“La città del sole”: la pensione vista da Tove Jansson, creatrice dei Mumin
“La città del sole” è uno dei libri per adulti scritti da Tove Jansson (1914 – 2001), creatrice dei Mumin, raro esempio di profonda ironia nella letteratura del Nord Europa. I protagonisti di questa storia sono un gruppo di pensionati che hanno scelto di trascorrere gli ultimi anni delle loro vite “tra le brezze oceaniche e le dolcezze di un mondo fatto su misura per loro”. L’ambientazione è la pensione Butler Arms di St. Petersburg, Florida. Le vite comiche e, insieme, semplici di questi anziani personaggi diventano l’occasione per interrogarsi su alcune delle più grandi questioni umane: chi siamo e che senso ha tutto questo? E soprattutto: basterà una vita intera per capirlo?
#D_autore #Narrativa
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/la-citta-del-sole-tove-jansson-1495806/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
“La città del sole” è uno dei libri per adulti scritti da Tove Jansson (1914 – 2001), creatrice dei Mumin, raro esempio di profonda ironia nella letteratura del Nord Europa. I protagonisti di questa storia sono un gruppo di pensionati che hanno scelto di trascorrere gli ultimi anni delle loro vite “tra le brezze oceaniche e le dolcezze di un mondo fatto su misura per loro”. L’ambientazione è la pensione Butler Arms di St. Petersburg, Florida. Le vite comiche e, insieme, semplici di questi anziani personaggi diventano l’occasione per interrogarsi su alcune delle più grandi questioni umane: chi siamo e che senso ha tutto questo? E soprattutto: basterà una vita intera per capirlo?
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“Il giornalista e l’assassino” di Janet Malcolm: nulla si svela, nulla si risolve, tutto si racconta
Come bisognerebbe intervistare e profilare qualcuno di cui non si condividono i valori? E sulla base di quale approccio e di quali intenti è lecito appropriarsi delle storie altrui per poi divulgarle? Su questi temi si interrogava alla fine del secolo scorso Janet Malcolm – penna di spicco del “New Yorker” – nel reportage “Il giornalista e l’assassino”, ora pubblicato per la prima volta in Italia: un’indagine esemplare sul potere narrativo e a tratti oscuro del giornalismo d’inchiesta, che ricostruisce un caso di cronaca nera reso ancora più torbido dalla gogna mediatica di qualche anno dopo…
#D_autore #Saggistica
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/saggistica/il-giornalista-e-l-assassino-1495159/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Come bisognerebbe intervistare e profilare qualcuno di cui non si condividono i valori? E sulla base di quale approccio e di quali intenti è lecito appropriarsi delle storie altrui per poi divulgarle? Su questi temi si interrogava alla fine del secolo scorso Janet Malcolm – penna di spicco del “New Yorker” – nel reportage “Il giornalista e l’assassino”, ora pubblicato per la prima volta in Italia: un’indagine esemplare sul potere narrativo e a tratti oscuro del giornalismo d’inchiesta, che ricostruisce un caso di cronaca nera reso ancora più torbido dalla gogna mediatica di qualche anno dopo…
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Kapka Kassabova: “La mia infanzia è stata quella dell’ultima generazione comunista”
“La parola che rispecchia perfettamente come mi sentivo tempo fa è ‘dolore’. Il dolore di dovermi sempre giustificare, scusare e spiegare il luogo da cui provengo, le mie origini, in tutta la loro complessità”. Dall’infanzia nella Bulgaria comunista al ritorno in un paese che fatica a riconoscersi: in “Una strada senza nome”, Kapka Kassabova intreccia memoria, identità e appartenenza (“Per me scrivere è un percorso verso la conoscenza”. “La mia infanzia è stata quella dell’ultima generazione comunista… a un certo punto bisogna andare oltre il trauma e guardarsi dentro”). Nell’intervista a tutto campo che ci ha concesso, c’è spazio tanto per il racconto di un passato complesso quanto per uno sguardo oggi…
#D_autore #Narrativa
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/intervista-kapka-kassabova-1496621/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
