitrij Medvedev avverte Trump che la Groenlandia potrebbe diventare russa: “In generale, l’annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti sarebbe utile per migliorare il clima mondiale... Ma Trump dovrebbe affrettarsi. Secondo informazioni non confermate, tra pochi giorni potrebbe tenersi un referendum improvviso, in cui i residenti di tutta la Groenlandia, che conta 55.000 abitanti, potrebbero votare per l’annessione alla Russia. E allora sarà la fine!
Nessuna nuova stella sulla bandiera. E la Russia avrebbe un nuovo – il 90° – soggetto della Federazione”.
Nessuna nuova stella sulla bandiera. E la Russia avrebbe un nuovo – il 90° – soggetto della Federazione”.
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USA E IRAN - Gli Stati Uniti non intendono favorire un cambio di regime o avviare un'operazione militare in Iran. Lo ha dichiarato l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee. Il diplomatico ha sottolineato che Trump vuole che si capisca che il governo iraniano non deve uccidere i propri cittadini perché stanno protestando, e che questi hanno il diritto di protestare.
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Non sono le bombe, ma poco ci manca.
Il 12 gennaio Trump ha annunciato che ogni Paese che farà affari con la Repubblica Islamica dell’Iran si vedrà imporre un dazio aggiuntivo del 25% su qualsiasi scambio commerciale con gli Stati Uniti.
Una stretta che assomiglia a un colpo di martello, una sanzione secondaria mascherata da tariffa, pensata per colpire Teheran non tanto direttamente quanto attraverso l’isolamento forzato dei suoi partner.
Un ricatto economico a scala globale: continuare a commerciare con l’Iran significa pagare un prezzo immediato con gli Stati Uniti.
La leva è brutale perché non richiede di colpire l’Iran con missili o bombardamenti: basta spingere le altre capitali – e soprattutto le imprese – a scegliere tra Teheran e Washington.
Le sanzioni hanno contribuito, assieme al malgoverno, al peggioramento del quadro economico iraniano, motivo per cui gli iraniani oggi protestano.
#iran #trump
Il 12 gennaio Trump ha annunciato che ogni Paese che farà affari con la Repubblica Islamica dell’Iran si vedrà imporre un dazio aggiuntivo del 25% su qualsiasi scambio commerciale con gli Stati Uniti.
Una stretta che assomiglia a un colpo di martello, una sanzione secondaria mascherata da tariffa, pensata per colpire Teheran non tanto direttamente quanto attraverso l’isolamento forzato dei suoi partner.
Un ricatto economico a scala globale: continuare a commerciare con l’Iran significa pagare un prezzo immediato con gli Stati Uniti.
La leva è brutale perché non richiede di colpire l’Iran con missili o bombardamenti: basta spingere le altre capitali – e soprattutto le imprese – a scegliere tra Teheran e Washington.
Le sanzioni hanno contribuito, assieme al malgoverno, al peggioramento del quadro economico iraniano, motivo per cui gli iraniani oggi protestano.
#iran #trump
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La guerra ibrida contro l'Iran e le minacce di Trump - InsideOver https://share.google/MlGVU4eJ4SfzmMqn4
InsideOver
La guerra ibrida contro l'Iran e le minacce di Trump - InsideOver
sarebbero rivelatrici le dichiarazioni di Trump sul figlio dell'ex Scià: "Ha affermato che non sarebbe stato 'appropriato' incontrarlo.
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L'operazione di Israele per promuovere Reza Pahlavi in Iran https://share.google/a3BwUJdyNCSMSC5LA
InsideOver
L'operazione di Israele per promuovere Reza Pahlavi in Iran
Ecco l'operazione di Israele per rafforzare l’immagine di Reza Pahlavi e favorire un cambio di regime in Iran.
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Un documento riservato trapelato, ottenuto dal sito EmirateLeaks, rivela una proposta del governo degli Emirati Arabi Uniti di mettere a disposizione le proprie basi nel Mar Rosso per garantire a Israele un supporto diretto – militare, di intelligence e logistico – durante il genocidio a Gaza.
La nota interna, datata ottobre 2023 e indirizzata al Joint Operations Command delle Forze Armate emiratine, risulta firmata da Hamdan bin Zayed Al-Nahyan, rappresentante della regione di Al-Dhafra e presidente dell’Autorità della Mezzaluna Rossa degli Emirati Arabi Uniti, dettaglio che conferisce al testo un peso politico rilevante.
La nota si concentra su un un piano operativo volto a sostenere Israele attraverso basi militari nella regione meridionale del Mar Rosso: Al-Mokha, lungo la costa occidentale dello Yemen, e poi Massawa e Assab in Eritrea, oltre alla Somalia.
#israele #UAE #gazagenocide
La nota interna, datata ottobre 2023 e indirizzata al Joint Operations Command delle Forze Armate emiratine, risulta firmata da Hamdan bin Zayed Al-Nahyan, rappresentante della regione di Al-Dhafra e presidente dell’Autorità della Mezzaluna Rossa degli Emirati Arabi Uniti, dettaglio che conferisce al testo un peso politico rilevante.
La nota si concentra su un un piano operativo volto a sostenere Israele attraverso basi militari nella regione meridionale del Mar Rosso: Al-Mokha, lungo la costa occidentale dello Yemen, e poi Massawa e Assab in Eritrea, oltre alla Somalia.
#israele #UAE #gazagenocide
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