Il gruppo di hacker Handala ha pubblicato su X le informazioni personali di 600 individui legati, secondo il gruppo, al servizio di intelligence israeliano Mossad.
Secondo Handala questi individui sono responsabili dei disordini nelle strade di Teheran.
Il gruppo hacker ha riferito che i nomi e i numeri di telefono pubblicati erano una lista di contatti di Mehrdad Rahim, cittadino presumibilmente legato al Mossad israeliano, che è stato arrestato sabato 10 gennaio dalle autorità iraniane.
Rahim è accusato di raccogliere informazioni e di essere coinvolto in "attività terroristiche all'interno del Paese".
In una dichiarazione, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato che Rahim stava operando sotto copertura e che documenti che confermavano lo spionaggio sono stati scoperti durante una perquisizione dei suoi effetti personali e del suo nascondiglio.
#iran #mossad
Secondo Handala questi individui sono responsabili dei disordini nelle strade di Teheran.
Il gruppo hacker ha riferito che i nomi e i numeri di telefono pubblicati erano una lista di contatti di Mehrdad Rahim, cittadino presumibilmente legato al Mossad israeliano, che è stato arrestato sabato 10 gennaio dalle autorità iraniane.
Rahim è accusato di raccogliere informazioni e di essere coinvolto in "attività terroristiche all'interno del Paese".
In una dichiarazione, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato che Rahim stava operando sotto copertura e che documenti che confermavano lo spionaggio sono stati scoperti durante una perquisizione dei suoi effetti personali e del suo nascondiglio.
#iran #mossad
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Sfollati, tracciati con braccialetti elettronici e privati persino di un campo da calcio.
Questa è la quotidianità della Cisgiordania.
Andiamo con ordine:
Negli ultimi mesi oltre 12.000 bambini palestinesi sono stati sfollati con la forza nella Cisgiordania occupata
Incenssanti sfollamenti e punizioni collettive (che Israele chiama operazioni) hanno devastato la vita degli abitanti dei campi profughi di Jenin, Nur Shams e Tulkarem.
Dodicimila.
Un numero impressionante e divulgato dall'UNWRA delle Nazioni Unite: 12.000 bambini che non possono tornare alle loro case, che dormono in rifugi di fortuna o sono stati separati dai loro amici e compagni di scuola.
E mentre questa infanzia viene strappata dalla normalità, arriva una notizia che può sembrare piccola, ma che è in realtà profondamente simbolica.
Nel campo profughi di Aida, a Betlemme, le autorità israeliane hanno notificato l’ordine di demolire il campo di calcio.
Questa è la quotidianità della Cisgiordania.
Andiamo con ordine:
Negli ultimi mesi oltre 12.000 bambini palestinesi sono stati sfollati con la forza nella Cisgiordania occupata
Incenssanti sfollamenti e punizioni collettive (che Israele chiama operazioni) hanno devastato la vita degli abitanti dei campi profughi di Jenin, Nur Shams e Tulkarem.
Dodicimila.
Un numero impressionante e divulgato dall'UNWRA delle Nazioni Unite: 12.000 bambini che non possono tornare alle loro case, che dormono in rifugi di fortuna o sono stati separati dai loro amici e compagni di scuola.
E mentre questa infanzia viene strappata dalla normalità, arriva una notizia che può sembrare piccola, ma che è in realtà profondamente simbolica.
Nel campo profughi di Aida, a Betlemme, le autorità israeliane hanno notificato l’ordine di demolire il campo di calcio.
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Dopo oltre un anno di carcere in Venezuela, Alberto Trentini è libero.
Il 46enne cooperante umanitario italiano era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico.
Insieme a Trentini anche un altro italiano è stato liberato, Mario Burlò.
La scarcerazione è stata decisa dalla presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, dopo che un raid statunitense, che ha ucciso almeno 100 persone, ha destituito il presidente Nicolas Maduro.
Arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 come capo missione per l’ONG Humanity & Inclusion, Alberto era lì per coordinare aiuti nelle zone remote del paese, al confine con la Colombia. Il 15 novembre, durante un trasferimento da Caracas a Guasdualito, è stato fermato a un posto di blocco dalle autorità del SAIME (Servizio Amministrativo per l’Identificazione, la Migrazione e l’Immigrazione). Da quel momento, il buio.