“La parola che rispecchia perfettamente come mi sentivo tempo fa è ‘dolore’. Il dolore di dovermi sempre giustificare, scusare e spiegare il luogo da cui provengo, le mie origini, in tutta la loro complessità”. Dall’infanzia nella Bulgaria comunista al ritorno in un paese che fatica a riconoscersi: in “Una strada senza nome”, Kapka Kassabova intreccia memoria, identità e appartenenza (“Per me scrivere è un percorso verso la conoscenza”. “La mia infanzia è stata quella dell’ultima generazione comunista… a un certo punto bisogna andare oltre il trauma e guardarsi dentro”). Nell’intervista a tutto campo che ci ha concesso, c’è spazio tanto per il racconto di un passato complesso quanto per uno sguardo oggi…
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Gino Castaldo: “Siamo nell’era della musica finta, nessuno ha il coraggio di dirlo. Lucio Dalla? Geniale anche nel dire bugie”
“Il dramma non è tanto che la musica sia morta, ma che non stia nemmeno rinascendo… Non si avverte più l’ambizione di dire qualcosa che lasci una traccia. Ed è questo l’aspetto più drammatico”. Il giornalista musicale Gino Castaldo è in libreria con “La musica è finita – Appunti per una rivoluzione”, e per l’occasione si racconta a tutto campo, dagli esordi al presente in radio, passando per l’amicizia con Ernesto Assante. Il conduttore si scaglia contro algoritmi e social: “La musica ha finito per assomigliare sempre di più ai social: fare una canzone è diventato un po’ come pubblicare un post. Tutto è rapido, superficiale, progettato per ottenere una reazione istantanea.…
#D_autore
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/gino-castaldo-la-musica-e-finita-1492732/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
“Il dramma non è tanto che la musica sia morta, ma che non stia nemmeno rinascendo… Non si avverte più l’ambizione di dire qualcosa che lasci una traccia. Ed è questo l’aspetto più drammatico”. Il giornalista musicale Gino Castaldo è in libreria con “La musica è finita – Appunti per una rivoluzione”, e per l’occasione si racconta a tutto campo, dagli esordi al presente in radio, passando per l’amicizia con Ernesto Assante. Il conduttore si scaglia contro algoritmi e social: “La musica ha finito per assomigliare sempre di più ai social: fare una canzone è diventato un po’ come pubblicare un post. Tutto è rapido, superficiale, progettato per ottenere una reazione istantanea.…
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I libri con i personaggi più testardi di sempre
Determinazione, caparbietà, tenacia, cocciutaggine, perseveranza: sono tante le sfumature della testardaggine, e altrettanti sono i personaggi dei libri che le hanno incarnate. Da Achille al Capitano Achab, passando per Elizabeth Bennet, Renzo Tramaglino e Cosimo Piovasco di Rondò, ecco una selezione di alcuni dei personaggi più testardi (e forse anche per questo più amati) dei grandi classici della letteratura…
#Narrativa
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Determinazione, caparbietà, tenacia, cocciutaggine, perseveranza: sono tante le sfumature della testardaggine, e altrettanti sono i personaggi dei libri che le hanno incarnate. Da Achille al Capitano Achab, passando per Elizabeth Bennet, Renzo Tramaglino e Cosimo Piovasco di Rondò, ecco una selezione di alcuni dei personaggi più testardi (e forse anche per questo più amati) dei grandi classici della letteratura…
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Tutti vogliono essere noi? Il ritorno di “Il diavolo veste Prada” e il naufragio del “lavoro dei sogni”
Il ritorno del “Diavolo veste Prada”, tra il grande schermo e le pagine di Lauren Weisberger, è l’occasione per riflettere su un’epoca che oggi ci appare lontanissima. Dalle redazioni di Manhattan dei primi anni Duemila, dove il successo si misurava in tacchi a spillo, litri di caffè e notti in bianco, siamo scivolati verso la “società della stanchezza”, in cui il mito del “lavoro dei sogni” ha ceduto il passo all’analisi del burnout. Da Carrie Bradshaw a Rory Gilmore, passando per Rebecca Bloomwood e Bridget Jones, osserviamo come la sensibilità contemporanea – tra il revisionismo di TikTok e la nuova saggistica – abbia smontato pezzo per pezzo la scrivania di Miranda Priestly.…
#Cinema #D_autore
