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Su 160 casi di bambini colpiti a Gaza dall’IDF, 95 minori sono stati colpiti alla testa o al torace.

A rivelarlo un’inchiesta della BBC che ha analizzato prove relative a oltre 160 casi di bambini feriti nella Striscia da Israele, tra il 7 ottobre 2023 e luglio 2025.

L’indagine, pubblicata il 1 agosto 2025, ha rilevato che in 95 casi i minori sono stati colpiti alla testa o al torace.

In 59 di questi episodi, la BBC ha ottenuto testimonianze dirette di testimoni oculari, raccolte direttamente o tramite organizzazioni per i diritti umani e personale medico.

Secondo l’inchiesta, la maggior parte delle vittime aveva meno di 12 anni.

L’inchiesta ha ricostruito le storie di Layan al-Majdalawi, due anni, e Mira Tanboura, sei anni, entrambe uccise a Gaza nel novembre 2023, in aree in cui operavano le IDF. Layan e Mira sono solo due degli oltre 160 casi documentati di bambini uccisi a Gaza.
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“Non si possono avere le più grandi riserve di energia al mondo in mano a nemici degli USA”.

Così il rappresentante ONU degli Stati Uniti Mike Waltz ha giustificato l’operazione militare di Washington che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores.

Mentre Maduro si dichiarava non colpevole presso la corte federale di Manhattan rispetto alle accuse di accuse di droga, armi e narcoterrorismo imputate dagli Stati Uniti,
intervenendo davanti al Consiglio ONU, Waltz ha respinto le accuse di invasione o di guerra contro il Venezuela.

“Non esiste alcuna guerra contro il popolo venezuelano”, ha dichiarato, definendo l’operazione una “azione chirurgica di applicazione della legge” finalizzata all’arresto di due persone incriminate negli Stati Uniti con accuse di narco-terrorismo.
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La cerimonia inaugurale si è svolta a Hammersmith, nella zona ovest di Londra, alla presenza di diplomatici, rappresentanti istituzionali e membri della comunità palestinese. Nel suo intervento, l’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, Husam Zomlot, ha sottolineato come l’apertura dell’Embassy of the State of Palestine rappresenti “una pietra miliare profonda nelle relazioni britannico-palestinesi”.

L’evento arriva a pochi mesi dal riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato indipendente da parte del Regno Unito, avvenuto lo scorso settembre, in un contesto internazionale segnato da un genocidio devastante a Gaza. In questo contesto, l’istituzione di una sede diplomatica con pieno status e privilegi consolari assume un valore che va ben oltre la dimensione formale.
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“Non è ancora successo ma vorrei ringraziare personalmente Trump per quello che ha fatto e sono pronta a condividere con lui il Premio Nobel per la Pace”.

Così, in un’intervista a Fox News, la vincitrice del premio Nobel per la pace 2025 e leader dell’opposizoone venezuelana María Corina Machado.

Sabato 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela e arrestato il presidente Nicolas Maduro.

Poco prima dell'attacco USA, Machado aveva promesso una "privatizzazione massiccia" se avesse guidato il Venezuela. La premio Nobel ha promesso di vendere 1,7 trilioni di dollari di petrolio, gas, oro, infrastrutture del Venezuela alle aziende statunitensi. "Privatizzeremo tutta la nostra industria", ha dichiarato a Donald Trump Jr in un'intervista. Le aziende statunitensi "faranno un sacco di soldi", aveva aggiunto.

I commenti entusiasti della Machado per il regime change in Venezuela arrivano dopo che Trump ha dichiarato che Machado "non gode del rispetto" per guidare il Paese.
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Il riconoscimento dell’indipendenza del Somaliland da parte di Israele ha scosso gli equilibri del Corno d’Africa.

Per la Somalia si tratta di una linea rossa superata.

Il presidente Hassan Sheikh Mohamud ha reagito con parole durissime, arrivando a evocare l’uso della forza militare contro quello che definisce un progetto destabilizzante, capace di minacciare l’unità nazionale e favorire gruppi jihadisti come Al-Shabaab.

Dopo le dichiarazioni del presidente somalo sull’uso della forza nei confronti del Somaliland, martedì 6 gennaio il ministro degli Esteri di Israele Gideon Saar ha visitato il Somaliland.

Fonti diplomatiche intervistate dall'emittente israeliana i24NEWS hanno riferito che durante la sua visita, il Ministro Saar dovrebbe incontrare il Presidente del Somaliland Muse Bihi Abdi.

Il Ministero degli Affari Esteri della Somalia ha condannato la visita del ministro israeliano, dicendo che si tratta di una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale della Somalia.
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Secondo un nuovo rapporto pubblicato da UNICEF, nel 2025 in Congo sono stati registrati oltre 35.000 casi di stupro e aggressione sessuale su bambini e adolescenti in tutto il Paese.

Un numero enorme, che non racconta però l’intera realtà: la maggior parte delle violenze non viene denunciata a causa della paura, dello stigma sociale, delle minacce e della mancanza di accesso a servizi sanitari e legali.

I dati mostrano un’escalation costante negli anni: nel 2024 i casi documentati hanno sfiorato quota 45.000, rappresentando quasi il 40% di tutte le violenze sessuali segnalate.

Le province orientali come Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri restano le più colpite, dove conflitti armati, sfollamenti forzati e assenza di protezione rendono i minori estremamente vulnerabili, ma la violenza non è confinata alle zone di guerra: anche Kinshasa e le regioni del Kasai registrano migliaia di casi, alimentati da povertà estrema, insicurezza alimentare, abbandono scolastico e sfruttamento.

#congo #sexualviolence #abuse #rdc
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Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul Venezuela dopo l’aggressione degli Stati Uniti che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro, a Gaza Israele continua a violare il cessate il fuoco.

Nelle ultime ore l’IDF ha ucciso Dana Abu Markhouf, di 8 anni, mentre giocava con i suoi amici nella zona di Mawasi a Khan Yunis, Gaza. Le sorelle di Dana, di 5 e 7 anni, sono rimaste ferite.

L’IDF ha dichiarato di aver “preso di mira un terrorista” e ha rilasciato un video in cui però ha nascosto blurando il lato destro per nascondere i crimini di guerra.

Nelle stesse ore l’IDF ha continuato ad avanzare verso la "linea gialla”, espandendo ulteriormente la zona di occupazione israeliana.

Gli abitanti dei quartieri di Tuffah, Shujayea e Zeitoun a Gaza City hanno notato uno spostamento verso ovest, che ha costretto le persone a spostarsi in un'area sempre più ristretta. Chiunque oltrepassi questa linea invisibile e in continuo movimento viene colpito.

#gazagenocide #israel
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