Il 46enne cooperante umanitario italiano era detenuto dal 15 novembre 2024 senza accuse ufficiali a suo carico.
Insieme a Trentini anche un altro italiano è stato liberato, Mario Burlò.
La scarcerazione è stata decisa dalla presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, dopo che un raid statunitense, che ha ucciso almeno 100 persone, ha destituito il presidente Nicolas Maduro.
Arrivato in Venezuela il 17 ottobre 2024 come capo missione per l’ONG Humanity & Inclusion, Alberto era lì per coordinare aiuti nelle zone remote del paese, al confine con la Colombia. Il 15 novembre, durante un trasferimento da Caracas a Guasdualito, è stato fermato a un posto di blocco dalle autorità del SAIME (Servizio Amministrativo per l’Identificazione, la Migrazione e l’Immigrazione). Da quel momento, il buio.
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Nella sola giornata di domenica 11 gennaio, Israele ha condotto oltre 30 attacchi aerei contro aree e abitazioni civili in Libano.
I bombardamenti hanno colpito in particolare le zone di Mahmoudiyeh e Damshqiyah, nel Libano meridionale, le regioni di Iqlim al-Tuffah e Jezzine, oltre alla città di Kfar Hatta.
Per quanto riguarda quest’ultimo villaggio, l’esercito israeliano aveva precedentemente diramato un avviso di evacuazione, sostenendo poi di aver colpito un “sito sotterraneo utilizzato da Hezbollah per lo stoccaggio di armi”.
Secondo l’esercito israeliano, l’area presa di mira avrebbe ospitato una significativa infrastruttura militare di Hezbollah. Tuttavia, precedenti ispezioni delle Forze armate libanesi (LAF) avevano concluso che non erano presenti installazioni militari.
#lebanon #israel #lebanonceasefire
I bombardamenti hanno colpito in particolare le zone di Mahmoudiyeh e Damshqiyah, nel Libano meridionale, le regioni di Iqlim al-Tuffah e Jezzine, oltre alla città di Kfar Hatta.
Per quanto riguarda quest’ultimo villaggio, l’esercito israeliano aveva precedentemente diramato un avviso di evacuazione, sostenendo poi di aver colpito un “sito sotterraneo utilizzato da Hezbollah per lo stoccaggio di armi”.
Secondo l’esercito israeliano, l’area presa di mira avrebbe ospitato una significativa infrastruttura militare di Hezbollah. Tuttavia, precedenti ispezioni delle Forze armate libanesi (LAF) avevano concluso che non erano presenti installazioni militari.
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Colpire il Venezuela per colpire la Cina: ecco la strategia Usa https://share.google/G5EWdYZT0rosUtO7W
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Colpire il Venezuela per colpire la Cina: ecco la strategia Usa
Pechino condanna il blitz Usa in Venezuela ma sceglie la prudenza. Pechino punta sul diritto internazionale per difendere i suoi investimenti.
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ZELENSKY: "La situazione dell'elettricità e del riscaldamento è estremamente complessa. L'inverno molto rigido aggiunge ulteriori problemi".
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Lenovo-Nvidia, fumata bianca sulle gigafactory di Ia https://share.google/3yppBPszRQ3oT4Hb3
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Lenovo-Nvidia, fumata bianca sulle gigafactory di Ia
Lenovo e Nvidia uniscono le forze per accelerare la diffusione dell'ia con nuove infrastrutture cloud su scala industriale.
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La Cina, il Venezuela e il ritorno dell'ordine imperiale https://share.google/PAhr2QizWzvsfJmV6
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La Cina, il Venezuela e il ritorno dell'ordine imperiale
La reazione diplomatica di Pechino, il fantasma di Taiwan, il controllo americano nel "cortile dio casa". Un mondo più instabile.
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Energia nucleare: il futuro dell’AI passa anche da qui? https://share.google/ReXdKRBvZFoKJTmer
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Energia nucleare: il futuro dell’AI passa anche da qui?