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/il-diavolo-veste-prada-lavoro-dei-sogni-1496592/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Il ritorno del “Diavolo veste Prada”, tra il grande schermo e le pagine di Lauren Weisberger, è l’occasione per riflettere su un’epoca che oggi ci appare lontanissima. Dalle redazioni di Manhattan dei primi anni Duemila, dove il successo si misurava in tacchi a spillo, litri di caffè e notti in bianco, siamo scivolati verso la “società della stanchezza”, in cui il mito del “lavoro dei sogni” ha ceduto il passo all’analisi del burnout. Da Carrie Bradshaw a Rory Gilmore, passando per Rebecca Bloomwood e Bridget Jones, osserviamo come la sensibilità contemporanea – tra il revisionismo di TikTok e la nuova saggistica – abbia smontato pezzo per pezzo la scrivania di Miranda Priestly.…
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Elena Granata: “La città non dev’essere un privilegio, è di tutti. Anche dei bambini, scomparsi dalla scena pubblica”
“La città non deve essere un privilegio, un premio o una conquista sociale. Per sua costituzione è il luogo dove una persona appartiene a una comunità, in quanto suo diritto inalienabile. La dimensione della gratuità è costitutiva delle città, in particolare di quelle europee: lo spazio pubblico, il parco, la salute, il welfare, sono tutte conquiste associate all’idea di una città di tutti…”. Intervista ad Elena Granata, docente di Urbanistica in libreria con il saggio “La città è di tutti”: “In tutte le statistiche le città italiane compaiono tra le meno felici d’Europa, ed è un messaggio importante: quella città performante, che lavora sempre, che compete, è una…
#D_autore #Saggistica
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/la-citta-e-di-tutti-elena-granata-1495704/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
“La città non deve essere un privilegio, un premio o una conquista sociale. Per sua costituzione è il luogo dove una persona appartiene a una comunità, in quanto suo diritto inalienabile. La dimensione della gratuità è costitutiva delle città, in particolare di quelle europee: lo spazio pubblico, il parco, la salute, il welfare, sono tutte conquiste associate all’idea di una città di tutti…”. Intervista ad Elena Granata, docente di Urbanistica in libreria con il saggio “La città è di tutti”: “In tutte le statistiche le città italiane compaiono tra le meno felici d’Europa, ed è un messaggio importante: quella città performante, che lavora sempre, che compete, è una…
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“La ragazzina”: grazie a Giovanna d’Arco, Valeria Parrella ci racconta le adolescenti di oggi
Grazie a “La ragazzina”, nuovo romanzo di Valeria Parrella, l’impresa storica di Giovanna d’Arco ci parla ancora una volta. E ci porta dritti al presente, alla condizione di ogni ragazzina del mondo di oggi, che deve trovare il modo di farsi ascoltare. La scrittrice compie un esercizio civile continuo: cercare la storia di Giovanna dentro le piazze e nei territori di guerra, oppure nei silenzi di certi sguardi quotidiani che ci siedono accanto. Alla scoperta di un libro diverso dai precedenti dell’autrice, in cui la lingua del racconto è quasi fiabesca, intrisa di ispirazioni del romanzo cavalleresco…
#D_autore
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/la-ragazzina-giovanna-darco-valeria-parrella-1496818/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Grazie a “La ragazzina”, nuovo romanzo di Valeria Parrella, l’impresa storica di Giovanna d’Arco ci parla ancora una volta. E ci porta dritti al presente, alla condizione di ogni ragazzina del mondo di oggi, che deve trovare il modo di farsi ascoltare. La scrittrice compie un esercizio civile continuo: cercare la storia di Giovanna dentro le piazze e nei territori di guerra, oppure nei silenzi di certi sguardi quotidiani che ci siedono accanto. Alla scoperta di un libro diverso dai precedenti dell’autrice, in cui la lingua del racconto è quasi fiabesca, intrisa di ispirazioni del romanzo cavalleresco…
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I libri con i personaggi più testardi di sempre
