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Dopo le dichiarazioni del Mossad che, nei giorni in cui sono iniziate le proteste in Iran, aveva dichiarato il pieno appoggio alle mobilitazioni (“Scendiamo insieme in piazza. È giunto il momento. Siamo con voi. Non solo da lontano e a parole. Siamo con voi anche sul campo”), anche il premier israeliano Netanyahu ha dichiarato che Israele è solidale con il popolo iraniano.

"Siamo solidali con la lotta del popolo iraniano e con le sue aspirazioni di libertà e giustizia", ha affermato Netanyahu durante la riunione settimanale del governo.

In risposta Teheran accusa apertamente Israele di voler “minare l’unità nazionale”.

"Il regime sionista è determinato a sfruttare la minima opportunità per seminare divisione e minare la nostra unità nazionale, e dobbiamo restare vigili", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baqaei in una conferenza stampa settimanale, prima di accusare i leader israeliani e statunitensi di "incitamento alla violenza".
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Un attacco armato a un mercato rurale nel centro della Nigeria ha provocato una strage di civili, lasciando sul terreno almeno 50 morti e decine di feriti.

L’assalto si è verificato sabato 3 gennaio al mercato di Kasuwan Daji, nel villaggio di Demo, nello stato di Niger, quando uomini armati hanno fatto irruzione aprendo il fuoco in modo indiscriminato contro la popolazione.

Oltre alle vittime, gli aggressori hanno rapito un numero imprecisato di persone e saccheggiato ingenti scorte di cibo, aggravando ulteriormente una situazione umanitaria già fragile.

Dopo l’attacco, la comunità locale ha organizzato funerali collettivi per le vittime mentre i feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona per ricevere cure d’urgenza.

Il presidente nigeriano Bola Tinubu ha condannato con fermezza l’assalto, definendolo un atto barbaro e ordinando alle forze di sicurezza di individuare e arrestare i responsabili, oltre a garantire la liberazione di tutti i rapiti.

#nigeria #crime
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Dopo l’operazione militare statunitense in Venezuela, condotta sabato 3 gennaio, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, la maggior parte dei governi arabi ha evitato di rilasciare dichiarazioni ufficiali, con il Qatar come unica eccezione.

E mentre gli stati arabi restano in silenzio, sui social media, invece, numerosi palestinesi hanno espresso sostegno al presidente venezuelano Nicolás Maduro, da tempo noto per il suo appoggio alla causa palestinese.

Sono tornate a circolare immagini che ritraggono Maduro mentre tiene simboli palestinesi o indossa una kefiah, citate dagli utenti come prova della sua solidarietà con la Palestina.

Il medico britannico-palestinese Rahmeh Aladwan ha condiviso una di queste immagini, chiedendo la liberazione del presidente venezuelano con l’hashtag #FreeMaduro.

La stessa immagine è stata successivamente ripubblicata dal giornalista di Gaza Moatasem A. Dalloul.

#venezuela #gaza #maduro #us
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Su 160 casi di bambini colpiti a Gaza dall’IDF, 95 minori sono stati colpiti alla testa o al torace.

A rivelarlo un’inchiesta della BBC che ha analizzato prove relative a oltre 160 casi di bambini feriti nella Striscia da Israele, tra il 7 ottobre 2023 e luglio 2025.

L’indagine, pubblicata il 1 agosto 2025, ha rilevato che in 95 casi i minori sono stati colpiti alla testa o al torace.

In 59 di questi episodi, la BBC ha ottenuto testimonianze dirette di testimoni oculari, raccolte direttamente o tramite organizzazioni per i diritti umani e personale medico.

Secondo l’inchiesta, la maggior parte delle vittime aveva meno di 12 anni.

L’inchiesta ha ricostruito le storie di Layan al-Majdalawi, due anni, e Mira Tanboura, sei anni, entrambe uccise a Gaza nel novembre 2023, in aree in cui operavano le IDF. Layan e Mira sono solo due degli oltre 160 casi documentati di bambini uccisi a Gaza.
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“Non si possono avere le più grandi riserve di energia al mondo in mano a nemici degli USA”.

Così il rappresentante ONU degli Stati Uniti Mike Waltz ha giustificato l’operazione militare di Washington che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores.

Mentre Maduro si dichiarava non colpevole presso la corte federale di Manhattan rispetto alle accuse di accuse di droga, armi e narcoterrorismo imputate dagli Stati Uniti,
intervenendo davanti al Consiglio ONU, Waltz ha respinto le accuse di invasione o di guerra contro il Venezuela.

“Non esiste alcuna guerra contro il popolo venezuelano”, ha dichiarato, definendo l’operazione una “azione chirurgica di applicazione della legge” finalizzata all’arresto di due persone incriminate negli Stati Uniti con accuse di narco-terrorismo.
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La cerimonia inaugurale si è svolta a Hammersmith, nella zona ovest di Londra, alla presenza di diplomatici, rappresentanti istituzionali e membri della comunità palestinese. Nel suo intervento, l’ambasciatore palestinese nel Regno Unito, Husam Zomlot, ha sottolineato come l’apertura dell’Embassy of the State of Palestine rappresenti “una pietra miliare profonda nelle relazioni britannico-palestinesi”.

L’evento arriva a pochi mesi dal riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato indipendente da parte del Regno Unito, avvenuto lo scorso settembre, in un contesto internazionale segnato da un genocidio devastante a Gaza. In questo contesto, l’istituzione di una sede diplomatica con pieno status e privilegi consolari assume un valore che va ben oltre la dimensione formale.
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“Non è ancora successo ma vorrei ringraziare personalmente Trump per quello che ha fatto e sono pronta a condividere con lui il Premio Nobel per la Pace”.

Così, in un’intervista a Fox News, la vincitrice del premio Nobel per la pace 2025 e leader dell’opposizoone venezuelana María Corina Machado.

Sabato 3 gennaio gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela e arrestato il presidente Nicolas Maduro.

Poco prima dell'attacco USA, Machado aveva promesso una "privatizzazione massiccia" se avesse guidato il Venezuela. La premio Nobel ha promesso di vendere 1,7 trilioni di dollari di petrolio, gas, oro, infrastrutture del Venezuela alle aziende statunitensi. "Privatizzeremo tutta la nostra industria", ha dichiarato a Donald Trump Jr in un'intervista. Le aziende statunitensi "faranno un sacco di soldi", aveva aggiunto.

I commenti entusiasti della Machado per il regime change in Venezuela arrivano dopo che Trump ha dichiarato che Machado "non gode del rispetto" per guidare il Paese.
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