Meta Platforms ha presentato accordi in ambito energetico: necessita di energia per alimentare i suoi data center
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350mila dollari raccolti in tre giorni a sostegno dell’agente ICE che mercoledì 7 gennai, a Minneapolis, ha ucciso Renee Nicole Good, 37 anni, poetessa e madre di tre figli.
Succede negli Stati Uniti.
Jonathan Ross ha aperto il fuoco contro la donna alla guida della sua auto, perché, secondo la versione del Dipartimento della Sicurezza Interna,“la donna ha armato il suo veicolo, tentando di investire i nostri agenti delle forze dell’ordine nel tentativo di ucciderli: un atto di terrorismo interno”.
Dai video però, si vede chiaramente la donna fare segno all’auto dell’agente dell’ICE di procedere e poi ripartire. Dal video non emerge nessun tentativo né di ostacolare né di uccidere gli agenti ICE mentre si vede un agente correre davanti all’auto, puntare la pistola verso il conducente e sparare.
E mentre continuanano le proteste per la morte della donna, online è apparsa una raccolta fondi a sostegno dell’agente ICE responsabile dell’omicidio.
Alla raccolta fondi hanno donato oltre 7.000 persone.
Succede negli Stati Uniti.
Jonathan Ross ha aperto il fuoco contro la donna alla guida della sua auto, perché, secondo la versione del Dipartimento della Sicurezza Interna,“la donna ha armato il suo veicolo, tentando di investire i nostri agenti delle forze dell’ordine nel tentativo di ucciderli: un atto di terrorismo interno”.
Dai video però, si vede chiaramente la donna fare segno all’auto dell’agente dell’ICE di procedere e poi ripartire. Dal video non emerge nessun tentativo né di ostacolare né di uccidere gli agenti ICE mentre si vede un agente correre davanti all’auto, puntare la pistola verso il conducente e sparare.
E mentre continuanano le proteste per la morte della donna, online è apparsa una raccolta fondi a sostegno dell’agente ICE responsabile dell’omicidio.
Alla raccolta fondi hanno donato oltre 7.000 persone.
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La morte di Renee Good e la politicizzazione che spacca l’America https://share.google/ceFQM1uTDlcq4RQKQ
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La morte di Renee Good e la politicizzazione che spacca l’America
Caso Minneapolis: il problema dell’uso della forza letale non ha colore politico. È una questione strutturale.
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"Il popolo di Israele e il mondo intero sono in soggezione di fronte all'enorme eroismo dei cittadini iraniani. Tutti speriamo che la nazione persiana venga presto liberata dal giogo della tirannia", ha dichiarato il premier israeliano Netanyahu.
Sin da quando sono iniziate a fine dicembre 2025, Israele ha manifestato il suo pieno sostegno nei confronti delle proteste in Iran scatenate dal crollo della valuta iraniana e dalla prolungata crisi economica del Paese, dovuta anche ad anni di sanzioni statunitensi.
Nel corso delle proteste il Mossad in lingua farsi e il direttore della Cia Mike Pompeo hanno espresso sostegno alle proteste in Iran con messaggi social e post di solidarietà.
E mentre Israele, il Mossad, i neocon statunitensi sostengono le proteste in Iran come un passo necessario per la “liberazione dalla tirannia”, l’esercito israeliano continua a uccidere violando i cessate il fuoco a Gaza e in Libano.
#iran #netanyahu #israel #mossad
Sin da quando sono iniziate a fine dicembre 2025, Israele ha manifestato il suo pieno sostegno nei confronti delle proteste in Iran scatenate dal crollo della valuta iraniana e dalla prolungata crisi economica del Paese, dovuta anche ad anni di sanzioni statunitensi.
Nel corso delle proteste il Mossad in lingua farsi e il direttore della Cia Mike Pompeo hanno espresso sostegno alle proteste in Iran con messaggi social e post di solidarietà.
E mentre Israele, il Mossad, i neocon statunitensi sostengono le proteste in Iran come un passo necessario per la “liberazione dalla tirannia”, l’esercito israeliano continua a uccidere violando i cessate il fuoco a Gaza e in Libano.
#iran #netanyahu #israel #mossad
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