Determinazione, caparbietà, tenacia, cocciutaggine, perseveranza: sono tante le sfumature della testardaggine, e altrettanti sono i personaggi dei libri che le hanno incarnate. Da Achille al Capitano Achab, passando per Elizabeth Bennet, Renzo Tramaglino e Cosimo Piovasco di Rondò, ecco una selezione di alcuni dei personaggi più testardi (e forse anche per questo più amati) dei grandi classici della letteratura…
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Determinazione, caparbietà, tenacia, cocciutaggine, perseveranza: sono tante le sfumature della testardaggine, e altrettanti sono i personaggi dei libri che le hanno incarnate. Da Achille al Capitano Achab, passando per Elizabeth Bennet, Renzo Tramaglino e Cosimo Piovasco di Rondò, ecco una selezione di alcuni dei personaggi più testardi (e forse anche per questo più amati) dei grandi classici della letteratura…
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L’Autocronologia di Arbasino, tra pudore, stizza, divertimento e “vecchie zie”
Lo scrittore e critico Alberto Arbasino (1930 – 2020) ha steso sulla sua esistenza un velo di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l’idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia… In “Autocronologia” non mancano ovviamente riferimenti e note interessanti ai suoi libri, e ritrattini in punta di penna, come quello di Italo Calvino “savio editor”. Altro che severa e asettica cronologia: l’autore di “Fratelli d’Italia” scrive davvero un suo libro, per una volta guardando agli anni più lontani, fra stizza e divertimento…
#D_autore
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/dautore/autocronologia-arbasino-1494443/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Lo scrittore e critico Alberto Arbasino (1930 – 2020) ha steso sulla sua esistenza un velo di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l’idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia… In “Autocronologia” non mancano ovviamente riferimenti e note interessanti ai suoi libri, e ritrattini in punta di penna, come quello di Italo Calvino “savio editor”. Altro che severa e asettica cronologia: l’autore di “Fratelli d’Italia” scrive davvero un suo libro, per una volta guardando agli anni più lontani, fra stizza e divertimento…
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Gino Castaldo: “Siamo nell’era della musica finta, nessuno ha il coraggio di dirlo. Lucio Dalla? Geniale anche nel dire bugie”
“Il dramma non è tanto che la musica sia morta, ma che non stia nemmeno rinascendo… Non si avverte più l’ambizione di dire qualcosa che lasci una traccia. Ed è questo l’aspetto più drammatico”. Il giornalista musicale Gino Castaldo è in libreria con “La musica è finita – Appunti per una rivoluzione”, e per l’occasione si racconta a tutto campo, dagli esordi al presente in radio, passando per l’amicizia con Ernesto Assante. Il conduttore si scaglia contro algoritmi e social: “La musica ha finito per assomigliare sempre di più ai social: fare una canzone è diventato un po’ come pubblicare un post. Tutto è rapido, superficiale, progettato per ottenere una reazione istantanea.…
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“Il dramma non è tanto che la musica sia morta, ma che non stia nemmeno rinascendo… Non si avverte più l’ambizione di dire qualcosa che lasci una traccia. Ed è questo l’aspetto più drammatico”. Il giornalista musicale Gino Castaldo è in libreria con “La musica è finita – Appunti per una rivoluzione”, e per l’occasione si racconta a tutto campo, dagli esordi al presente in radio, passando per l’amicizia con Ernesto Assante. Il conduttore si scaglia contro algoritmi e social: “La musica ha finito per assomigliare sempre di più ai social: fare una canzone è diventato un po’ come pubblicare un post. Tutto è rapido, superficiale, progettato per ottenere una reazione istantanea.…
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Kapka Kassabova: “La mia infanzia è stata quella dell’ultima generazione comunista”
“La parola che rispecchia perfettamente come mi sentivo tempo fa è ‘dolore’. Il dolore di dovermi sempre giustificare, scusare e spiegare il luogo da cui provengo, le mie origini, in tutta la loro complessità”. Dall’infanzia nella Bulgaria comunista al ritorno in un paese che fatica a riconoscersi: in “Una strada senza nome”, Kapka Kassabova intreccia memoria, identità e appartenenza (“Per me scrivere è un percorso verso la conoscenza”. “La mia infanzia è stata quella dell’ultima generazione comunista… a un certo punto bisogna andare oltre il trauma e guardarsi dentro”). Nell’intervista a tutto campo che ci ha concesso, c’è spazio tanto per il racconto di un passato complesso quanto per uno sguardo oggi…
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“Il giornalista e l’assassino” di Janet Malcolm: nulla si svela, nulla si risolve, tutto si racconta
Come bisognerebbe intervistare e profilare qualcuno di cui non si condividono i valori? E sulla base di quale approccio e di quali intenti è lecito appropriarsi delle storie altrui per poi divulgarle? Su questi temi si interrogava alla fine del secolo scorso Janet Malcolm – penna di spicco del “New Yorker” – nel reportage “Il giornalista e l’assassino”, ora pubblicato per la prima volta in Italia: un’indagine esemplare sul potere narrativo e a tratti oscuro del giornalismo d’inchiesta, che ricostruisce un caso di cronaca nera reso ancora più torbido dalla gogna mediatica di qualche anno dopo…
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“Così parlò Zarathustra”: leggere Nietzsche oggi, tra poesia, filosofia e mito
Scritto e pubblicato sul finire dell’Ottocento, pochi anni prima della morte di Nietzsche, “Così parlò Zarathustra” è tra le opere principali del filosofo, capace di unire nelle sue pagine mito e fiaba, racconto filosofico e aforisma: leggerlo (o rileggerlo) oggi significa dunque affrontare i grandi temi del presente, aprirsi al dubbio e alla critica dei valori dominanti e cercare, anche dentro di sé, una volontà di potenza nuova…
#D_autore #Saggistica
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Scritto e pubblicato sul finire dell’Ottocento, pochi anni prima della morte di Nietzsche, “Così parlò Zarathustra” è tra le opere principali del filosofo, capace di unire nelle sue pagine mito e fiaba, racconto filosofico e aforisma: leggerlo (o rileggerlo) oggi significa dunque affrontare i grandi temi del presente, aprirsi al dubbio e alla critica dei valori dominanti e cercare, anche dentro di sé, una volontà di potenza nuova…
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Festival letterari, premi e fiere del libro 2026: il calendario
Una guida speciale, un calendario aggiornato settimanalmente, dedicato ai festival letterari del 2026, alle fiere del libro in giro per l’Italia e ai premi assegnati a scrittrici e scrittori
#Editoria
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Una guida speciale, un calendario aggiornato settimanalmente, dedicato ai festival letterari del 2026, alle fiere del libro in giro per l’Italia e ai premi assegnati a scrittrici e scrittori
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“Le nostre madri” di Gemma Ruiz Palà: le lotte collettive delle donne sotto il regime franchista
In “Le nostre madri”, Gemma Ruiz Palà mette in scena un invito a cena con protagoniste dieci donne spagnole (ma potrebbero venire da qualsiasi altro posto), tutte nate sotto la dittatura franchista. Attraverso una narrazione corale, la scrittrice catalana intreccia una storia di attivismo e sorellanza, con l’obbiettivo dichiarato di far comprendere che la storia del femminismo è un continuum…
#D_autore #Narrativa
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In “Le nostre madri”, Gemma Ruiz Palà mette in scena un invito a cena con protagoniste dieci donne spagnole (ma potrebbero venire da qualsiasi altro posto), tutte nate sotto la dittatura franchista. Attraverso una narrazione corale, la scrittrice catalana intreccia una storia di attivismo e sorellanza, con l’obbiettivo dichiarato di far comprendere che la storia del femminismo è un continuum…
#D_autore #Narrativa
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Premi Pulitzer 2026: ecco i vincitori. Nella “fiction” si impone Daniel Kraus
Sono stati assegnati i premi Pulitzer 2026, tra i più prestigiosi riconoscimenti statunitensi in ambito giornalistico e letterario… – Ecco i vincitori nelle diverse categorie
#Narrativa #Saggistica
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/narrativa/premi-pulitzer-2026-vincitori-1497250/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Sono stati assegnati i premi Pulitzer 2026, tra i più prestigiosi riconoscimenti statunitensi in ambito giornalistico e letterario… – Ecco i vincitori nelle diverse categorie
#Narrativa #Saggistica
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“Le nostre madri” di Gemma Ruiz Palà: le lotte collettive delle donne sotto il regime franchista
In “Le nostre madri”, Gemma Ruiz Palà mette in scena un invito a cena con protagoniste dieci donne spagnole (ma potrebbero venire da qualsiasi altro posto), tutte nate sotto la dittatura franchista. Attraverso una narrazione corale, la scrittrice catalana intreccia una storia di attivismo e sorellanza, con l’obbiettivo dichiarato di far comprendere che la storia del femminismo è un continuum…
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In “Le nostre madri”, Gemma Ruiz Palà mette in scena un invito a cena con protagoniste dieci donne spagnole (ma potrebbero venire da qualsiasi altro posto), tutte nate sotto la dittatura franchista. Attraverso una narrazione corale, la scrittrice catalana intreccia una storia di attivismo e sorellanza, con l’obbiettivo dichiarato di far comprendere che la storia del femminismo è un continuum…
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Il mercato del libro 2026 parte in positivo (anche) grazie al “fondo biblioteche”
Nei primi 4 mesi del 2026 l’editoria di varia nei canali trade è cresciuta rispetto ai primi 4 mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore, con un incremento di 740mila copie acquistate. Per il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta, “gli acquisti delle biblioteche, grazie al fondo da 60 milioni di euro del ministro della Cultura Alessandro Giuli, trainano questo avvio di anno e sono una boccata d’ossigeno. Ma sui consumi delle famiglie pesano inflazione e incertezza sul futuro: nonostante questi quattro mesi positivi, prevediamo un anno complesso…” – I particolari
#Ebook_e_digitale #Editoria
Leggi l'articolo: https://www.illibraio.it/news/editoria/mercato-del-libro-2026-inizio-positivo-1497335/?utm_campaign=autopost&utm_source=telegram&utm_medium=social
Nei primi 4 mesi del 2026 l’editoria di varia nei canali trade è cresciuta rispetto ai primi 4 mesi del 2025 del 2,5% a copie e del 3,8% a valore, con un incremento di 740mila copie acquistate. Per il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta, “gli acquisti delle biblioteche, grazie al fondo da 60 milioni di euro del ministro della Cultura Alessandro Giuli, trainano questo avvio di anno e sono una boccata d’ossigeno. Ma sui consumi delle famiglie pesano inflazione e incertezza sul futuro: nonostante questi quattro mesi positivi, prevediamo un anno complesso…” – I particolari
#Ebook_e_digitale #Editoria
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Adonis, Rupi Kaur e Murakami tra i protagonisti di Taobuk 2026
Dal 18 al 22 giugno 2026 si terrà la 16esima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Saranno più di 200 gli ospiti, per un programma che include letteratura, cinema, musica, danza, arti visive, geopolitica e scienza. Sabato 20 giugno appuntamento per la consegna dei Taobuk Award: saranno premiati (tra gli altri) il poeta Adonis, Donato Carrisi, Jonathan Coe, Abdulrazak Gurnah, la poetessa Rupi Kaur, Felicia Kingsley, Dacia Maraini e Haruki Murakami. Tra i protagonisti della manifestazione anche Stefania Auci, Jan Brokken, Gherardo Colombo e Vito Mancuso – I particolari
#Editoria
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Dal 18 al 22 giugno 2026 si terrà la 16esima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Saranno più di 200 gli ospiti, per un programma che include letteratura, cinema, musica, danza, arti visive, geopolitica e scienza. Sabato 20 giugno appuntamento per la consegna dei Taobuk Award: saranno premiati (tra gli altri) il poeta Adonis, Donato Carrisi, Jonathan Coe, Abdulrazak Gurnah, la poetessa Rupi Kaur, Felicia Kingsley, Dacia Maraini e Haruki Murakami. Tra i protagonisti della manifestazione anche Stefania Auci, Jan Brokken, Gherardo Colombo e Vito Mancuso – I particolari
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